Articoli marcati con tag ‘ro-ro’

Onorato potenzia la rotta Genova-Livorno-Catania

Una nave ‘ro-pax’ per dare il via alla linea merci e passeggeri Malta-Catania con una rete di collegamenti che consentirà agli autotrasportatori di poter usufruire di una vasta offerta, con navi e orari pensati per soddisfare le necessità di tutti i professionisti del settore.

Sono le novità del Gruppo Onorato Armatori per “confermare la nostra politica di investimenti e rafforzamento del network da e per la Sicilia, con operativi e unità capaci di trasportare qualsiasi tipologia di merci e veicoli con dimensioni eccezionali”.

La prima novità riguarda i collegamenti da Genova e Livorno per Catania e viceversa: dal 18 aprile Tirrenia garantirà tre partenze settimanali sia dal capoluogo ligure che da Livorno.

Per queste rotte verranno impiegate due ‘ro-ro’ di cui una da 178×26 metri, che può trasportare sino a 2.600 metri lineari, l’altra da 166×25 metri, anch’esso in grado di contenere fino a 2.500 metri lineari, entrambe con una velocità di servizio di 20 nodi. “Viaggeranno lungo il Mar Tirreno – spiegano dal Gruppo Onorato Armatori – in affiancamento al servizio già esistente sull’Adriatico, offriranno un network completo per soddisfare al meglio le necessità del mercato”.

A questo si aggiunge, sempre dal 18 aprile, un nuovo collegamento con nave dedicata sulla tratta Malta-Catania.

L’obiettivo del Gruppo Onorato Armatori è “quello di voler ulteriormente incrementare i traffici commerciali da e per l’Isola di Malta verso la Penisola ed il resto d’Europa e aprire al traffico passeggeri”. Per questo ci saranno quattro collegamenti settimanali da Malta per Catania e viceversa.

Con la nave ro-pax Barbara Krahulik, dunque, già dai prossimi giorni sarà attiva la nuova offerta del Gruppo leader nei trasporti del Mediterraneo.

“Con questa nuova opportunità – dichiara il Vice presidente di Moby e consigliere delegato al commerciale di Moby e Tirrenia, Alessandro Onorato – Tirrenia consolida ulteriormente la sua presenza sul territorio nel quale crede fortemente e ha già prodotto risultati importanti. Crediamo che si possano sviluppare nuovi traffici tra i due Paesi grazie alla possibilità di poter usufruire di un servizio nuovo e conveniente in termini di prezzi e frequenza”

Portomarghera: “la grande scommessa” per realizzare l’europorto dell’alto Adriatico”

La realizzazione del grande europorto alto adriatico passa anche per la bonifica e la riqualificazione di Porto Marghera, che si pone come area strategica funzionale ed interfaccia del sistema offshore-onshore del “post Mose” , terminal d’altura che sarà collegato con vari terminali a terra e con il sistema fluviale padano-veneto e che concorrerà ad estromettere il traffico petrolifero dalla laguna di Venezia mentre a Fusina , il 31 maggio p.v., prenderà piena operatività il nuovo terminal dedicato alle “autostrade del mare” , il più moderno terminal ro-ro. ro-pax del Mediterraneo.
Con il processo di bonifica e riconversione delle aree di Portomarghera, un tempo occupate dall’industria petrolchimica e metallurgica di base, si aprono nuove, eccellenti opportunità per l’insediamento di attività di manifattura leggera, logistica integrata, chimica “verde” ed agroalimentare di qualità in una visione porto-centrica che ricerca nei porti la vicinanza al mercato . Una nuova portualità, dunque, anche al servizio di un’area metropolitana nella quale porto, aeroporto e snodi stradali, autostradali , ferroviari e di navigazione interna sono di primo livello. Al meeting dell’International Propeller Club Port of Venice tenutosi presso il Best Western di Mestre il talkshow sulle “Bonifiche e riqualificazione di Porto Marghera”, tema del meeting, è stato animato dagli interventi del presidente dell’ Autorità Portuale di Venezia Costa, dal direttore generale dell’Ente Zona Industriale di Portomarghera Palma, dall’assessore alle attività Produttive del Comune di Venezia Farinea e dai responsabili di e-Ambiente Chiellino e Zanotto moderati dal presidente del Port Venice Massimo Bernardo. Un dibattito per rispondere ai tanti interrogativi sul futuro della zona industriale, sullo sviluppo del porto e del progetto NAPA , sulla salvaguardia dell’ecosistema ma anche sul difficile momento di transizione che migliaia di addetti stanno vivendo con preoccupazione per il mantenimento del proprio posto di lavoro in attesa di soluzioni certe e definitive sul futuro dell’area.
All’attenta platea di operatori, amministratori, possibili investitori, agli incalzanti interrogativi di bernardo “ Dove saranno reperibili gli importanti investimenti necessari per le opere di bonifica; quali le garanzie per attrarre eventuali investimenti privati, qual è la visione strategica complessiva sull’ampia area metropolitana e quale la visione programmatoria sul breve, medio e lungo termine per lo sviluppo dell’area industriale e del porto di Venezia nell’ambito dell’ipotizzato europorto dell’alto Adriatico? altrettanto eloquenti risposte: “ Stiamo affrontando con assoluta priorità il complesso problema della possibile convivenza tra logistica, sviluppo industriale infrastrutture – ha esordito l’assessore comunale Farinea – anche per evitare penalizzanti speculazioni sulle aree puntando alla necessaria convivenza tra il P.A.T. e il Piano regolatore Portuale. Pensiamo ad una newco tra comune e regione per la programmazione degli interventi nelle aree (100 ha) acquisite da comune” . Da parte sua Costa annuncia i 10 punti sui quali si realizzerà la revisione del Piano regolatore portuale: il “post Mose” ; il post Legge 798/1984; il post Fusina; posto chimica di base; post reti TEN-T; post NAPA; post Decreto Clini-Passera; post Città metropolitana; post riforma legge portuale; post riattivazione Punto Franco”. Un percorso complesso per rispondere alle mutate esigenze del traffico e della salvaguardia dell’ambiente con la primaria esigenza di dover alimentare un porto che si espande su 20.450.000 mq. , 30.000 m di banchine, 163 accosti operativi, 205 km. di rete ferroviaria interna, 26 terminal merci, 7 terminal commerciali, 19 terminal in conto proprio, 8 terminal passeggeri e 2.300.000 pax/anno; 1° home port del Mediterraneo, 15.674 addetti occupati diretti e con un traffico totale di 24.411.377 tonnellate . Una complessa realtà che tuttavia potrà ulteriormente essere ottimizzata nel più vasto progetto
di europorto dell’alto Adriatico che Venezia con Chioggia, Trieste, Monfalcone,Capodistria e Fiume, (Ravenna ?) potrà porsi come necessaria alternativa nella portualità del sud Europa non solo al northern range ma anche tra l’est e l’ovest del Continente. Ma a che punto è il progetto di bonifica e riqualificazione di Porto Marghera? Puntualissimi Emanuele Zanotto e Gabriella Chiellino di e-Ambiente rispondono:“Porto Marghera ha rappresentato per l’immaginario comune il luogo della massima compromissione ambientale.
Gli strumenti legislativi (Perimentazione SIN, Accordi di Programma, Protocolli attuativi) uniti alle migliori tecnologie disponibili per la decontaminazione hanno trasformato l’area industriale in esempio di riqualificazione per il panorama nazionale e internazionale.
L’assioma dell’”inquinatore deve pagare” ha trovato la sua declinazione nell’esecuzione di alcune decine di chilometri di marginamento ambientale che evita ulteriori contaminazioni delle acque e dei sedimenti.
Stringenti limiti (più’ bassi a livello europeo) per lo scarico delle acque di processo in laguna rappresentano gli strumenti per annullare le pressioni antropiche su questo unico ecosistema, a slavguardia degli investimenti per la decontaminazione.
Oggi a P.Marghera stanno fiorendo aziende che puntano al Green attraverso processi di riconversione industriale di impianti esistenti. Bioraffineria di ENI e la bioestrazione di oli di Cereal Docks rappresentano investimenti importanti di aziende che trovano le strutture (banchine, ferrovia, autostrada) nell’area portuale.
L’industria chimica se ne e’ andata ma ha lasciato la connessione con il territorio, eredita’ indispensabile per il rilancio.
L’europa guarda con entusiasmo la chimica verde e la filiera food, garantendo alle aziende fondi di oltre 1,6 miliardi di Euro all’anno per finanziare l’innovazione e gli investimento. Horizon 2020 infatti e’ il programma pluriannuale che ha fuso gli strumenti di programmazione del Programma Quadro e Ecoinnovation a cui soprattutto le PMI potranno accedere. Vi sono tutti gli strumenti, normativi e finanziari, per dare nuovo impulso a P. Marghera.

Inaugurato un nuovo Ro-Ro di Asa Lines tra Vado Ligure e Tarragona

Sara’ inaugurato  il nuovo collegamento ro-ro di Asa Lines tra Vado Ligure e Tarragona. La linea sara’ garantita dalla nave Elisabeth Russ, che offre 12 posti letto per gli autisti, 50 colonnine per fornire energia al gruppo frigo del camion e la possibilita’ di caricare tutte le classi Adr Imo, ovvero le merci pericolose.
Il mercantile permettera’ il carico di veicoli interi, semirimorchi, container e tank container e, su richiesta, di project cargo fino a 200 tonnellate. Il tragitto – della durata di 26 ore – continuera’ a prevedere due partenze settimanali in entrambe le direzioni, da Vado Ligure lunedi’ e venerdi’ alle 3 e da Tarragona mercoledi’ alle 13 e sabato alle 19.

www.ansa.it

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