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Toyota Hybrid in controtendenza rispetto al mercato.

Significativo il traguardo di immatricolato raggiunto nel cumulato gennaio – ottobre 2013 da Toyota con le sole vetture ibride, ben 10.000 unità, pari a 4 volte il dato di immatricolato nello stesso periodo del 2012 ed un peso di oltre il 20% sulle vendite totali.
Il successo di vendite dell’ibrido ha permesso a Toyota di chiudere i primi 10 mesi del 2013 con lo stesso numero di immatricolazioni totali del 2012, circa 45.600 unità, in controtendenza rispetto al dato di vendite del mercato automobilistico, in flessione dell’8%.
In tal modo, nel cumulato gennaio-ottobre, Toyota raggiunge il 4,1% di quota di mercato.
Notevole il risultato di penetrazione nelle prime due settimane dell’innovativa formula di acquisto Valore Sicuro Hybrid: un cliente su 3 ha scelto di acquistare la sua Toyota Hybrid con questa soluzione, nata con lo scopo di garantire ai clienti la sicurezza che solo l’acquisto di un veicolo ibrido Toyota può dare.
Infatti, oltre ai vantaggi relativi a:
• basse emissioni e consumi ridotti;
• massima affidabilità e minimi costi di gestione;
• grande piacere di guida e libertà di movimento nei principali centri storici;
• 5 anni di garanzia sulle parti ibride e fino a 10 anni di copertura aggiuntiva sulle batterie;
oggi, Toyota offre a chi sceglie un’ibrida della gamma – Yaris, Auris, Auris Touring Sports o Prius – il Valore dell’usato garantito, grazie a Valore Sicuro Hybrid, proteggendo il valore dell’usato nel tempo, tra i più alti nel mercato.

Credete a Babbo Natale? (allora credete nella Consulta dell’auto)

La Consulta dell’automobile annunciata dal ministro dell’economia e sviluppo è un successo di Unrae, Anfia e degli altri attori del comparto automotive. Una vittoria di Pirro temo; perchè la politica industriale non è governata da Zanonato e perché i tavoli di lavoro sono sempre aperti e mai chiusi e perchè la neutralità tecnologica non porta da nessuna parte.

Razionalizziamo per step; tutto diviene più facile e si capisce meglio come le chiacchiere servano a poco quando gli operatori sono strutturati per 2 milioni di vetture ma il mercato ne assorbe a stento 1,3 milioni. Le cifre sotto riportate sono da sempre citate ma poco utilizzate per ragionamenti coerenti e che lascino i desiderata altrove.

  1. Abbiamo 600 auto ogni 1000 abitanti una densità che solo il Lussemburgo eguaglia, ma questo significa anche che siamo un mercato ampiamente saturo e non a caso vi è il fenomeno delle demotorizzazione. Difficile che si possa creare uno spazio nuovo per la vendita di auto in tal senso il comunicato di Zanonato che parla di “allargare il mercato” mi sembra alquanto improvvido.
  2. Vi sono 12.000.000 di vetture inquinanti da Euro 0 a Euro 3 sostituiamole. Una buona idea. Sono tutte vetture o pubbliche o private. Se non sono state sostituite fino ad oggi è perché non vi sono soldi per farlo. Il PIL in diminuzione del -2% tendenziale per l’anno (Sole 24 ore 10 settembre) non sembra essere fautore di una ripresa a breve ed inoltre questi anni di crisi hanno certamente inciso sui redditi medi che si tengono stretto il loro Euro 3 e non lo cambiano. Difficile che anche 1500 euro di incentivi possano far cambiare idea, senza contare che sono molti soldi per i quali sarebbe difficile trovare copertura. E poi è una leva tattica che dura 1 anno e non incide sul medio e lungo termine. Non è questa una strada perseguibile.
  3. Siamo avvolti da un clima di costante incertezza che si riflette nella stretta del credito ovvero non ti finanzio acquisto automobili, case, frigoriferi ecc. ecc. Pensare che un bonus fiscale, come quello degli infissi o delle ristrutturazioni, ammortizzabile in 10 (dieci) anni possa modificare il corso del mercato è forse ottimistico.
  4. E’ cambiata la cultura degli italiani. Auto non più componente essenziale del proprio essere e indispensabile segno di crescita sociale ma, in una società fluida, oggetto utile, non più indispensabile, non più passionale. Auto un tempo era elemento di socializzazione ora non più. Era la libertà, ora molto di meno anche perché gli orizzonti sono cambiati, le capitali europee sono a 1-2 ore di volo e una manciata di euro. Auto non più necessaria.

Questo è lo scenario realistico con cui si confronta la Consulta. Per fare qualcosa bisogna avere il coraggio di fare delle scelte e di scontentare alcuni altrimenti resterà un tavolo come tanti: qualche incontro, parole, caffè, strette di mano e poi tutti a casa scontenti.

Unico modo per poter sperare di cambiare percezione sta nell’innovazione. Tesla oggi è cool perché diversa, come l’ibrido di Toyota, come la i3 di BMW: rompono gli schemi, rappresentano il futuro, cambiano le regole del gioco.

Questo può riavvicinare nuove generazioni al mondo auto, perché sono più simili a videogiochi con le loro console colorate e la loro silenziosità ti permette di ascoltare musica senza alcun disturbo di sottofondo, consentendoti di muoverti in un soffio senza inquinare.

Allora la neutralità tecnologica non serve, non porta da nessuna parte occorre calvalcare con certezza e senza indugio il supporto alle tecnologie più innovative; quelle che tra vent’anni potranno permettere un parco auto vicino alle zero emissioni.

Elettromobilità adieu!

Avevamo una speranza: che Smart Mobility World avrebbe permesso di annunciare un indirizzo politico nazionale verso la mobilità elettrica come forma di mobilità sostenibile da preferirsi in ambito urbano.

Le premesse c’erano tutte. Un’industria e soprattutto il suo indotto che sta cercando delle nuove dimensioni, la necessità di dare risposte a due criticità ambientali: le emissioni di CO2 e gli sforamenti alle soglie di PM10 che in città come Torino sono stati 118 nel corso del 2013, dare un senso alla parola innovazione che è molto evocata ma altrettanto poco praticata.

Invece abbiamo scoperto la “neutralità tecnologica” un fantastico bizantinismo lessicale che, al pari delle “convergenze parallele”,

Tesla andamento borsistico.

ci porterà diretti nella serie B tecnologica del comparto automotive.

Il quadro normativo, ben tratteggiato da Pietro Menga, non ci lascia scampo: da due anni il tempo si è cristallizzato, si è mosso lievemente il fronte delle infrastrutture, sostenuto peraltro solo da ENEL, mentre quello automotive si è uniformato alla “neutralità tecnologica” per bocca di UNRAE che non vuole scontentare alcuni dei suoi iscritti e nessuno ha risollevato la bandiera che da tempo Renault aveva portato avanti.

Forse c’è da sperare in BMW.

Di fatto stiamo perdendo una opportunità di poter dare un indirizzo industriale che proietta l’Italia nel futuro. Certo ad oggi i numeri sono risibili, ma era così anche per l’ibrido 15 anni fa poi si scopre che Toyota ne ha venduti 5 milioni nel mondo e che anche in Italia questo segmento comincia a crescere e vale l’1% del mercato: 13.000 veicoli nel 2013 ed è uno dei pochi segmenti in positivo.

L’industria automobilistica nazionale, ammesso che ormai non sia statunitense, può anche fare scelte diverse basate su proprie visioni di mercato ma questo, se non alimentato in altro modo, tarpa le ali anche all’indotto e quindi all’industria meccatronica nazionale che si trova a competere contro tedeschi, giapponesi, americani, francesi che stanno sviluppando esperienza sul campo grazie ai loro car makers.

Sul mondo del gas abbiamo un’industria di livello mondiale che è partner di tutti i grandi players ed esporta know-how e industria. E’ ampiamente consolidata e apprezzata.

Riesce difficile capire perché non si possa fare qualcosa di simile con l’elettrico. Temo infatti che per ibrido sia troppo tardi visto il vantaggio accumulato da altri Paesi.

Succederà che tra 10 anni vedremo la leadership di queste tecnologie in mano altrui e ci domanderemo come mai, come è potuto accadere e ripenseremo all’IT, alla telefonia, alla farmaceutica a tutti quei mercati in cui potevamo giocare un ruolo importante e adesso stiamo a guardare.

Anche piangere non conviene, Kleenex, Scottex & c. sono stranieri.

La lezione giapponese

Su questo spazio molte volte ho rappresentato l’unica possibilità per la mobilità elettrica di acquisire spazio sul mercato solo se si comporta come una “economia di sistema” e non come una tradizionale “economia di prodotto”.

Una conferma di questa visione arriva dal Giappone. Le società automobilistiche: Honda, Toyota, Nissan, Mitsubishi agguerrite concorrenti sul fronte delle vetture a trazione endotermica diventano invece alleate per quanto riguarda elettrico e ibrido plug-in; hanno infatti dato vita ad un progetto comune per creare una rete di punti di ricarica su tutto il Giappone adatti a entrambi i tipi di veicolo.

E’ evidente che il tema della “distribuzione dell’energia” è il tema principale per la diffusione della mobilità a zero emissioni e che non è possibile avere un mercato basato solo su coloro che hanno la disponibilità di un punto di ricarica privato; occorre applicare la stessa strategia che Henry Ford applicò all’automobile oltre 100 anni fa promuovendo lo sviluppi di una rete di distribuzione dei carburanti ed affrancandosi dai farmacisti (avete letto bene) che fino ad allora vendevano la benzina.

Il tema è ben noto anche in Italia, non a caso questa primavera è stato siglato un accordo tra ENI ed ENEL per una fase sperimentale di installazione di colonnine di ricarica made in ENEL all’interno della rete di distribuzione ENI. Un primo passo, timido, verso una distribuzione capillare, la stessa ENEL ha presentato tempo addietro una proposta di “distributore di energia”, che potrebbe avere alcuni vantaggi rispetto ai distributori di carburanti tradizionali, come ad esempio, la possibilità di essere presente nel centro delle città laddove correttamente sono stati banditi i distributori di benzina.

Stazione di rifornimento ENEL

Anche in questo caso vi è bisogno di un gesto da parte delle amministrazioni locali che debbono guardare a questa innovazione come una possibilità importante per determinare lo sviluppo di nuove forme di mobilità integrata, sostenibile, connessa.

Sono queste infatti le parole d’ordine con le quali si dovrà progettare la mobilità per le città del XXI secolo.

Questi i temi di “Smart Mobility World” una manifestazione che vuole mettere a sistema le idee, il sapere, le tecnologie, utili per gestire la mobilità delle grandi metropoli urbane e che si terrà a Torino dal 26 al 27 settembre.

Un buon segnale anche per i torinesi, che oggi vivono nell’unica città del nord Italia priva di punti di ricarica per auto elettriche, pensare che forse una città che ospita aziende come GM o i tedeschi di Italdesign o gli indiani di Tata possa sganciarsi dalle linee guida imposte dal gruppo Fiat per pensare ad una mobilità moderna.

Nuova LEXUS IS Hybrid, la sicurezza più completa del segmento

La nuova Lexus IS Hybrid è equipaggiata di serie con la gamma di dispositivi di sicurezza attiva e passiva più completa del segmento.
Queste tecnologie sono studiate per coniugare il massimo supporto alla guida e la massima sicurezza degli occupanti e dei pedoni, offrendo ai clienti tutta l’assistenza necessaria per mantenere il controllo del veicolo in qualsiasi condizione.
Oltre al nuovo abitacolo ergonomico e alle numerose funzioni di supporto alla guida, tra cui la telecamera posteriore e l’assistenza durante i parcheggi e le partenze in salita, la nuova IS Hybrid vanta soluzioni estremamente innovative.

Sicurezza attiva
La nuova IS Hybrid è equipaggiata con un sofisticato Pre-Crash Safety (PCS), studiato per offrire assistenza al cliente con l’obiettivo di scongiurare il rischio di collisioni. Il PCS impiega un sensore radar a onde millimetriche che verifica la presenza di eventuali ostacoli di fronte al veicolo, anche durante le curve. In caso di elevato rischio di collisione, il PCS avverte il conducente ed attiva l’Assistenza di Frenata Pre-Crash per aiutare il guidatore ad esercitare la necessaria pressione sul pedale del freno.
Nel caso in cui il conducente non frenasse, e la collisione fosse inevitabile, il Freno Pre-Crash attiverà i freni per ridurre la velocità dell’impatto.
Il Sistema di rilevazione punti ciechi BSM utilizza i dispositivi radar montati sugli angoli del paraurti posteriore per rilevare i veicoli in fase di sorpasso. In caso di rilevamento di un veicolo a destra o sinistra della vettura, un indicatore luminoso posto sul retrovisore corrispondente si accende per avvertire il guidatore.

Una premiére per Lexus in Europa, il nuovo sistema di rilevazione traffico posteriore RCTA impiega il radar BSM per avvisare il conducente dell’eventuale presenza di veicoli durante gli spostamenti in retromarcia.

Il sistema di Abbaglianti Automatici (AHB) ottimizza la visibilità notturna, attivando automaticamente gli anabbaglianti in caso di rilevamento dei fari di veicoli provenienti dal senso di marcia opposta o delle luci posteriori del veicolo che precede.
Il sistema di assistenza al mantenimento di corsia LDA aiuta il cliente a rimanere all’interno della propria corsia, avvertendolo in caso di superamento della propria corsia senza attivazione degli indicatori di direzione.

Il sistema di Controllo elettronico della Pressione per gli pneumatici (AL-TPWS) indica al cliente i valori relativi alla pressione delle singole ruote, visualizzando le informazioni sul pannello strumenti. In caso di rilevamento di una pressione inadeguata, il display indica quale pneumatico è sgonfio, evidenziandone la pressione con caratteri color ambra.

La nuova IS Hybrid l’ultima generazione dell’innovativo sistema di Gestione Integrata delle Dinamiche del Veicolo (VDIM), che integra con il Servosterzo elettrico (EPS) i sistemi di sicurezza attiva di Frenata Anti-Bloccaggio (ABS), Distribuzione Elettronica della Forza Frenante (EBD), Controllo della Trazione (TRC) e Controllo della Stabilità del Veicolo (VSC), migliorando le prestazioni, il controllo e la stabilità del veicolo.

Sicurezza passiva
Come tutte le Lexus, la nuova IS Hybrid è stata realizzata senza accettare compromessi in termini di sicurezza, ponendola ai vertici della categoria relativamente  a tutte le tipologie di collisione.
L’estensivo utilizzo di fogli d’acciaio estremamente elastici sull’intera struttura della scocca, consente il trasferimento e la dispersione ottimale dei carichi derivanti dall’impatto, minimizzando la deformazione dell’abitacolo e mantenendo intatto lo spazio a disposizione degli occupanti.
Il nuovo sistema Pop Up Hood del cofano è studiato per creare uno spazio sufficiente per assorbire la forza dell’impatto con un pedone, riducendo la superficie frontale del veicolo e ottimizzando i livelli di sicurezza passiva.
La Lexus IS Hybrid è equipaggiata con 8 airbag: airbag anteriori, airbag per le ginocchia lato guida e passeggero, airbag laterali anteriori, airbag a tendina laterali su tutta la lunghezza. Tutti gli airbag sono dotati di sistema Dual Supplementary Restraint (SRS) a doppio stadio.

Toyota amplia le stazioni di ricarica

Toyota Motor Corporation (TMC) ha annunciato l’installazione di uno Smart Mobility Park, una nuova stazione di rifornimento elettrico, nel distretto Toyota Ecoful Town, il quartiere a basse emissioni carboniche di Toyota City.
Funzionando come snodo principale della mobilità elettrica, lo Smart Mobility Park è studiato per produrre e immagazzinare energia, rendendo possibile la riduzione dell’impatto sulla rete elettrica. La stazione, basata sul prototipo del Toyota Smart Mobility Park presentato al Salone dell’Auto di Tokyo del 2011, è caratterizzata da due aspetti principali.

1. Polo di condivisione
La stazione agisce come fosse un polo per la condivisione dell’energia destinata alla mobilità elettrica, ed è studiata per essere utilizzata come stazione Ha:mo Ride a partire dall’autunno di quest’anno. Ha:mo Ride è un servizio di condivisione per le brevi distanze, per la copertura, ad esempio, degli ultimi chilometri che dividono la più vicina stazione di trasporto pubblico e la destinazione finale.

Durante il periodo di prova, gli utenti hanno avuto a loro disposizione tre unità “COMS”, veicoli elettrici ultracompatti monoposto costruiti da Toyota Auto Body, e cinque unità “PAS”, biciclette elettriche prodotte dalla Yamaha Motor. Il noleggio automatizzato è possibile con l’utilizzo di un documento d’identità per l’autenticazione e lo sblocco del veicolo, con la possibilità di collaudare i COMS e le PAS all’interno del territorio della Toyota Ecoful Town.

2. Gestione, Produzione, Stoccaggio e Fornitura dell’Energia
La stazione ha la funzione di produrre e immagazzinare l’energia solare, per consentire la ricarica dei veicoli mediante l’energia prodotta dalla rete elettrica. La stazione è equipaggiata inoltre con molteplici prese di corrente domestiche, per consentire la fornitura di energia alle apparecchiature elettriche nei periodi di emergenza.

Il monitor della stazione visualizza le informazioni sull’energia, come i livelli di produzione e stoccaggio, l’utilizzo energetico e il livello di ricarica del veicolo. I valori vengono misurati minuto per minuto, con l’energia gestita affinché l’elettricità prodotta durante la notte possa essere utilizzata per ovviare alle eventuali insufficienze diurne.

Basandosi sui dati raccolti dalle abitazioni di Toyota City che partecipano ai test per la verifica dei sistemi di gestione dei dati (EDMS), TMC collaborerà con gli EDMS locali per gestire l’energia destinata alla ricarica delle stazioni e per ridurre l’impatto sulla rete elettrica.

TMC conduce test sul sistema di trasporti Ha:mo dall’ottobre del 2012 in collaborazione con Toyota City e con le aziende responsabili del trasporto pubblico. Sul territorio di Toyota City, quattro stazioni sono state realizzate presso l’Università di Chukyo e presso le più vicine fermate del trasporto pubblico, per offrire agli utenti la possibilità di sfruttare 11 unità COMS e 10 unità PAS da utilizzare all’interno del servizio Ha:mo Ride. Dall’autunno prossimo, TMC ha intenzione di ampliare l’area dei servizi fino a raggiungere le zone centrali di Toyota City, per offrire un servizio a pagamento che vedrà l’impiego di circa 100 veicoli elettrici monoposto e 100 biciclette elettriche, presenti in 20 stazioni e a disposizione di un migliaio di utenti.

Toyota ITS al collaudo a maggio

Toyota inizierà a Maggio una serie di test per collaudare la tecnologia ITS (Intelligent Transport Systems), un sistema studiato per trasmettere le segnalazioni semaforiche direttamente sui veicoli in prossimità degli incroci. Il sistema rientra tra i numerosi sistemi di supporto alla guida (Driving Safety Support Systems – DSSS), attualmente promossi dal ‘Japanese National Police Agency’ e sponsorizzati dalla ‘Universal Traffic Management Society of Japan’ (UTMS Japan).
Il progetto prevede la trasmissione delle informazioni, dai semafori ai veicoli, utilizzando la banda dei 700-Mhz. Il sistema a bordo dei veicoli riceve le informazioni e le trasmette al conducente attraverso il sistema audio video utilizzando, ad esempio, il display del navigatore. Tale tecnologia non dovrebbe soltanto migliorare la sicurezza; infatti, segnalando con il dovuto anticipo i semafori rossi, dovrebbe consentire agli automobilisti di decelerare e, di conseguenza, di ridurre anche le emissioni di CO2.
La disponibilità di informazioni relative alla rete stradale è stata resa possibile grazie alla collaborazione della ‘National Police Agency’ e della polizia locale di Aichi.
I test consentiranno a Toyota di analizzare il comportamento degli automobilisti in base alle diverse condizioni di guida, con l’obiettivo di verificare come i sistemi di gestione del traffico possano contribuire alla riduzione degli incidenti e delle emissioni inquinanti.
Seguendo il concetto di ‘Integrated Safety Management’, che prevede la riduzione dei rischi su strada attraverso la gestione coordinata di molteplici aspetti, Toyota ha intenzione di sviluppare un’infrastruttura che renda possibile l’interazione tra gli individui, i veicoli e l’ambiente. La frequenza radio dei 700-Mhz, messa a disposizione dal governo giapponese per il progetto ITS, è utilizzata da Toyota già dal marzo dello scorso anno, per testare un sistema progettato per evitare eventuali incidenti dovuti alla scarsa attenzione degli automobilisti nelle svolte a destra in prossimità di un incrocio.

Nuova Lexsus Hybrid costi di gestione al top

La tecnologia Ibrida della nuova Lexus IS permetterà di beneficiare di costi di gestione più vantaggiosi rispetto ai veicoli diesel 2.000 cc appartenenti allo stesso segmento D-Premium.
Riduzione dei costi di servizio, manutenzione e riparazione
Il sistema Lexus Hybrid Drive della nuova IS è stato sviluppato per garantire la massima durata ed affidabilità e per contenere al massimo gli interventi di manutenzione.
La trasmissione è stata sviluppata in maniera da non richiedere l’utilizzo della frizione, il motorino di avviamento e l’alternatore sono stati integrati all’interno del sistema ibrido e non necessitano quindi né di manutenzione né di sostituzione per l’intera vita del veicolo. Anche la cinghia di distribuzione è stata oggetto di rivisitazione ed è stata sostituita da un sistema a catena che non richiede alcun tipo di manutenzione.
Tali soluzioni, limitando di fatto gli interventi di manutenzione, permetteranno di ottenere un risparmio pari a circa €1.500 nell’arco di 5 anni circa.
La tecnologia Lexus Hybrid Drive utilizza inoltre un sistema di frenata rigenerativa capace di ottimizzare del 50% la forza frenante necessaria per rallentare il veicolo.
Questo permette di stressare di meno l’impianto frenante, riducendo quindi l’usura di dischi e pastiglie. La IS Hybrid non necessiterà di sostituzione dei dischi prima di 90.000 km mentre le pastiglie andranno sostituite soltanto una volta nell’arco dei 90.000 km, consentendo un ulteriore risparmio di circa €500.
Anche la durata degli pneumatici risulta beneficiare del sistema Lexus Hybrid Drive. La pressione degli pneumatici, superiore del 20% rispetto ai modelli convenzionali, aiuta a ridurre il deterioramento della gomma, mentre l’eccezionale linearità della trazione e l’ottimale distribuzione dei pesi aiutano a ridurre il carico sugli pneumatici anteriori. Su un arco di 90.000 km, quindi, sarà necessario sostituire gli pneumatici soltanto una volta, garantendo un risparmio di ulteriori di circa €600.
Complessivamente, considerando un periodo di 3 anni oppure 90.000 km, la nuova IS Hybrid è in grado di garantire un risparmio di oltre €1.000 rispetto ad un veicolo diesel 2.000 cc della stessa categoria.
Sviluppata per garantire il massimo livello di affidabilità, prestazioni e durata nel tempo, la batteria ibrida è sviluppata grazie all’esperienza di oltre 15 anni in fatto di tecnologia ibrida, ed è realizzata per equipaggiare il veicolo per il suo intero ciclo di vita.
La longevità delle componenti della vettura, unita alla manutenzione ridotta, permetteranno alla nuova IS Hybrid costi di gestione tra i più bassi dell’intero segmento.
Benefici sulle tasse e sulla mobilità urbana
In Italia la nuova IS Hybrid sarà esente dal superbollo, in alcune regioni sarà esente dal bollo (es. Umbria) e, in svariati comuni, avrà libero accesso alle zone ZTL (es: Milano e Bologna) e non pagherà il parcheggio sulle strisce blu (es: Roma e Bologna).

5 milioni di auto ibride nel mondo: record per Toyoya

Toyota Motor Corporation (TMC) ha reso noto che le vendite cumulative dei suoi veicoli ibridi nel mondo hanno superato il traguardo dei 5 milioni, raggiungendo le 5.125.000 unità1.

Ad oggi, Toyota vende 19 differenti modelli ibridi e 1 modello Plug-in in 80 paesi in tutto il mondo.

Toyota ha inoltre intenzione di allargare ulteriormente la propria gamma, incrementando il numero di paesi in cui rendere disponibili i propri veicoli ibridi, con il lancio, entro il 2015, di 18 nuovi modelli ibridi, di cui uno con la tecnologia delle celle a combustibile.

I veicoli ibridi2 Toyota hanno consentito la riduzione di circa 34 milioni di tonnellate3 di CO2, una delle principali cause del surriscaldamento globale, rispetto a quelle che sarebbero invece state emesse con l’utilizzo di veicoli convenzionali dalle dimensioni e prestazioni paragonabili. Toyota ha inoltre calcolato come i suoi prodotti ibridi abbiano consentito di risparmiare circa 1,2 miliardi di litri di carburante rispetto ai suddetti veicoli.

Nell’Agosto del 1997 Toyota lanciava in Giappone il minibus “Coaster Hybrid EV”, preparando per il Dicembre dello stesso anno anche il lancio della Toyota “Prius”, la prima automobile ibrida al mondo prodotta in serie. Da allora, i veicoli ibridi Toyota hanno guadagnato un incredibile consenso in tutto il mondo.

Di seguito il commento di Takeshi Uchiyamada, Vice Presidente TMC e responsabile dello sviluppo della prima generazione Prius: “Sviluppammo la prima generazione di Prius con lo scopo di renderla il veicolo del 21mo secolo e per offrirla come la risposta Toyota alla sempre più importante questione ambientale. Dovevamo sviluppare un sistema ibrido partendo da zero, e questo ha reso il nostro compito estremamente impegnativo, ma pensiamo di aver raggiunto un ottimo risultato. Infatti, il lancio della prima generazione di Prius ha avuto un effetto che è andato oltre le nostre aspettative, dimostrandosi capace di ottenere un consenso che nessuno di noi aveva previsto. L’atteggiamento favorevole da parte dei consumatori al momento del lancio ha gettato le basi per un utilizzo diffuso della tecnologia, e da allora i clienti stanno continuando ad accrescere il loro interesse per i nostri prodotti ibridi. Per questo saremo loro eternamente grati.”

Toyota ha intenzione di proseguire sulla stessa strada per migliorare le prestazioni, ridurre i costi ed estendere la propria gamma consentendo la massima attenzione all’ambiente ad un numero sempre maggiore di clienti.

Toyota: Nasce la partnership a supporto del Progetto Smart Community

Toyota Motor Corporation (TMC) ha annunciato la nascita della F-Grid* Ohira, Miyagi Limited Liability Partnership (LLP; rappresentante: Toyota Motor Corporation), sottoscritta nel corso di un meeting inaugurale nella città di Sendai, nella Prefettura di Miyagi. La partnership vedrà la collaborazione di TMC, delle società del suo gruppo e delle aziende con sede nella seconda area industriale di Sendai Nord (Ohira, Prefettura di Miyagi), che insieme daranno vita a un progetto di “Smart Community” da insediare attorno alla F-Grid* dell’area industriale.

Tra i principali contenuti del progetto figurano: la fornitura di energia elettrica e riscaldamento (inclusi vapore e acqua calda) ai membri della partnership; l’assegnazione commissionata di diversi ruoli, tra cui quelli amministrativi, di manutenzione e quelli relativi alle vendite e alle operazioni di leasing ; la fornitura di energia elettrica nell’eventualità di calamità naturali. In futuro, questa LLP coordinerà e collaborerà con il villaggio di Ohira con l’ausilio e l’assistenza da parte delle autorità governative, inclusi gli enti nazionali e quelli della Prefettura di Miyagi. Sono attualmente in corso i preparativi per l’inizio della fornitura di riscaldamento ed elettricità a decorrere dal 1° Aprile prossimo.

Con questo progetto, la ‘F-Grid Ohira, Miyagi Limited Liability Partnership’ vuole contribuire concretamente alla creazione di città più sicure, mediante l’integrazione con la regione e con le aree industriali circostanti e con la promozione dell’industria locale, per garantire nuova linfa vitale alle popolazioni.

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