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La spending Review taglia la commissione interministeriale che dovrebbe decidere sulla linea 5
Che l’Italia sia un paese “anomalo” ce ne accorgiamo ogni giorno e anche questa notizia va ad aggiungersi ad un elenco infinito che sfinisce anche il più ottimista. Il Governo Monti con la spending review ha tagliato l’unico organismo che potrebbe dare il via definiva all’apertura della nuova linea 5 di Milano e della metro di Brescia, entrambe attese entro il prossimo dicembre ed entrambe in perfetto ritardo di circa due anni ma pronte finalmente a partire. Peccato per il piccolo particolare che nessuno si è accorto che sciogliendo la Commissione interministeriale 1042 non ci può essere il via libera definitivo per l’apertura al pubblico.
Il sindaco di Milano Pisapia si dice molto preoccupato per la situazione che si è venuta a creare: “lo scioglimento della Commissione interministeriale 1042 crea problemi che vanno assolutamente risolti in tempi brevissimi. Il suo parere è vincolante per poter effettuare il collaudo del metrò 5: la situazione che si è creata in seguito alla decisione del governo comporta un ritardo nella messa in esercizio della nuova linea che danneggia tutti i milanesi”. Quindi ora, segnalato ai ministri competenti l’increscioso problema, si spera che il governo trovi, in tempi ragionevoli, un ente o qualcuno che possa certificare l’agibilità finale riuscendo ad aprire finalmente queste linee che i cittadini attendono da ormai troppo tempo.
Costi Minimi: importanti e positive novità con la Spending Review
Con il Decreto legge n. 95/2012 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica) è stato modificato l`articolo 83-bis (quello che ha introdotto i costi minimi di sicurezza per l`autotrasporto), in particolare nella parte riguardante le sanzioni.Anti-Tav in salsa fiorentina, “No al tunnel dello spreco”
Dopo le proteste in Val di Susa, tornano a farsi sentire i pacifici No Tav fiorentini. Alcuni tra i capitani dei Comitati e gli esperti del settore si sono riuniti ieri per dire ancora una volta no al sottoattraversamento dell’Alta velocità a Firenze. Stavolta in nome della “spending review” della battaglia al “continuo aumento del debito pubblico”, che renderebbe l’Italia ancor di più “bersaglio della speculazione internazionale”.
A Palazzo Vecchio ieri erano presenti il professor Alberto Asor Rosa e l’ex direttore della Normale di Pisa Salvatore Settis, autori di una lettera al Presidente del Consiglio Mario Monti. Al di là dell’impatto “devastante”, si legge nella lettera, che il progetto avrebbe sul capoluogo toscano “la situazione delle finanze dello Stato italiano ne sconsiglia la realizzazione”. Nonostante questo, sottolineano a Monti gli autori del documento, “in un periodo in cui i mercati finanziari si concentrano sul debito pubblico di Stati come Spagna, Portogallo, Italia, il suo governo sostiene con forza le grandi opere, che, qualora venissero perseguite, produrrebbero un ulteriore e notevole aumento del debito pubblico”.








