Articoli marcati con tag ‘sindacati’

Fincantieri firma l’accordo con gli operai anche a Castellammare

I lavoratori della Fincantieri di Castellammare di Stabia (Napoli) hanno aderito all’accordo sul nuovo orario di lavoro firmato dai sindacati Fiom, Fim, Uilm e Ugl il primo febbraio scorso. I delegati provinciali e regionali sono soddisfatti del successo decretato dal referendum in azienda. A scegliere il ”si”’ sono stati 320 lavoratori sui 608 complessivi. Hanno votato 482 tute blu (tra loro quasi la meta’ in cassa integrazione), i ‘no’ sono stati 156. Sei schede sono risultate nulle; 105 dipendenti non sono andati a votare.

La percentuale dei si’, quindi è stata del 66 per cento. Il piano lavoro prevede un calo di eccedenze da 290 a 230 (sugli attuali 613 esuberi dei quali nessuno sara’ licenziato), ma anche una piu’ spinta flessibilita’ dell’orario di lavoro, in vista di una commessa che assicura la sopravvivenza del cantiere di Castellammare di Stabia con la realizzazione del traghetto della canadese Societe’ des traversiers du Quebec (STQ).

Con l’orario ”plurisettimanale” e l’internalizzazione di tutte quelle attivita’ un tempo affidate all’indotto, aumenta nel Cantiere di Castellammare di Stabia la competitivita’ richiesta dall’azienda di Trieste. Soddisfatti, percio’ i sindacati che, come afferma Giovanni Sgambati, segretario generale Uilm Campania, ”mette il cantiere in salvo”, mentre Giuseppe Terracciano, segretario provinciale Fim Napoli, chiede ora alla politica di ”investire in questa realta’, che ha dimostrato di avere a cuore il lavoro”.

Cgil e Fiom, tramite i segretari generali Franco Tavella e Andrea Amendola, ribadiscono che ”vale il referendum, ma gli accordi in azienda devono passare per le rsu”. Infine una osservazione viene da un operaio della Fiat di Pomigliano d’Arco, Gerardo Giannone, che ricorda come, per un contratto in Fiat meno ”pesante” di quello in Fincantieri la Fiom si sia impuntata a non votare, mentre ”ora si siede ai tavoli senza storie e firma tutto”.

Muoversi a piedi: per una mobilità amica della salute e della sicurezza

7.000 morti e oltre 200.000 feriti in dieci anni: non è il bollettino di guerra dell’Afghanistan ma il dato impietoso sulle tragedie che coinvolgono i pedoni. Numeri impressionanti, resi ancora più drammatici dalle invalidità permanenti riportate dalle vittime della strada. Soltanto nel 2011 si contano 21.000 feriti e ben 589 morti. Questa immagine terribile si fa ancora più nitida se si pensa che il 30% dei pedoni perde la vita mentre attraversa sulle strisce e oltre il 50% delle vittime ha più di 65 anni. Una media agghiacciante di quasi due morti e trenta feriti al giorno, una strage bianca che non può lasciar indifferente l’opinione pubblica.

Ma Reagire alla strage è possibile. Se ne discuterà al convegno “Muoversi a piedi: per una mobilità amica delle salute e dell’ambiente” che si terrà a Bologna l’1 febbraio promosso dai sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, dall’Osservatorio per l’educazione stradale e la sicurezza della Regione Emilia-Romagna e dal Centro Antartide. Parteciperanno i Segretari generali di Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, Carla Cantone, Ermenegildo Bonfanti e Romano Bellissima. Insieme a loro vari esperti universitari, dell’Istituto Superiore di Sanità, degli enti locali e delle Ausl. Collaborano all’iniziativa Auser, Ada e Anteas.

Ci arriva il cuore, prima che la matematica, a farci percepire la montagna di dolore che grava anche su tanti parenti e amici delle vittime della strada. Per tragedie che sono in larga parte evitabili. Figlie perlopiù del mancato rispetto delle regole e dall’assenza di educazione civica tra gli automobilisti.

In genere li definiamo “incidenti” stradali. Ma è un errore. “Incidente”, infatti, ha un’accezione di evento fortuito e casuale: ma è difficile evocare la casualità quando chi guida, magari distratto da una telefonata, investe un pedone che attraversa sulle strisce. Oppure pensare alla sfortuna quando si incrocia un guidatore ubriaco. O qualcuno che non rispetta i limiti di velocità, così importanti: un pedone investito a 30 chilometri orari ha il 50% di possibilità di sopravvivere, il 10% di possibilità se investito a 50 km/h, e oltre i 60 non ha speranze. Non a caso le città europee più sensibili puntano sull’introduzione di limiti di velocità a 30 km/h per le automobili in città, provvedimento che timidamente si affaccia in Italia a partire da Torino, Saronno e da Reggio Emilia.

Morire sulle strisce pedonali non può essere una fatalità. Questa strage silenziosa si consuma soprattutto nelle città. A differenza di altri paesi europei, in cui chi cammina gode di maggior considerazione da parte di chi guida, in Italia il rispetto dei pedoni fatica a cristallizzarsi in un idem sentire, ovvero in un patrimonio culturale condiviso. Un divario da colmare, dato che camminare fa bene alla salute e all’ambiente. In fondo “Siamo tutti pedoni”, come recita la campagna di sensibilizzazione di cui il convegno è parte.

Alitalia: accordo con organizzazioni sindacali. Via a confronto su piano industriale

Raggiunto l’accordo tra l’Alitalia e le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl per l’avvio del confronto sul piano industriale della compagnia. ”A partire dalla condivisione di ricercare strumenti alternativi agli esuberi previsti dal piano aziendale – sottolineano le sigle sindacali in una nota – si apre una nuova fase di relazioni ed auspicabilmente di confronto propositivo”. Per Andrea Ragnetti, ad Alitalia, “l’ accordo raggiunto con le organizzazioni sindacali Filt-Cgil Fit-Cisl, Uil e Ugl Trasporti e’ frutto di un ottimo lavoro concertativo dove il senso di responsabilita’ di tutti ha prevalso. Il risultato permette di tutelare i livelli occupazionali garantendo, nel contempo, l’esigenza dell’azienda di aumentare l’efficienza. L’accordo infatti si inserisce in un percorso di definizione del nuovo contratto di settore e si prefigge di non pregiudicare i target di costo previsti dal piano industriale , anche con l’individuazione e l’ottimizzazione di strumenti di flessibilita’ gia’ previsti dalla contrattazione aziendale”. “Sono certo che ora ” conclude Ragnetti – con uno spirito piu’ sereno, lavoreremo tutti insieme, da vera squadra, affrontando le difficolta’ che ancora ci troviamo davanti, per portare a compimento un progetto nato 4 anni fa e che ora e’ alla nostra portata: fare di Alitalia una storia di successo di cui andare fieri”.

Alitalia sospende gli esuberi, ok al confronto

Alitalia riparte dalle trattative

Alitalia sospende il progetto di 690 esuberi e dà il via libera alle trattative per trovare una strada alternativa, mantenendo lo stesso obiettivo: 30 milioni di euro di risparmio nel 2013. Nel primo incontro ”tecnico”, in cui l’ad Andrea Ragnetti aveva annunciato gli esuberi, i segretari nazionali di Filt Cgil, Mauro Rossi, di Fit Cisl Franco Persi, della Uiltrasorti Marco Veneziani e dell’Ugl Trasporti Francesco Alfonsi hanno proposto il percorso alternativo al taglio del personale che ora riguarda assistenti di volo e lavoratori del settore amministrativo e tecnico.

Il confronto passerà attraverso due tavoli: uno, già avviato al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulle regole che riguardano tutto il settore del trasporto aereo e l’altro – da aprire – con le compagnie aeree sul contratto di lavoro che i sindacati chiedono sia di settore e non aziendale. La prima riunione dovrebbe essere programmata a breve, dopo l’incontro, previsto per oggi, in Assaereo.
“Sono necessarie regole omogenee per tutti gli operatori – dichiarano i sindacati – altrimenti si corre il rischio di trovarsi ogni 6/10 mesi di fronte a una nuova emergenza”. Ma per l’associazione degli assistenti di volo Avia, quello degli esuberi ”è un bluff” e ”tutto questo teatrino finalizzato a farci lavorare ancora di più costando ancora di meno”.

Il caso Tirrenia al vaglio dell’Ue

Tirrenia sotto la lente

Restano accesi i riflettori dell’Unione Europea sul caso Tirrenia. L’indagine aperta sulla privatizzazione, fa sapere il portavoce per la concorrenza Joaquin Almunia, resterà aperta finché non sarà chiarito se l’operazione è stata realizzata ricorrendo ad aiuti di Stato in violazione delle norme comunitarie.

Nel mirino di Bruxelles, in base all’indagine ufficializzata all’inizio di ottobre dello scorso anno, ci sono in particolare le compensazioni per obblighi di servizio pubblico corrisposte alle società dell’ex gruppo di Stato che, secondo la Commissione europea, potrebbero costituire un indebito vantaggio rispetto alla concorrenza. In gioco ci sarebbero complessivamente alcune centinaia di milioni di euro di aiuti che rischiano di essere giudicati non conformi alle norme Ue.

Nel frattempo Cin, la compagnia di navigazione che ha preso le redini di Tirrenia, ha convocato i sindacati per il primo agosto per approfondire le tematiche relative alle azioni di rilancio dell’azienda.

Tpl, nuovo sciopero a fine mese

Nuovo sciopero in vista

Dopo lo sciopero di venerdì scorso, i sindacati dei trasporti ne annunciano un altro, di carattere nazionale, per venerdì 20 luglio. I mezzi pubblici subiranno uno stop di 4 ore. Lo proclamano unitariamente Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti e Faisa Cisal “a seguito della comunicazione da parte delle associazioni datoriali, Asstra e Anav, di recesso dal Contratto della Mobilità”.

“La posizione delle controparti, praticamente indisponibile a qualsiasi soluzione dopo oltre due anni e mezzo di inutile trattativa – spiegano le organizzazioni sindacali – con questa ultima arrogante provocazione, rischia di vanificare qualunque tipo di percorso delineato con il documento strategico per il rilancio del settore dentro il quale il rinnovo del contratto della Mobilità costituisce elemento imprescindibile per la ricerca di economie e soluzioni alla grave crisi che interessa il settore sull’intero territorio nazionale”.

Lo sciopero sarà articolato secondo diverse modalità territoriali e nel rispetto della garanzia dei servizi minimi secondo le fasce orarie.

Caso Tirrenia, 300 lavoratori ‘’a rischio’’ a Genova

Il porto di Genova

Rispettare i tempi per il passaggio di consegne da Tirrenia a Cin (Compagnia italiana di navigazione). Lo chiedono a gran voce i sindacati del comparto trasporti Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti e le istituzioni liguri. Ne va del futuro di circa 300 lavoratori. Nel documento comune sottoscritto, si sottolinea la necessità di “dare seguito alla tutela dei livelli occupazionali, retributivi e territoriali” definiti negli accordi. Bisogna anche proseguire nell’erogazione dei servizi per garantire la continuità territoriale con la Sardegna e implementare nuove linee. Il documento arriva dopo il ”rallentamento del passaggio di consegne della Cin e all’attuale assenza di garanzie sul perfezionamento dell’acquisizione”. ”E’ essenziale – ha detto l’assessore regionale al lavoro Enrico Vesco – che il Governo vigili affinché il passaggio di consegne avvenga come previsto per tutelare la sede di Genova con 57 amministrativi e 250 lavoratori marittimi”.

FS sigla ipotesi d’intesa per il rinnovo del CCNL

Ferrovie dello Stato Italiane comunica che ha siglato l'ipotesi d'intesa per il rinnovo del proprio contratto aziendale
a seguito e in applicazione dell'intesa siglata dall'AGENS (Agenzia Confederale dei Trasporti e Servizi), assistita da

FEDERTRASPORTO, e le Organizzazioni Sindacali FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI, UGL Trasporti, Or.S.A. E FAST sul rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) delle attività ferroviarie.L'intesa prevede l'incremento dell'orario da 36 a 38 ore settimanali per tutti i
settori lavorativi e un'articolazione dei regimi dell'orario di lavoro idonei a
recepire e soddisfare le diverse esigenze dei segmenti di business, cogliendo in tal
modo le specificità proprie del trasporto passeggeri (alta velocità, media-lunga
percorrenza, regionale) e del trasporto merci, consentendo un ulteriore incremento
di produttività del Gruppo FS Italiane.
Le parti hanno inoltre condiviso il nuovo sistema di inquadramento professionale,
hanno istituito il salario di produttività e, per la prima volta, un sistema di
welfare aziendale fondato sull'assistenza sanitaria integrativa per tutti i
dipendenti.

Scioperi, giugno caldo per chi viaggia in aereo

Disagi anche a Malpensa

Disagi in vista per chi ha messo in ponte un viaggio in aereo nel mese di giugno. Nonostante alcune proteste siano state sospese in segno di solidarietà alle popolazioni colpite dal Sisma in Emilia, non mancheranno alcune giornate di confusione.

Confermato per mercoledì prossimo, 6 giugno, lo stop di quattro ore, dalle 10 alle 14, dei piloti e degli assistenti di volo del gruppo Meridiana Fly. Nello stesso giorno, sempre dalle 10 alle 14, incroceranno le braccia anche i lavoratori del gruppo Avia Partner dell’aeroporto di Malpensa per la protesta indetta dall’Ugl. Si potrà invece tirare un sospiro di sollievo l’8 giugno: revocato lo sciopero nazionale dei trasporti che avrebbe colpito ferrovie, traghetti bus e tram cittadini. Venerdì 22 sarà la volta del personale aeroportuale di Sea e Sea Handling degli aeroporti di Milano Linate e Malpensa che si asterrà dal lavoro per 24 ore. Infine il 18 giugno a incrociare le braccia saranno i vigili del fuoco.

In ogni caso domani l’Autorità di Garanzia farà un ultimo tentativo di mediazione, invitando tutte le organizzazioni sindacali a revocare gli scioperi proclamati sul territorio nazionale finché rimane lo stato di calamità a causa del terremoto.

Fincantieri, c’è l’accordo con i lavoratori di Genova

Giuseppe Bono, Ad Fincantieri

Via libera all’accordo tra azienda e sindacati, nello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente. Ieri mattina i lavoratori hanno dato l’ok al documento firmato la sera precedente dai vertici dell’azienda e dai rappresentanti sindacali. L’assemblea ha votato sì all’unanimità.

E ci sono buone notizie anche dal punto di vista del bilancio. I ricavi di Fincantieri si sono assestati a 2,4 miliardi di euro nel 2011, con una quota di export di oltre l’80% e ordini acquisti per oltre 1,8 miliardi, mentre l’utile è stato pari a 10 milioni. “Dopo due esercizi caratterizzati da spese non ricorrenti – si legge in una nota – il 2011 chiude con un utile netto pari a oltre 10 milioni di euro e un eccesso di cassa rispetto alla posizione debitoria pari a 166 milioni di euro, che consente al gruppo – ha precisato l’azienda – di svolgere la propria attività senza pressioni finanziarie di alcun genere”. Il patrimonio netto di Fincantieri risulta essere pari a 951 milioni di euro, con 300 milioni di riserve, prevalentemente per utili non distribuiti Inoltre, in bilancio sono appostati anche fondi più che congrui per fronteggiare rischi e oneri specifici per un ammontare pari a circa euro 114 milioni. “La società – commenta l’Ad Giuseppe Bono – conferma la sua posizione di leadership”.

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti alla newsletter

DALLE AZIENDE
Video News
Pit stop

Capacità professionale il punto

Per gli autotrasportatori che hanno un parco veicolare compreso tra la massa complessiva superiore a 1,5 e fino a 3,5 tonnellate, il 7 aprile 2013 è un’importante data, la stessa coincide con la sc[...]
Leggi l'articolo e ascolta o scarica l'intervista...
Dai nostri blog
Il Furgonauta

Le ultime notizie da ilFurgonauta.it

Link consigliati
Categorie
Dai nostri partner