Articoli marcati con tag ‘shipping’

D’Amico: torna in utile nel primo trimestre dopo il rosso nel 2016

D’Amico International Shipping ha chiuso il primo trimestre 2017 con un un utile netto di 1,8 milioni di dollari, ricavi a 91,93 milioni di dollari ed un ebitda a 16,5 milioni di dollari: risultati in forte calo se confrontati allo stesso periodo del 2016 ma che segnano una inversione di rotta rispetto alla perdita per 12,8 milioni di dollari dell’esercizio 2016 (su cui ha pesato un quarto trimestre in rosso per 18,9 milioni di dollari). “Sono felice di annunciare i risultati relativi al primo trimestre 2017″, commenta quindi l’ad Marco Fiori, sottolineando che “in particolare, l’ebitda ottenuto nel corso del primo trimestre 2017 è 1,7 milioni di dollari più alto di quello ottenuto nel corso dei precedenti due trimestri messi assieme”. Un “risultato positivo” dovuto “a un mercato delle navi cisterna in miglioramento”.

CS Mare,integrare strategie industriali-politiche

E’ necessaria una “forte integrazione” tra le strategie industriali, le politiche europee e le realtà nazionali perché la cantieristica europea resti leader nel mondo. E’ il messaggio del Centro Servizi per il Mare alla conferenza organizzata in occasione della Shipping Week Ue dall’associazione europea Sea Europe sul tema “European maritime technology: a future for Europe”, dove al cuore della discussione ci sono stati sostenibilità e innovazione, competitività dell’industria navale europea e formazione. “Le Pmi che rappresentano l’anima del CS Mare insieme al mondo accademico sono protagoniste determinanti nel mantenimento dei vantaggi competitivi che consentono all’industria cantieristica europea e nazionale di essere leader nei comparti tecnologicamente più complessi e avanzati del settore”, ha dichiarato la direttrice generale del CS Mare Evelin Zubin. Però, ha avvertito, “il mantenimento di questa leadership richiede una forte integrazione tra le strategie industriali e le politiche comunitarie e un efficace raccordo fra queste e le realtà nazionali”. E questo, ha ricordato Zubin, “è il ruolo che CS Mare sta svolgendo al servizio delle Pmi di cui è espressione”.

Tra i contributi attivi che il Centro servizi sta dando in questa direzione e in piena sintonia con le priorità evidenziate durante il dibattito a Bruxelles, ci sono per esempio i progetti europei in ambito TEN-T rivolti all’impiego dell’Lng nel trasporto marittimo (anche attraverso la realizzazione di apposite infrastrutture), alla digitalizzazione del settore e alla creazione delle competenze necessarie per garantire la sicurezza a bordo e a terra.

D’Amico, aumento di capitale fino a 35 mln

Il cda della d’Amico International Shipping, società internazionale operante nel trasporto marittimo specializzata nel settore delle navi cisterna, ha deliberato un aumento di capitale per un valore massimo di 35 milioni di euro. La sottoscrizione delle nuove azioni vedrà la contestuale assegnazione di warrant gratuiti esercitabili entro un periodo di cinque anni. L’eventuale esercizio integrale dei warrant porterà l’aumento a un valore massimo di 60 milioni di euro. Il socio di maggioranza si è “irrevocabilmente” impegnato a sottoscrivere almeno il numero di Nuove Azioni corrispondenti alla sua quota del 58,28%.

“E’ un’operazione che riteniamo positiva per sfruttare la ripresa del mercato – ha detto il cdo di d’Amico International Shipping, Marco Fiori -. Anche se il 2016 è stato un anno difficile per il settore delle navi cisterna, la società ha comunque mantenuto una buona profittabilità a livello operativo con un ebitda pari a 55 milioni di euro ed è riuscita a minimizzare le perdite a 6,2 milioni. Siamo convinti che con questa operazione potremo cogliere tutte le opportunità”.

D’Amico, utile netto a 6,1 mln dlr nei 9 mesi

Il cda di d’Amico International ha approvato oggi il resoconto finanziario al 30 settembre 2016, che si è chiuso con un utile netto pari a 6,1 milioni di dollari. Il flusso di cassa operativo è stato pari a 57,9 milioni e i ricavi pari a 202,9 milioni di dollari (nel 2015 erano stati pari a 243 milioni di dollari).

“Considerato il mercato particolarmente sfidante che ha caratterizzato il terzo trimestre – ha detto l’a.d. di d’Amico International Shipping, Marco Fiori – sono piuttosto soddisfatto dell’utile netto. Dopo un primo trimestre particolarmente forte, il mercato dello spot ha cominciato a rallentare già dal secondo trimestre per raggiungere poi livelli storicamente molto bassi nei successivi tre mesi. La relativa stabilità del prezzo del petrolio ha creato pressioni sui margini di raffinazione, con conseguente rallentamento nella produzione, portando invece a un maggiore utilizzo delle scorte dei prodotti petroliferi”.

Secondo il cfo Carlos Balestra di Mottola, è da considerarsi “buono” il livello di cassa generato, pari a 57,9 milioni.

Inoltre, la società “ha proseguito nell’implementazione del suo piano di investimenti in 22 navi di nuova costruzione per 755 milioni di dollari, con 106 milioni di capex nei primi 9 mesi dell’anno e 3 nuove navi consegnate dai cantieri. La parte rimanente di questo piano di investimenti ammonta a 265,5 milioni di dollari, di cui l’84% finanziato tramite debito bancario e già interamente garantito”.

L.Stabilità: shipping, no a soppressione direzione porti

Allarme delle categorie dello shipping per il rischio della soppressione della Direzione Generale per i porti, con la suddivisione delle competenze tra la Direzione Generale dighe e infrastrutture idriche e la Direzione Generale trasporto marittimo e per vie d’acqua interne. In una lettera, inviata al ministro dei Trasporti Maurizio Lupi le associazioni Angopi, Assorimorchiatori, Confitarma, Fedepiloti, Federimorchiatori e Fedepesca chiedono di non adottare misure che comporterebbero la disarticolazione e lo spacchettamento di strutture e competenze. “Dobbiamo constatare che viene confermato il fenomeno già in atto da diversi anni che ha portato a un progressivo indebolimento della rilevanza politica del nostro settore malgrado rappresenti un’elevata percentuale del PIL (2,6%) e registri livelli occupazionali di tutto rispetto (477.000 addetti)”, scrivono le associazioni. Il rischio, secondo il mondo dello shipping, è una dispersione delle professionalità, che potrebbe indebolire la rappresentanza degli interessi di settore in tutte le sedi istituzionali europee e internazionali, pregiudicare la fattiva collaborazione fra gli organi del ministero e il Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, strumenti essenziali per garantire sicurezza ed efficienza dei porti nazionali. “Processi di ristrutturazione della macchina pubblica che impattano in misura rilevante dovrebbero essere oggetto di costruttivo confronto con le rappresentanze degli operatori del settore”.

La north south conference a Catania

«I Governi precedenti hanno letteralmente smantellato i sistemi di controllo e di garanzia relativi allo shipping e abbandonato l’imprenditoria del settore, dimenticando che la logistica rappresenta una delle più importanti chiavi legate allo sviluppo del nostro Paese». Non usa mezzi termini Giordano Bruno Guerrini, direttore generale di Cisco che, all’ex Monastero dei Benedettini di Catania durante la XVII conferenza “North South Conference” (fino a domani sabato 27 aprile presso l’Auditorium, grazie ai Partner Est, Cisco e Bic) ha sottolineato la necessità di colmare il gap che divide l’Italia dagli altri Paesi europei: «Non siamo rappresentati nei consessi internazionali, non siamo supportati a livello centrale da normative adeguate, chiediamo con forza al nuovo Governo un ministero della Marina Mercantile che rimetta in moto il meccanismo dell’intermodalità, l’unico in grado di garantire occupazione e crescita economica. Potenziare la logistica non vuol dire costruire capannoni o tunnel – continua Guerrini – ma affiancare alla capacità strutturale di un territorio una strategia in grado di attirare merci e passeggeri. L’Italia non rappresenta attualmente una piattaforma, lo è solo sulla carta: occorre sviluppare gli interporti e le interconnessioni tra la gomma, il ferro e le navi, senza tradurre tutto questo in mera costruzione edilizia».
La scelta di riunire gli attori del comparto nel capoluogo etneo non è infatti casuale: «Nonostante la crisi degli ultimi anni – ha sottolineato Emanuele Marocchi, direttore generale Est (Europea Servizi Terminalistici) – il Porto di Catania è stato l’unico in Sicilia a registrare nel quinquennio un incremento del 15-20% della movimentazione, sia nel settore dei container, sia in quello dei traghettamenti di rotabili, mostrando le proprie potenzialità. Tutto questo è stato rafforzato anche grazie alle importanti iniziative avviate nel campo delle energie rinnovabili dalla St Microelectronics e in particolare dalla 3Sun, che hanno creato le condizioni per grandi flussi in entrata di semiconduttori provenienti dall’Oriente e in uscita verso i mercati di tutto il mondo. La Sicilia è, e può diventare, uno dei più grandi centri di smistamento, rafforzando non solo i suoi scali ma soprattutto le retrovie. Siamo qui in questi giorni – ha concluso Marocchi – anche con i rappresentanti dell’Asia e dell’Africa, per cercare insieme soluzioni efficienti, economiche ed ecologicamente compatibili affinché l’Isola possa finalmente avere un ruolo prioritario nel bacino di traffico nel Mediterraneo».

Shipping, Maersk: più collegamenti dal Far East a Genova

Si rafforza il ruolo di Genova

Più collegamenti dal Far East a Genova, meno investimenti sugli altri porti europei. E’ la strategia scelta da Maersk, compagnia di trasporto commerciale via mare.

“Il 31 ottobre – ha dichiarato l’ad di Maersk Italia Orazio Stella – è partita la prima nave dal Far East, per il nuovo servizio AE20, che collega i Paesi dell’Estremo Oriente all’arco Mediterraneo. Quella linea è la conferma dell’investimento che Maersk vuole fare sull’Italia e, più nello specifico, su Genova”. E’ in corso, infatti, una riorganizzazione dei collegamenti della compagnia dal Far East verso l’Europa, “e in questo percorso – ha aggiunto Stella – l’Italia non è stata toccata mantenendo invariato il nostro investimento sul Paese. Oltre a Genova questa nuova linea toccherà anche La Spezia, e questo conferma l’importante investimento verso tutto il Nord Ovest, percepito come l’area industriale più importante del Paese”.

Shipping, Italia al terzo posto in Europa

Cresce lo shipping tricolore

Cresce l’Italia del mare e si guadagna il terzo gradino del podio in Europa per merci movimentate: 478 milioni di tonnellate nel 2011 e 37 miliardi di euro investiti in 10 anni per la modernizzazione di una flotta che, oggi, è tra le più giovani e tecnologicamente avanzate. I dati emergono dalla ricerca del centro studi SRM, collegato al gruppo Intesa- San Paolo. Secondo le analisi effettuate in tutta l’Area Med, anche in un momento di crisi come questo, il comparto italiano dello shipping continua non solo a tenere, ma a crescere.

”Ci sono circa 7mila imprese nel cluster dello shipping italiano – sottolinea Massimo De Andreis, direttore di SRM – di cui 1.300 circa sono nel Nord Ovest e, quindi, in Liguria. Questo comparto ha un valore moltiplicativo importante sul Pil, tocca molti componenti dell’economia, dalla metalmeccanica alla logistica, alla retroportualità”. Insomma una “leva” per tutto il Paese. Secondo lo studio, le prospettive sono ancora una volta rosee: il comparto dovrebbe continuare a crescere nel 2013. ”L’economia africana – dichiara il presidente di Assoporti, Luigi Merlo – sarà la grande frontiera dello sviluppo italiano ed europeo. Per l’Italia può valere come una nuova Cina”.

Da Genova il protocollo sicurezza tra Usa e Ue

Il porto di Genova

Metodologie comuni per evitare doppi controlli sulle due sponde dell’Atlantico. E’ stato firmato a Genova, nella sede della Capitaneria di Porto, il protocollo d’intesa tra la Direzione generale per la mobilità e i trasporti (DG MOVE) della Commissione europea e la Guardia Costiera Statunitense, facenti parte del Gruppo di Coordinamento per la Sicurezza (security) dei Trasporti marittimi e aerei.

L’accordo è stato sottoscritto tra il Capo della Direzione di Coordinamento e Security marittima e aerea della Commissione Europea, Mrs. Marjeta Jager e un rappresentate della Guardia Costiera Americana, Ammiraglio Joseph Servidio. Gli incontri del Gruppo di lavoro, giunti al 18esimo appuntamento, si sono finora tenuti alternativamente a Washington e a Bruxelles, con la sola eccezione del meeting del 2011, svoltosi presso la sede dell’European Maritime Safety Agency in Lisbona. ”La scelta dell’Italia, e di Genova in particolare – precisa la Capitaneria di porto – non è casuale: la prima, quale riconoscimento dell’attività svolta dalle Capitanerie anche in sede internazionale per la definizione ed applicazione delle norme di settore sia alle navi sia agli impianti portuali; la seconda, per la rilevanza e dinamicità del suo porto”.

Port&ShippingTech, a Genova il 10 e 11 novembre

Porto Antico di Genova.

Torna a Genova il 10 e 11 novembre Port&ShippingTech, Forum Internazionale sull’innovazione tecnologica per lo sviluppo competitivo e sostenibile del sistema logistico portuale e dello shipping. Il Forum, alla sua terza edizione, si è confermato evento leader a livello nazionale in tutto il settore del cluster marittimo, logistico e portuale contando più di mille partecipanti e 120 relatori nell’edizione dello scorso anno.

Il programma della due giorni è ricco di appuntamenti e prevede anche un circuito di prova per mezzi elettrici e a basse emissioni, che consentirà ai partecipanti del forum di testare i veicoli messi a disposizione dagli sponsor. L’evento si terrà al Centro Congressi del Porto Antico di Genova e l’ingresso è gratuito previa registrazione sul sito www.shippingtech.it.

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