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ACI PORTA IN ITALIA LA CAMPAGNA #SAVEKIDSLIVES PER LA SICUREZZA STRADALE DEI BAMBINI

Ogni giorno nel mondo 500 bambini muoiono in un incidente stradale e 1.000 restano feriti in modo grave e con danni permanenti. Sulle strade italiane muore 1 bambino ogni settimana e oltre 200 rimangono feriti. La causa maggiore di questi decessi è il mancato uso dei seggiolini e degli altri sistemi di ritenuta, in grado di ridurre fino all’80% il pericolo di morte. Su questi dispositivi c’è ancora tanta ignoranza: nel 77% dei Paesi in via di sviluppo non sono nemmeno oggetto di specifiche normative.

L’allarme sulla sicurezza stradale dei bambini è stato lanciato oggi a Roma dall’Automobile Club d’Italia che – insieme alla FIA Federazione Internazionale dell’Automobile e ad altri Automobile Club internazionali – ha presentato nel nostro Paese la campagna di sensibilizzazione #SaveKidsLives, promossa dall’ONU in occasione della Settimana mondiale della sicurezza stradale che si concluderà domenica 10 maggio, dedicata proprio ai bambini e ai rischi che quotidianamente corrono sulle strade.

Numerosi bambini delle scuole primarie di Roma hanno invaso stamani la sede nazionale dell’Automobile Club d’Italia e la Galleria Caracciolo di via Marsala, partecipando a specifici corsi di educazione stradale organizzati dall’ACI, incontrando gli esperti e sollecitando l’attenzione di adulti e genitori con disegni e messaggi colorati, utili consigli e raccomandazioni per rendere più sicura la mobilità dei bambini sulle strade di tutto il mondo.

La campagna #SaveKidsLives rientra nell’insieme delle azioni avviate a sostegno del Decennio ONU di iniziative per la sicurezza stradale fino al 2020, a cui la FIA ha aderito con il programma di’interventi “FIA Action For Road Safety”, e si pone come obiettivi la sensibilizzazione dei conducenti verso gli utenti più deboli della strada e l’impulso verso Governi nazionali e alle Istituzioni internazionali ad intraprendere azioni concrete per arginare il fenomeno della mortalità stradale dei bambini.

L’Automobile Club d’Italia, insieme all’ONU e alla FIA, invita adulti e bambini di ogni Paese del mondo a sottoscrivere sul sito www.SaveKidsLives2015.org la Dichiarazione per la sicurezza stradale: prende così forma una petizione online, realizzata sulla base delle proposte elaborate dai più piccoli e rivolta al mondo politico-istituzionale, i cui risultati saranno presentati alla Conferenza Ministeriale sulla Sicurezza Stradale che si svolgerà in Brasile a novembre. Sul sito è possibile anche scaricare il poster della campagna, da personalizzare con la propria firma per poi diffonderlo con un selfie sui social network.

“I bambini sono le vittime inconsapevoli della strada – ha dichiarato Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’ACI – e non è più accettabile che rischino la vita per la negligenza dei genitori. Come la legge punisce severamente chi sceglie di guidare in stato di ebbrezza, allo stesso modo la scelta consapevole di trasportare in modo non sicuro un bimbo va punito con la massima severità. Con questa iniziativa internazionale l’Automobile Club d’Italia si impegna in una grande sfida sociale e culturale: gli incidenti stradali sono ancora la prima causa di morte per i ragazzi under13 in Europa”.

TODT E STICCHI RICEVUTI A PALAZZO CHIGI DA DELRIO PER LA SICUREZZA STRADALE

Si è svolta oggi a Roma presso l’Automobile Club d’Italia la riunione del Senato della FIA – Federazione Internazionale dell’Automobile, importante momento di confronto mondiale sui temi della mobilità, dei trasporti, del turismo e dello sport automobilistico.

Prima dell’inizio dei lavori, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Graziano Delrio, ha incontrato a Palazzo Chigi il presidente della FIA, Jean Todt, e il presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani, che hanno illustrato l’iniziativa “My World” per far rientrare la sicurezza stradale tra le priorità nell’agenda dell’ONU. Il Sottosegretario ha condiviso gli obiettivi ed ha assicurato l’appoggio del Governo italiano.

Al via la seconda edizione di Daily4Africa”

Due mesi di viaggio, dal 18 settembre al 15 novembre, per attraversare Angola, Repubblica Democratica del Congo, Zambia, Tanzania, Kenya, Etiopia e Gibuti: questo il viaggio dell’Iveco Daily 4×4 che trasporterà il Taurinorum Team – la squadra tutta torinese esperta nell’organizzazione di roadshow e viaggi promozionali in tutto il mondo – dalla costa orientale a quella occidentale del continente africano, con l’obiettivo di sensibilizzare le popolazioni locali alla sicurezza stradale.
Daily4Africa è un progetto nato lo scorso anno quando il team ha guidato due Iveco Daily 4×4 attraverso i paesi meridionali del continente africano per oltre 11mila chilometri, sostenendo la campagna Action for Road Safety lanciata dalla Fia per promuovere la sicurezza stradale. Daily4Africa nasce infatti con lo scopo di diffondere e consolidare il messaggio in tema di sicurezza e di utilizzo di comportamenti corretti sulla strada, tematica che è al centro della comunicazione di Iveco, protagonista, negli ultimi anni, di numerose attività internazionali, anche a seguito dell’avvio della collaborazione tra Iveco, New Holland Agriculture e la Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) per la campagna FIA Action for Road Safety.
Scopo del tour è anche rafforzare l’immagine di Iveco e del veicolo protagonista della sua gamma leggera nei Paesi africani toccati dal percorso, ma anche cogliere l’opportunità di testarne forza e affidabilità, mettendo il Daily 4×4 a dura prova sulle piste africane in zone impervie e piena di insidie.
L’edizione 2014 prevede un coast to coast, da est a ovest del continente: la spedizione partirà da Luanda (Angola) e terminerà a Gibuti (Repubblica di Gibuti), dopo aver attraversato sette Paesi e aver fatto tappa nei principali dealer Iveco distribuiti nel territorio. Durante ogni tappa il veicolo sarà presentato ai principali organi di stampa, ai clienti e al pubblico e saranno organizzati dei test drive. Gli Iveco Daily 4×4 saranno adeguatamente attrezzati ed equipaggiati per la missione. Nel suo viaggio nel cuore del continente africano, il Team che guiderà i due Iveco Daily 4×4 distribuirà volantini illustrati con le principali regole da osservare per mantenere un comportamento corretto sulla strada.
Infine, tutta la spedizione sarà documentata con video e scatti fotografici che saranno pubblicati in tempo reale sui principali social network gestiti da Iveco e sul sito dedicato www.daily4africa.com

Il Daily 4×4

Il Daily 4 x4 è un veicolo adatto a ogni possibile impiego, anche per i terreni più impervi, grazie alla sua estrema robustezza. Il suo telaio rialzato assicura al guidatore un eccellente campo visivo, un vantaggio fondamentale nelle situazioni in cui fuoristrada può significare totale assenza di strada. L’angolo di attacco di 50°, l’angolo di rampa fino a 30°, l’angolo di uscita fino a 41°e la capacità di guado di 660 mm confermano che il veicolo è davvero in grado di arrivare ovunque. La sua cabina si contraddistingue per comfort; i comandi principali e i comandi della scatola di rinvio sono posizionati in modo ergonomicamente ottimale.
Il cuore del Daily 4×4 è costituito dal motore F1C con 4 cilindri in linea per un totale di 3 Litri di cilindrata, 146 cavalli e 350N/m di coppia da 1400 a 2600 giri/min. Il Daily 4×4 è realizzato in due versioni per massa totale a terra (3,5 t e 5,5 t) e passo (corto da 3050 mm e lungo da 3400 mm) ed è disponibile con cabina corta o doppia. Le versioni da 3,5 t hanno un carico utile di 2250 kg sull’asse anteriore e 2800 kg sull’asse posteriore, mentre le versioni da 5,5 t sono concepite per carichi da 2450 kg sull’asse anteriore e 3700 kg su quello posteriore.
Il Daily 4×4 si colloca in una nicchia di mercato molto importante: i veicoli commerciali 4×4 rappresentano infatti un mercato che è cresciuto negli anni, a conferma dell’aumento d’interesse della trazione integrale professionale, con veicoli in grado di arrivare ovunque, utilizzati prevalentemente per applicazioni speciali.

Sicurezza in autostrada: nel primo trimestre 2014 meno feriti, ma aumenta il numero degli incidenti e dei decessi

Nel primo trimestre del 2014 sulle autostrade che fanno parte dell’Aiscat (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori) vi sono stati 1.349 incidenti, con un aumento dell’1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sempre nel primo trimestre del 2014, rende noto il Centro Studi Continental, è diminuito invece il numero di persone rimaste ferite in questi incidenti: sono state 2.092, con un calo dell’1,5% rispetto al 2013. Anche il numero dei decessi è però aumentato (da 38 a 42, con una crescita del 10,5%). Per quest’ultimo dato vi è una spiegazione, ed è che, come evidenzia l’Aiscat in una nota, “l’aumento va letto tenendo conto dell’esiguità dei numeri in esame, fattore questo che comporta rialzi apparentemente elevati del tasso percentuale anche in presenza di lievi scostamenti in termini di valori assoluti”. Se si prendono in considerazione solo gli incidenti che coinvolgono veicoli leggeri il numero di feriti e di decessi è in calo; invece se si considerano gli incidenti in cui è coinvolto un veicolo pesante sia i feriti che i decessi sono aumentati. Per valutare correttamente questi dati, fa notare il Centro Studi Continental, bisogna però tenere anche presente che, sempre nel primo trimestre del 2014, il traffico sulle autostrade è aumentato dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2013.

Il Libro Bianco di Goodyear per rendere più sicura la guida dei neopatentati

Goodyear Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA) presenta i risultati di un nuovo progetto di ricerca realizzato con la Federazione europea delle autoscuole (EFA). Insieme alla ricerca, Goodyear EMEA ha pubblicato un Libro Bianco sulla sicurezza stradale : “La sicurezza alla guida innanzitutto: migliorare la sicurezza stradale dei neopatentati”. Il Libro Bianco è stato presentato e discusso a Bruxelles a una tavola rotonda organizzata dal Consiglio europeo per la sicurezza dei trasporti.
Il progetto analizza gli atteggiamenti degli istruttori di guida europei rispetto alla sicurezza stradale dei giovani automobilisti. La ricerca si basa su una precedente indagine di Goodyear sulla sicurezza stradale dei neopatentati e fornirà raccomandazioni ai politici, agli attori della sicurezza stradale e all’industria automobilistica per migliorare la sicurezza stradale dei neopatentati.
Questa ricerca è la quarta indagine annuale sulla sicurezza stradale di Goodyear ed è la prima che si concentra sul ruolo svolto dalla formazione degli automobilisti. Per il secondo anno consecutivo Goodyear EMEA lavora a stretto contatto con l’EFA, la federazione europea degli istruttori di guida e delle autoscuole. Alla base della ricerca vi è una nuova indagine condotta su 2334 istruttori di guida nell’Unione europea e su alcuni campioni rappresentativi in Russia, Turchia e Sudafrica. E’ la prima indagine di questo tipo che riunisce su scala così vasta le opinioni degli istruttori di guida e rileva alcuni risultati interessanti, come il ruolo fondamentale dei genitori nello sviluppare i comportamenti di guida dei giovani e le profonde differenze nella formazione degli automobilisti nei vari paesi.
Goodyear EMEA ed EFA hanno usato la ricerca per preparare insieme un Libro Bianco, che illustra gli aspetti che i politici possono prendere in considerazione per garantire che i giovani imparino a guidare in modo sicuro. Con questa ricerca, Goodyear EMEA ed EFA si propongono di rivelare le questioni che stanno più a cuore alla categoria degli istruttori di guida, e di esplorare diversi approcci per sensibilizzare i giovani a una guida sicura e responsabile. Le raccomandazioni di Goodyear EMEA invitano i politici ad inserire la manutenzione dell’automobile negli esami di teoria e a migliorare il sistema degli esami di guida.
Michel Rzonzef, vicepresidente Pneumatici vettura di Goodyear Europa, Medio Oriente e Africa, afferma: “Alla Goodyear accogliamo con favore il rinnovato impegno dell’EFA a lavorare con noi per migliorare la sicurezza stradale dei neopatentati. La nostra ricerca dimostra che lavorando insieme le istituzioni e l’industria automobilistica possono sensibilizzare maggiormente i neopatentati alla sicurezza stradale. Vogliamo capire come imparano a guidare e quali sono i fattori che influenzano il loro atteggiamento nei confronti della sicurezza stradale. Cercando delle prove da un ampio campione di istruttori di guida vogliamo sapere come è cambiato l’insegnamento della guida negli ultimi decenni e capire quali sono le possibili tendenze future.”

Sicurezza stradale: Deve aumentare l’attenzione verso gli utenti deboli

Nel 2012 i bambini da 0 a 9 anni che hanno subito conseguenze a causa di
incidenti stradali sono diminuiti rispetto al 2011: in particolare i bambini feriti
sono stati 6.280, con una diminuzione del 2,2% rispetto all'8217;anno precedente,
mentre i bambini che hanno perso la vita sono stati 27, con un calo del 22,9% sul
2011. Pur nella loro tragicità, questi dati alimentano la speranza che la situazione
possa ancora migliorare. In particolare dalle statistiche emerge che nel 2012 il
calo della mortalità dovuta ad un incidente stradale nella fascia di età da 0 a 9
anni è stato maggiore di quello generale (che è stato del 5,4%); mentre per ciò che
riguarda i feriti, la diminuzione percentuale registrata nel 2012 tra i bambini è
stata minore rispetto a quella totale (che è stata del 9,3%).

Il Centro Studi Continental ha compiuto un’ulteriore analisi sui dati,
considerando le tre categorie di bambini utenti stradali: pedoni, passeggeri e
conducenti (ovviamente di biciclette). Da questo tipo di classificazione emerge che
fra i bambini conducenti di biciclette i feriti a causa di un incidente stradale nel
2012 sono stati 176, con un calo del 14,1% rispetto al 2011; in diminuzione anche il
numero di bambini morti e feriti a causa di un incidente stradale nella categoria
passeggeri. Le note dolenti arrivano invece dai pedoni: infatti in questa categoria
di utenti della strada, a fronte di una mortalità rimasta invariata, il numero dei
bambini feriti in un incidente stradale nel 2012 è aumentato del 7,8% rispetto al
2011.

Per quanto riguarda la categoria "passeggeri" è da mettere in evidenza
come l'impegno delle case automobilistiche per la tutela degli occupanti di
un'auto e delle aziende specializzate in dispositivi di sicurezza per bambini
abbia dato frutti importanti, grazie allo sviluppo continuo di sistemi sempre più
efficaci per prevenire e, nel caso, diminuire le conseguenze degli incidenti
stradali. Ovviamente in questa materia nessun risultato conseguito può essere
considerato soddisfacente, in quanto l'obiettivo rimane quello di azzerare le
conseguenze degli incidenti per le persone, ed in particolare per i bambini.
Per quanto riguarda le categorie "conducenti" e "pedoni", è
necessario ribadire che con una maggiore attenzione dei conducenti dei veicoli, ma
anche dei genitori, si potrebbero evitare molte situazioni di pericolo e diminuire
così ancora il numero di bambini che riportano conseguenze da incidenti stradali.

Marco Mauri, CCO di DEKRA Italia, lancia 3 proposte al Parlamento e Governo in occasione della presentazione del Report sulla sicurezza stradale 2013

Queste le tre proposte che al termine della presentazione del Rapporto sulla Sicurezza Stradale 2013 dedicato alle strade extraurbane, Marco Mauri, Country Chief Officer di DEKRA Italia, ha sottoposto con un riscontro positivo ai partecipanti alla tavola rotonda. La discussione, moderata da Fabio Dadati, giornalista ed esperto in trasporti e logistica, ha visto partecipazione di: on. Rocco Girlanda, Sottosegretario ai Trasporti; Sen. Altero Matteoli, Presidente della Commissione Trasporti del Senato, già Ministro della Infrastrutture e dei Trasporti; Ing. Pietro Ciucci, Presidente e Amministratore Delegato di ANAS;  on. Michele Meta, Presidente della Commissione Trasporti della Camera.

Di fronte a una sala piena, con oltre sessanta partecipanti tra parlamentari, stakeholder e giornalisti, Mauri ha illustrato i risultati dell’importante studio sulla Sicurezza Stradale portando il dibattito su un piano concreto e propositivo. A seguito, importanti interventi dei relatori con assunzione di impegni e aggiornamenti sulle attività in corso.

Michele Meta, Presidente della Commissione Trasporti della Camera, ha chiesto maggiori controlli sulle strade che in Italia risultano ben sette volte inferiori a quelli realizzati in Germania  (7 milioni l’anno contro un milione), e un maggiore impegno sottolineando che “la sicurezza stradale è il punto centrale del lavoro della Commissione Trasporti della Camera”. Ha poi aggiunto che “bisogna superare il vincolo di spesa in questo contesto perché è un controsenso, visto che i costi degli incidenti stradali equivalgono a circa un punto e mezzo di Pil e le risorse investite vengono certamente ripagati con gli interessi”. A questo punto l’on. Meta ha posto l’accento sul tema a lui più a cuore e si è impegnato a lavorare per la “realizzazione entro 6 mesi della riforma del Codice della Strada”.

Il sen. Altero Matteoli ha evidenziato come sia necessario un approccio diverso da parte dei ministeri economici ai vincoli di spesa su infrastrutture, trasporti e sicurezza, ricordando come nei dieci anni in cui ha ricoperto il ruolo di Ministro (prima dell’Ambiente e poi di Infrastrutture e Trasporti) abbia sempre trovato una chiusura da parte dei colleghi che sono succeduti alla guida del Ministero del Tesoro, i quali applicavano politiche difensive e non di sviluppo e ha notato come con il Governo attuale tale atteggiamento non sia cambiato. Il senatore ha quindi concluso che “è necessario modificare radicalmente l’approccio se si vogliono ottenere risultati concreti”. Il Presidente della Commissione Trasporti del Senato, poi, ha chiesto “un maggiore impegno sulla formazione sia in ambito della sicurezza nelle scuole, che nei corsi di guida sicura, ma soprattutto, un’attenzione da parte delle famiglie sui comportamenti dei figli richiamando i genitori ad una precisa assunzione di responsabilità”.

Il Presidente di ANAS Pietro Ciucci, in un intervento articolato, ha evidenziato “le innumerevoli attività che l’azienda svolge per la sicurezza ed il miglioramento della rete viaria italiana”, ha richiamato gli investimenti in termini tecnologici che vengono effettuati, come ad esempio i nuovi tutor per strade extraurbane che si stanno sperimentando con ottimi risultati. Ha poi sottolineato il fatto che gli introiti derivanti da sanzioni del Codice della Strada non siano di competenza ANAS. Il Sottosegretario, Rocco Girlanda, a questo punto si è impegnato ad approfondire la questione anche riprendendo una sollecitazione dell’on. Meta. L’ing. Ciucci, ha poi, richiamato “la difficoltà di gestione della rete stradala extraurbana divisa tra innumerevoli soggetti: ANAS, Regioni, Province e Comuni, con tratti di strada che cambiano continuamente gestore“.

Il Sottosegretario Rocco Girlanda ha ribadito che “la sicurezza è al centro delle politiche del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti”, ha ricordato gli interventi previsti dal Decreto del Fare ed ha sottolineato come sia “necessario uno sforzo sia in termini di innovazione e di revisione normativa, ma anche di crescita culturale e formazione al fine di permettere ai cittadini di essere in grado di utilizzare le nuove tecnologie di assistenza alla guida e informative”. Ha, quindi, confermato “l’importanza del tema relativo alle revisioni dei mezzi in circolazione su cui il Governo sta lavorando“.

Al termine dell’incontro, tutti i partecipanti hanno concordato sulla necessità di superare i vincoli di spesa per interventi sulla sicurezza che rappresenta un valore centrale di una società civile e che portano anche alla riduzioni di costi sociali enormi dovuti agli incidenti ed hanno di fatto accolto con favore le proposte presentate da DEKRA Italia per il miglioramento della sicurezza stradale.

Iveco e New Holland per FIA Action for Road Safety

Iveco e New Holland Agriculture hanno avviato una collaborazione con la Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) per sostenere, in
qualità di “Official Suppliers”, la campagna FIA Action for Road Safety.
L’accordo prevede l’avvio di attività comuni per diffondere un messaggio in
tema di sicurezza e di utilizzo di comportamenti corretti sulla strada.
Iveco e New Holland Agriculture hanno annunciato il loro sostegno a FIA
durante una conferenza stampa che si è svolta al Fiat Industrial Village, a
Torino.
La campagna FIA Action for Road Safety intende sensibilizzare ed
educare a un comportamento di guida più sicuro, al fine di salvare vite
umane sulle strade di tutto il mondo. Iveco e New Holland Agriculture sono
i primi costruttori di veicoli commerciali e di macchine agricole a sostenerla
e sfrutteranno i rispettivi network per diffondere il proprio messaggio in
tema di sicurezza stradale.
La sicurezza rappresenta per i due brand di Fiat Industrial un valore
fondamentale: la tecnologia applicata ad avanzati sistemi di sicurezza è
infatti uno strumento indispensabile alla salvaguardia del conducente, degli
altri utenti della strada, del veicolo e del carico.
Iveco e New Holland Agriculture daranno inizio a questa collaborazione con
una presenza concreta sui circuiti di gara del FIA World Touring Car
Championship, il principale campionato per Vetture da Turismo.
Iveco condurrà in pista il primo Safety Truck: un veicolo, lo Stralis, che per
la prima volta vestirà i panni di “Leading Truck” e aprirà tutte le gare
effettuando un giro di pista e posizionandosi davanti allo schieramento
prima della Leading Car.
Inoltre, all’interno del paddock sarà allestita un’area dedicata alla sicurezza
in cui sarà presente un veicolo Iveco hospitality, appositamente
personalizzato e utilizzato come palco e spazio di incontro per comunicare i
messaggi sulla sicurezza stradale per i veicoli commerciali e per le
macchine agricole.
New Holland Agriculture sarà presente alla prima tappa del Campionato, a
Monza, con un Trattore T7 Auto Command dotato di sistema ABS
SuperSteer™.
Ogni anno 1,3 milioni di persone sono vittime di incidenti letali e quasi 50
milioni di persone restano ferite in incidenti stradali. L’Organizzazione
mondiale della sanità (OMS) stima che, se non si interverrà per risolvere
questo problema, entro il 2030 gli incidenti stradali saranno la quinta causa
di morte più comune del pianeta, con una previsione di oltre 2 milioni di
decessi all’anno.
La campagna FIA Action for Road Safety mira ad affrontare questa
situazione concentrando le risorse della Federazione per sostenere i propri
membri di tutto il mondo a educare alla sicurezza sulla strada e a
comportamenti più sicuri. Lanciata l’11 maggio 2011 a sostegno del
progetto delle Nazioni Unite Decade of Action for Road Safety (2011-
2020), l’iniziativa della FIA ha ricevuto il sostegno entusiasta da parte della
comunità degli sport motoristici, dei membri dei governi e dei decision
makers globali.

Goodyear e la terza Indagine sulla sicurezza stradale in Europa

Con l’avvio del nuovo anno accademico gli studenti riprendono gli studi, secondo una recente indagine condotta Goodyear, costoro non sono gli unici a dover tornare a scuola. L’indagine rivela infatti che un giovane su quattro pensa che non supererebbe l’esame di guida se dovesse rifarlo e il 49% non ha ricevuto una formazione su nozioni fondamentali come guidare di notte.

La ricerca, che ha analizzato il comportamento di 6400 giovani automobilisti di età inferiore ai 25 anni, in 16 paesi (15 paesi europei e il Sudafrica), è stata concepita per fornire alcune idee interessanti sul comportamento dei giovani al volante.

La capacità di ricordare le nozioni apprese a scuola guida è governata dall’ippocampo, ubicato nel lobo temporale del cervello, associato alle funzioni della memoria e dell’apprendimento. I giovani automobilisti che non hanno mai imparato o hanno dimenticato alcune nozioni di guida fondamentali, probabilmente necessitano di un corso di aggiornamento per stimolare i loro ricordi e diventare più sicuri alla guida, sebbene pochi di loro sarebbero disposti a tornare a scuola guida una volta presa la patente.

“La sicurezza è al centro della nostra Responsabilità Sociale d’Impresa e Goodyear è pronta ad impegnarsi per sostenere i giovani automobilisti e i neopatentati con una formazione costante. I giovani sono ancora coinvolti in modo sproporzionato negli incidenti stradali e negli incidenti mortali sulle strade in Europa, ed è fondamentale che ricevano un’adeguata formazione nelle scuole guide,” afferma Daniela Poggio, Direttore Comunicazione Goodyear Italia e Grecia.

Muoversi a piedi: per una mobilità amica della salute e della sicurezza

7.000 morti e oltre 200.000 feriti in dieci anni: non è il bollettino di guerra dell’Afghanistan ma il dato impietoso sulle tragedie che coinvolgono i pedoni. Numeri impressionanti, resi ancora più drammatici dalle invalidità permanenti riportate dalle vittime della strada. Soltanto nel 2011 si contano 21.000 feriti e ben 589 morti. Questa immagine terribile si fa ancora più nitida se si pensa che il 30% dei pedoni perde la vita mentre attraversa sulle strisce e oltre il 50% delle vittime ha più di 65 anni. Una media agghiacciante di quasi due morti e trenta feriti al giorno, una strage bianca che non può lasciar indifferente l’opinione pubblica.

Ma Reagire alla strage è possibile. Se ne discuterà al convegno “Muoversi a piedi: per una mobilità amica delle salute e dell’ambiente” che si terrà a Bologna l’1 febbraio promosso dai sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, dall’Osservatorio per l’educazione stradale e la sicurezza della Regione Emilia-Romagna e dal Centro Antartide. Parteciperanno i Segretari generali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, Carla Cantone, Ermenegildo Bonfanti e Romano Bellissima. Insieme a loro vari esperti universitari, dell’Istituto Superiore di Sanità, degli enti locali e delle Ausl. Collaborano all’iniziativa Auser, Ada e Anteas.

Ci arriva il cuore, prima che la matematica, a farci percepire la montagna di dolore che grava anche su tanti parenti e amici delle vittime della strada. Per tragedie che sono in larga parte evitabili. Figlie perlopiù del mancato rispetto delle regole e dall’assenza di educazione civica tra gli automobilisti.

In genere li definiamo “incidenti” stradali. Ma è un errore. “Incidente”, infatti, ha un’accezione di evento fortuito e casuale: ma è difficile evocare la casualità quando chi guida, magari distratto da una telefonata, investe un pedone che attraversa sulle strisce. Oppure pensare alla sfortuna quando si incrocia un guidatore ubriaco. O qualcuno che non rispetta i limiti di velocità, così importanti: un pedone investito a 30 chilometri orari ha il 50% di possibilità di sopravvivere, il 10% di possibilità se investito a 50 km/h, e oltre i 60 non ha speranze. Non a caso le città europee più sensibili puntano sull’introduzione di limiti di velocità a 30 km/h per le automobili in città, provvedimento che timidamente si affaccia in Italia a partire da Torino, Saronno e da Reggio Emilia.

Morire sulle strisce pedonali non può essere una fatalità. Questa strage silenziosa si consuma soprattutto nelle città. A differenza di altri paesi europei, in cui chi cammina gode di maggior considerazione da parte di chi guida, in Italia il rispetto dei pedoni fatica a cristallizzarsi in un idem sentire, ovvero in un patrimonio culturale condiviso. Un divario da colmare, dato che camminare fa bene alla salute e all’ambiente. In fondo “Siamo tutti pedoni”, come recita la campagna di sensibilizzazione di cui il convegno è parte.

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