Articoli marcati con tag ‘shangai’

MSC Lirica è arrivata a Shangai

Dopo un Grand Voyage di 60 giorni da Rio de Janeiro passando per Barcellona, Marsiglia, Genova e Dubai, MSC Lirica è arrivata domenica 1 maggio a Shangai.

Entra così nel vivo la partnership strategica con Caissa Touristic Group, tour operator leader nel turismo outbound in Cina con cui MSC Crociere ha stretto l’accordo più lungo e finanziariamente più significativo mai esistito tra una compagnia crocieristica e un tour operator nella storia del settore delle crociere in Cina. Il “primo passo” perciò di una presenza sempre più significativa di MSC Crociere nel Paese asiatico.

Completamente rinnovata grazie al Programma Rinascimento sviluppato con Fincantieri, Msc Lirica è stata equipaggiata per garantire il miglior servizio ai crocieristi cinesi, adattando hardware e software della nave (come il rinnovo delle strutture, la progettazione e il funzionamento dei servizi, le materie prime di bordo e altro) agli usi, ai costumi e ai gusti di clienti sempre più esigenti.

Pur mantenendo sempre il suo servizio e la sua atmosfera mediterranea, la nuova MSC Lirica – unità da 65.000 tonnellate di stazza lorda in grado di ospitare 2.680 passeggeri – ha un equipaggio composto in gran parte da nativi cinesi che offrono agli ospiti tutti i servizi in lingua cinese mandarino.

Anche l’offerta gastronomica, da quella più elaborata a quella più tipica, sarà cinese: è stata stretta una collaborazione con il celebre chef cinese Jereme Leung, per la creazione di menu speciali e per interpretare al meglio il concetto di ristorazione. Particolarmente attenti ai gusti cinesi saranno anche gli intrattenimenti a bordo: un ricco programma di 20 ore al giorno di attività e spettacoli per gruppi, famiglie, bambini e coppie. Il teatro offrirà ad esempio tre sedute notturne di spettacoli di magia, musica lirica, danza e varietà.

Autorità Palermo a Transport China Logistic di Shangai

L’Autorità portuale di Palermo è presente al Transport Logistic China in corso a Shangai: si tratta del più importante salone internazionale per la logistica e la mobilità, punto d’ incontro di operatori del settore provenienti da tutto il mondo. Il porto di Palermo è ospite, assieme ad altre autorità portuali italiane, del Padiglione Italia “All in One”, allestito da Assoporti.

“La partecipazione dell’Autorità portuale di Palermo al Transport Logistic China – ha spiegato Vincenzo Cannatella, commissario straordinario dell’Autorità portuale di Palermo – è un utile strumento per promuovere rapporti strategici a sostegno dello sviluppo della logistica e dei trasporti intermodali delle merci collegati ai porti di Palermo e di Termini Imerese, e ottenere informazioni innovative sulla composizione e l’evoluzione del mercato che favoriscano la crescita delle attività commerciali e operative dei due porti”.

E’ a Shangai anche una delegazione di Portitalia srl, la società che gestisce il terminal container – handling nel porto di Palermo. La delegazione ha incontrato numerosi operatori e stakeholders specializzati nel settore dei trasporti marittimi e della logistica, e agenzie marittime cinesi, che hanno manifestato particolare interesse a sviluppare nuovi traffici nel Mediterraneo.

Cina, contro lo smog arriva il bike-day. Tutte le settimane

Tutti in bici contro lo smog

Una pedalata la settimana toglie l’inquinamento di torno. Per combattere lo smog la Cina si inventa il bike-day: un giorno la settimana i veicoli a motore saranno rigorosamente banditi dalle strade di Shangai (e di altre grandi città) per fare spazio solo alle due ruote ecologiche.

L’obiettivo è duplice: risparmiare in benzina e in qualità dell’aria. Saranno gli impiegati pubblici a doversi attenere per primi alla giornata no-smog: divieto di usare mezzi a motore per percorrere distanze inferiori ai 3 km. E fino a 5 obbligo di utilizzo dei mezzi pubblici.

Stando alle intenzioni del governo, le misure anti-inquinamento dovrebbero essere applicate una volta la settimana per i prossimi 4 anni. Tra gli altri provvedimenti a favore dell’ambiente che il governo cinese intende applicare vi è anche l’uso della carta riciclata e di materiale eco-compatibile negli uffici. Prevista anche la riduzione dell’uso degli ascensori, grattacieli permettendo.

Il Ponte sullo Stretto? Lo paga la Cina

Lou Jiwei, presidente del Chic

“Arrivano i cinesi”. E’ questo il ritornello più sentito nelle ultime settimane, economicamente parlando. Un grido d’allarme e di speranza al tempo stesso, come se solo la grande Cina potesse salvarci dal tracollo acquistando i nostri titoli di Stato. Come se non ci restasse altra scelta che venderci sul mercato orientale, dando via pezzi di debito e di Paese.

BTP? NO, GRAZIE. Ma la Repubblica popolare è sempre in grado di stupirci per senso pratico. “Siamo venuti per l’Italia e la Spagna, Paesi dove vale la pena investire, a differenza della Grecia”, avrebbero detto i delegati cinesi in visita a ministeri e istituti italiani pochi giorni fa. E non si riferivano ai Btp, come anche lo stesso ministro Tremonti ha chiarito, bensì a pacchetti di infrastrutture e industrie più o meno bisognose di una boccata d’ossigeno. E più e meno redditizie. Autostrade, aeroporti, parchi industriali, cantieri navali e persino il Ponte sullo Stretto di Messina: il fondo sovrano China Investment Corp (Chic), sarebbe interessato a finanziare buona parte delle grandi opere del Paese.

Il rendering del Ponte sullo Stretto

PONTE SULLO STRETTO. “C’è un forte interesse per il progetto”, ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. Dalla Cina potrebbe arrivare circa il 50% dei fondi privati necessari a completare il Ponte, mentre i vertici delle ferrovie cinesi si sono già interessate all’affare. D’altronde per la Sicilia non sarebbe il primo esperimento del genere: già lo scorso novembre la Regione ha sottoscritto un accordo con la China Develpment Bank per il finanziamento di almeno otto grandi progetti infrastrutturali dell’isola. E circa 90 milioni di euro sarebbero già in arrivo da Pechino per ampliare i porti di Augusta e di Pozzallo, con il dichiarato obiettivo di renderli in grado di accogliere le enormi navi container provenienti da Oriente.

IN DARSENA A CACCIA DI AFFARI. Alcuni uomini d’affari cinesi si aggirano inoltre da alcuni mesi in Darsena, a Viareggio, a caccia di buone occasioni. Ovvero, in cerca di aziende in crisi ma produttive da rilevare. Anche i cantieri navali cominciano a fiutare il pericolo, tant’è che le smentite si rincorrono alla velocità della luce in questi giorni. Il Gruppo Baglietto e i Cantieri navali di Pisa, i primi ad essere finiti nel mirino degli investitori esteri, sarebbero in realtà fuori dalla partita. Lo ha confermato Massimo Perotti, ad di Sanlorenzo, dichiarando al tempo stesso che dal 2013 costruirà navi in Cina e per la Cina (in partnership con un’azienda locale). Leggi il resto di questo articolo »

La Cina è vicina. Quasi fatta per il volo Pisa-Shangai

I vertici di China Eastern in Toscana a novembre

Potrebbe essere attivato già l’anno prossimo il collegamento diretto tra lo scalo di Pisa e quello si Shangai. In questo momento il sindaco della città della Torre, Marco Filippeschi, si trova in Cina con i vertici di Sat, la società che gestisce il Galilei. Scopo del viaggio la trattativa con la compagnia China Eastern, i cui delegati saranno in Toscana a loro volta in novembre.

Le basi per una buona riuscita dell’incontro già ci sono: la Toscana, infatti, ospita una delle più vaste comunità cinesi d’Italia, composta in larga parte da imprenditori che hanno necessità di relazioni sempre più agili. In più c’è la parola del presidente Enrico Rossi, che sta lavorando sul volo Pisa-Shangai già da qualche mese. Intanto il collegamento China Eastern su Roma sta rapidamente diventando giornaliero, a testimonianza di quanto sia grande la domanda.

Cina, deraglia il treno superveloce. Giro di vite sulla sicurezza

Le immagini del deragliamento

Sarebbe stato un fulmine a provocare il tragico incidente di domenica scorsa, sulla linea ferroviaria superveloce che da Pechino porta a Shangai.

Secondo i primi accertamenti uno dei due treni coinvolti nello scontro avrebbe avuto un calo di potenza a causa della scarica elettrica e sarebbe stato poi travolto da un secondo treno. Quattro le carrozze deragliate al di sotto di un viadotto, una trentina le vittime accertate della tragedia.

Pechino ha reagito annunciando un controllo urgente sulla sicurezza del sistema ferroviario del Paese e licenziando in tronco tre dirigenti di Shangai. Ma contenere le polemiche che già infuriano sul web sarà difficile.

La tratta superveloce, i cui treni raggiungono i 300 km/h, era stata inaugurata solo un mese fa, con un anno di anticipo sulla tabella di marcia.

Il treno più veloce del mondo sta per partire in Cina

Il supertreno cinese

Da Pechino a Shangai in 5 ore, come se si potesse arrivare da Aosta a Catanzaro nel giro di una mattinata. Sarà presentato in occasione del 90esimo anniversario del Partito Comunista cinese il treno più veloce del mondo, capace di viaggiare a 350 km all’ora.

Il supertreno servirà la linea Pechino-Shangai (1.318 km) consentendo di dimezzare i tempi di percorrenza. Come se si potesse percorrere l’Italia dalle Alpi alla punta dello Stivale in 5 ore, quando ad oggi ce ne vogliono 3 solo per andare da Roma a Milano. In Cina, invece, la linea ad altissima velocità è già una realtà: il biglietto costerà dai 50 ai 200 euro.

I detrattori della tecnologia made in China accusano la Repubblica popolare di aver semplicemente copiato la tecnica tedesca, francese e giapponese. Ma altrove, nonostante che nei test il Tgv francese abbia raggiunto i 571,2 km/h, i convogli riescono a raggiungere “solo” 320 km/h, contro i 350 cinesi.

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