Articoli marcati con tag ‘stazione marittima’

CANALE CONTORTA S.ANGELO INVIATA LA DOCUMENTAZIONE UTILE A SODDISFARE TUTTI I CHIARIMENTI RICHIESTI DALLA COMMISSIONE DI V.I.A

Ieri sera l’Autorità Portuale di Venezia ha inviato alla Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale la documentazione utile a soddisfare tutti i chiarimenti richiesti sul progetto di “Adeguamento via acquea di accesso alla stazione marittima di Venezia e riqualificazione delle aree limitrofe al Canale Contorta Sant’Angelo”.

La documentazione integrativa è stata redatta nei tempi previsti grazie alla collaborazione delle istituzioni competenti per legge a garantire la salvaguardia della laguna (Provveditorato OO.PP ex Magistrato alle Acque) e la sicurezza della navigazione (Capitaneria di Porto) oltre che delle istituzioni scientifiche (Corila, Università e CNR) che mantengono da tempo programmi di studio sull’ambiente lagunare e la sua salvaguardia. Per dare seguito a questa utile condivisione di informazioni e per poter estendere la collaborazione anche ad altre istituti, è stato siglato un accordo che dà vita ad una task force permanente di esperti per ogni ulteriore attività di progettazione e monitoraggio del progetto del Canale Contorta S.Angelo.

La massa di studi raccolti o redatti per l’occasione consente di sottolineare la grande valenza naturalistica del progetto (…). L’escavo del canale, di cui è stata constatata l’ininfluenza sul regime idraulico della laguna grazie ad alcune verifiche modellistiche, potrà contribuire ad attuare il piano morfologico della laguna (già redatto) grazie alla ricostruzione di velme e barene per tramite di sedimi dei quali è stata già accertata (da enti terzi) la qualità. Ogni suggerimento o prescrizione della Commissione in tal senso sarà prezioso.

“Abbiamo svolto gli approfondimenti per tempo, con cura e avvalendoci all’aiuto dei massimi esperti della Laguna che sono lieto potranno accompagnarci anche nella eventuale realizzazione dell’opera – ha dichiarato il Presidente dell’Autorità Portuale Paolo Costa – Sono ancor più lieto di constatare che la “necessità ” di allontanare le navi da San Marco si stia trasformando nella “virtù” del recupero mofologico e naturalistico della laguna centrale. Mi auguro che l’impegno profuso dai tecnici, dagli uffici dell’Autorità Portuale e dagli esperti che ci hanno supportato, possa essere apprezzato e valorizzato anche dalla Commissione di VIA a beneficio della portualità italiana, della laguna di Venezia e dei lavoratori di questo importante settore che contribuisce a tenere in vita l’economia della nostra città. Mi auguro infine che vengano rispettati i tempi previsti dalla legge e che la risposta arrivi entro il 10 aprile (30 giorni) in modo tale da evitare che il perdurare dell’incertezza peggiori ulteriormente la situazione che ha visto (dall’applicazione del Clini Passera ad oggi) il contrarsi del 14% il livello di attività crocieristica a Venezia e la perdita di 594 occupati, per contare solo quelli diretti”.

APVENEZIA: FARE PRESTO PER NON CONDANNARE VENEZIA ALL’INCERTEZZA E NON AVER PERSO INUTILMENTE 2 ANNI

L’ulteriore rinvio a ottobre del Tar e l’interminabile attesa per decisione del Governo in merito alla scelta della via alternativa per raggiungere la Marittima, senza passare davanti S. Marco, condannano la città e il porto crociere alla incertezza nei confronti delle compagnie e rischiano di farci fare una pessima figura davanti all’opinione pubblica mondiale.

Ci auguriamo che il Governo sciolga quanto prima le riserve e avvii immediatamente le valutazioni preliminari per la scelta della via alternativa e conseguentemente la sua realizzazione.
In assenza di questa decisione, allo stato attuale delle normative e indipendentemente da quanto deciderà il Tar in ottobre, per la stagione 2016 le navi crociera potrebbero entrare senza limitazioni lungo l’attuale percorso fino alla Marittima come per le stagioni ante 2013.

A quel punto, tutti i sacrifici fatti dalle compagnie di navigazione che hanno deciso di limitare volontariamente gli arrivi – accettando nonostante il Tar di ridurre i passaggi del 15% circa per il 2014 e di non entrare a Venezia con navi piu’ grandi di 96mila tonnellate – e l’impegno di tutti per proporre delle valide alternative saranno stati vani.

FEDERIMORCHIATORI: VENEZIA PER LE NAVI DA CROCIERA RIFLESSIONE E SOLUZIONI PER TUTTI

Le misure di sicurezza ambientale che in questi giorni hanno come oggetto le navi da
crociera che transitano nella Stazione marittima di Venezia possono e devono essere
attivate salvaguardando i sistemi economici locali, già fortemente messi a dura prova
da questa lunga recessione che sta colpendo tutti i comparti. Chiudere l’accesso della
Stazione marittima di Venezia alle navi da crociera significa cassare migliaia di posti
di lavoro nel porto, nel commercio e nei trasporti aerei con un sol colpo di spugna.
Grazie anche al servizio di rimorchio portuale e a tutti i servizi tecnico-nautici, le
navi quotidianamente scalano i porti italiani – quasi tutti prevalentemente sviluppati
in acque che lambiscono i centri storici urbani delle città – consentendo l’esecuzione
delle manovre di entrata ed uscita in spazi estremamente ristretti e congestionati tutti i
giorni dell’anno, con qualsiasi condizione di visibilità di giorno come di notte, in
totale sicurezza. Il pericolo quotidiano non è costituito dalle grandi navi, ben assistite
e tecnologicamente molto avanzate, ma spesso da imbarcazioni più piccole, che
affrontano con troppa disinvoltura e fiducia nella proprie abilità la navigazione nei
canali e lungo le linee costiere o che non investono in manutenzione.
Federimorchiatori invita i decisori ad una riflessione più approfondita ed ad un
approfondito confronto tecnico con gli addetti ai lavori per trovare soluzioni adeguate
per tutti.

Nuove soluzioni per la Marittima di Venezia

L’attuale posizionamento del Terminal di Marittima sta alla base del successo dello scalo veneziano come “homeport” (porto di arrivo e partenza) in quanto possiede contemporaneamente 4 pre-requisiti fondamentali: accessibilità nautica, accessibilità merci, accessibilità passeggeri ed efficiente connessione con l’aeroporto internazionale Marco Polo.

Dal punto di vista economico, il traffico crocieristico a Venezia – secondo i dati elaborati da Ca’ Foscari e dall’Università di Padovavale (spesa diretta) 435 milioni di euro di cui 365 milioni (circa il 90% del totale) proveniente dalle navi di stazza superiore alle 40.000 tonnellate.

Rinunciare a questo traffico significherebbe perdere: 5,4% del PIL locale (se si considera che il PIL del comune di Venezia può essere stimato intorno ai 6,72 miliardi), e 6.800 posti di lavoro (su un totale di 7.600 unità complessive del comparto equivalenti al 6.6% dell’occupazione totale del comune di Venezia che conta oggi 103mila unità).

È pertanto evidente che si tratti di un comparto economico con un impatto notevole sul territorio e che deve essere preservato pur rispettando le indicazioni imposte dal Decreto Clini Passera “Rotte sicure” (2 Marzo 2012).  Il decreto (articolo 2 comma b) vieta il transito attraverso il canale della Giudecca e il bacino di San Marco delle navi adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori a 40.000 tonnellate di stazza lorda e applica tale divieto a partire dalla disponibilità di vie di navigazione praticabili e alternative a quelle vietate (articolo 3).

A partire dal queste indicazioni Capitaneria di Porto e del Magistrato alle Acque, gli enti che ne hanno responsabilità, hanno individuato alcune alternative possibili e le relative considerazioni per la loro fattibilità:

  • Realizzazione di un canale di navigazione a sud dell’Isola della Giudecca: non si allontana il traffico crocieristico dal centro storico ma consente di mantenere il terminal a Marittima ed evita qualsiasi interferenza fra traffici passeggeri e merci.
  • Ingresso attraverso la bocca di Malamocco utilizzando tuttavia una “risorsa scarsa”: la navigazione attraverso il Canale Malamocco Marghera attualmente utilizzato dalle navi merci. L’interferenza fra traffici merci e passeggeri che si creerebbe lungo il canale  Malamocco Marghera avrebbe risvolti importanti tali da penalizzare sensibilmente il traffico merci.

Le interferenze sono sopportabili o ovviabili con costi agionevoli sulla tratta da Malamocco a Fusins. E’ per questo che è stata tempo fa avanzata l’ipotesi prospettica di una nuova stazione marittima a Dogaletto, che però manca delle accessibilità terrestri acquisibili solo nel lungo periodo e con alti costi anche ambientali.   L’ipotesi di una stazione Marittima a Marghera, a nord di Fusina, invece presenta limiti invalicabili: dimensioni dei canali e dei bacini di evoluzione inadeguati, terminal commerciali già in uso, e soprattutto una interferenza fra traffici merci e passeggeri esiziale per il traffico merci. I costi economici e sociali di tale soluzione avrebbero dimensioni rilevanti: 10 milioni di tonnellate e 2000 occupati in meno, oltre che tempi lunghi di realizzazione.

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