Articoli marcati con tag ‘ripresa’

Nautica in ripresa, Salone al via con 800 espositori

Spinta da un mercato in ripresa, apre domani a Genova la 56ma edizione del salone nautico internazionale di Genova: 800 espositori, 1.000 imbarcazioni esposte su 180.000 mq di superficie di cui 100.000 in acqua, il più completo per varietà di tipologie merceologiche rappresentate. All’inaugurazione sarà presente Enrico Costa Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie in rappresentanza del governo, che prenderà parte al convegno convegno ‘Italia, Futuro. Il Salone che guarda al paese, il paese che vede il futuro’. “Ci meritiamo un grande salone nautico per averlo difeso e presidiato negli anni duri. Questa 56ma edizione sarà positiva perché il mercato ci accompagna – dice la presidente di Ucina Carla DeMaria -. Il fatturato globale della nautica è cresciuto del 17,1% nel 2015 rispetto al 2014 e i dati sul leasing nautico forniti da Assilea indicano per i primi cinque mesi del 2015 una crescita del 44% dei contratti e del 26% in valore assoluto rispetto ai primi cinque mesi del 2015″. Assenti i grandi marchi quali Azimut, Ferretti, Baglietto e Perini (“hanno commesso un errore”, dice Demaria), ma presenti tanti cantieri stranieri e italiani, alcuni di ritorno a Genova dopo anni di assenza, in particolare da Usa e Gb. Le nuove elaborazioni sui questionari della Nautica in Cifre, il compendio realizzato da Ucina Confindustria Nautica, quest’anno in collaborazione con la Fondazione Edison, confermano il primato dell’Italia in termini di export delle unità da diporto entrobordo per l’anno 2015 con una quota del 23,7%, prima di Paesi Bassi (19,6%) e Germania (15,9%). Prosegue quindi il percorso di rilancio, rinnovamento e internazionalizzazione della manifestazione con lo scopo di dare una spinta alla ripresa dell’export. L’Ice si presenta a Genova con 120 delegati, tra cui importatori e distributori di accessoristica, componentistica e imbarcazioni; responsabili di uffici tecnici, acquisti e progettazione di cantieri nautici internazionali, broker del settore e giornalisti esteri, tutti selezionati in accordo con Ucina, provenienti da 30 Paesi. Ma il salone è anche per gli appassionati un appuntamento annuale per vivere il mare a 360 gradi. Oltre alle prove in mare delle imbarcazioni si possono sperimentare in modo gratuito tutti gli sport dell’acqua. Quest’ anno sono previste anche due giornate interamente dedicate alla pesca con tutorial insieme ai più famosi pescasportivi italiani, incontri con gli atleti azzurri che hanno partecipato ai Giochi di Rio 2016 e per i velisti, la possibilità di provare l’ebbrezza di volare sull’acqua a bordo di catamarani che approdano a Genova per la prima volta con una tappa del circuito M32 Mediterranean Series.

Buone le impressioni di Nautica Italiana dal Salone di Miami

Proprio mentre sul web inizia a serpreggiare la notizia di un possibile allontanamento di Lamberto Tacoli dai vertici di CRN, arriva la voce di Nautica Italiana che in un comunicato stampa racconta le impressioni dal Boat Show di Miami. Sensazioni positive dal mercato americano, che sembra potere ricominciare a crescere.

Diversi i brand associati a NAUTICA ITALIANA, in rappresentanza delle eccellenze italiane della cantieristica dei grandi yacht, dei battelli pneumatici e ‎dell’accessoristica, che hanno scelto il Boat Show di Miami quale vetrina per presentare i loro ultimi modelli e i nuovi progetti in cantiere, sviluppati sulla base dell’evoluzione delle tecnologie, dei materiali e delle soluzioni stilistiche a cui il comparto italiano lavora incessantemente.

Una vetrina, quella del prestigioso salone nautico di Miami, scelta strategicamente in virtù della sempre più importante opportunità rappresentata dal mercato delle Americhe. In base ai dati rilasciati in apertura della manifestazione dal NMMA (National Marine Manufactures Association), l’industria nautica americana ha continuato a crescere con un robusto incremento del 6% negli ultimi cinque anni YoY, e si prevede mantenga questo trend per i prossimi. Una crescita che vede ben 88 milioni di persone navigare per una spesa complessiva in diportistica che nel 2015 ha superato i 37 miliardi di dollari. Sempre in base ai dati NMMA, il 95% delle imbarcazioni utilizzate negli USA sono prodotte localmente.

Lamberto Tacoli, Presidente di NAUTICA ITALIANA, ha commentato: “Proprio quest’ultimo dato rappresenta, in base al sentimento degli associati di NAUTICA ITALIANA, la maggiore opportunità per il nostro comparto. Infatti, stando agli andamenti del 2015 e alle previsioni 2016 raccolte tra i brand nostri associati, gli Stati Uniti rappresentano un mercato ad alto potenziale di crescita, dove l’alta sensibilità e la radicata passione per la nautica offrono per l’eccellenza Made in Italy una grande opportunità“.

Quel 5% di imbarcazioni non prodotte localmente, infatti, è per lo più occupato da yacht di grandi dimensioni rappresentato da imbarcazioni prodotte dalle più grandi aziende italiane, pronte ad ampliare la propria presenza. L’offerta italiana va quindi ad intercettare la fascia più alta del mercato che cerca qualità, design ed eccellenza tipiche del Made in Italy. Allo stesso modo, la grande eccellenza produttiva dei battelli pneumatici e dell’accessoristica è in grado di cogliere nel restante 95% del mercato (per lo più occupato da imbarcazioni di dimensioni contenute sotto i 30 piedi) molteplici possibilità di incremento del proprio business. Il compratore tipico di questa fascia di modelli, infatti, stando alla NMMA, è espressione della middle class con un reddito inferiore ai 100,000 dollari annui; una fascia in cui cresce la ricerca di qualità e design a cui il “Made in Italy” può rispondere.

Giovanna Vitelli, Vice Presidente di NAUTICA ITALIANA, ha aggiunto: “Sia in termini di visitatori che del cresciuto numero degli espositori, il Salone di Miami è stato il barometro di un mercato che può crescere in modo molto interessante a livello mondiale.

L’interesse per il prodotto made in Italy da parte del pubblico nord americano, così come dei visitatori latini, è stato palese e, fortunatamente, lo abbiamo visto trasformarsi anche in contratti di compravendita su tutte le dimensioni. Inoltre, essendo il processo d’acquisto meno impulsivo anche da questa parte del mondo, diverse nostre aziende tornano a casa con trattative aperte che si concluderanno nelle prossime settimane“.

Corrado Salvemini, membro del Comitato di Presidenza in rappresentanza del segmento dell’accessoristica, ha commentato: “C’è stato un ottimo afflusso di visitatori per la parte del Salone dedicata ad accessori e imbarcazioni medio piccole. Nelle richieste per l’accessoristica, in cui il Made in Italy può giocare un ruolo da protagonista, abbiamo trovato la conferma al trend che vede in ripresa il mercato per questo tipo di imbarcazioni, e anche per tale motivo possiamo dire che il Salone ha aperto per la nostra industria ottime opportunità per i prossimi esercizi“.

Dopo anni difficili, dunque, il mercato mostra con decisione i primi segnali di ripresa, confermati da un incremento degli ordini, nel 2015, trainati proprio dalla crescita dell’America e dell’Europa.

Nautica: ripresa fa da sfondo a Salone Nautico Genova

Dopo sette anni bui, la schiarita sembra affacciarsi sulla nautica con un fatturato in crescita del 10% nell’anno nautico (settembre 2014 – agosto 2015). E’ questo lo scenario che fa da sfondo alla 55ma edizione del Salone Nautico Internazionale di Genova apertosi oggi: mille barche esposte (il 20% in più in acqua rispetto all’anno scorso), 760 espositori, 140 operatori esteri da oltre 36 Paesi.

“Dobbiamo continuare a stimolare il settore della nautica dove ci sono professionalità, intelligenze, creatività e design italiano. E’ un settore che può crescere ancora di più e tornare a fatturati pre-crisi” ha commentato il ministro dei trasporti e delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio in visita al salone.
Il sistema produttivo nautico italiano comprende 17 mila unità di produzione locali, capaci di generare 10 miliardi di fatturato e un’occupazione che supera i 181 mila addetti, è stato sottolineato in apertura della rassegna che si chiuderà il 5 ottobre. La nautica è un notevole moltiplicatore di sviluppo.

Per ogni addetto alla produzione di barche se ne attivano 7,4 nella filiera. Ogni euro di produzione ne attiva in media 5,9 sulla filiera. I dati sono emersi dalla presentazione di due studi sul comparto nautico, uno della Fondazione Symbola di Ermete Realacci e l’altro della Fondazione Edison, a cura dall’economista Marco Fortis, vicepresidente dell’ente. Una conferma della ripresa arriva dal leasing nautico: nei primi due quadrimestri dell’anno, in base ai dati forniti da Assilea, l’Associazione italiana del leasing, il numero dei contratti stipulati è aumentato dell’11% rispetto ai primi otto mesi del 2014 mentre il valore medio è più che raddoppiato (+114%), superando il milione di euro. I segnali di ripresa, soprattutto sul mercato interno (l’export ha sempre tenuto) sono stati sottolineati dal presidente de ‘I Saloni Nautici’, la società di Ucina che organizza la rassegna, Anton Francesco Albertoni e dalla presidente di Ucina Carla Demaria che ha anche evidenziato un cambio di atteggiamento della politica e delle istituzioni nei confronti del settore. Una svolta concretizzatasi di recente con il varo della legge delega sul codice della nautica. ”Il Salone Nautico di Genova non è più triste come lo scorso anno ma si è rilanciato come si è rilanciata la nautica” ha detto il vice ministro del Mise Carlo Calenda. Riferendosi poi alla recente fuoriuscita da Ucina di alcuni grandi marchi Calenda ha lanciato un invito ad un ritorno di compattezza. “Il nostro nuovo statuto è il più inclusivo possibile con l’obiettivo di ridurre i dissapori – ha risposto Demaria -. L’obiettivo è che tutti i produttori possano portare le proprie istanze al tavolo della presidenza per questo ci sono 7 assemblee che rappresentano tutti i settori e che godono di una autonomia. Le porte sono spalancate”.

Salone Nautico: voglia rilancio,Lupi basta errori politica

Voglia di rilancio al 54mo Salone Internazionale di Genova apertosi oggi alla presenza del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Maurizio Lupi. L’industria del settore, che ha visto il proprio fatturato crollare di oltre il 60% negli ultimi sei anni, risponde alla crisi con un grande sforzo, 180 mila metri di esposizione, 760 marchi presenti, 1000 barche, 100 novità e una previsione di crescita del fatturato per il 2014 del 5,5%, dopo anni di flessione che hanno portato il settore da fatturare 6,4 miliardi nel 2008, a 2,4 nel 2013. A fianco della nautica ora c’e’ anche la politica con azioni di sostegno. Un cambio di marcia evidenziato da tutti i politici presenti: oltre a Lupi, il vice ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda e il vicecapogruppo del Pd alla Camera Paola De Micheli. “Questo è un settore di cui dobbiamo andare orgogliosi, il mare è una risorsa, non può essere una negatività. Chi possiede una barca deve essere guardato con orgoglio, non può essere considerato un evasore” ha detto Lupi riferendosi ai controlli fiscali compiuti sui possessori di barche negli anni passati. “La nautica ha sofferto al di la’ della crisi anche per i nostri errori – ha aggiunto Lupi, riferendosi alla politica – ma è inutile andare a cercare chi ha sbagliato, dobbiamo ripartire tutti insieme”. Parole confortanti anche da parte del viceministro Calenda: “Alla nautica tra supporto al Salone e fiere abbiamo portato quest’anno 1,7-1,8 milioni. Il prossimo anno pensiamo si possa arrivare a 5 milioni, 2 dei quali dedicati al Salone di Genova. Ma ci vuole un progetto fatto dall’industria e per l’industria”. “Tutti ci stanno aiutando a 360 gradi” ha confermato il presidente di Confindustria Nautica Massimo Perotti ricordando fra i provvedimenti varati dal governo la legge sui ‘Marina Resort’, che riduce l’Iva applicata a chi sosta nei porti turistici e il registro telematico che ha permesso la riduzione dei controlli in mare. Da De Micheli, su sollecitazione di Perotti, è poi arrivato l’impegno a rendere stabile il provvedimento sui marina resort che termina a fine 2014. I capitoli sui quali ancora si deve lavorare, secondo il presidente di Ucina, sono l’avvio del nuovo codice della nautica e l’acquisto in leasing delle imbarcazioni “con una interpretazione allargata del disegno di legge che consenta alle banche di chiedere agli acquirenti garanzie accessorie”. Non è mancata infine la polemica sulla decisione presa dall’Autorità portuale di Genova, di dare in concessione la nuova darsena della Fiera alla Saloni nautici spa solo fino al 31 dicembre 2015, anziché, come la società aveva chiesto, per 10 anni o, in seconda istanza, per 4. “Se si può lavorare a Genova bene – ha detto Perotti – altrimenti faremo le nostre considerazioni”.

Segnali di ripresa per il mercato dei veicoli per il trasporto merci

A cavallo tra il 2013 e il 2014 il mercato dei veicoli per il trasporto merci ha dato segnali di ripresa, che lasciano ben sperare per una uscita dalla pesante crisi che ha colpito il settore, crisi che ha avuto ripercussioni anche sulla consistenza del parco circolante, che ha interrotto una crescita che durava da molti anni. I dati elaborati dal Centro Ricerche Continental Autocarro mostrano infatti che il parco di veicoli per il traporto merci che circolano nel nostro Paese ha iniziato a calare a partire dal 2012, che è stato il primo anno in cui il numero di veicoli per il tras porto merci che sono usciti dal parco circolante ha superato il numero di nuove immatricolazioni: proprio da questo deriva il calo del numero di veicoli per il trasporto merci in circolazione. Nei primi cinque mesi del 2014 le immatricolazioni di questi veicoli sono tornate a crescere (+15,2% rispetto allo stesso periodo del 2013). L’aumento delle immatricolazioni, però, non è ancora arrivato a compensare il numero di radiazioni, che resta più elevato; per questo motivo, secondo l’elaborazione del Centro Studi Continental Autocarro, il parco circolante di veicoli per il trasporto merci nei primi cinque mesi dell’anno accusa ancora una lievissima diminuzione (-0,2%) rispetto al dato di fine 2013, attestandosi a quota 3.930.687 unità.

A livello locale, come risulta dalla tabella alla pagina successiva, è da evidenziare che, sempre nei primi cinque mesi del 2014, in quattro regioni italiane il parco circolante ha già ricominciato a crescere, e per esattezza in Toscana (+1,2%), in Trentino Alto Adige (+1,1%), in Piemonte (+0,3%) e in Lazio (+0,3%). Nelle altre regioni vi sono invece cali, che vanno dal -0,1% della Valle d’Aosta fino al -0,8% di Molise, Marche e Puglia.

“In questi anni difficili per l’economia italiana – afferma a commento dei dati Daniel Gainza, Direttore Commerciale di Continental CVT – vi sono stati molti operatori economici che sono usciti dal mercato, sia nel settore del trasporto merci (padroncini e società di trasporti) sia tra artigiani, professionisti e piccole e medie imprese che utilizzano veicoli commerciali per la loro attività. La conseguenza è che è calato anche il parco circolante di veicoli per il trasporto merci, come i dati dimostrano. Da qualche mese a questa parte, però, le immatricolazioni hanno ripreso ad aumentare, e questo indubbiamente è un dato positivo perché permette alle aziende che hanno dovuto rinunciare ai mezzi di trasporto di tornare a dotarsi di mezzi strumentali utili per il ril ancio della loro attività e può consentire che si affaccino sul mercato nuove realtà meglio strutturate per far fronte alla concorrenza internazionale. Non va poi dimenticato che la ripresa del mercato è importante anche per il ricambio dei veicoli particolarmente vecchi che sono ancora in circolazione, la cui sostituzione non può più essere rimandata; in questo modo si contribuisce anche a rendere più elevata la sicurezza sulla strada”.

Porti: Savona chiude primo quadrimestre con + 1,4 % merci

Ha chiuso col segno più il primo quadrimestre in porto a Savona. Il traffico delle merci nel mese di aprile ha fatto registrare una crescita del 6.7% rispetto allo stesso mese 2013, portando così il bilancio del primo quadrimestre 2014 ad un totale di +1,4%. I contenitori in numero (TEU) segnano una buona ripresa, riportando un aumento del 14.4%. E’ il comparto delle crociere a trainare il porto di Savona che segna un generale +16.1%. Con 272.751 passeggeri supera il 2013 di 38.697 unità pari al +16.5%, I traghetti chiudono il primo quadrimestre 2014 con un aumento del +10.6%. Dati positivi che pongono lo scalo savonese tra quelli che, pur in un periodo di forte contrazione economica, continua a posizionarsi fra i porti italiani contrassegnati da un saldo positivo. Nel quarto mese del 2014 si è assistito ad una crescita delle rinfuse liquide (+32.7%), un leggero stallo delle merci convenzionali (-0.4%) ed una perdita delle rinfuse solide per le quali pesa il fermo della centrale elettrica Tirreno Power di Vado Ligure (combustibili minerali solidi -47.4%).

Passando all’analisi dei dati del primo quadrimestre 2014 rispetto al medesimo periodo 2013, si ha una crescita sul complessivo del 1,4%: in positivo le merci convenzionali (+10.7%) e le rinfuse liquide (+7.6%); in negativo solo le rinfuse solide (-18.5%). Nel dettaglio, per quanto riguarda le merci convenzionali si evidenzia un aumento degli acciai (+23.8%), delle merci su container (+20.7%) della frutta (+15.4%) e dei rotabili (+5.1%); in negativo i prodotti forestali (-24.7%), spesso oggetto di andamenti oscillatori nel corso dell’anno. Nelle rinfuse liquide segno positivo per i prodotti raffinati (+84.9%) e il greggio (+2.2%), in negativo le altre rinfuse liquide (-56.3%). Per le solide, il dato che riguarda il comparto cerealico riporta un +46% mentre nel caso dei minerali solidi il calo è del 25.5% e per il carbone si attesta a -39.2%.

Perocchio. “ ..dal 2015 la ripresa, promozione sui mercati esteri e migliori normative “

Al 12° SNIM , l’unico Salone Nautico della Puglia inauguratosi ieri alla presenza del sottosegretario alle Infrastrutture Umberto Basso De Caro e del direttore generale del dicastero Cosimo Durante , presenti le massime autorità civili e militari, Assomarinas, per voce del suo presidente Roberto Perocchio ha sottolineato l’importanza dell’evento fieristico per l’animazione del mercato nautico anche se “ l’anno in corso, numeri alla mano, presenta le stesse difficoltà del 2013 mentre gli operatori attendono la ripresa per il prossimo anno quando potrà partire il credito al consumo ed il Governo avrà ricreato il clima di fiducia nell’utenza”. Il presidente ha inoltre ricordato come sia già allo studio un miglior coordinamento dei controlli, l’attivazione del registro elettronico delle imbarcazioni (n.d.r. per la cui attuazione il Consiglio di Stato ha recentemente espresso parere favorevole e la cui accelerazione è stata confermata nell’intervento del Sottosegretario De Caro), nonché il riconoscimento del turismo nautico come importante risorsa economica per il Paese.
Non è mancato poi un preciso riferimento alla portualità turistica pugliese ricordando all’assessore regionale allo Sviluppo Economico Loredana Capone che con il nuovo porto di Manfredonia ed il porto turistico di Cala Ponte che sarà inaugurato a breve, “ si è notevolmente incrementata per la Regione l’offerta di ormeggi ma – ha sottolineato Perocchio – “ in considerazione della crisi del mercato interno e dell’attuale eccesso di offerta di posti barca a livello nazionale con 17.000 nuovi posti barca realizzati negli ultimi 6 anni e 20.000 in via di completamento , è necessario che la Regione, forte delle sue competenze in materia, intensifichi la promozione turistica anche a favore della nautica sui mercati esteri”.
Ha inoltre ricordato il successo registrato nella regione Friuli Venezia Giulia dall’introduzione , con legge regionale, dei “marina resort” ,( normativa che può essere prodotta anche per le regioni a statuto ordinario grazie alle competenze regionali in materia di turismo) , che inquadra il porto turistico come “impresa turistico ricettiva” , innescando conseguentemente alcuni vantaggi fiscali propri del settore alberghiero, “ necessari – ha concluso il Presidente – a compensare il settore nautico dai danni derivati dalla tassa di possesso”.
Pieno accordo col presidente di Assomarinas sulla promozione all’estero e sull’attenuazione dei controlli in mare da parte del presidente nazionale di Assonautica Alfredo Malcarne mentre è stato il Sottosegretario De Caro a confermare la volontà del Governo di riportare la nautica ai livelli ante 2008 quando il comparto contribuiva con oltre 6 Mld al PIL nazionale.

GIACHINO (F.I.) HA RAGIONE SQUINZI . LE RETI TEN-T DARANNO ALL’ITALIA LA CENTRALITA’ LOGISTICA ITRA EUROPA E MEDITERRANEO

Interpellato ai margini della Mobility Conference in corso a Milano l’ex sottosegretario Bartolomeo Giachino, attuale responsabile nazionale trasporti e logistica di F.I., ha apprezzato in modo particolare l’intervento del Presidente di Confindustria Squinzi che ha dichiarato che con la realizzazione dei quattro corridoi europei che si incroceranno nella Pianura Padana il nostro Paese riacquisterà la centralità nella logistica mediterranea verso l’Europa e verso l’Africa. Ricordo però che la decisione europea, di eccezionale portata strategica, sulle reti Ten-T è del 19 ottobre 2011 grazie al grande impegno in sede europea del Governo Berlusconi e dei suoi uomini.
Nella attesa della realizzazione delle reti Ten-T è possibile però efficientare il sistema logistico del nostro Paese affrontando le tematiche dei porti, degli interporti, dei controlli doganali, sanitari nei porti, nella definizione del contratto franco destino, nella riforma dell’autotrasporto con un disegno unitario. Un disegno unitario discusso e confrontato con gli operatori logistici del nostro Paese che sono i primi a pagare le conseguenze della inefficienza del nostro sistema logistico che anche Assolombarda valuta in circa cinquanta miliardi di euro e che sono uno dei grandi motivi della minore competitività del nostro Paese e della sua bassa crescita.
Anche il Piano degli aeroporti di Lupi, che finalmente arriva al confronto nella Commissione presieduta dal Senatore Matteoli, deve essere discusso e confrontato con gli operatori logistici.
La logistica e i trasporti possono essere un grande motore di competitività e di crescita per la nostra economia ma occorre rendersi conto che la riforma deve coinvolgere i rappresentanti di un settore che ogni giorno garantisce i tempi di consegna delle merci, dei semilavorati e delle produzioni .
Con la riforma elettorale, del bicameralismo e dell’articolo V, che grazie al confronto benefico tra Renzi e Berlusconi finalmente appaiono raggiungibili, i Governi potranno avere forza e strumenti importanti per farci uscire dalla crisi.
La realizzazione delle reti Ten-T e la riforma del sistema logistico potranno rappresentare un bel motore di crescita per la ripresa economica e sociale del nostro Paese ma è essenziale coinvolgere il Parlamento e gli operatori.

AUTO: DAL MERCATO SEGNALI INCORAGGIANTI

Il mercato dell’auto mostra finalmente segnali incoraggianti che vanno colti al volo”. Lo dichiara il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani, commentando i dati sull’andamento delle immatricolazioni a gennaio che segnano +3,2% rispetto al 2013.
“Se non si ridurrà la pressione fiscale che spinge la spesa complessiva annua per l’auto oltre 3.500 euro – aggiunge Sticchi Damiani – gli sforzi e i sacrifici finora compiuti saranno vani: l’eliminazione del superbollo e la defiscalizzazione, anche parziale, dell’IVA per le auto aziendali possono rappresentare i primi passi per rafforzare la fiducia degli italiani verso le quattro ruote”.

Fincantieri spera in Carnival per la ripresa

Fincantieri si aggiudica commessa da 1 miliardo

Fincantieri si aggiudica un nuovo ordine per due navi da crociera dagli statunitensi di Carnival e intravede la ripresa. La commessa supera infatti il miliardo di euro e fa tirare un sospiro di sollievo ai cantieri italiani.

La riorganizzazione, però, prosegue: l’obiettivo dell’ad Giuseppe Bono resta il recupero della competitività in un mercato lento. Prima della crisi, infatti, la produzione globale di nuove navi da crociera era tra le 12 e le 15 unità l’anno, mentre adesso si attesta tra le 6 e le 7.

I nuovi ordini portano a 61 il numero di navi Carnival realizzate da Fincantieri. Le nuove unità saranno destinate ai brand Holland America Line e Carnival Cruise Line e avranno capacità da 2.660 e 4mila passeggeri. La prima dovrebbe essere consegnata nell’autunno 2015, mentre la seconda entrerà in servizio non prima dell’inverno 2016.

Se da un lato il numero dei dipendenti di Fincantieri è diminuito dall’inizio dell’anno di circa 500 unità (oggi gli addetti sono 8.400), il futuro si preannuncia di crescita: prossimamente il gruppo potrebbe mettere in atto l’acquisizione dei coreano-norvegesi di Stx Osv, specializzati nelle piattaforme off shore.

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