Articoli marcati con tag ‘riqualificazione’

​Riqualificazione e riapertura della pista di volo dell’Aeroporto di Pisa ​

Lo scorso  27 marzo 2015, presso l’Aeroporto Galileo Galilei di Pisa, si è svolta la cerimonia di riapertura della pista di volo dello scalo pisano a cui hanno partecipato per l’ENAC il Presidente Vito Riggio e i responsabili delle strutture tecniche dell’Ente competenti per materia. Il Presidente Riggio, nel corso della cerimonia, ha sottolineato: “La nuova dotazione infrastrutturale garantisce all’Aeroporto di Pisa una continuità operativa al pari dei principali aeroporti italiani ed europei con i quali il sistema aeroportuale della Regione Toscana potrà competere ad armi pari, secondo la logica di razionalizzazione indicata dal Piano Nazionale degli Aeroporti del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sul quale è stata raggiunta l’intesa Stato-Regioni. L’Aeroporto di Pisa, in particolare, avrà proprio una vocazione internazionale specializzandosi, secondo le previsioni, sul traffico intercontinentale”. Il Direttore Generale Alessio Quaranta nel commentare la riapertura della pista di volo, ha evidenziato come “Con i lavori inaugurati oggi sono state riqualificate le pavimentazioni delle infrastrutture implementando i requisiti prestazionali sia in termini di safety sia di comfort nella percorrenza degli aeromobili. Ciò rappresenterà un ulteriore impulso allo sviluppo del traffico aereo con le conseguenti ricadute positive sull’economia del territorio pisano e dell’intera regione. Di particolare apprezzamento, inoltre, il contenimento dell’impatto ambientale determinato da queste opere, frutto di un’attenzione delle Istituzioni a favore della qualità della vita degli abitanti nelle zone limitrofe allo scalo”. I lavori inaugurati oggi comprendono la riqualificazione della pavimentazione della pista principale, la realizzazione del nuovo raccordo tra la pista principale e quella secondaria per consentire l’anticipo del decollo verso la città, contribuendo alla riduzione dell’impatto acustico, nonché l’adeguamento della portanza delle superfici di sicurezza (Strip e R.E.S.A.). Il piano degli interventi comprende anche l’adeguamento del sistema di luci pista (AVL) che consentirà il miglioramento dell’operatività dello scalo in condizioni di bassa visibilità e il passaggio di categoria operativa della pista principale da CAT I a CAT II-III. Sono, inoltre, state sostituite/implementate le lampade a tecnologia alogena con le nuove e più performanti tecnologie a LED. Verranno inoltre realizzati importanti interventi di miglioramento delle aree di sicurezza delle aree a verde adiacenti la superficie pavimentrata della pista principale. Le opere rientrano nell’ambito dei lavori previsti dal Master Plan della società di gestione SAT S.p.A, presentato nel 2014 e adeguato le previsioni di sviluppo dello scalo all’orizzonte temporale del 2028. Gli interventi sono stati studiati nell’ottica di un contenimento dell’impatto ambientale, del miglioramento delle circolazione a terra dei velivoli nonché del miglioramento delle capacità operative dello scalo aeroportuale.

Bologna, riqualificazione di via de’ Carracci: al via l’1 settembre la terza fase dei lavori

E’ partita ieri, lunedì 1 settembre la terza fase dei lavori di riqualificazione di via de` Carracci, nel tratto compreso fra via Di Vincenzo e via Fioravanti.
L`intervento si concluderà sabato 11 ottobre.

A seguire sarà avviata la quarta e ultima fase dei lavori, che interesserà il tratto fra via Fioravanti e il passaggio a livello su via dè Carracci, la cui conclusione – prevista lunedì 10 novembre – segnerà il completamento degli interventi per i quali era stata necessaria la chiusura al traffico della strada.

Domenica 31 agosto termineranno invece i lavori – ora in corso – fra via Matteotti e via Fioravanti, prolungati per consentire il potenziamento – rispetto al progetto originale – del sistema di raccolta e smaltimento delle acque meteoriche.

L’ intervento complessivo di riqualificazione definitiva di via dè Carracci, progettato da Italferr per conto di Rete Ferroviaria Italiana e condiviso con il Comune di Bologna comprende: il completamento dell`intero fronte della nuova stazione, la creazione di una piazza – in parte a gradonata – all`angolo con ponte Matteotti, la realizzazione di una nuova pista ciclabile bidirezionale sul lato nord della via e opposto al fronte stazione, nonché il rinnovo di tratti di condotte fognarie con rifacimento del manto stradale e adeguamento della segnaletica.

Milano: partono i lavori di riqualificazione del cavalcavia in via Ernesto Breda

Al via, da sabato 5 luglio, i lavori di riqualificazione del cavalcavia di via Ernesto Breda. L’intervento, progettato da Rete Ferroviaria Italiana e condiviso con il Comune di Milano, prevede l’adeguamento del ponte al passaggio dei treni cointaner merci della linea Milano – Chiasso.

Alla fine dei lavori, oltre ai benefici in termini ferroviari, saranno migliorate anche le caratteristiche della viabilità stradale:

• allargamento della carreggiata da 5,6 a 7 metri;
• nuovi marciapiedi e percorsi ciclopedonali bidirezionali larghi 2 metri;
• separazione tra corsie stradali e ciclopedonali;
• rifacimento del manto stradale e adeguamento della segnaletica;
• nuovo parapetto metallico di protezione sul cavalcavia;

Inoltre, saranno rinnovati tratti di condotte fognarie e modificati gli impianti tecnologici esistenti.

L’investimento di Rete Ferroviaria Italiana è di circa 3,2 milioni euro che vedrà un contributo del Comune di Milano per oltre 600mila euro.

Portomarghera: “la grande scommessa” per realizzare l’europorto dell’alto Adriatico”

La realizzazione del grande europorto alto adriatico passa anche per la bonifica e la riqualificazione di Porto Marghera, che si pone come area strategica funzionale ed interfaccia del sistema offshore-onshore del “post Mose” , terminal d’altura che sarà collegato con vari terminali a terra e con il sistema fluviale padano-veneto e che concorrerà ad estromettere il traffico petrolifero dalla laguna di Venezia mentre a Fusina , il 31 maggio p.v., prenderà piena operatività il nuovo terminal dedicato alle “autostrade del mare” , il più moderno terminal ro-ro. ro-pax del Mediterraneo.
Con il processo di bonifica e riconversione delle aree di Portomarghera, un tempo occupate dall’industria petrolchimica e metallurgica di base, si aprono nuove, eccellenti opportunità per l’insediamento di attività di manifattura leggera, logistica integrata, chimica “verde” ed agroalimentare di qualità in una visione porto-centrica che ricerca nei porti la vicinanza al mercato . Una nuova portualità, dunque, anche al servizio di un’area metropolitana nella quale porto, aeroporto e snodi stradali, autostradali , ferroviari e di navigazione interna sono di primo livello. Al meeting dell’International Propeller Club Port of Venice tenutosi presso il Best Western di Mestre il talkshow sulle “Bonifiche e riqualificazione di Porto Marghera”, tema del meeting, è stato animato dagli interventi del presidente dell’ Autorità Portuale di Venezia Costa, dal direttore generale dell’Ente Zona Industriale di Portomarghera Palma, dall’assessore alle attività Produttive del Comune di Venezia Farinea e dai responsabili di e-Ambiente Chiellino e Zanotto moderati dal presidente del Port Venice Massimo Bernardo. Un dibattito per rispondere ai tanti interrogativi sul futuro della zona industriale, sullo sviluppo del porto e del progetto NAPA , sulla salvaguardia dell’ecosistema ma anche sul difficile momento di transizione che migliaia di addetti stanno vivendo con preoccupazione per il mantenimento del proprio posto di lavoro in attesa di soluzioni certe e definitive sul futuro dell’area.
All’attenta platea di operatori, amministratori, possibili investitori, agli incalzanti interrogativi di bernardo “ Dove saranno reperibili gli importanti investimenti necessari per le opere di bonifica; quali le garanzie per attrarre eventuali investimenti privati, qual è la visione strategica complessiva sull’ampia area metropolitana e quale la visione programmatoria sul breve, medio e lungo termine per lo sviluppo dell’area industriale e del porto di Venezia nell’ambito dell’ipotizzato europorto dell’alto Adriatico? altrettanto eloquenti risposte: “ Stiamo affrontando con assoluta priorità il complesso problema della possibile convivenza tra logistica, sviluppo industriale infrastrutture – ha esordito l’assessore comunale Farinea – anche per evitare penalizzanti speculazioni sulle aree puntando alla necessaria convivenza tra il P.A.T. e il Piano regolatore Portuale. Pensiamo ad una newco tra comune e regione per la programmazione degli interventi nelle aree (100 ha) acquisite da comune” . Da parte sua Costa annuncia i 10 punti sui quali si realizzerà la revisione del Piano regolatore portuale: il “post Mose” ; il post Legge 798/1984; il post Fusina; posto chimica di base; post reti TEN-T; post NAPA; post Decreto Clini-Passera; post Città metropolitana; post riforma legge portuale; post riattivazione Punto Franco”. Un percorso complesso per rispondere alle mutate esigenze del traffico e della salvaguardia dell’ambiente con la primaria esigenza di dover alimentare un porto che si espande su 20.450.000 mq. , 30.000 m di banchine, 163 accosti operativi, 205 km. di rete ferroviaria interna, 26 terminal merci, 7 terminal commerciali, 19 terminal in conto proprio, 8 terminal passeggeri e 2.300.000 pax/anno; 1° home port del Mediterraneo, 15.674 addetti occupati diretti e con un traffico totale di 24.411.377 tonnellate . Una complessa realtà che tuttavia potrà ulteriormente essere ottimizzata nel più vasto progetto
di europorto dell’alto Adriatico che Venezia con Chioggia, Trieste, Monfalcone,Capodistria e Fiume, (Ravenna ?) potrà porsi come necessaria alternativa nella portualità del sud Europa non solo al northern range ma anche tra l’est e l’ovest del Continente. Ma a che punto è il progetto di bonifica e riqualificazione di Porto Marghera? Puntualissimi Emanuele Zanotto e Gabriella Chiellino di e-Ambiente rispondono:“Porto Marghera ha rappresentato per l’immaginario comune il luogo della massima compromissione ambientale.
Gli strumenti legislativi (Perimentazione SIN, Accordi di Programma, Protocolli attuativi) uniti alle migliori tecnologie disponibili per la decontaminazione hanno trasformato l’area industriale in esempio di riqualificazione per il panorama nazionale e internazionale.
L’assioma dell’”inquinatore deve pagare” ha trovato la sua declinazione nell’esecuzione di alcune decine di chilometri di marginamento ambientale che evita ulteriori contaminazioni delle acque e dei sedimenti.
Stringenti limiti (più’ bassi a livello europeo) per lo scarico delle acque di processo in laguna rappresentano gli strumenti per annullare le pressioni antropiche su questo unico ecosistema, a slavguardia degli investimenti per la decontaminazione.
Oggi a P.Marghera stanno fiorendo aziende che puntano al Green attraverso processi di riconversione industriale di impianti esistenti. Bioraffineria di ENI e la bioestrazione di oli di Cereal Docks rappresentano investimenti importanti di aziende che trovano le strutture (banchine, ferrovia, autostrada) nell’area portuale.
L’industria chimica se ne e’ andata ma ha lasciato la connessione con il territorio, eredita’ indispensabile per il rilancio.
L’europa guarda con entusiasmo la chimica verde e la filiera food, garantendo alle aziende fondi di oltre 1,6 miliardi di Euro all’anno per finanziare l’innovazione e gli investimento. Horizon 2020 infatti e’ il programma pluriannuale che ha fuso gli strumenti di programmazione del Programma Quadro e Ecoinnovation a cui soprattutto le PMI potranno accedere. Vi sono tutti gli strumenti, normativi e finanziari, per dare nuovo impulso a P. Marghera.

Porti, Trieste rinasce eco

Il porto di Trieste

Il rilancio del porto di Trieste è cominciato. In chiave ecosostenibile. L’eco-rinascita del porto è stata sancita da un protocollo d’intesa firmato dal Ministero dell’Ambiente e dall’Autorità portuale del capoluogo giuliano.

“L’accordo con il Porto di Trieste – dichiara il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini – è un segnale molto forte, e punta alla riqualificazione e valorizzazione di infrastrutture e spazi”.

“C’è tantissimo da fare – aggiunge il presidente dell’Autorità portuale, Marina Monassi – cinque aree da risistemare: dobbiamo reagire investendo in sostenibilità”. Secondo l’authority, l’accordo “costituisce soprattutto un focale punto di partenza per innestare un processo di reale rivitalizzazione del porto franco triestino e della sua centralità nel contesto dell’arco Nord Adriatico, nell’ambito dei futuri scenari che si vanno delineando con la progressiva estensione del mercato comunitario verso il Centro-Est dell’Europa e l’area dei Balcani”. Tra gli obiettivi principali la riqualificazione e il potenziamento del terminal ferroviario di Trieste Campo Marzio, il riassetto delle aree industriali dell’Ex Arsenale San Marco, la realizzazione della Piattaforma Logistica e la creazione di un nuovo terminal portuale.

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter

DALLE AZIENDE
Video News
Pit stop

Guidare senza patente di guida, da oggi non sarà più reato

Seguendo alcune trasmissioni televisive, in qui era presente il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, si è appreso che la cancellazione del reato di guida senza patente è ormai imminente. Da f[...]
Leggi l'articolo e ascolta o scarica l'intervista...
Dai nostri blog
Link consigliati
Categorie
Dai nostri partner