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TAV e Brennero, Michele Mario Elia: confermata la qualità dei progetti e la validità delle scelte

“Esprimo soddisfazione per la proposta, da parte della Commissione Europea, di finanziare i progetti transfrontalieri relativi alla Torino-Lione e al tunnel di base del Brennero, oltre a due interventi – di importo minore, ma anch’essi tecnicamente rilevanti – inseriti sul tratto italiano del Corridoio Reno-Alpi. Ciò dimostra la qualità dei progetti che sono stati presentati, in coerenza con le scelte strategiche di sviluppo dei corridoi europei TEN-T ”.

Lo ha dichiarato Michele Mario Elia, Amministratore Delegato di Ferrovie dello Stato Italiane.

FS Italiane, linea Torino – Lione: i costi non sono aumentati

Nessun aumento per i costi della Torino – Lione rispetto a quanto già preventivato.

I costi complessivi del progetto sono stimati in 9,940 mld di euro comprensivi di 1,611 mld (studi, indagini geognostiche e gallerie esplorative) e di 8,329 miliardi per la realizzazione dell’opera.

Di questi 8,329 miliardi, 4,8 sono a carico del nostro Paese, e sono già finanziati per 2,9 mld con la Legge di Stabilità 2013. I rimanenti 1,9 mld, pari al 40% dell’impegno italiano, saranno finanziati con fondi europei.

Tenuto conto che i lavori saranno affidati secondo la normativa francese che prevede l’adeguamento dei prezzi, Italia e Francia dovranno definire assieme il tasso di rivalutazione monetaria prima della presentazione congiunta della richiesta di finanziamento all’UE, prevista entro febbraio 2015.

L’analisi costi benefici è stata già redatta al tempo in cui si doveva decidere se realizzare o meno l’opera che, oggi, è considerata investimento strategico europeo inserito nel core corridor “Mediterraneo”.

Tav, “La Torino-Lione non è in discussione”

I corridoi ferroviari in programma in Europa

Alla faccia delle recenti dichiarazioni di ripensamento da fonti governative francesi, la Tav Torino-Lione procede secondo la tabella di marcia prevista. Lo afferma l’ad di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti. “Non ho idea di cosa abbiano in mente i francesi”, afferma riferendosi alle presunte richieste della Francia di nuovi aiuti economici dell’Ue.

”Mi sembra stiano sostenendo il progetto e mi limito a considerare le loro dichiarazioni, che sono tutte positive”, precisa Moretti. Quanto alla realizzazione dell’opera, Moretti fa sapere che ”stiamo seguendo i programmi decisi dai governi”.

Tav Slovena: L’Italia chiede garanzie

L’Italia ha diritto ad essere ammessa dalla Slovenia al processo decisionale nell’ambito della direttiva VIA per la realizzazione del raddoppio ferroviario Capodistria – Divaccia». Lo afferma l’europarlamentare membro della commissione Trasporti Debora Serracchiani (Pd), riferendo la risposta ricevuta dal commissario europeo all’Ambiente, lo sloveno Janez Potočnik, a una sua interrogazione in cui chiedeva “chiare informazioni e garanzie sull’impatto ambientale della ferrovia veloce che in territorio sloveno dovrà collegare il porto di Capodistria allo snodo di Divaccia, toccando l’adiacente Val Rosandra, in territorio italiano”.
Il progetto ‘Trieste-Divaccia’, relativamente al collegamento tra il porto di Capodistria e lo snodo di Divaccia, scrive Potocnik “rientra nel campo d’applicazione dell’allegato I, parte 7, lettera a), della direttiva VIA che rende obbligatoria una valutazione d’impatto ambientale ai fini della ‘costruzione di tronchi ferroviari per il traffico a grande distanza’. Quanto ai progetti soggetti a VIA, l’articolo 7 della direttiva VIA prevede consultazioni transfrontaliere. Queste ultime – aggiunge il commissario europeo – possono essere avviate o da uno Stato membro sul cui territorio si intenda realizzare il progetto o da uno Stato membro su cui il progetto potrebbe avere ripercussioni significative”.
Secondo Serracchiani “è una risposta che ci rassicura sull’attenzione, la correttezza e l’imparzialità con cui la Commissione europea vigila sul rispetto delle norme di tutela ambientale. E di questa puntualità dobbiamo saper fare buon uso, anche se il progetto del raddoppio al momento è assai rallentato dopo che la Slovenia è rimasta senza i fondi europei della Prospettiva finanziaria 2007-2013, in quanto non è riuscita a inviare a Bruxelles la documentazione necessaria”. Per l’europarlamentare “il rallentamento del progetto Capodistria-Divaccia e la necessità di aumentare il livello di competitività dei nostri porti, dovrebbe convincere Italia e Slovenia a puntare, assieme con determinazione, alla realizzazione di quella manciata di chilometri di ferrovia che servono a collegare il porto di Trieste e quello di Capodistria. Sarebbe ora di capire – conclude – che in tempi di dura crisi come questa o si fa sistema o si affoga”.

Anti-Tav in salsa fiorentina, “No al tunnel dello spreco”

No Tunnel Tav

Dopo le proteste in Val di Susa, tornano a farsi sentire i pacifici No Tav fiorentini. Alcuni tra i capitani dei Comitati e gli esperti del settore si sono riuniti ieri per dire ancora una volta no al sottoattraversamento dell’Alta velocità a Firenze. Stavolta in nome della “spending review” della battaglia al “continuo aumento del debito pubblico”, che renderebbe l’Italia ancor di più “bersaglio della speculazione internazionale”.

A Palazzo Vecchio ieri erano presenti il professor Alberto Asor Rosa e l’ex direttore della Normale di Pisa Salvatore Settis, autori di una lettera al Presidente del Consiglio Mario Monti.  Al di là dell’impatto “devastante”, si legge nella lettera, che il progetto avrebbe sul capoluogo toscano “la situazione delle finanze dello Stato italiano ne sconsiglia la realizzazione”. Nonostante questo, sottolineano a Monti gli autori del documento, “in un periodo in cui i mercati finanziari si concentrano sul debito pubblico di Stati come Spagna, Portogallo, Italia, il suo governo sostiene con forza le grandi opere, che, qualora venissero perseguite, produrrebbero un ulteriore e notevole aumento del debito pubblico”.

Val di Susa, Camusso apre alla Tav, ma critica Fs

Susanna Camusso

Camusso-Governo, si tratta su tutto, anche sulla Tav. Ma con aspre critiche verso le scelte di Fs nel Meridione.  “Il tema dell’Alta velocità – dichiara Camusso – riguarda lo spostamento del traffico delle merci alla ferrovia e il completamento di un sistema, nonché il collegamento del tunnel con quelli che l’Unione europea considera tra le opere strategiche”. Poi la critica al ponte di Messina, un’opera inutile, in quanto priva “di un collegamento ferroviario sia con la regione Calabria che con la regione Sicilia”. Secondo il leader della Cgil “se c’era una priorità di investimento era quella di collegare queste regioni con il sistema ferroviario nazionale. Esattamente l’opposto – aggiunge polemizzando – tra l’altro, di quello che le Ferrovie stanno facendo, avendo tolto i treni della notte e avendo cominciato a ridurre la possibilità di collegamento sui treni ordinari”. Susanna Camusso parla di “stupro del traffico ferroviario” e afferma che sarebbero utili azioni “sia riqualificando corse che sono state cancellate, sia costruendo reti dove non ci sono, sia collegandoci con l’Europa”.

Tav a Firenze, David di Michelangelo a rischio vibrazioni. Continua la polemica

La futura megastazione Av di Firenze

Non accenna a placarsi la polemica sul passaggio dell’Alta velocità a Firenze, o meglio sotto Firenze. Dopo le esternazioni dell’ad di Fs Mauro Moretti, che ha dato dei “quattro fessi” ai contestatori, in occasione di un’uscita pubblica in città, si riaccende la diatriba sulle vibrazioni. “Moretti – dichiara Fernando de Simone, l’architetto che aveva sollevato il problema – confonde le vibrazioni emesse sul soprassuolo, dai treni locali e dai tram, con le vibrazioni e le risonanze emesse dai treni Tav nel sottosuolo, anche a velocità di 100 Km/h. A queste vibrazioni si sommeranno poi quelle provocate da tram, traffico su gomma e anche quelle dei visitatori intorno alla statua”.

“Su cosa si basa la certezza di Moretti – prosegue De Simone – che a Firenze, con un terreno eterogeneo, non accadra’ quello che e’ avvenuto durante i lavori di scavo dei tunnel Tav di Bologna, dove molti palazzi distanti un centinaio di metri, dopo l’inizio dei lavori, hanno subito delle gravi lesioni?”. Sono circa 2mila i palazzi storici ubicati lungo il tracciato del tunnel Tav fiorentino.

Tav, anche Abruzzo e Marche danno battaglia. Ma per averla

Cna in rivolta

Mentre non accennano a placarsi le proteste in Val di Susa contro la realizzazione del tunnel Tav, Abruzzo e Marche sono pronte a dare battaglia. Ma per non essere escluse dai tracciati. E dagli ingenti investimenti.

“Occorre aprire subito un tavolo di confronto con i diversi soggetti istituzionali interessati – afferma la Cna delle due regioni coinvolte, o meglio, non coinvolte dall’Alta velocità – interessati per rivedere le scelte in materia di investimenti ferroviari per i prossimi anni”.

Le imprese di Abruzzo e Marche – afferma la Cna – uniranno la propria voce per contrastare in tutte le sedi scelte strategiche destinate a penalizzare le nostre terre in modo irreparabile.

Alta velocità, oggi l’incontro decisivo per Firenze

L'avveniristica stazione Foster

Appuntamento alle 12.15 al Ministero dei trasporti per l’incontro decisivo sul passaggio dell’Alta velocità dalla città di Firenze. Al vertice parteciperanno, oltre al ministro Altero Matteoli, il sindaco di Firenze Matteo Renzi, il governatore Enrico Rossi e l’ad di Trenitalia Mauro Moretti.

Dopo un paio d’anni di tira e molla, dunque, l’operazione sembra essere giunta al capitolo finale: la firma dell’accordo definitivo. Che prevede da un lato il via libera al sottoattraversamento e alla realizzazione della mega-stazione firmata da Norman Foster, dall’altro un tesoretto di quasi un centinaio di milioni di euro da destinare a Firenze. Il costo stimato per il tunnel (7 km) e per la stazione progettata dall’archistar (che sorgerà nell’area degli ex Macelli, a qualche centinaia di metri da Santa Maria Novella) è invece di 1,5 miliardi di euro. L’intervento dovrebbe essere completato entro il 2015.

Commissione Investigativa sulla Torino-Lione

Ecco situata la Torino Lione nel progetto complessivo.

La Commissione Intergovernativa italo-francese per la nuova linea ferroviaria Torino-Lione si è riunita lo scorso 6 Luglio a Roma per prendere ulteriori decisioni.

Presieduta dal professor Rainer Masera, partecipanti: la delegazione francese, quella italiana, Gunther Ettl in rappresentanza della Commissione europea, e Mario Virano, Commissario straordinario italiano.

La Cig ha ribadito la priorità dell’asse Torino-Lione, escludendo il passaggio delle merci in Costa Azzura. In sostanza: “E’ possibile realizzare l’opera in due fasi; il negoziato sul nuovo accordo tra italia e Francia sta avanzando in condivisione tra i due paesi.

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