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Volvo Trucks rinnova la gamma totalmente in 8 mesi
A partire da settembre 2012, Volvo Trucks ha lanciato cinque nuovi modelli di camion. È iniziato tutto l’anno scorso, con lo straordinario lancio del nuovo Volvo FH, seguito quest’anno dall’introduzione dei nuovi Volvo FM, Volvo FMX, Volvo FE e Volvo FL. In tutti i nuovi modelli sono incluse innovazioni e caratteristiche che consentono al conducente di lavorare in modo più semplice ed efficiente.
Questo periodo è stato uno dei più intensi ed entusiasmanti della nostra storia. Con la gamma Volvo più moderna e tecnologica di sempre, ora abbiamo una capacità straordinaria di aiutare i clienti di ogni segmento a migliorare la propria produttività e redditività”, dichiara Claes Nilsson, Presidente di Volvo Trucks.
Dal punto di vista visivo, i legami familiari Volvo tra il camion più potente (il Volvo FH16) e i suoi fratelli più piccoli ora sono più salde che mai. Su tutti i modelli, il classico Iron mark di Volvo è stato spostato in alto in una nuova posizione sotto il parabrezza. Con le caratteristiche luci di posizione diurne a V, i nuovi fari evidenziano ancora di più l’uniformità dell’aspetto.
Miglioramento dell’ambiente di lavoro per i conducenti
Dal punto di vista del conducente, tutti i nuovi camion Volvo offrono numerosi vantaggi. Tutti gli interni cabina sono stati migliorati o rinnovati con l’obiettivo principale di creare un luogo di lavoro valido, ergonomico, comodo e sicuro.
“Durante lo sviluppo dei nuovi camion, viene sempre riservata una particolare attenzione alle condizioni di lavoro dei loro conducenti. La rivoluzionaria sterzatura dinamica Volvo è un esempio eccellente di come siamo in grado di rendere meno faticosa la guida, mentre le sospensioni anteriori indipendenti, presenti per la prima volta al mondo sui mezzi pesanti, migliorano sia il comfort che la stabilità”, spiega Claes Nilsson.
Riduzione dei costi di trasporto
Volvo Trucks ha inoltre introdotto nuove tecnologie innovative e nuovi servizi pensati appositamente per ridurre i costi di trasporto dei clienti. Ad esempio, grazie alla possibilità di avvalersi della telematica per monitorare diversi componenti, i camion Volvo FH, Volvo FM, Volvo FE e Volvo FL sono ora disponibili con contratti Gold Volvo, ottimizzati per la massima operatività.
Tra le altre funzionalità e servizi per il risparmio di carburante disponibili per i conducenti Volvo vengono annoverati Dynafleet Fuel and Environment, il servizio Consulenza consumi e il corso di formazione Guida efficiente. Inoltre, l’apprezzato cambio automatizzato I-Shift, personalizzabile per diverse applicazioni specifiche e in grado di contribuire a ridurre i consumi, è disponibile non solo per Volvo FH, Volvo FM e Volvo FMX, ma anche per Volvo FE.
Una delle nuove caratteristiche più avanzate per il risparmio di carburante è I-See, ovvero un sistema paragonabile a un pilota automatico che si occupa della selezione della marcia, dell’accelerazione e dell’attivazione del freno motore in discesa, tutto nel modo più efficiente possibile dal punto di vista dei consumi. Quando un camion equipaggiato con l’ultima versione di I-See percorre per la prima volta un tratto di strada in pendenza, le informazioni relative alla topografia locale vengono trasmesse al server Volvo Trucks tramite wireless. Nel momento in cui un altro camion con I-See percorre la stessa strada, il sistema riceve automaticamente dal server le informazioni sulla topografia e garantisce che cambi di marcia, accelerazione e rallentamento avvengano in modo efficiente dal punto di vista dei consumi sin dalla prima volta. Il risparmio di carburante per le attività a lungo raggio può raggiungere il 5%.
“Sono comuni a tutti i nostri camion quelle qualità che consentono di offrire eccellenti proprietà di guida al conducente e vantaggi significativi al trasportatore, ad esempio massima operatività e costi di carburante ridotti al minimo”, conclude Claes Nilsson.
Sicurezza e risparmio per i TIR dalla UE
In arrivo nuove norme europee che consentiranno di ridurre fino a 5mila euro il consumo annuo di carburante di camion destinati a lunghe percorrenze e le emissioni di gas effetto serra del 7-10%. Cabine e deflettori aerodinamici miglioreranno anche aspetti di sicurezza stradale.
La Commissione Europea ha presentato, lo scorso lunedì, una nuova proposta, che si allega, che tende a ridefinire, in modo assai radicale, le forme dei camion così come abbiamo imparato a conoscerli, sulle strade del nostro Paese e di tutt’Europa.
Già sappiamo che i camion europei hanno una sagoma assai diversa da quella, ad esempio, tipica dei camion americani.
Ma fino ad ora la questione sembrava più riguardare il design, che l’efficienza del veicolo. Ora invece la Commissione pone la questione in termini di efficienza energetica e di sicurezza stradale.
Lo prevedono le nuove regole destinate ai costruttori di camion, presentate dal commissario Ue ai trasporti Siim Kallas. Allargando il campo di visione del camionista, si stima inoltre anche una diminuzione tra i 300 ed i 500 morti sulla strada all’anno. Leggi il resto di questo articolo »
1700 euro risparmiate con un treno gomme ricostruito su un tir
Per un autoarticolato da 44 tonnellate, con 120.000 chilometri annui di percorrenza, la spesa del ricambio con pneumatici ricostruiti è di circa 2.200 euro, contro i 3.900 che si spenderebbero utilizzando pneumatici nuovi. Il risparmio è di ben 1.700 euro. Il dato è stato diffuso nel corso di una recente intervista da Stefano Carloni, presidente di Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici). Il risparmio generato dall’adozione dei pneumatici ricostruiti è un’opportunità molto importante per le imprese italiane di autotrasporto che, nell’attuale difficile contesto economico, scontano costi notevolmente superiori a quelli di molti concorrenti ed in particolare di quelli dei paesi dell’est Europa. Per di più, oltre a costare meno, i pneumatici ricostruiti assicurano gli stessi standard di sicurezza ed affidabilità dei pneumatici nuovi di qualità. Il motivo del minore costo dei pneumatici ricostruiti, infatti, non è certamente dovuto all’utilizzazione di materiali di scarsa qualità e neanche al ricorso a tecnologie di produzione non affidabili. La ragione del minor costo dei ricostruiti deriva dal fatto che il valore di un pneumatico nuovo è costituito per circa il 70% dalla struttura portante (carcassa) che contiene materiali pregiati e mescole di gomma mentre il restante 30% del valore è costituito dal battistrada, la componente del pneumatico sottoposta ad usura. La ricostruzione consiste appunto nel selezionare, con processi molto rigorosi, le strutture portanti ancora perfettamente integre di pneumatici che hanno già avuto un ciclo di vita ed il cui battistrada è usurato e nel dotare la struttura portante di un nuovo battistrada, con un processo produttivo che assicura l’assoluta affidabilità del prodotto finale. Con la ricostruzione si preserva quindi il 70% del valore del pneumatico con la conseguenza che il costo del pneumatico ricostruito è molto minore di quello di un pneumatico nuovo in quanto corrisponde alla somma del valore del battistrada ed al costo della ricostruzione. Il processo di produzione dei ricostruiti è particolarmente avanzato e l’applicazione del nuovo battistrada avviene con tecnologie, come la vulcanizzazione, che fanno sì che struttura portante e battistrada costituiscano un tutto unico esattamente come nei pneumatici nuovi. A garanzia della sicurezza, la produzione di pneumatici ricostruiti è disciplinata da rigorose norme internazionali che definiscono con precisione le diverse fasi del processo produttivo di ricostruzione (i regolamenti Ece Onu 108 per vettura e 109 per autocarro) e dei controlli da eseguire sui pneumatici ricostruiti. Nel rispetto di questi regolamenti i pneumatici ricostruiti vengono sottoposti alle stesse prove di durata, carico e velocità stabilite per i pneumatici nuovi. E per queste ragioni i pneumatici ricostruiti oggi rappresentano una soluzione ampiamente affermata in tutti i settori del trasporto, compreso quello aereo.
Autotrasporto, domani stop ai tir sulla A22
Divieto di circolazione sulla A22 tra Vipiteno e il confine di Stato dalle 00.00 alle 22.00 del 26 ottobre 2012. Il divieto è valido per gli automezzi con peso superiore alle 7,5 tonnellate diretti a nord. Lo ha stabilito il Commissario del Governo della Provincia di Bolzano con il decreto dell’11 ottobre 2012, in considerazione del concomitante divieto di circolazione in Austria per festività.
I veicoli pesanti interessati dal provvedimento verranno dirottati presso il parcheggio della Sadobre, a Campo di TRENS, come avviene abitualmente. Esentati dal divieto i veicoli per il trasporto di animali vivi destinati al macello, le merci deperibili ed i veicoli diretti alla ferrovia con prenotazione al seguito.
Monza, scendono in pista i veicoli commerciali
Veicoli da trasporto e da lavoro in pista nel leggendario Autodromo di Monza. Da venerdì 11 a domenica 13 ottobre va in scena TruckEmotion, innovativo evento dedicato al mondo-truck.
Più di 100 le aziende coinvolte, tra cui i principali produttori di veicoli pesanti come Daf, Iveco, Man, Mercedes, Renault Trucks, e Scania. Il programma prevede convegni e workshop con i principali attori del settore e naturalmente prove in pista. Sabato la giornata più intensa, dedicata alla prove: la Case metteranno a disposizione i modelli di ultima (e futura) generazione. Un evento imperdibile per gli appassionati, pertanto è meglio prenotare la propria corsa.
Per quanto riguarda i convegni, il 12 ottobre alle 10.30 si parlerà del problema della “anzianità” dei veicoli (l’evento è voluto dall’Unrae, l’associazione dei produttori esteri), mentre il 13 ottobre alle 10 saranno protagoniste le associazioni di categoria, che affronteranno soprattutto il problema occupazionale. Per tutte le altre informazioni c’è il sito web www.truckemotion.it
PERCHE’ TACERE? Da tempo lo chiediamo a Ivan Lo Bello. Finora, purtroppo senza alcuna risposta. Ora lo domandiamo pubblicamente
Al Vice Presidente di CONFINDUSTRIA
dott. Ivan Lo Bello
è veramente con dispiacere, vista la stima che nutro verso le Sue battaglie per la legalità, che torno a ripetere, questa volta con evidenza pubblica, quanto già Le era stato chiesto dal sottoscritto, con nota del 7 giugno u.s., a proposito delle Sue dichiarazioni rilasciate a margine del Convegno, organizzato a Roma lo scorso 30 maggio dalla CNA FITA e dal Corriere dei Trasporti, sulle infiltrazioni malavitose nell’ambito dell’Autotrasporto italiano, dal titolo “Perché tacere?”.
In quella occasione, Lei fece riferimento alla presenza di nomi impresentabili in alcune Associazioni dell’Autotrasporto, citando tra questi nomi “gli Zuccaro”.
A tal riguardo, dandosi il caso che, tra i vari Zuccaro della Sicilia, uno, il signor Santo Zuccaro, sia Presidente di Transfrigoroute Italia Assotir di Catania, ho ritenuto doveroso chiederle un chiarimento, per conoscere a chi fosse diretto il Suo rifermento, con l’intento di evitare spargimento di fango gratuito su persone e realtà associative, in base a generiche quanto immotivate allusioni, secondo un metodo inaccettabile.
Non so da quali considerazioni sia dettato il Suo comportamento, in contrasto, quanto a chiarezza, con la Sua stessa storia. Resta il fatto che la linearità dell’Associazione che rappresento, che ha fatto della lotta alle infiltrazioni malavitose nell’autotrasporto e nella logistica uno dei suoi cardini strategici, mi obbliga a insistere.
E, dunque, preso atto della Sua ritrosia a rispondere, a questo punto, La invito pubblicamente a precisare quanto avrebbe già da tempo dovuto chiarire.
Prendendo a prestito il titolo del convegno sopra citato, sono io a chiederle: perché tacere?
Distinti saluti
Claudio Donati
Segretario Generale
TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR
In calo dal 2011 il traffico di veicoli pesanti in Italia
Come mostra la tabella, realizzata dal Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Aiscat, il traffico di veicoli pesanti sulle autostrade italiane è stato in crescita costante fino al 2008, anno in cui ha subito un primo stop con un calo del 2,08%; è stato, però, nel 2009 che si è verificata la diminuzione maggiore (-7,27%). Da allora non vi è stata una vera e propria risalita, e il livello record raggiunto nel 2007 (20,22 miliardi di chilometri percorsi dai veicoli pesanti sulle autostrade italiane) è ancora molto lontano dai livelli raggiunti nel 2010 e nel 2011.
“Nel 2011 i chilometri totali percorsi sulle autostrade italiane da automobili ed autocarri – mette in evidenza Daniel Gainza, Direttore Commerciale di Continental CVT – sono diminuiti dell’1,1% rispetto al 2010. Il calo rilevato nel 2011, poi, è continuato anche nei primi mesi del 2012. Infatti nel primo trimestre di quest’anno i chilometri percorsi dai veicoli leggeri sulle autostrade italiane sono calati dell’8,2% ed i chilometri percorsi dai veicoli pesanti sulle autostrade italiane sono diminuiti del 7% rispetto allo stesso periodo del 2011. Considerando che il trasporto stradale è la modalità prevalente con cui le merci vengono spostate nel nostro Paese, questo è un segnale molto indicativo dell’andamento dell’intera economia. Ci auguriamo il ritorno ad un fase di investimento che favorisca la ripresa”.
Partito il servizio check-In al Terminal Fernetti di Trieste
E’ partito nei giorni scorsi, puntuale e senza alcun disagio, il nuovo servizio di chek-in dei tir turchi al Terminal di Fernetti. Con lo spostamento del Varco di ingresso nell’area retro-portuale, i camion si potranno fermare all’Autoporto dell’altipiano, dove attenderanno il biglietto che consentirà loro di scendere in città ed entrare direttamente nei terminal del porto di Trieste per l’imbarco. All’ora di pranzo alla Samer, sono arrivati già 50 camion all’imbarco per la Turchia, dopo aver fatto il check-in, senza perdite di tempo, nella massima funzionalità ed evitando code sulle arterie urbane.
“Abbiamo voluto fortemente questo servizio che è completamente a carico del nostro Ente” – afferma Marina Monassi, Presidente dell’Autorità Portuale. “Finalmente eliminiamo l’annoso problema del congestionamento delle Rive e diamo un’accoglienza decorosa agli autisti. Sarà un grande vantaggio per il porto, ma anche per la città”. Piena soddisfazione anche da parte di Enrico Samer. “Da oggi finalmente Trieste ha un suo retroporto che funge anche da gate di ingresso allo scalo giuliano. E’ il gate di entrata delle autostrade del mare il cui potenziale è molto elevato e che riscontrerà a breve una ulteriore crescita”. Giorgio Maranzana, Presidente del Terminal di Fernetti, impegnato in queste ore a monitorare il buon funzionamento delle operazioni, ha affermato: “Il servizio di check- in voluto dall’APT è partito ieri sera a mezzanotte e la struttura dell’Autoporto è impegnata al massimo affinché tutto vada bene. Oltre alla funzionalità del servizio vi è poi l’attenzione all’aspetto umano che vede ora i camionisti accolti in una struttura con servizi idonei a rendere migliore la sosta e la necessità di riposo dopo lunghe ore di viaggio”. Positivo anche il commento di Antonio Paoletti: “La sinergia tra Autorità Portuale e Camera di Commercio in funzione degli imprenditori e della città porta costantemente nuovi risultati. Ascoltare la città e le imprese, mediando e collaborando con le istituzioni. L’Ente camerale ha fatto la sua parte nell’interesse delle imprese e della sicurezza dei cittadini”.
COSTI MINIMI. Campagna acquisti della committenza: l’ultimo colpo del mercato si chiama Pitruzzella e gioca nell’Antitrust.
Il 28 giugno – se, come probabile, il ricorso depositato lo scorso 5 giugno sarà accorpato a quelli già presentati da Confindustria, Confetra e grandi committenti vari – avremo anche l’Antitrust come ricorrente contro i costi minimi, nel giudizio davanti al Tar del Lazio.
In clima di campionati europei, potemmo dire che la squadra è ormai completa: la committenza nelle sue composite espressioni, da Confindustria ai petrolieri, ha portato a casa l’ultimo colpo di mercato, il fuori classe per vincere il campionato: l’Antitrust guidata dal bomber Pitruzzella.
Niente male, per ottenere di cancellare una legge che, oltretutto, per riconoscimento generale, neppure funziona.
La situazione è kafkiana solo in apparenza.
In realtà, lo abbiamo sottolineato più volte, siamo di fronte ad uno scontro fortissimo, con una notevole componente ideologica: da un lato, un’idea di “liberismo all’amatriciana”, che poi vuol dire licenza di andare oltre ogni limite, pur di far valere i propri interessi; dall’altro, l’idea che questi stessi interessi trovino un limite in quelli più generali della collettività, come, appunto, la sicurezza, la legalità, la trasparenza.
Continuando, si potrebbe dire che adesso si comprende meglio perché l’Antitrust del dottor Pitruzzella non sia intervenuta con la medesima determinazione sullo scandalo quotidiano del prezzo industriale del carburante, né, tantomeno, sulla vergogna dei vertiginosi aumenti dell’assicurazione RCA sugli autocarri, e non abbia mosso un dito per farci capire perché le banche non danno più soldi alle imprese e impedire ai committenti di imporre ai trasportatori di far loro da banca e via di seguito.
La mossa dell’Antitrust, infatti, non dovrebbe stupirci più di tanto, se è vero che anche il Presidente Monti è stato costretto a dichiarare, preoccupato, che perfino il suo Governo di tecnici bocconiani non piace più ai poteri forti, da Confindustria ai grandi giornali di proprietà delle grandi lobby economico-finanziarie.
Ovviamente, sarà il TAR a decidere nel merito. Nonostante questo sia il Paese delle camarille, abbiamo motivi per essere fiduciosi sul giudizio.
In realtà, e non vi sembri paradossale, anche a prescindere dal 28 giugno, non siamo troppo preoccupati.
La situazione è tale da far pensare alla famosa storia del popolo che, all’ennesimo aumento delle tasse imposto dal sovrano, anziché imprecare contro la sua prepotenza, gli si mise a ridere in faccia: per il sovrano fu l’inizio della fine.
Per chi non avesse compreso l’apologo (e sarebbe bene facesse a proprie spese un corso accelerato per imparare a capire) ecco – gratis – la nostra interpretazione.
Per noi appare del tutto chiaro che, per il mondo dell’autotrasporto, non ci sono le condizioni per tollerare ulteriori “giochini”. Da parte di chicchessia.
E non c’è spazio per alcun ulteriore cedimento o compromesso al ribasso.
Anzi, visto che ci siamo, intendiamo ribadirlo ancora una volta: non basterà vincere la battaglia di principio, per salvaguardarla. Occorrerà anche insistere a pretendere che la legge funzioni davvero, apportando ad essa le modifiche necessarie.
Mi pare che su questa linea, con fatica, si stia definendo un posizionamento unitario di larghissima parte del mondo dell’autotrasporto.
Chi ha giudizio, l’adoperi. Finché è ancora in tempo.
Claudio Donati
Segretario generale di
TRANSFRIGOROUTE ITALIA ASSOTIR
Nuovo fermo dei tir
A meno di tre mesi dalla conclusione del precedente fermo nazionale di categoria, l’assemblea di Traspotounito, riunitasi a Roma, ha deciso oggi l’attuazione di una nuova manifestazione di protesta con il fermo totale dei servizi di trasporto merci su strada per cinque giorni a partire dal 28 maggio prossimo.
La scelta è stata adottata, di fronte alla perdurante latitanza del governo che non ha neppure preso in considerazione le istanze della categoria, men che meno fornendo risposte sui temi di assoluta emergenza che rendono ormai impossibile l’operatività della stragrande maggioranza delle imprese del settore.











