Articoli marcati con tag ‘spending review’

TRASPORTOUNITO: NON PAGHIAMO PIù L’ALBO STOP ALLE TASSE PER SOSTENERE ENTI INUTILI

“Basta alle tasse e ai balzelli per sostenere enti inutili e affossare le aziende che lavorano”. Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, ha lanciato oggi questo appello agli autotrasportatori, sia a quelli aderenti all’associazione di cui è segretario, sia a quelli che si richiamano ad altre associazioni che hanno espresso in questi giorni forti perplessità proprio rispetto al pagamento di balzelli per tenere in vita l’Albo nazionale dell’autotrasporto.
“Albo – sottolinea Longo – che impone ogni anno ad aziende di un settore come quello dell’autotrasporto, che viaggia sotto i livelli minimi di sopravvivenza, un onere aggiuntivo e anacronistico di 8 milioni di euro all’anno”.
Secondo Trasportounito l’entrata in funzione del Registro Elettronico Nazionale (Ren), unico soggetto riconosciuto dall’Unione europea, ha messo a nudo la totale inutilità dell’Albo e l’arbitrarietà con la quale si continua a tassare la categoria per mantenere in vita un organismo in decadimento che non è neppure più dotato di un suo portale web e si avvale di un portale esterno (quello dell’automobilista) per fornire informazioni datate e inaffidabili. Un organismo sulla cui qualità delle spese sarebbe necessario urgentemente comprendere le modalità operative, le scelte e gli affidamenti.
“E’ il momento di dare una risposta decisa: l’autotrasporto – conclude Longo – non pagherà i contributi 2015 per sostenere l’Albo confermando indirettamente la via tracciata dalla Presidenza del Consiglio, ovvero quella di una spending review che, da un lato, liberi le imprese da oneri impropri e, dall’altro, acceleri il processo di liquidazione degli enti inutili”.

La spending Review taglia la commissione interministeriale che dovrebbe decidere sulla linea 5

Che l’Italia sia un paese “anomalo” ce ne accorgiamo ogni giorno e anche questa notizia va ad aggiungersi ad un elenco infinito che sfinisce anche il più ottimista. Il Governo Monti con la spending review ha tagliato l’unico organismo che potrebbe dare il via definiva all’apertura della nuova linea 5 di Milano e della metro di Brescia, entrambe attese entro il prossimo dicembre ed entrambe in perfetto ritardo di circa due anni ma pronte finalmente a partire. Peccato per il piccolo particolare che nessuno si è accorto che sciogliendo la Commissione interministeriale 1042 non ci può essere il via libera definitivo per l’apertura al pubblico.

Il sindaco di Milano Pisapia si dice molto preoccupato per la situazione che si è venuta a creare: “lo scioglimento della Commissione interministeriale 1042 crea problemi che vanno assolutamente risolti in tempi brevissimi. Il suo parere è vincolante per poter effettuare il collaudo del metrò 5: la situazione che si è creata in seguito alla decisione del governo comporta un ritardo nella messa in esercizio della nuova linea che danneggia tutti i milanesi”. Quindi ora, segnalato ai ministri competenti l’increscioso problema, si spera che il governo trovi, in tempi ragionevoli, un ente o qualcuno che possa certificare l’agibilità finale riuscendo ad aprire finalmente queste linee che i cittadini attendono da ormai troppo tempo.

Costi Minimi: importanti e positive novità con la Spending Review

Con il Decreto legge n. 95/2012 (Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica) è stato modificato l`articolo 83-bis (quello che ha introdotto i costi minimi di sicurezza per l`autotrasporto), in particolare nella parte riguardante le sanzioni.
Rispetto al precedente impianto sanzionatorio (esclusione dai benefici fiscali e previdenziali per la durata di un anno, nonché quella per un periodo fino a sei mesi dall’affidamento pubblico della fornitura di beni e servizi) le nuove norme stabiliscono che per la mancata applicazione dei costi minimi sia comminata una sanzione pari al doppio della differenza tra quanto fatturato e quanto dovuto sulla base dei costi individuati dall`osservatorio. In caso di violazione delle norme sui tempi di pagamento (oltre il 90° giorno), è prevista una sanzione pari al dieci per cento dell`importo della fattura, comunque non inferiore a 1.000 euro. Rimane invariato il diritto del creditore di richiedere gli interessi moratori per i pagamenti effettuati oltre il 60° giorno.
Gli organi preposti ad accertare le violazioni e ad irrogare le sanzioni sono il Comando generale della Guardia di finanza e quello dell`Agenzia delle entrate, in occasione dei controlli svolti presso le imprese.
Quando i servizi di trasporto vengono effettuati sulla base di un contratto non stipulato in forma scritta, il vettore ha l’obbligo, oltre a quelli già contenuti nell`ar-ticolo 83-bis, di indicare nella fattura la tratta effettivamente percorsa.
Questo l’estratto dell’art. 12 comma 80 DL 95/2012:
80. All`articolo 83-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 6, e` aggiunto, in fine, il seguente periodo: “A tale fine nella fattura viene indicata, altresi`, la lunghezza della tratta effettivamente percorsa.”;
b) il comma 14, e` sostituito dal seguente: “14. Ferme restando le sanzioni previste dall`articolo 26 della legge 6 giugno 1974, n. 298, e successive modificazioni, e dall`articolo 7 del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286, ove applicabili, alla violazione delle norme di cui ai commi 7, 8 e 9, consegue la sanzione amministrativa pecuniaria pari al doppio della differenza tra quanto fatturato e quanto dovuto sulla base dei costi individuati ai sensi dei commi 1 e 2; alla violazione delle norme di cui ai commi 13 e 13-bis consegue la sanzione amministrativa pecuniaria pari al dieci per cento dell`importo della fattura e comunque non inferiore a 1.000,00 euro.”;
c) il comma 15, e` sostituito dal seguente: “15. Le sanzioni indicate al comma 14 sono irrogate dagli organi del Comando generale della Guardia di finanza e dell`Agenzia delle entrate in occasione dei controlli ordinari e straordinari effettuati presso le imprese.”.

Anti-Tav in salsa fiorentina, “No al tunnel dello spreco”

No Tunnel Tav

Dopo le proteste in Val di Susa, tornano a farsi sentire i pacifici No Tav fiorentini. Alcuni tra i capitani dei Comitati e gli esperti del settore si sono riuniti ieri per dire ancora una volta no al sottoattraversamento dell’Alta velocità a Firenze. Stavolta in nome della “spending review” della battaglia al “continuo aumento del debito pubblico”, che renderebbe l’Italia ancor di più “bersaglio della speculazione internazionale”.

A Palazzo Vecchio ieri erano presenti il professor Alberto Asor Rosa e l’ex direttore della Normale di Pisa Salvatore Settis, autori di una lettera al Presidente del Consiglio Mario Monti.  Al di là dell’impatto “devastante”, si legge nella lettera, che il progetto avrebbe sul capoluogo toscano “la situazione delle finanze dello Stato italiano ne sconsiglia la realizzazione”. Nonostante questo, sottolineano a Monti gli autori del documento, “in un periodo in cui i mercati finanziari si concentrano sul debito pubblico di Stati come Spagna, Portogallo, Italia, il suo governo sostiene con forza le grandi opere, che, qualora venissero perseguite, produrrebbero un ulteriore e notevole aumento del debito pubblico”.

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