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RENAULT TRUCKS LEZIONE DI CAMION CON IL PROGETTO TRUCK COLLEGE

Anche il 2017 si prospetta un anno positivo per il settore dell’autotrasporto, con performance di vendita per i veicoli pesanti in linea con l’anno precedente. Grazie alle buone numeriche di veicoli circolanti, la domanda di assistenza post-vendita per la manutenzione ordinaria e straordinaria rimane pertanto costante, se non in leggera crescita e quindi le officine dedicate ai veicoli pesanti ricevono una maggiore richiesta d’interventi, a tal punto che alcune di queste hanno manifestato la necessità di aumentare il proprio personale tecnico. “Durante un incontro avvenuto nell’ottobre dello scorso anno, la rete di Renault Trucks ha espresso la necessità di assumere meccanici, abbiamo quindi attivato la nostra Truck Academy per trovare risorse giovani e con la passione per il mondo dei veicoli industriali”, spiega Giampietro Torretta, Responsabile Sviluppo Competenze Reti di Renault Trucks. È iniziato così il programma del Truck College 2016-2017, un corso di formazione di base per studenti del terzo anno degli istituti professionali che seguono il corso triennale per autoriparatori. Il primo passo lo ha compiuto lo stesso Torretta, che ha preso contatto e visitato gli istituti professionali situati nelle zone dove la rete di assistenza Renault Trucks ha espresso l’esigenza di formare e successivamente inserire nuove leve, illustrando modalità e obiettivi della formazione: “Abbiamo trovato subito la collaborazione dei dirigenti scolastici e degli insegnanti, che ci hanno aperto le porte dei loro istituti per parlare agli studenti che raggiungeranno la qualifica il prossimo giugno”. Questo tour informativo ha raccolto ventidue studenti interessati a lavorare nell’ambito dei veicoli industriali, che hanno partecipato alle nove giornate, divise in tre sessioni di tre giorni ciascuna, che si sono svolte presso la Truck Academy, situata nella sede di Volvo Group Italia di Zingonia (Bergamo). Queste aule ospitano i corsi di formazione e di aggiornamento dei meccanici della rete Renault Trucks e quindi hanno una ricca e moderna attrezzatura che riproduce quella di un centro d’assistenza. “La maggior parte degli istituti professionali non ha un indirizzo dedicato ai veicoli industriali, quindi abbiamo preparato un programma introduttivo a questo vario e complesso mondo”, precisa Torretta. “Ciascuna delle tre sessioni tratta un argomento diverso, tenendo conto che le nozioni generali di meccanica fanno parte dell’insegnamento scolastico. Nella prima sessione approfondiamo il concetto di veicolo industriale e le sue differenze costruttive rispetto alle autovetture, focalizzandoci sulla catena cinematica e sull’Euro VI. Nella seconda sessione parliamo degli impianti elettrici e della diagnosi elettronica e nella terza degli altri impianti fondamentali per il camion, ossia quello frenante, quello pneumatico e la climatizzazione”. Tutte le giornate di formazione sono state gestite da Rudi Alborghetti, Formatore Tecnico di Renault Trucks: “Il corso avviene in aula, con spiegazioni tecniche accompagnate da momenti di studio a casa, e in laboratorio, dove simuliamo prove pratiche. Al termine di ogni giornata abbiamo svolto un test di apprendimento. Considerando che la maggior parte dei ragazzi non ha mai messo le mani su un veicolo industriale, i risultati sono sempre stati positivi e sono sicuro che chi di loro proseguirà la sua esperienza professionale in un’officina della rete Renault Trucks inizierà con un marcia in più”. Al termine delle tre sessioni, Gianpietro Torretta e Rudi Alborghetti hanno consegnato agli studenti un attestato di frequenza: “Per questi giovani la cosa più importante è avere una primo approccio all’attività di assistenza dei veicoli pesanti, che è un vantaggio per loro e per le officine che cercano personale”. Il passo finale del Truck College è inviare alle officine, che cercano personale tecnico, un profilo degli studenti che hanno frequentato il corso, per i quali si può aprire un periodo di apprendistato. Tra i partecipanti c’è già chi spera di poter avere lavorare in futuro presso una officina della rete Renault Trucks, come Mohammed Mouhassim, del CFP Zanardelli di Verolanuova (Brescia): “In realtà, in officina ci sono già stato per uno stage ed è stato proprio il titolare a consigliarmi di frequentare questo corso. Ho scelto i camion perché sono molto più vari e complessi delle autovetture e in questi giorni ho veramente imparato molto”. Anche Luca Campana di Pognano (Bergamo), che studia al Patronato San Vincenzo di Bergamo, ama i veicoli pesanti e vuole lavorarci: “Ho fatto uno stage in un’officina per macchine agricole, ma punto ai camion perché ne ho subito il fascino fin da bambino. Di questo corso mi sono rimasti impressi soprattutto i test svolti su un camion vero con le apparecchiature per la diagnosi elettronica”. Il Patronato San Vincenzo ha fornito diversi studenti al Truck College, tra cui Christian Giglio: “Quando ho cominciato a pensare a una specializzazione mi sono indirizzato sui veicoli pesanti e questo corso mi ha convinto a lavorare in questo mondo dopo la scuola. Apprezzo molto che Renault Trucks investa sui giovani per un progetto che porta benefici a tutti. E ora sento come una responsabilità portare a buon fine questo impegno”. Invece, Gianluca De Vitis deve ancora decidere dove indirizzare la sua vita professionale: “La mia famiglia mi ha trasmesso la passione per i motori e ora la sto coltivando per diventare un meccanico. Mi piacciono tutti i veicoli, dalle moto alle macchine da corsa e non ho ancora scelto la mia specializzazione. Dopo questo corso valuto anche la possibilità del camion, comunque imparare cose nuove è sempre importate e ho scoperto che il veicolo pesante ha tanti componenti che non vedi sulle autovetture, come l’impianto pneumatico, che comanda numerose funzioni vitali”. Renault Trucks collabora con le scuole anche su altri progetti, come spiega Torretta: “Oltre al Truck College, offriamo supporto formativo organizzando incontri di una giornata nella nostra sede o portando i nostri formatori nelle scuole per fornire pillole di tecnica. Inoltre, offriamo materiale alle scuole interessate ad aprire un proprio laboratorio per i veicoli pesanti”.

Visita di studio del Dipartimento di Urbanistica del Politecnico di Vienna in Porto Vecchio

25 studenti del corso di master del Dipartimento di Urbanistica del Politecnico di Vienna (TU Wien) hanno effettuato ieri una visita di studio al Porto Vecchio di Trieste con il fine di realizzare nel prossimo semestre diversi progetti di ricerca, ipotizzando nuovi scenari per il suo possibile sviluppo. Il gruppo è stato guidato dall’architetto triestino Luca Paschini, docente del corso assieme al Prof. Christoph Luchsinger, direttore del dipartimento.

“Si tratta della terza visita al comprensorio del Porto Vecchio in pochi mesi, dopo gli study tour della Facoltà di Architettura dell’Università di Scienze Applicate di Zurigo, e dell’Accademia di Architettura dell’Università della Svizzera Italiana di Mendrisio, segno che c’è un forte interesse sull’area da parte del mondo accademico” ha sottolineato il Segretario Generale dell’APT, Mario Sommariva.

Gli studenti saranno chiamati a produrre ipotesi per lo sviluppo della città a partire dall´opportunità di riuso degli spazi del Porto Vecchio. “Questa vasta area potrà essere utilizzata come volano di rilancio per l’intera città, ma questo potrà accadere solo se si riusciranno a portare nuove risorse da fuori Trieste. Questa la posizione sulla quale stiamo lavorando”, afferma l’architetto Paschini.

In occasione del seminario di approfondimento tenutosi presso la Centrale Idrodinamica, il Segretario Generale dell’APT, Mario Sommariva ha dato il benvenuto agli studenti, mentre Elena Marchigiani e Paolo Tassinari, assessori all’Urbanistica e alla Cultura del Comune di Trieste, hanno introdotto la città e il suo territorio. La visita del gruppo si è completata con un’analisi del tessuto urbano, degli impianti industriali e con un tour del Porto Nuovo.

Nel 2013 quasi il 40% degli studenti italiani è andato a scuola in automobile

Nel 2013 il 39,5% degli studenti italiani si è recato a scuola (o all’università) in automobile. In questa percentuale sono inclusi sia gli studenti che hanno utilizzato l’auto come conducenti (4,6%) sia quelli che l’hanno utilizzata come passeggeri (34,9%). Negli ultimi venti anni, e cioè dal 1994 al 2013, la quota di studenti che si recano a scuola in auto ha guadagnato 8,1 punti percentuali, passando dal 31,4% al 39,5%.

L’elaborazione da cui derivano questi dati, realizzata dal Centro Studi Continental su dati Istat, presenta anche un prospetto regionale. La regione in cui gli studenti utilizzano maggiormente l’auto per recarsi a scuola è la Toscana, dove l’auto è utilizzata dal 55,2% degli studenti e vi è stato anche un sostenuto incremento rispetto al 1994 (+18,3 punti percentuali). Alla Toscana segue l’Umbria (51,9%, con un aumento di 13,7 punti percentuali). Il podio regionale si chiude con l’Emilia Romagna (50,7%; la crescita sul 1994 è stata di 9,3 punti percentuali). In coda alla classifica delle regioni italiane troviamo la Puglia (29,5%), la Liguria (28,1%) ed il Trentino Alto Adige (19,9%).

Non tutte le regioni hanno fatto registrare una crescita della quota di studenti che vanno a scuola in auto: vi è una regione in controtendenza, e cioè la Puglia, dove si è passati dal 31,4% del 1994 al 29,5% del 2013. Un’altra doverosa segnalazione va fatta per la regione che nel corso dei vent’anni presi in considerazione ha fatto registrare il maggior aumento della quota di studenti che vanno a scuola in auto: si tratta del Molise, dove l’aumento è stato di 19,7 punti percentuali.

La crescita della quota di studenti che utilizza l’automobile per andare a scuola, registrata negli ultimi venti anni, conferma il ruolo fondamentale che l’auto gioca nel nostro Paese per la mobilità privata. Questa situazione sembra destinata a durare ancora a lungo, visto che le alternative all’uso dell’auto sono poco efficienti, e visto anche che la situazione di crisi economica non permette di effettuare gli investimenti necessari per ammodernare la nostra rete di trasporti e portarla allo stesso livello qualitativo di quella dei maggiori paesi europei.

Airbus e UNESCO partner per il concorso studentesco internazionale Fly Your Ideas

Airbus, il costruttore di aeromobili leader di mercato, e UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, hanno siglato una partnership formale nell’ambito di Fly Your Ideas, il concorso studentesco internazionale organizzato da Airbus.

Questo nuovo accordo costituisce un ulteriore passo avanti nella collaborazione tra Airbus e UNESCO, e fa seguito al patrocinio, da parte dell’organizzazione, del concorso biennale per gli studenti, che ha avuto luogo nel 2012. La partnership ha quale obiettivo ispirare e motivare una nuova generazione di ingegneri e innovatori, sviluppando al contempo delle relazioni tra università e aziende attraverso Fly Your Ideas. L’accordo fonda le proprie basi sul successo ottenuto nelle tre precedenti edizioni del concorso.

Per celebrare questo accordo, Airbus ha prorogato la scadenza della registrazione al concorso: gli studenti che desiderano partecipare all’edizione 2015 di Fly Your Ideas hanno così tempo fino al 1°dicembre 2014 per registrarsi online e presentare le proprie idee all’indirizzo www.airbus-fyi.com

“Motivare le giovani generazioni provenienti da parti del mondo e da ambienti diversi è fondamentale per sviluppare soluzioni innovative e migliorare la qualità della vita di ciascuno di noi”, ha dichiarato Flavia Schlegel, Assistant Director General of Natural Sciences presso l’UNESCO. “Il concorso di Airbus Fly Your Ideas svolge un ruolo eccezionale poiché mette alla prova studenti di tutto il mondo affinché sviluppino idee innovative che rispondano alle complesse sfide poste dall’aviazione, e contribuisce a rafforzare il lavoro dell’UNESCO a favore dell’insegnamento dell’ingegneria”.

Da lancio del concorso, nel 2008, Airbus è stato fonte di ispirazione per più di 11.000 studenti provenienti da oltre 600 università situate in un centinaio di paesi. “Fly Your Ideas, che riunisce studenti di molteplici discipline e origini, interessati all’innovazione e alla collaborazione all’interno di team internazionali e multidisciplinari, rispecchia la realtà del nostro lavoro all’interno di questo settore industriale, internazionale e appassionante”, ha dichiarato Charles Champion, Executive Vice President Engineering di Airbus, patrono di Fly Your Ideas e co-firmatario della partnership con UNESCO. “Con il concorso Fly Your Ideas desideriamo ispirare i giovani di tutto il mondo affinché colgano questa opportunità e sottopongano delle idee in grado di fare la differenza. La partnership con UNESCO contribuisce ampiamente al raggiungimento di questo obiettivo”.

Il concorso Fly Your Ideas, giunto ora alla sua quarta edizione, invita gli studenti di tutto il mondo a innovare per il futuro dell’aviazione. In una serie di prove di difficoltà crescente, le squadre lavorano con mentori ed esperti di Airbus fino alla finale, in programma a giugno 2015. I partecipanti avranno l’opportunità di lavorare al fianco di innovatori di Airbus per approfondire ulteriormente le proprie idee per tutta la durata del concorso. La squadra vincitrice riceverà un premio di EUR 30.000. Le registrazioni sono aperte fino al 1°dicembre.

IMPRESA E RICERCA: GLI STUDENTI APPRODANO AL PORTO DI CATANIA

Un porto – quello di Catania – pensato non solo come infrastruttura ma come opportunità sostenibile per potenziare i sistemi distributivi e il tessuto economico. E un Distretto – quello Sud/Est – che nel campo industriale e produttivo è una delle zone più attive e dinamiche della Sicilia.
Con un incremento della movimentazione container di oltre il 40% in un anno, lo scalo di Catania dimostra di avere tutte le carte per essere fulcro di un network che riunisca i portatori d’interesse, tracciando di fatto gli scenari futuri attraverso lo scambio e la condivisione di know-how: obiettivo sul quale sta già lavorando da tempo la Europea servizi terminalistici (Est), mettendo in atto una serie di iniziative e incontri. Tra questi, la sinergia con l’Università di Catania e, in particolare, con il Dipartimento di Economia e Impresa, con il quale è stata siglata un’attività di collaborazione per lo studio delle attività produttive, che prevede anche il finanziamento di borse di studio per giovani orientati e interessati al settore dell’intermodalità.
Le ricerche condotte dal prof. Marco Romano, docente del corso di Logistica e Distribuzione commerciale, hanno evidenziato il potenziale del trasporto marittimo containerizzato, dimostrando l’efficacia e l’efficienza dei “sistemi locali” nell’ottica di miglioramento del posizionamento in ambito continentale. Dalle aule ai container il passo è stato breve, perché il gruppo di lavoro – accolto dal Commissario dell’Autorità portuale Cosimo Indaco e dal responsabile comunicazione Est Mauro Nicosia – ha visitato l’area dei terminal, con un occhio attento alle attività del Porto e alle dinamiche che regolano il sistema dell’intermodalità.
«L’obiettivo è divulgare la cultura delle logistica distributiva – spiega Marco Romano – puntando i riflettori sulle rotte da percorrere per l’incremento della movimentazione di merci: il primo step è fare rete, avvicinare la professione e le imprese al tema del trasporto che percorre le autostrade del mare, per il potenziamento dei distretti produttivi siciliani e il miglioramento della loro posizione nei mercati nazionali e internazionali».
«Per realizzare un modello logistico efficace, creare varchi verso nuovi sbocchi professionali e sostenere la crescita del territorio – afferma Mauro Nicosia – è bene dialogare con tutti i soggetti della filiera. Proprio il lavoro condotto dall’Ateneo rappresenta un valido e utile supporto al progetto che vede l’azienda quale laboratorio permanente di studio e monitoraggio, nonché termometro economico del reale potenziale commerciale dell’import/export, che vede il porto di Catania al centro delle politiche di sviluppo e dei processi d’internazionalizzazione».

La generazione Erasmus viaggia con Italo

Zaino in spalla e via, a bordo di Italo, per visitare le più belle città d’arte italiane, da Venezia a Firenze, da Torino a Roma. Da oggi fino alla fine del prossimo settembre la generazione Erasmus, 268 mila studenti in tutta Europa (dati 2013), potrà viaggiare con Italo a prezzi vantaggiosi, durante il soggiorno nel nostro Paese.
Grazie alla partnership di Ntv con Erasmus Student Network Italia, organizzazione studentesca non-profit che ha la missione di rappresentare gli interessi degli studenti in mobilità internazionale, presente in 49 università italiane che aderiscono al programma europeo, tutti i ragazzi stranieri coinvolti nei programmi di scambio culturale in Italia possono ottenere una riduzione di 5 euro sul prezzo del biglietto, valido per tutti gli ambienti, tutte le tratte del network Ntv e tutte le offerte, inclusa la Low Cost. E’ sufficiente sottoscrivere la tessera associativa ESN Card in una delle 49 sedi ESN dislocate in tutta Italia, per ricevere uno dei 20 mila voucher del programma e prenotare il proprio viaggio sul sito web www.italotreno.it.

Italo viaggia giovane con la carta dello studente

Italo fa largo agli studenti. NTV e Ministero dell’Istruzione mettono in campo un’agevolazione speciale riservata ai ragazzi in possesso della Carta dello Studente, distribuita ogni anno a tutti gli alunni delle scuole secondarie italiane (una platea di quasi 2,5 milioni di ragazzi). La promozione Ntv-Miur consente di viaggiare con una riduzione del 10% in ambiente Smart con tutte le offerte commerciali (Base, Economy e Low Cost) ed è attiva sui seguenti canali di vendita di Italo: sito web italotreno.it, Pronto Italo (06.07.08), desk presso le Case Italo e agenzie di viaggio.
Per ottenere il codice d’accesso (codice promo), ai possessori della Carta dello Studente basterà accedere alla propria area personale sul sito dell’iniziativa “IoStudio-La Carta dello Studente” al link: http://iostudio.pubblica.istruzione.it/web/guest/carta_studente

FERCAM: Porte aperte alla filiale Fercam di Sommacampagna (Verona) per gli allievi del corso ITS

20 studenti dell’Istituto Tecnico Superiore – Area Tecnologica della Mobilità Sostenibile – Logistica e Sistemi e Servizi Innovativi per la Mobilità di Persone e Merci di Verona hanno fatto visita lo scorso 22 gennaio 2013 alla filiale FERCAM di Sommacampagna (Verona), azienda di logistica e trasporti familiare con sede a Bolzano.
Il percorso di studi promosso con il progetto LAST – acronimo di Logistica Ambiente Sostenibilità Trasporto -, è un corso biennale di specializzazione post – diploma nell’ambito della logistica e dei sistemi innovtivi per la mobilità.
Gli studenti sono stati accolti presso il Centro Logistico di Sommacampagna (Verona) dal Logistics & Distribution Network Director di Fercam SpA, Marcello Corazzola, che assieme al prof. Paolo Sartor, ha tenuto una co-docenza dal titolo: “Il Servizio logistico integrato: la proposta di Fercam SpA”.
Nel corso della visita al centro logistico gli studenti hanno avuto l’opportunità di toccare con mano tutte le questioni legate alla logistica di magazzino e delle spedizioni cogliendo l’opportunità per uno scambio di domande, chiarimenti e approfondimenti, con i professionisti del mondo della logistica.

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