Articoli marcati con tag ‘Sestri Ponente’

Fincantieri, c’è l’accordo con i lavoratori di Genova

Giuseppe Bono, Ad Fincantieri

Via libera all’accordo tra azienda e sindacati, nello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente. Ieri mattina i lavoratori hanno dato l’ok al documento firmato la sera precedente dai vertici dell’azienda e dai rappresentanti sindacali. L’assemblea ha votato sì all’unanimità.

E ci sono buone notizie anche dal punto di vista del bilancio. I ricavi di Fincantieri si sono assestati a 2,4 miliardi di euro nel 2011, con una quota di export di oltre l’80% e ordini acquisti per oltre 1,8 miliardi, mentre l’utile è stato pari a 10 milioni. “Dopo due esercizi caratterizzati da spese non ricorrenti – si legge in una nota – il 2011 chiude con un utile netto pari a oltre 10 milioni di euro e un eccesso di cassa rispetto alla posizione debitoria pari a 166 milioni di euro, che consente al gruppo – ha precisato l’azienda – di svolgere la propria attività senza pressioni finanziarie di alcun genere”. Il patrimonio netto di Fincantieri risulta essere pari a 951 milioni di euro, con 300 milioni di riserve, prevalentemente per utili non distribuiti Inoltre, in bilancio sono appostati anche fondi più che congrui per fronteggiare rischi e oneri specifici per un ammontare pari a circa euro 114 milioni. “La società – commenta l’Ad Giuseppe Bono – conferma la sua posizione di leadership”.

Sale la tensione nel caso Fincantieri

Continuano le proteste a Sestri e Palremo . In attesa dell'incontro con il Ministro Passera

Sale la tensione negli stabilimenti Fincantieri di Palermo e Sestri Ponente, uniti nella protesta contro il piano di riorganizzazione dell’azienda e l’accordo separato dello scorso 21 dicembre. Se da dieci giorni gli operai di Sestri Ponente bloccano i cancelli dello stabilimento, fermando di fatto gli ultimi lavori alla nave in costruzione che avrebbe dovuto prendere il mare a marzo, a Palermo ieri poco prima delle 10 le maestranze hanno occupato la strada all’altezza della rotonda di viale Regione siciliana, l’arteria principale che attraversa la città e che collega le autostrade per Trapani e Messina.

E mentre la protesta era in corso, si è sparsa la voce di 130 lettere di accensione della cassa integrazione per altrettanti operai. Un numero troppo simile a quello indicato nel piano esuberi, che prevede appunto 140 licenziamenti. Gli operai sono tornati davanti ai cancelli per il presidio, ma già è decisa l’assemblea per domani.

La Fiom, che non ha siglato con Fim e Uilm l’accordo con l’azienda per la cassa integrazione, sta raccogliendo in queste ore le adesioni alla protesta dai tanti lavoratori che cominciano a non riconoscersi in quell’accordo separato. Così a Palermo come a Sestri la tensione si fa sempre più alta e giorno dopo giorno gli operai che si uniscono ai presidi davanti ai cancelli sono sempre di più.

Nel caso di Sestri Ponente si attende che venga soddisfatta la richiesta di un incontro con il ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera. Incontro sollecitato anche dal sindaco di Genova Marta Vincenzi che stasera ha mandato un telegramma ai ministri Passera e Cancellieri.

Sul tema Fincantieri oggi è tornato a parlare anche il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco: “é una situazione delicata e fonte di preoccupazione – ha detto -. Ma so che c’é la volontà e la determinazione da parte di tutti per salvaguardare il lavoro al di là delle forme e delle tipologie”. Un messaggio schietto che il cardinale riprende quando gli si chiede un commento alla possibilità che salga in modo pericoloso la tensione sociale: “purtroppo – ha detto il porporato – la tensione sociale è sempre possibile ma direi che non è mai fatale. E la via del dialogo tra diversi soggetti è importante per capire le soluzioni possibili”.

Alla mobilitazione degli stabilimenti di Palermo e Sestri Ponente si aggiunge anche quella di Ancora: domani i lavoratori incontreranno il prefetto ma la situazione “é gravissima – dicono in Fiom -, peggiorata da quell’accordo separato. E’ necessario l’intervento diretto del Governo centrale”.

Fincantieri, occupazione a oltranza a Genova. Martedì incontro a Roma

Lavoratori in protesta

Va avanti a oltranza l’occupazione dello stabilimento di Fincantieri di Sestri Ponente, Genova. La tensione non sembra destinata a calare. Non almeno fino a martedì prossimo, quando i rappresentanti dei lavoratori e delle istituzioni cittadine e regionali si troveranno finalmente faccia a faccia con il ministro Paolo Romani.

Riuscire ad ottenere un incontro è stato tutt’altro che facile, situazione che ha fatto inevitabilmente salire i toni della discussione. L’unica – o quasi – speranza per mantenere aperto lo stabilimento di Sestri resta quella di ricevere una commessa entro marzo. Ma a Genova si fa strada la consapevolezza che l’azienda possa tagliare fuori il capoluogo e mantenere in Liguria solo Riva Trigoso (Genova) e il Muggiano (La Spezia).

6 Fregate per Fincantieri. 4 già in opera, si aspetta il governo per le ultime 2

L'amministratore delegato di Fincantieri insiste: Non voglio chiudere Sestri Ponente.

Fincantieri ha ricevuto l’ordine per sei Fremm, per quattro delle quali sono già stati impostati i lavori. Giuseppe Bono, a.d. Fincantieri, ha sollecitato il governo a finanziare le ultime due fregare del programma di collaborazione italo-francese.

Poi aggiunge: “Non ho mai detto che voglio chiudere Sestri Ponente e non sono certo io a mettere in discussione l’esistenza dello stabilimento di Riva Trigoso, che ha già più di cento anni di vita. Invito anzi le autorità a parlare del suo futuro e dei problemi di viabilità che possiamo risolvere parlando apertamente già a settembre”.

Giuseppe Bono: non licenziare nessuno! E intanto varata Oceania Riviera.

Giuseppe Bono, amministratore delegato di Fincantieri

Giuseppe Bono, a.d. Di Fincantieri, durante un’audizione alla commissione Lavoro e previdenza socaile del Senato: ”Noi lavoriamo e lavoreremo per non licenziare nessuno […] il nostro obiettivo e’ sempre stato ed e’ quello di salvare la cantieristica”. Come raggiungerlo? Riallineando la capacità produttiva verso l’efficenza. ”Negli ultimi anni e decenni la produttivita’ non e’ stata tra le migliori al mondo. Il nostro obiettivo e’ fare uno sforzo anche in questo senso”.

“Oltre a spingere su innovazione e ricerca, su cui comunque, ha precisato l’ad, ”dovrebbe fare uno sforzo anche il Governo” perché occorrono progetti alternativi per riorganizzare l’azienda senza massacro sociale.

Ieri intanto, nello stabilimento di Sestri Ponente: cerimonia di varo di “Oceania Riviera”, seconda delle due navi da crociera di medie dimensioni extra-lusso commissionate a Fincantieri dalla società armatrice statunitense Oceania Cruises.

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