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Innovazione e sviluppo: Scania lancia un fondo di investimento.

Henrik Henriksson, Presidente e CEO di Scania, ha evidenziato: “Attraverso Scania Growth Capital, Scania ha l’obiettivo di investire in aziende promettenti, innovative e imprenditoriali. Approfondire la conoscenza ed avere l’accesso in anticipo a modelli di business, tecnologie e idee che potranno modificare l’ambiente in cui operiamo, ci consentirà di crescere ulteriormente”.

Scania Growth Capital sarà gestito esclusivamente e consigliato da un team esterno responsabile degli investimenti, in possesso di una profonda esperienza in materia venture capital, crescita del capitale oltre che per quanto riguarda il settore automotive.

Scania è già attiva in numerose partnership, sia con clienti sia con il mondo accademico che con aziende del settore tecnologico, per guidare il cambiamento verso un sistema di trasporto sostenibile. Questa iniziativa consente di raggiungere un segmento di aziende complementari, offrendo a Scania l’opportunità di attingere fin da subito ad innovazioni e sviluppi rilevanti per il proprio settore, ma al di fuori delle proprie operazioni. Al tempo stesso, costituisce una piattaforma in cui Scania può contribuire con un vasto ecosistema, oltre che con un’ampia a profonda conoscenza del settore, offrendo così un grande valore aggiunto alle aziende in portafoglio.

Il veterano del venture capital, Lars-Olof Gustavsson, è stato nominato Presidente dello Scania Growth Capital e funge anche da Presidente della società esterna di investimento. “Visti i continui progressi in ambito tecnologico, è di vitale importanza selezionare e collaborare con aziende e iniziative con un alto potenziale che possano supportare Scania nel continuo processo di crescita e sviluppo”, ha evidenziato Gustavsson. “Non vedo l’ora di iniziare a lavorare in questo contesto, per attrarre le aziende maggiormente strategiche e promettenti affinché diventino partner di Scania”.

Scania Growth Capital valuterà le proposte di investimento in maniera approfondita. Tra le aree di interesse principali aziende con prodotti, soluzioni e servizi nell’ambito della digitalizzazione, veicoli autonomi, ibridazione, carburanti alternativi e smart factory.

I PORTI DI VENEZIA E NINGBO FIRMANO UN ACCORDO PER LO SVILUPPO CONGIUNTO DEGLI SCALI

Venezia è il porto europeo terminale occidentale della Via della Seta Marittima”. Il progetto rappresentato sulla mappa cinese che ipotizza moderni collegamenti via mare tra la Cina e l’Europa si è concretizzato oggi a Venezia con la firma del Memorandum of Understanding tra i porti di Venezia e Ningbo, uno dei principali porti cinesi, e capolinea orientale della Via delle Seta del XXI°Secolo.

Sviluppo congiunto dei porti, sia infrastrutturale sia operativo, anche attraverso l’assistenza reciproca all’impiego di innovazioni tecnologiche ed organizzative: questo l’obiettivo dell’accordo siglato dal Presidente dell’Autorità Portuale Veneziana, Paolo Costa, e da Lv Liqun del Porto di Ningbo.

Da oggi i due scali lavoreranno insieme per rafforzare via mare il legame tra Oriente e Occidente grazie allo scambio di informazioni, piani e progetti innovativi utili per rinsaldare quella rotta oggi già percorsa dalle navi della “Ocean3”, l’alleanza globale tra le compagnie CMA-CGM, Uasc e China Shipping.

Un accordo che concretizza la visione identificata nelle linea guida della “Silk Road Economic Belt and 21st Century Maritime Silk Road” redatta dalla Commissione Nazionale per lo Sviluppo e le Riforme e dai Ministri degli Esteri e del Commercio della Repubblica Popolare Cinese che intendono investire congiuntamente sulla costruzione di una rotta marittima integrata, sicura ed efficiente messa in opera dalle città portuali – e con loro dai rispettivi Stati – poste lungo la Rotta della Seta.

Airbus supera i propri obiettivi per il 2014 e si prepara per il futuro

Airbus ha raggiunto i propri obiettivi per il 2014 consegnando complessivamente 629 aeromobili a 89 clienti di cui otto nuovi. Di questi, 490 aeromobili della Famiglia A320, 108 A330, 30 A380 e il primo A350XWB. Con questi risultati Airbus registra il tredicesimo anno consecutivo di crescita delle consegne, superando il record precedente stabilito nel 2013.

Airbus ha inoltre registrato 1.456 ordini netti da parte di 67 clienti (di cui 14 nuovi), il secondo anno più importante nella storia di Airbus con 1.321 aeromobili a corridoio singolo e 135 widebody. Di conseguenza, a fine anno il libro ordini raggiungeva un nuovo record per il settore con 6.386 aeromobili per un valore complessivo di USD 919,3 miliardi a prezzi di listino.

Alla fine del 2014 Airbus deteneva una quota di mercato superiore al 50% nel segmento degli aeromobili da cento e più posti. Tra i successi commerciali dell’anno, le vendite dell’A330neo che ha registrato 120 ordini fermi in soli sei mesi, la decisione di Delta di scegliere l’A330neo per i servizi transatlantici e l’A350 per quelli transpacifici, il continuo successo riscontrato dagli aeromobili A320 neo e ceo che hanno registrato numerosi ordini soprattutto dalle società di leasing.

Dal punto di vista industriale si sottolinea la conclusione della campagna di test e certificazione dell’A350XWB, culminata con la consegna nei tempi programmati del primo esemplare a Qatar Airways. Airbus ha inoltre raggiunto i propri obiettivi di consegne per l’A380 consegnandone 30 e dando il benvenuto ad Asiana, Qatar Airways e Etihad quali nuovi operatori di questo aeromobile simbolo. Mentre il programma di sviluppo dell’A330neo prende il via, l’A330ceo continua a beneficiare degli sforzi di innovazione incrementale perseguiti da Airbus. Nel frattempo, il programma A320neo procede secondo la tabella di marcia dopo il primo volo effettuato nel settembre 2014, aprendo così le porte alla certificazione prevista per il terzo trimestre 2015 e alle prime consegne nel quarto trimestre 2015.

“Il 2014 è stato un ottimo anno e i team di Airbus hanno non soltanto raggiunto ma superato i propri obiettivi”, ha commentato Fabrice Brégier, Presidente e CEO di Airbus. “Airbus ha inoltre compiuto importanti passi in avanti nel diventare un’azienda più veloce, semplice e agile, mentre la nostra strategia di innovazione incrementale ci sta aiutando a consolidare la nostra posizione di leadership in tutti i segmenti di mercato”:

Airbus è leader a livello mondiale nella produzione di aeromobili per il trasporto passeggeri con capacità tra i 100 e i 500 posti. Airbus ha centri di progettazione e produzione in Francia, Germania, Gran Bretagna, e consociate negli Stati Uniti, Cina, India, Giappone e Medio Oriente. Inoltre fornisce i più elevati standard di supporto e assistenza alla clientela attraverso un network internazionale in continua crescita.

Assiterminal: servono nuove regole per lo sviluppo

Assiterminal, l’associazione dei terminalisti portuali italiani, chiede nuove regole per dare sviluppo a un comparto in sofferenza come quello dell’economia del mare. La portualità italiana ha, infatti, chiuso il 2013 con volumi complessivamente ancora inferiori rispetto al 2007, prima dell’inizio del periodo di crisi.

Oltre alle difficoltà comuni ad altri settori industriali, come alto costo del lavoro e tassazione elevata, hanno spiegato i rappresentanti dell’associazione in una conferenza stampa, il settore portuale ha sopportato un eccessivo incremento degli oneri, come ad esempio l’aumento dei canoni di concessione, delle tasse e dei diritti portuali.
La tendenza al gigantismo navale e la concentrazione fra gli operatori comportano la necessità di nuovi importanti investimenti da parte delle società terminalistiche – hanno sottolineato – ma anche di scelte di programmazione delle opere pubbliche mai fatte fino ad ora, con un assetto normativo come quello della Legge 84/94 che non si riesce ad adeguare alle esigenze del mercato.

Il disegno di legge di riforma all’esame del Senato è, infatti, “peggiorativo” rispetto all’esistente, e presenta “nuovi vincoli alla libertà e all’organizzazione del lavoro e con una evidente inadeguatezza dei regimi concessori per nuovi investimenti”. I terminalisti italiani avanzano quindi una serie di proposte. Tra le prime richieste la certezza e ragionevolezza delle regole, ad iniziare dalla normativa fiscale, con una definitiva chiarezza sulla non imponibilità Ici-Imu sulle aree demaniali in concessione. L’associazione chiede anche modifiche ai termini di fine concessione, ammodernamento della normativa sugli appalti pubblici, e l’unificazione e la concentrazione temporale dei controlli sulle merci nei porti da parte delle Amministrazioni pubbliche sull’esempio di quanto da anni in atto nei porti del Nord Europa.

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