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Iveco e New Holland per FIA Action for Road Safety
Iveco e New Holland Agriculture hanno avviato una collaborazione con la Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) per sostenere, in
qualità di “Official Suppliers”, la campagna FIA Action for Road Safety.
L’accordo prevede l’avvio di attività comuni per diffondere un messaggio in
tema di sicurezza e di utilizzo di comportamenti corretti sulla strada.
Iveco e New Holland Agriculture hanno annunciato il loro sostegno a FIA
durante una conferenza stampa che si è svolta al Fiat Industrial Village, a
Torino.
La campagna FIA Action for Road Safety intende sensibilizzare ed
educare a un comportamento di guida più sicuro, al fine di salvare vite
umane sulle strade di tutto il mondo. Iveco e New Holland Agriculture sono
i primi costruttori di veicoli commerciali e di macchine agricole a sostenerla
e sfrutteranno i rispettivi network per diffondere il proprio messaggio in
tema di sicurezza stradale.
La sicurezza rappresenta per i due brand di Fiat Industrial un valore
fondamentale: la tecnologia applicata ad avanzati sistemi di sicurezza è
infatti uno strumento indispensabile alla salvaguardia del conducente, degli
altri utenti della strada, del veicolo e del carico.
Iveco e New Holland Agriculture daranno inizio a questa collaborazione con
una presenza concreta sui circuiti di gara del FIA World Touring Car
Championship, il principale campionato per Vetture da Turismo.
Iveco condurrà in pista il primo Safety Truck: un veicolo, lo Stralis, che per
la prima volta vestirà i panni di “Leading Truck” e aprirà tutte le gare
effettuando un giro di pista e posizionandosi davanti allo schieramento
prima della Leading Car.
Inoltre, all’interno del paddock sarà allestita un’area dedicata alla sicurezza
in cui sarà presente un veicolo Iveco hospitality, appositamente
personalizzato e utilizzato come palco e spazio di incontro per comunicare i
messaggi sulla sicurezza stradale per i veicoli commerciali e per le
macchine agricole.
New Holland Agriculture sarà presente alla prima tappa del Campionato, a
Monza, con un Trattore T7 Auto Command dotato di sistema ABS
SuperSteer™.
Ogni anno 1,3 milioni di persone sono vittime di incidenti letali e quasi 50
milioni di persone restano ferite in incidenti stradali. L’Organizzazione
mondiale della sanità (OMS) stima che, se non si interverrà per risolvere
questo problema, entro il 2030 gli incidenti stradali saranno la quinta causa
di morte più comune del pianeta, con una previsione di oltre 2 milioni di
decessi all’anno.
La campagna FIA Action for Road Safety mira ad affrontare questa
situazione concentrando le risorse della Federazione per sostenere i propri
membri di tutto il mondo a educare alla sicurezza sulla strada e a
comportamenti più sicuri. Lanciata l’11 maggio 2011 a sostegno del
progetto delle Nazioni Unite Decade of Action for Road Safety (2011-
2020), l’iniziativa della FIA ha ricevuto il sostegno entusiasta da parte della
comunità degli sport motoristici, dei membri dei governi e dei decision
makers globali.
Goodyear e la terza Indagine sulla sicurezza stradale in Europa
Con l’avvio del nuovo anno accademico gli studenti riprendono gli studi, secondo una recente indagine condotta Goodyear, costoro non sono gli unici a dover tornare a scuola. L’indagine rivela infatti che un giovane su quattro pensa che non supererebbe l’esame di guida se dovesse rifarlo e il 49% non ha ricevuto una formazione su nozioni fondamentali come guidare di notte.
La ricerca, che ha analizzato il comportamento di 6400 giovani automobilisti di età inferiore ai 25 anni, in 16 paesi (15 paesi europei e il Sudafrica), è stata concepita per fornire alcune idee interessanti sul comportamento dei giovani al volante.
La capacità di ricordare le nozioni apprese a scuola guida è governata dall’ippocampo, ubicato nel lobo temporale del cervello, associato alle funzioni della memoria e dell’apprendimento. I giovani automobilisti che non hanno mai imparato o hanno dimenticato alcune nozioni di guida fondamentali, probabilmente necessitano di un corso di aggiornamento per stimolare i loro ricordi e diventare più sicuri alla guida, sebbene pochi di loro sarebbero disposti a tornare a scuola guida una volta presa la patente.
“La sicurezza è al centro della nostra Responsabilità Sociale d’Impresa e Goodyear è pronta ad impegnarsi per sostenere i giovani automobilisti e i neopatentati con una formazione costante. I giovani sono ancora coinvolti in modo sproporzionato negli incidenti stradali e negli incidenti mortali sulle strade in Europa, ed è fondamentale che ricevano un’adeguata formazione nelle scuole guide,” afferma Daniela Poggio, Direttore Comunicazione Goodyear Italia e Grecia.
Muoversi a piedi: per una mobilità amica della salute e della sicurezza
7.000 morti e oltre 200.000 feriti in dieci anni: non è il bollettino di guerra dell’Afghanistan ma il dato impietoso sulle tragedie che coinvolgono i pedoni. Numeri impressionanti, resi ancora più drammatici dalle invalidità permanenti riportate dalle vittime della strada. Soltanto nel 2011 si contano 21.000 feriti e ben 589 morti. Questa immagine terribile si fa ancora più nitida se si pensa che il 30% dei pedoni perde la vita mentre attraversa sulle strisce e oltre il 50% delle vittime ha più di 65 anni. Una media agghiacciante di quasi due morti e trenta feriti al giorno, una strage bianca che non può lasciar indifferente l’opinione pubblica.
Ma Reagire alla strage è possibile. Se ne discuterà al convegno “Muoversi a piedi: per una mobilità amica delle salute e dell’ambiente” che si terrà a Bologna l’1 febbraio promosso dai sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, dall’Osservatorio per l’educazione stradale e la sicurezza della Regione Emilia-Romagna e dal Centro Antartide. Parteciperanno i Segretari generali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, Carla Cantone, Ermenegildo Bonfanti e Romano Bellissima. Insieme a loro vari esperti universitari, dell’Istituto Superiore di Sanità, degli enti locali e delle Ausl. Collaborano all’iniziativa Auser, Ada e Anteas.
Ci arriva il cuore, prima che la matematica, a farci percepire la montagna di dolore che grava anche su tanti parenti e amici delle vittime della strada. Per tragedie che sono in larga parte evitabili. Figlie perlopiù del mancato rispetto delle regole e dall’assenza di educazione civica tra gli automobilisti.
In genere li definiamo “incidenti” stradali. Ma è un errore. “Incidente”, infatti, ha un’accezione di evento fortuito e casuale: ma è difficile evocare la casualità quando chi guida, magari distratto da una telefonata, investe un pedone che attraversa sulle strisce. Oppure pensare alla sfortuna quando si incrocia un guidatore ubriaco. O qualcuno che non rispetta i limiti di velocità, così importanti: un pedone investito a 30 chilometri orari ha il 50% di possibilità di sopravvivere, il 10% di possibilità se investito a 50 km/h, e oltre i 60 non ha speranze. Non a caso le città europee più sensibili puntano sull’introduzione di limiti di velocità a 30 km/h per le automobili in città, provvedimento che timidamente si affaccia in Italia a partire da Torino, Saronno e da Reggio Emilia.
Morire sulle strisce pedonali non può essere una fatalità. Questa strage silenziosa si consuma soprattutto nelle città. A differenza di altri paesi europei, in cui chi cammina gode di maggior considerazione da parte di chi guida, in Italia il rispetto dei pedoni fatica a cristallizzarsi in un idem sentire, ovvero in un patrimonio culturale condiviso. Un divario da colmare, dato che camminare fa bene alla salute e all’ambiente. In fondo “Siamo tutti pedoni”, come recita la campagna di sensibilizzazione di cui il convegno è parte.
TrasporTiamo al Gran Finale!
“Trasportiamo. Guidati dalla passione”, la quarta campagna di sensibilizzazione a favore della categoria degli autotrasportatori, promossa dal Comitato Centrale dell’Albo si è conclusa ufficialmente con un convegno a cui hanno partecipato Bruno Amoroso, il Presidente del Comitato Centrale dell’Albo, Simone Mazzarelli (Tcommunication), Francesco Gallo (Accademia delle Belle Arti di Roma), Yari Selvetella (Uomini&Camion, RadioRaiuno), Fabio Severino (Università La Sapienza di Roma), Umberto Cutolo, (Sistemi di logistica) e Rocco Giordano (Università di Salerno).
Sono, ormai, dieci anni che l’Albo degli Autotrasportatori è impegnato nella promozione di un’immagine “pulita” e nel rilancio della categoria: dalla formazione alla certificazione di qualità, dagli studi e ricerche statistiche alla rappresentanza istituzionale, fino alle campagne di comunicazione e sensibilizzazione come “Trasportiamo”. L’obiettivo è quello di sfatare i luoghi comuni che troppo spesso – e al di là dei dati reali – connotano negativamente la categoria e promuovere gli autotrasportatori come professionisti della sicurezza.
L’incontro finale è stata l’occasione per fare un riepilogo generale sulla Campagna Trasportiamo che ha visto e vede impegnati 300 semirimorchi brandizzati e 30 semirimorchi allestiti con opere d’arte contemporanee di altrettanti giovani artisti. Al di là degli aspetti tecnici riguardanti la Campagna pubblicitaria affrontati da Simone Mazzarelli, Francesco Gallo e Fabio Severino, il professore Rocco Giordano, docente di Economia dei Trasporti, ha descritto i risultati ottenuti grazie ai dieci anni di iniziative di sensibilizzazione a favore del settore, riscontrando una maggiore condivisione di dati e statistiche tra Albo, Istat, ACI, ecc. Dati e statistiche che, in realtà, hanno sempre sfatato il luogo comune del camionista “brutto e cattivo”, ma in passato era molto più difficile diffonderli ed estrapolarli.
“Bisogna ancora ottenere, tuttavia, che l’Istat distingua tra tipologie di trasporto: conto proprio o conto terzi, sotto o sopra le 3,5 t, cabotaggio o nazionale” ha commentato Giordano spiegando che è necessario lavorare ancora e meglio sulla raccolta dei dati, indagando, ad esempio, sulle cause degli incidenti. Rispetto al 1991, nel 2010, il numero di incidenti mortali in cui è coinvolto un mezzo pesante è diminuito del 46,6%, mentre tra il 2000 e il 2010 il numero di sinistri è diminuito del 17,9%, la maggior parte di questi incidenti, oltre il 50%, avviene tra l’altro nelle aree urbane, sull’ultimo miglio.
Per migliorare la sicurezza stradale c’è ancora molto da fare, sempre secondo Giordano, anche se in Italia possiamo vantare l’eccellenza tecnologica dei CRM, negli altri Paesi europei come la Germania all’interno della polizia stradale esistono vere e proprie strutture specializzate sul trasporto professionale. Il controllo di sicurezza, però, dovrebbe essere routine, non dovrebbe far sentire vessato chi è controllato e dovrebbe, quindi, rispettare il lavoratore e l’azienda di
trasporto interessati. Sempre in Germania sono previsti addirittura degli indennizzi quando il fermo ha esito negativo dopo aver arrecato danno (ritardo) all’operatore. Ma l’altra faccia della medaglia della sicurezza è la professionalità degli autisti, professionalità su cui si può intervenire attraverso la formazione, ma anche – ha sottolineato ancora il professor Giordano – indagando i contesti aziendali che possono condizionare i lavoratori, “ora abbiamo una radiografia, ma dobbiamo fare una TAC per andare ancora più in profondità all’interno delle varie dinamiche del trasporto in conto terzi”.
Il professore Francesco Gallo, docente di storia dell’arte, nel presentare la valenza artistica della Campagna Trasportiamo ha ricordato un suo vecchio amico che gli diceva sempre “bisogna saper fare, ma bisogna anche far sapere”. Ed è così che Trasportiamo è stata anche e soprattutto un’occasione per coinvolgere, condividere e divulgare quelle tematiche dell’autotrasporto che altrimenti, al grande pubblico, non sarebbero mai arrivate. I 330 semirimorchi Trasportiamo continueranno a circolare nei prossimi mesi, percorreranno, alla fine, 33 milioni di chilometri, tutti potranno incontrarli sulle autostrade italiane o potranno vederli, come opere d’arte, su qualche rivista generalista (dove mai sarebbe arrivato un camion), e chi non li ha ancora visti, facendosi sfuggire anche gli spot televisivi programmati su 22 emittenti nazionali, potrà sempre andare al cinema e trovarli in “Viva l’Italia” di Massimiliano Bruno e in “Roman e il suo cucciolo” di Alessandro Gassman.
Iveco e Noi Camionisti insieme per la sicurezza
Iveco sostiene l’associazione italiana “Noi Camionisti” in due progetti dedicati all’approfondimento di temi legati al mondo dell’autotrasporto.
“Le piazze della sicurezza” è un’iniziativa volta a sensibilizzare il pubblico sul tema della sicurezza stradale, attraverso alcuni incontri nelle principali città italiane. Dopo il successo della prima tappa presso l’Autoparco di Brescia est, sarà la volta delle concessionarie Iveco che, a partire da sabato 27 ottobre con le Officine Brennero di Verona, apriranno le porte al pubblico. Lezioni teoriche, esercitazioni al simulatore di guida e prove pratiche a bordo dei veicoli Iveco su un tracciato appositamente allestito costituiscono le principali attività proposte al pubblico, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sui comportamenti responsabili alla guida.
Tra novembre e dicembre sono inoltre previsti ulteriori appuntamenti presso le concessionarie di Milano, Roma e Torino, che al loro interno potranno allestire il “Villaggio della Sicurezza”.
All’approfondimento di queste tematiche è dedicato anche il format online “Noi Camionisti TV”, che prevede la realizzazione di 12 puntate, pubblicate sul sito web www.noicamionisti.tv e disponibili su un canale YouTube dedicato.
L’obiettivo è fornire alle aziende del settore tutte le informazioni e le novità che possano essere d’interesse per la loro attività. Ogni puntata approfondirà un argomento specifico dedicato alla professione del camionista, attraverso notiziari, dibattiti e rubriche specializzate: dalla sicurezza su strada ai corsi di guida economica, alla formazione obbligatoria imposta dalla CQC, senza trascurare il constante aggiornamento sulla normativa specifica. Un’occasione per presentare ai propri clienti la storia di Iveco, attraverso contributi video e attraverso la voce diretta delle persone che, ogni giorno, lavorano per il raggiungimento dei noti standard qualitativi.
Ambiente, 40mila ragazzi con l’Ecopatente
Sono 40mila i ragazzi che si sono conquistati non una semplice patente di guida, ma un’Ecopatente. L’iniziativa, giunta alla quarta edizione, ha già coinvolto più di 1.800 autoscuole e oltre 800 formatori in tutta Italia. In pratica di che si tratta? Corsi gratuiti di guida non solo prudente sulla strada, ma anche sostenibile.
3000 Autisti stranieri Ambasciatori della sicurezza stradale
Gli stranieri rischiano il doppio sulle strade del nostro Paese,dove il 6,4% degli automobilisti italiani è coinvolto in un incidente all'anno mentre per gli stranieri la percentuale sale fino al 13,5%. Se argentini, francesi e tedeschi superano di poco la media italiana, tunisini, ucraini, romeni, marocchini e moldavi sono esposti a un pericolo maggiore. I più a rischio sono gli egiziani, i peruviani, gli albanesi e i cinesi. Difformità di abitudini e di comportamenti rappresentano quindi un pericolo per l'intera collettività, con pesanti ripercussioni economiche oltre che sociali: gli incidenti stradali comportano ogni anno in Italia oltre 3.800 morti, 292.000 feriti e un danno sociale per oltre 30 miliardi di euro, pari al 2% del PIL. Gli stranieri residenti nel Paese sono 4,75 milioni, di cui 2,6 muniti di patente (1,4 milioni l'hanno conseguita con una scuola guida in Italia). Possiedono più di 2,7 milioni di automobili e oltre 250.000 moto. La sicurezza stradale è pertanto un obiettivo da perseguire guardando anche ai conducenti stranieri che per lavoro o per turismo circolano in Italia. In quest'ottica ACI lancia una grande iniziativa, sostenuta da SARA Assicurazioni e ACI Global: un progetto che prevede 1.000 corsi gratuiti di guida sicura l'anno per i prossimi tre anni, e la realizzazione di un call center multilingue per consulenza legale e tecnica sui problemi legati alla mobilità. I corsi si svolgeranno presso il centro ACI-SARA di Vallelunga alle porte di Roma, uno dei più moderni e attrezzati in Europa. Saranno 18 giornate l'anno, ciascuna con 60 "allievi" che raggiungeranno Vallelunga con pullman messi a disposizione dall'organizzazione. I corsi si svolgeranno nei fine settimana e i partecipanti saranno selezionati dalle comunità nazionali in modo che ogni gruppo abbia una composizione omogenea. Unica condizione il possesso della patente di guida. Ai corsi assisterà sempre un rappresentante della Polizia Stradale. Prevedono una parte teorica e una pratica con guida i in condizioni di scarsa aderenza e sul bagnato. Sarà possibile chiedere di partecipare anche compilando un modulo sul sito www.aci.it .
Sicurezza stradale, arriva il sistema blocca-cellulare
Un sistema in grado di inibire il segnale del cellulare nel momento in cui il proprietario sta guidando. Arriva dall’India l’innovativo sistema in ambito di sicurezza stradale. Il dispositivo, che interagisce solo con il telefono del conducente, si attiva solo nel momento in cui rileva che la persona al volante sta usando il cellulare. E blocca il segnale. Ma senza interferire con quello degli altri passeggeri.
Il meccanismo, che può essere tarato anche per segnalare alla polizia le violazioni relative all’uso del cellulare alla guida, è stato elaborato dal team di ricerca dell’India Anna University of Technology, a Tamilnadu.
Secondo alcune statistiche elaborate dall’università indiana il 20% circa degli incidenti stradali mortali relativi a camion o altri veicoli pesanti, coinvolgono conducenti che stavano utilizzando un telefono cellulare al momento dell’incidente. E non è solo la composizione del numero o il fatto di dover tenere in mano il telefono a distrarre dalla guida. Sono anche le stesse conversazioni che possono distogliere l’attenzione dei conducenti sulla strada. Ciò significa che il cellulare, sia usato a mano che in viva voce, può aumentare le possibilità di causare un incidente. Le conversazioni telefoniche alla guida possono anche ritardare i riflessi in corrispondenza degli incroci, causare il salto di corsia e diminuire in chi guida la percezione della distanza tra il loro veicolo e quello che lo precede.
In calo le vittime della strada nel 2011
Cala il numero delle vittime della strada in Italia. Durante il 2011 si sono verificati sulle strade italiane 205mila incidenti con lesioni a persone, con una flessione del 3% rispetto al 2010 e una più significativa contrazione dei morti (-7,1%) e dei feriti (-3,5%). Secondo i dati Istat e Aci i decessi avvenuti in seguito a incidenti stradali sono stati 3.800, mentre i feriti ammontano a 292mila.
Il trend in diminuzione si misura in una flessione del 16% dei sinistri dal 2000 al 2009. Ma c’è ancora molto da lavorare. Autovelox, tutor, etilometri, uso dei sistemi satellitari, sistemi informativi montati a bordo delle auto della polizia, sono solo alcuni esempi di come la tecnologia abbia qualificato l’intervento della polizia stradale a tutela della sicurezza nelle strade. Secondo le ricerche del DISS, il centro universitario di ricerche per la sicurezza stradale, l’utilizzo del tutor, in particolare, ”ha dimezzato la mortalità in autostrada e ha liberato le pattuglie della polizia stradale da controlli automatici a favore di impieghi dove conta di più l’intervento umano, come il soccorso o il rilievo di incidenti stradali”.
Strade extraurbane e urbane si confermano le infrastrutture più pericolose dove soprattutto i pedoni e i ciclisti registrano il 25% del totale delle vittime in incidenti in Europa. Quasi il 90% degli incidenti sulle strade è da imputare al fattore umano, con al primo posto la sonnolenza, causa del 22% dei sinistri stradali, con una percentuale di mortalità doppia rispetto agli incidenti dovuti ad altre cause (11,4% contro il 5,62%).
Salvavita obbligatorio dal 2015, lo chiede l’Ue
Se tutte le auto europee fossero dotate del sistema salvavita, che in caso di gravi incidenti chiama automaticamente i soccorsi, potrebbero salvarsi 2.500 vite l’anno. E’ stata votata a larga maggioranza la risoluzione avanzata dal Parlamento europeo per installare il dispositivo “eCall” su ogni nuova auto, a partire dal 2015. Ad oggi solo lo 0,4% dei veicoli dispone di questo meccanismo.
Si stima che il salvavita possa accelerare l’arrivo dei soccorsi del 40% nelle zone urbane e del 50% nelle aree rurali, riducendo il numero di feriti gravi del 10-15%. Il voto dell’Europarlamento è stato accolto con favore dalla Federazione internazionale dell’automobile (Fia). La tecnologia necessaria a far funzionare ‘eCall’ è già disponibile e la sua introduzione costerà all’industria automobilistica meno di 100 euro a vettura. Il funzionamento del dispositivo è semplice: quando un incidente è tanto violento da provocare l’apertura degli airbag, ‘eCall’ si attiva e chiama il 112 – il numero d’emergenza europeo – fornendo la posizione esatta del veicolo, la direzione di marcia e l’ora dello schianto. Nella risoluzione gli eurodeputati invitano inoltre l’esecutivo comunitario a considerare l’estensione dell’obbligatorietà del sistema anche alle moto, agli autobus e ai camion.















