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Sblocca Italia: Lupi insedia Comitato porti e logistica

Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha presieduto oggi a Roma la prima riunione costitutiva del Comitato per la portualità e la logistica, che supporterà il governo nella definizione del Piano strategico nazionale della portualità e della logistica, previsto dalla legge Sblocca Italia e che sarà oggetto di un decreto del presidente del Consiglio su proposta dello stesso ministro. Lo rende noto il Mit, aggiungendo che l’articolo 29 dello Sblocca Italia prevede che il Piano venga presentato entro 90 giorni dalla data di conversione, 12 novembre 2014. ”Siamo all’avvio di un importante processo di riforma, sul quale c’è già molta conoscenza. Dobbiamo arrivare ad un Piano efficace in tempi rapidi, per attivare investimenti e ridare nuova competitività al sistema portuale e logistico italiano nel mondo”, ha dichiarato Lupi. Il Comitato, composto da esperti, da rappresentanti delle categorie e associazioni interessate e da funzionari competenti del settore, è chiamato a valutare proposte e progetti per migliorare la competitività del sistema portuale e logistico italiano, agevolare la crescita dei traffici delle merci e delle persone, promuovere l’intermodalità nel traffico delle merci, razionalizzare le Autorità portuali esistenti, spiega il Mit.

CNA-FITA: E’ LEGGE, CON LO SBLOCCA ITALIA, LA NOSTRA PROPOSTA PER CONTRASTARE LE IMPRESE DI AUTOTRASPORTO INFILTRATE DALLE MAFIE

Il decreto Sblocca Italia è legge e finalmente, tra i requisiti
necessari per iscrivere e mantenere iscritta un'impresa di autotrasporto all’Albo
nazionale, sarà necessaria l’informativa antimafia, collegata alla certificazione di
onorabilità obbligatoria per poter operare. Una proposta per cui CNA-Fita si è
spesa, da sola, per recuperare nuovi strumenti al fine di impedire anche
l’erogazione dei contributi pubblici alle imprese infiltrate pure attraverso
strutture di servizio da esse manovrate. "A distanza di due anni da "Perchè Tacere?"
- ha dichiarato Cinzia Franchini - il primo forum sulla legalità nei trasporti e
nella logistica, l'allarme lanciato dalla nostra associazione, rispetto alla
presenza di infiltrazioni non solo nelle imprese, ma anche nel sitema di
rappresentanza e nella filiera degli incentivi pubblici al settore, risulta essere
più che motivata dal crescente numero di casi attenzionati dalle forze inquirenti.
Oggi a partire da questo risultato - ha concluso la presidente CNA-Fita -
continueremo a lavorare affinchè l'amministrazione del Ministero dei Trasporti
traduca questo provvedimento in uno strumento utile a rivedere, tempestivamente,
l'operatività sul mercato delle imprese infiltrate e l'erogazione di qualsiasi
contributo pubblico per formazione, pedaggi, recupero accise e quant' altro a carico
dell'azienda interdetta fino al chiarimento di legge successivo". Certamente non può
essere questo provvedimento la soluzione a tutti i problemi, ma è un punto di
partenza che rompe il silenzio assordante che ha caratterizzato il dibattito sul
settore negli ultimi dieci anni sui temi dell’illegalità e del contrasto alle
infiltrazioni malavitose. E’ un primo importante passo che convince CNA-Fita a
proseguire nell'azione intrapresa, poco più di tre anni fa, per aumentare la
conoscenza del fenomeno e soprattutto l’impegno attivo dell’associazionismo
d’impresa su questo fronte.

CNA-FITA CONTRARIA ALL’ART. 5 DEL DECRETO SBLOCCA ITALIA RIGUARDANTE LE CONCESSIONI AUTOSTRADALI.

CNA-Fita si unisce al coro di voci contrarie all’attuale formulazione dell’art. 5 del Decreto Sblocca Italia inerente le concessioni autostradali. “Per quasi vent’anni ai concessionari sono stati garantiti aumenti tariffari intollerabili e adesso, secondo le dichiarazioni di Beniamino Gavio, presidente della Sias oltre che autotrasportatore doc, dovremmo pure concedergli vent’anni senza aprire alla concorrenza questo settore strategico per la mobilità nazionale. In cambio – dichiara Cinzia Franchini presidente nazionale CNA-Fita – avremmo a suo dire 270.000 nuovi posti di lavoro tutti da verificare ma di certo manterremmo il mercato delle concessioni autostradali imbalsamato a favore di due-tre gruppi. Se questo è il cambiamento promesso da Renzi, rispondiamo: no grazie. Un regalo da 6 miliardi l’anno come questo non può lasciare indifferente chi sostiene di avere a cuore le sorti di questo Paese come il Presidente Renzi va sostenendo.

Sblocca Italia: Merlo (Genova), bene norme su porti

La decisione di avviare finalmente una pianificazione strategica della portualità e della logistica è un segnale che va nella direzione giusta”. Lo afferma il presidente dell’Autorità portuale di Genova, Luigi Merlo, riferendosi alle norme contenute nell’articolo 29 del decreto ‘Sblocca Italia’. “Mi auguro che questo provvedimento – ha detto Merlo – porti a pensare a uno sviluppo coerente su scala nazionale dei nostri scali, capace di tener presente la programmazione europea legata alle reti ‘ten T’. Un indirizzo chiaro sulle priorità impedirà doppioni e investimenti inutili e potrà esaltare le singole specificità dei porti italiani. Questa norma può rappresentare il punto di partenza per arrivare a una vera riforma del settore: a questo punto, per dare coerenza e attuazione, occorre parallelamente e senza più indugi agire sulla riforma della legge 84/94″. “Per questo motivo – ha concluso Merlo -, con spirito esclusivo di piena collaborazione con il governo e sulla base dell’esperienza maturata dal porto di Genova (che proprio in queste settimane sta registrando il suo record di traffico), trasmetterò nei prossimi giorni al ministro Maurizio Lupi, una serie di proposte a costo zero. Un pacchetto di provvedimenti che potrebbe essere approvato in brevissimo tempo e che contribuirebbe notevolmente a sburocratizzare il nostro settore e ad agevolare l’arrivo delle grandi navi, anche quelle da 18 mila teus, nei principali porti italiani di destinazione finale”.

Alla ricerca della riforma dei porti perduta

L’avevamo sognata. Ci credevamo, anche se in cuor nostro sapevamo che sarebbe finita in questo modo. E si perchè la tanto strombazzata riforma dei porti inserita dal governo nel decreto “Sblocca Italia” è già finita in soffitta. Non se ne fa nulla e il motivo principale sembra proprio la volontà del premier Matteo Renzi di cancellare definitivamente la struttura portante delle Autorità Portuali. Diciamolo. Il sogno nel cassetto dell’ex sindaco di Firenze è la privatizzazione totale del sistema portuale italiano in nome della “rottamazione” e della competitività dei mercati

Dall’altro il tandem Lupi-Serracchiani portavoce di un tentativo di “riformicchia” imperniato sull’accorpamento delle attuali 24 Authority in 15 enti (Genova-Savona, Palermo-Trapani, Napoli- Salerno e così via…) nel sacro vincolo della spending review non se la passa mica bene in mezzo ala sollevazione dei territori, all’annuncio di alcune amministrazioni portuali di ostruzionismo e sabotaggi. E come per magia se ne parlerà un altro giorno. In mezzo però c’è uno dei settori strategici più importanti del nostro paese allo sbando totale. Rotterdam e Anversa se la ridono. Anche questa è l’Europa.

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