Articoli marcati con tag ‘stati uniti’

TTIP: una grande opportunità per le piccole imprese

Stando a una nuova relazione dell’Atlantic Council condotta in Europea e Stati Uniti, le piccole e medie imprese di entrambi i paesi dovrebbero trarre dei benefici dall’entrata in vigore del Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti (TTIP). I sondaggi di ricerca e i colloqui effettuati all’interno delle PMI delle due sponde dell’Atlantico identificano tre sfide cruciali: una mancanza di chiarezza su cosa fare inizialmente, problemi a trovare i clienti giusti e quello che la relazione definisce “un insieme confuso di differenze normative e contraddizioni negli obblighi di registrazione”.

“Trattandosi di due mercati fortemente regolamentati, altamente competitivi e particolarmente integrati, ha senso che gli Stati Uniti e l’Unione europea facciano tutto il possibile per rimuovere alcune delle inutili barriere che ancora li separano”, ha detto Garrett Workman, autore dello studio commissionato da FedEx.

Per dare una risposta alle moderne questioni commerciali dell’e-commerce, il TTIP, attualmente in fase di negoziato, per la prima volta includerà un capitolo dedicato alle PMI e alle specifiche riforme e raccomandazioni sulla coerenza doganale e normativa per aiutare le PMI degli Stati Uniti e dei 28 Paesi dell’UE ad aumentare le esportazioni tra le due maggiori economie mondiali.

“Con l’enorme aumento delle spedizioni online, per le nostre PMI clienti di America ed Europa dobbiamo assolutamente semplificare le regole, ridurre gli oneri burocratici, abbassare le tariffe e armonizzare le normative, per rendere il commercio transatlantico più semplice, più conveniente e più fluido”, afferma Raj Subramaniam, vicepresidente esecutivo di FedEx. “L’obiettivo del TTIP è quello di creare un accordo reciprocamente vantaggioso che apporti crescita e opportunità a livello economico al di là e al di qua dell’Atlantico”.

Lo studio fornisce altresì alcune raccomandazioni strategiche, tra cui:

• l’eliminazione delle tariffe transatlantiche
• l’aumento della soglia di esenzione doganale per spedizioni fino a 800 dollari
• la semplificazione dei processi di collaudo e certificazione di sicurezza dei prodotti
• il riconoscimento degli standard equivalenti
• una maggiore trasparenza dei processi normativi

Secondo la relazione, inoltre, la demistificazione dei processi di esportazione, attuabile grazie a informazioni maggiormente condivise sulle risorse e a un sito web integrato e regolarmente aggiornato sui servizi disponibili nei mercati USA e UE, consentirebbe a più PMI di diventare esportatori attivi.

E se, a detta dell’autore, il TTIP può fare una reale differenza per il rilancio dell’economia transatlantica, gli effetti dell’accordo andranno oltre i rapporti commerciali tra USA e UE: si tratta di “un forte messaggio ai partner internazionali secondo cui il modello economico più efficace a livello mondiale rimane quello formato da mercati aperti abbinati a regimi di regolamentazione efficienti, sostenuti dallo stato di diritto”.

* “Il Partenariato trans-atlantico per il commercio e gli investimenti: grandi opportunità per piccole imprese” di Garrett Workman, Global Business & Economics Program, Atlantic Council.

Bombe a 18 ruote: così viaggiano le armi atomiche negli USA

Nuclear Truckers

Li chiamano “tir atomici” o in inglese “nuclear truckers”: sono giganti della strada, nati ed equipaggiati con ogni sistema di difesa possibile e immaginabile per trasportare armi e materiale radioattivo lungo le arterie degli Stati Uniti. Sicuri? La rivista Mother Jones avanza qualche dubbio, citando una serie di incidenti poco chiari che hanno coinvolto autisti e mezzi. Ma le autorità governative smorzano le preoccupazioni.

18 RUOTE. Per lo più si tratta di colossi a 18 ruote, ma gli autori dell’inchiesta ammettono che armi e componenti nucleari viaggiano anche a bordo di mezzi più piccoli. Sempre e soltanto sulle normali autostrade del Paese. Com’è possibile? Grazie a una vecchia legge risalente agli anni ’50 e mai modificata, nonostante le proteste degli attivisti. Spesso e volentieri i “bestioni” sono scortati da suv o van con i vetri oscurati, ma sono in grado di proteggersi anche da soli, grazie a raffinati sistemi di difesa di dotazione.

Le rotte dei tir atomici

AUTODIFESA. Le Istituzioni Usa parlano di “ogni sorta di strumento atto alla difesa, la maggior parte dei quali resta segreto” per questioni di sicurezza. Di sicuro si sa che ne fanno parte cabine rinforzate, vetri “armati”, avanzati sistemi di comunicazione e un sistema di monitoraggio via satellite. Esiste anche una funzione attraverso la quale l’autista può immobilizzare completamente il mezzo, in modo che non possa essere né spostato né aperto. Ma c’è chi parla anche di un sistema in grado di lanciare granate per difendersi da eventuali attacchi.

GLI AUTISTI. Gli autisti, ovviamente, devono essere persone in grado di maneggiare questo materiale. Il Ministero dell’Energia e quello della Difesa li selezionano principalmente tra i veterani dell’esercito o della Marina e li addestrano in una base in Arkansas. Ciononostante non sono così pochi gli episodi legati al consumo di alcol in servizio o al furto di materiale nucleare da parte degli autisti stessi. Mother Jones ne nomina almeno una quindicina ed è probabile che non siano gli unici. Leggi il resto di questo articolo »

Da ATA a A4A: l’associazione delle compagnie aeree americane cambia nome

L'ATA cambia nome dopo 75 anni.

L’associazione delle compagnie aeree americane ha cambiato nome: da Air Transport Association (ATA) a Airlines for America (A4A). “In 75 anni di storia della nostra associazione, abbiamo supportato le compagnie aeree americane nel modo in cui hanno cambiato i viaggi, il commercio e il turismo negli Stati Uniti, diventando indispensabili per l’economia mondiale, trasportando oggi oltre il 90% del traffico di tutte le compagnie cargo e passeggeri Usa”, ha commentato il presidente e ceo di A4A, Nicholas E. Calio.

“Gli Stati Uniti – ha aggiunto Calio – intendono competere nei mercati oltreoceano, incrementare l’export e creare nuovi posti di lavoro e le nostre compagnie giocheranno un ruolo sempre più importante”.

Usa, United Airlines inaugura i voli a biocarburante

Il primo volo alimentato a biocarburanti è decollato ieri.

Svolta “verde” per United Airlines: come riporta Green Business, infatti, ieri è decollato il primo volo alimentato con una miscela di carburanti tradizionali e biocarburante. Nello specifico, per effettuare la tratta Houston-Chicago, il Boeing 737 ha sfruttato per il 40% il biocarburante Solazyme, che si ricava dalle alghe, e per il 60% il carburante tradizionale.

“La United Airlines fa un passo molto significativo per promuovere l’uso di carburanti alternativi, ecologicamente utili ed economicamente efficienti”, ha dichiarato Peter McDonald, vice presidente esecutivo della compagnia aerea.

Ma United Airlines non è l’unica negli Usa ad aver optato per le energie ecosostenibili: anche l’Alaska Airlines ha scelto di far decollare 75 aerei con una miscela contenente il 20% di biocarburanti prodotti da olio di scarto della cucina.

Fiat-Chrysler potenzia la produzione Jeep a Toledo (Ohio)

Fiat punta sulla produzione Jeep.

Chrysler pensa di introdurre un secondo turno nello stabilimento di Toledo (Ohio) per rinforzare la capacità produttiva della Jeep negli Stati Uniti. Dovrebbe comportare un investimento valutato in 365 milioni di dollari e la creazione di oltre 1.100 nuovi posti di lavoro. Attualmente vi sono occupate 1.806 persone.

Alitalia, Air France e Delta tagliano i voli a stelle e strisce

Meno voli verso gli Usa

Meno 8% annuo sull’offerta di voli tra Europa, Stati Uniti e Canada. E’ la risposta di Alitalia, Klm-Air France e Delta al rincaro del carburante.

“L’intervento riguarderà la prossima stagione winter – afferma Andrea Stolfa, executive vice president network, marketing e revenue marketing di Alitalia -. La nuova offerta consentirà di mantenere un portafoglio di destinazioni, orari, coincidenze e prezzi estremamente competitivo, sviluppando al contempo una maggiore efficienza rispetto alla scorsa stagione winter che ha evidenziato fenomeni di capacità eccessiva in relazione all’andamento dei flussi stagionali”.

Oltre a ridurre il numero delle frequenze durante la stagione autunno-inverno, le quattro compagnie aeree hanno intenzione di introdurre voli stagionali verso destinazioni calde.

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