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Mobilità door-to-door, FS Italiane protagoniste dell’integrazione modale

Come ci si sposta in Italia? L’80% per cento delle persone con mezzi privati.
Il 15 con i trasporti pubblici locali (Tpl). Appena il 5 – per l’esattezza il 5,2% – con le ferrovie.

Sono dati per certi aspetti sorprendenti per chi è abituato a viaggiare sulle Frecce dell’Alta Velocità trovandole comode, pratiche, puntuali e spesso molto affollate: del resto in questo campo il nostro paese è, per una volta, all’avanguardia nel mondo assieme a Corea, Spagna, Francia, Germania, Giappone, Cina.

Il fatto di essere nel G7 dei treni veloci e velocissimi però non basta a soddisfare le esigenze né di chi si muove – i cittadini italiani e stranieri – né dell’azienda leader impegnata nel business del trasporto pubblico, le Ferrovie dello Stato Italiane.
Azienda leader ma non monopolista, né sull’Alta Velocità né nel settore che si annuncia come il fronte del futuro, anzi già del presente: portare a destinazione sempre più persone con criteri sempre più improntati alla efficienza, all’economicità (reciproca) e soprattutto alla personalizzazione.

Le cifre parlano da sole. Dal punto di vista aziendale si tratta di aggredire quei due segmenti – il 15% di spostamenti via trasporti locali, l’80 via mezzi privati – dove si può e si deve crescere.

Dal punto di vista della clientela l’interesse è di utilizzare sempre meno la propria auto avendo però a disposizione trasporti pubblici efficienti e integrati con le ferrovie.
Di più: farlo con una modalità di spostamento sempre più personale e personalizzata, sia in termini di orari sia in termini di costi (obiettivo: pagare solo per ciò e per quanto effettivamente si usa, il che supera anche l’attuale concetto di abbonamento).

“Accompagnare i viaggiatori dalla porta di casa a destinazione” è il leit motiv di FS Italiane. Può apparire uno slogan, ma non lo è.&
C’è una gran parte di popolazione che utilizza l’Alta Velocità solo per i lunghi spostamenti, ma ha problemi per andare in stazione.
Un’altra gran parte non la utilizza affatto per necessità o scelta. Molti privilegiano il basso costo del biglietto alla durata del viaggio. Moltissimi nell’incertezza continuano a utilizzare la propria auto.

La domanda potenziale è enorme e variegata, e richiede un’offerta e una risposta flessibile, pratica e concreta.
Eccoci dunque alla Mobilità integrata, che è un pezzo importante del Piano Industriale delle FS, anche, ma certo non solo, in vista della quotazione in Borsa di una parte dei servizi a mercato (Frecce e Intercity).

L’azienda che ha come amministratore delegato Renato Mazzoncini si è già mossa su questo terreno, attraverso una società del Gruppo – Busitalia – creata nel 2011 e che fin qui ha conquistato il 6% del mercato del trasporto locale, ma ha l’obiettivo di arrivare al 25 entro il 2026.
Busitalia negli anni 2011-2015 è passata da 68 a 330 milioni di ricavi, un aumento del 450%.

Lo ha fatto con una strategia di acquisizioni – il 70% di Ataf, l’azienda di trasporto locale fiorentina; il 100% di Umbria mobilità esercizio; la costituzione di Busitalia Veneto con acquisizione del 55% del Tpl urbano ed extraurbano di Padova e Rovigo; la costituzione di Busitalia Campania per il trasporto locale di Salerno – e di creazione di nuove iniziative. Una di queste la vede partner di Trenitalia e ha preso il via a giugno 2016.
Stiamo parlando dei Freccialink, collegamenti su gomma tra le Frecce e località non servite dall’Alta Velocità.
Tre link sono con mete sciistiche: Verona Porta Nuova-Trento-Madonna di Campiglio; Venezia Mestre-Cortina d’Ampezzo; Torino Porta Susa-Courmayeur. Altre quattro raggiungono Siena (da Firenze S.M. Novella), L’Aquila (da Roma Tiburtina), Perugia (da Firenze), Matera/Potenza (da Salerno).

Dunque – oltre a risolvere o migliorare il problema dei pendolari attraverso la modernizzazione, in corso, della flotta ferroviaria, con 500 nuovi treni, 300 dei quali a due piani – le FS intendono aggredire il mercato della gomma, anche privato o privatissimo (cioè offrire un’alternativa all’auto personale), al quale sono già destinati 3.000 nuovi autobus per varie percorrenze e usi.

Questo avverrà per tre vie. Prima: acquisendo operatori esistenti, dove possibile e alle opportune condizioni economiche. Seconda: partecipando a gare di trasporto pubblico degli enti locali, via via che scadono le concessioni esistenti e vengono messe a bando. Terza: ulteriore salto di dimensione puntando alla personalizzazione del viaggio, utilizzando come base la piattaforma commerciale esistente e sviluppandola, integrando e vendendo altre modalità di trasporto tramite app sul cellulare o tablet, sull’esempio di Uber ma non solo. Google maps, Moovit, Blablacar sono esempi di ciò che prepara il futuro immediato.

Anzi, il presente: basta andare a Londra e New York per capire come sia possibile vivere e muoversi tenendo l’auto in garage, o non avendola affatto, semplicemente attraverso le app di Uber, Oystercard e Travercard (Londra) e Metrocard (New York). Con una differenza: in Inghilterra e negli Usa non c’è l’Alta Velocità.
Per una volta siamo più avanti noi; e quindi è impensabile non sfruttare questo vantaggio, che però finisce appena scesi dal treno.
Anche perché non è più tollerabile viaggiare comodamente in 2 ore e 20 tra Milano e Roma, e una volta arrivati nella Capitale non sapere più come muoversi.

Mazzoncini: “in Borsa quando saremo pronti”

Trasporto pubblico locale, settore merci, crescita. Sono questi i prossimi obiettivi del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane illustrati oggi nel corso di una conferenza stampa dal neo amministratore delegato e direttore generale Renato Mazzoncini.

Nell’incontro con i giornalisti, svoltosi nella sede FS di Villa Patrizi, il top manager ha da subito espresso la necessità di esportare la cultura delle Frecce, in particolare l’attenzione al cliente, verso nuovi settori che accompagneranno le Ferrovie al traguardo della quotazione in Borsa, che va considerata un mezzo per rendere ancor più robusto il Gruppo.

Quotazione in borsa

“Da diverso tempo sento parlare di privatizzazione – ha detto Mazzoncini – come se lo scopo del governo fosse fare cassa. Be’, questo è esattamente l’argomento che vorrei smontare oggi”, ha precisato l’ad e direttore generale. “Qualunque gruppo industriale in grado di reggere la quotazione deve essere davvero forte, perché la Borsa è uno stimolo importante, ma non perdona. Se, una volta quotati, producessimo disservizi, avremmo alle costole, oltre al Governo, anche i cittadini a cui avremmo fatto perdere soldi.

Per questo – ha detto – occorre solidità per una sfida di questo tipo, e a questo stiamo lavorando. Bisogna andare di fretta, sto studiando i dossier. L’appuntamento con Piazza Affari avverrà solo quando il Gruppo FS sarà pronto, ma per questo siamo già a buon punto. Il lavoro fatto fin qui è stato molto importante, e per il futuro siamo impegnati a guardare a un business sempre più oltre confine. Per il progetto di quotazione del 40% di FS – ha proseguito Mazzoncini – non c’è dunque il termine perentorio di fine 2016, perché non vogliamo darci scadenze. L’azionista vuole un’operazione di successo, e ci chiede di farlo quando saremo pronti.

Questo è l’obiettivo concordato con il ministero del Tesoro. Certo non escludiamo la quotazione nel 2016, è una sfida possibile – ha detto Mazzoncini – ma la quotazione – ha ribadito – non è il fine del nostro lavoro, bensì il mezzo. D’altra parte – ha detto – il DPCM non fissa la quotazione al 2016, e nel Def non mi risulta ci siano introiti legati alla quotazione del Gruppo. Il provvedimento – ha aggiunto – non ci dà assolutamente delle scadenze da mantenere, né queste scadenze le abbiamo concordate coi ministeri”.

Un quadro regolatorio chiaro

“Il mio obiettivo è quello di valorizzare il Gruppo FS Italiane. Ogni Spa ha il compito di svolgere bene il proprio compito, qualunque esso sia, e di produrre per gli azionisti dei buoni risultati anche economici. Una quota considerevole del fatturato del Gruppo proviene dai così detti servizi universali, siamo quindi nell’ambito di un mercato regolato. Su questo è assolutamente necessario, per poter procedere alla redazione di un piano industriale credibile e adeguato per i prossimi anni, che si stabilizzi un quadro regolatorio costituito fondamentalmente da una legge di riforma del trasporto pubblico locale”.

TPL, settore merci, crescita

“Trasporto pubblico locale e merci sono i due filoni su cui investiremo maggiormente. Gran parte dei cittadini viaggia in TPL, è quindi chiaro che nei confronti dei cittadini è quello l’elemento più importante su cui dovremo concentrare gli sforzi. Le Frecce – ha ricordato Mazzoncini –  hanno indubbiamente cambiato la storia del Paese degli ultimi anni, ma per cambiare la vita di chi di chi si muove con i mezzi pubblici occorre ripensare questo importante settore, trasferendo in esso la stessa sensibilità che abbiamo avuto per l’alta velocità.

In questo contesto il trasporto pubblico metropolitano giocherà un ruolo fondamentale nel rapporto tra ferro e gomma. Nel piano industriale stiamo provvedendo una crescita del trasporto locale su gomma, dal momento che si tratta di un mercato enorme di cui abbiamo una quota molto piccola.

L’obiettivo sarà quello di fare concorrenza a servizi come Uber o Bla Bla Car. Altre sfide importanti sono quelle del trasporto merci, dove abbiamo perso importanti quote di mercato in favore della gomma, e della crescita, dove abbiamo chances se saremo capaci di investire in mercati sempre più internazionali. Dovremo quindi fare in modo che in Europa vedremo passare i convogli di Trenitalia”.

Grandi stazioni e nuove nomine

Il numero uno di Ferrovie ha quindi espresso la sua soddisfazione per la manifestazione di interesse per Grandi Stazioni, che “sta andando oltre le nostre aspettative”, e ha precisato che “il gestore della rete deve rimanere assolutamente integrato nel Gruppo”.

Riguardo alle nomine delle altre società controllate, infine, l’ad e direttore generale ha concluso dicendo che “i vertici saranno nominati molto presto. Si tratta di aziende importanti che non possono rimanere senza un board.

Nel momento in cui abbiamo fatto il record di velocità, con i 390 chilometri orari, non possiamo permetterci di perdere tempo”.

Moovit arriva a Brescia

– Moovit, l’app per il trasporto locale intelligente, utilizzata da oltre 1,5 milioni di italiani in 27 città, e diffusa nel mondo tra 20 milioni di utilizzatori in 600 città, è da oggi disponibile anche per la città di Brescia. Grazie al lavoro della Community, costituita da 1.000 utilizzatori che a partire da marzo 2015 hanno testato il servizio, Moovit fornisce tutte le informazioni su linee e orari, con i percorsi alternativi per risparmiare tempo, di autobus e metropolitane gestiti da Brescia Mobilità:

- 16 linee di autobus, a Brescia e nei comuni dell’area urbana: Borgosatollo, Bovezzo, Botticino, Caino, Castelmella, Cellatica, Collebeato, Concesio, Flero, Gussago, Nave, Poncarale, Rezzato, Roncadelle;
- La linea di metropolitana, che collega Prealpino e Sant’Eufemia.

Su Moovit sono disponibili anche gli orari e i percorsi aggiornati a seguito dell’inizio dei lavori per la linea dell’alta velocità ferroviaria a sud della città.

“Siamo particolarmente orgogliosi di integrare Brescia e provincia nella nostra app” – dice Samuel Sed Piazza, Country Manager per l’Italia di Moovit – “Il nostro servizio, gratuito e disponibile in 35 lingue, sarà sicuramente apprezzato dagli utenti di Brescia che, ottimizzando i tempi dei loro spostamenti, contribuiranno quotidianamente a democratizzare il trasporto locale, così come avviene nelle principali città d’Italia e del mondo.”

Moovit rivoluziona il viaggio sui mezzi di trasporto rendendolo più semplice, più veloce e più innovativo. Disponibile gratuitamente per iPhone, Android e Windows Phone, Moovit è nella top 5 delle app più scaricate di App Store, Play Store e Windows Store per la propria categoria, e tra le più apprezzate dagli utenti. L’app Moovit dà informazioni su autobus, tram, metropolitane, treni urbani, funivie e linee marittime che, unite a quelle fornite in tempo reale dalla community, evitano agli utilizzatori lunghe e inutili attese.

Il suo funzionamento è semplice perché combina i dati provenienti dalle aziende e dagli operatori del Tpl, che gratuitamente aderiscono a Moovit, con quelli forniti direttamente dalla community di utilizzatori, garantendo a chi viaggia un’istantanea precisa e puntuale sul loro spostamento e suggerendo i percorsi più veloci e comodi in base alla destinazione desiderata. Le informazioni aggiornate in tempo reale dai viaggiatori offrono a tutta la community una migliore pianificazione del viaggio, stime più precise sui tempi di attesa del mezzo desiderato e un’ottimizzazione dei tempi di percorrenza. Grazie alla funzione modalità viaggio, una volta saliti sul mezzo pubblico gli utenti che si collegano alla app possono fornire in forma anonima al resto della community dati sulla puntualità del mezzo utilizzato, sui livelli di congestione, la pulizia della carrozza, la presenza di aria condizionata, connessione wifi e altro ancora.

La Toscana viaggia in Scania

La qualità della vita di una città deve molto a servizi di trasporto moderni ed
efficienti, se ha questi si aggiungono benefici di tempo per i cittadini e di
risparmio per la comunità il successo è garantito. Questi motivi hanno spinto la
Tiemme S.p.A., azienda di trasporto pubblico locale impegnata in diverse provincie
toscane, a ringiovanire il suo parco di mezzi pubblici. E la scelta è ricaduta sugli
Scania CityWide. Il 10 marzo Franco Fenoglio, amministratore delegato di Italscania
S.p.A., ha consegnato a Massimo Roncucci, presidente di Tiemme S.p.A. le chiavi dei
nuovi veicoli, schierati per l'occasione in piazza della Libertà ad Arezzo.
«I veicoli Scania rappresentano l'avanguardia - dichiara Franco Fenoglio -. Sono la
perfetta fusione tra redditività e alti standard ambientali. Crediamo che ciò
consentirà agli Scania Citywide di aiutare le città a migliorare ulteriormente
l'immagine che di esse hanno sia i passeggeri locali sia i turisti che da tutto il
mondo giungono a visitare questi luoghi».
Alla cerimonia hanno preso parte anche Roberto Caldini, direttore della Divisione
Buses & Coaches di Italscania S.p.A.; Giuseppe Introini, responsabile Italscania per
il Trasporto Pubblico; Massimiliano Dindalini,  consigliere di Amministrazione di
Tiemme Spa; Piero Sassoli, Direttore Generale di Tiemme S.p.A.; Vincenzo Ceccarelli,
 assessore della Regione Toscana ai Trasporti; Stefano Gasperini, Pro Sindaco di
Arezzo; Franco Dringoli, assessore alla Mobilità e Trasporti del Comune di Arezzo;
Roberto Vasai, Presidente della Provincia di Arezzo.

Moovit raggiunge la città di Catania

Moovit, l’app per il trasporto pubblico locale intelligente, utilizzata da oltre 1,2 milioni di italiani in 25 città, è da oggi disponibile anche per la città di Catania. Grazie al lavoro della community, dopo la prima fase di sperimentazione condotta da dicembre 2014 su 1.100 utilizzatori, Moovit ora consente l’accesso a tutti i dati, con i percorsi alternativi per risparmiare tempo, sulle 50 linee di autobus della Agenzia AMT di Catania, la linea metropolitana Catania Porto-Borgo dell’Agenzia FCE (Ferrovia CircumEtnea), e la nuova linea di autobus veloci Alibus che collega l’aeroporto di Fontanarossa con la Stazione di Catania.

“A un mese dal lancio della app sulla città di Palermo, che ha registrato un incremento del 30% tra i suoi utilizzatori, siamo particolarmente felici di poter aggiungere anche Catania tra le città servite” – dice Samuel Sed Piazza, Country Manager per l’Italia di Moovit – “Il nostro servizio, gratuito e disponibile in 35 lingue, sarà sicuramente apprezzato non solo dagli utenti catanesi, ma anche dalle centinaia di migliaia di turisti di tutto il mondo che utilizzano l’aeroporto di Catania come porta d’accesso privilegiata per il turismo in Sicilia.”

Moovit rivoluziona il viaggio sui mezzi di trasporto pubblico rendendolo più semplice, più veloce e più innovativo. Disponibile gratuitamente per iPhone, Android e Windows Phone, Moovit è nella top 5 delle app più scaricate di App Store, Play Store e Windows Store per la propria categoria, e tra le più apprezzate dagli utenti. L’app Moovit dà informazioni su autobus, tram, metropolitane, treni urbani, funivie e linee marittime che, unite a quelle fornite in tempo reale dalla community, evitano agli utilizzatori lunghe e inutili attese.

Il suo funzionamento è semplice perché combina i dati provenienti dalle aziende e dagli operatori del Tpl con quelli forniti direttamente dalla community di utilizzatori, garantendo a chi viaggia un’istantanea precisa e puntuale sul loro spostamento e suggerendo i percorsi più veloci e comodi in base alla destinazione desiderata. Le informazioni aggiornate in tempo reale dai viaggiatori offrono a tutta la community una migliore pianificazione del viaggio, stime più precise sui tempi di attesa del mezzo desiderato e un’ottimizzazione dei tempi di percorrenza. Grazie alla funzione modalità viaggio, una volta saliti sul mezzo pubblico gli utenti che si collegano alla app possono fornire in forma anonima al resto della community dati sulla puntualità del mezzo utilizzato, sui livelli di congestione, la pulizia della carrozza, la presenza di aria condizionata, connessione wifi e altro ancora.

Al Carnevale di Venezia con Moovit

Moovit, l’app leader per il trasporto pubblico locale, utilizzata da 15 milioni di utenti in tutto il mondo, in occasione del Carnevale 2015 aggiunge Venezia tra le città servite e fornisce direttamente nella lingua dei visitatori tutte le informazioni sulle linee ordinarie e speciali di vaporetti. Gli oltre 850.000 visitatori in arrivo a Venezia fino al 17 febbraio, il 41% dei quali stranieri, con francesi, spagnoli, ungheresi e americani in testa e un incremento del 39% sul normale flusso di turisti in città, utilizzando la app Moovit ricevono gratuitamente sullo smartphone nelle 35 lingue disponibili informazioni per raggiungere tutti i punti della città dove si svolgono i festeggiamenti.

Grazie al lavoro della Community di Moovit, che solo nel capoluogo veneto conta oltre 7.000 utilizzatori, l’app fornisce tutti i dati sulle 81 linee ordinarie di vaporetti, con i percorsi alternativi per risparmiare tempo, sulle linee di autobus a Mestre e Marghera, sul tram di Mestre, sul People Mover per raggiungere il parcheggio di Tronchetto, e sulle linee di vaporetti speciali istituite appositamente per i giorni del Carnevale: Linea A – Arlecchino (Percorso: San Marco Giardinetti, Tronchetto, Tronchetto Mercato, Piazzale Roma, Ferrovia, Rialto, San Samuele, Accademia, San Marco Giardinetti); Linea P – Pantalone (Percorso: San Marco Giardinetti, Accademia, San Samuele, Rialto, Ferrovia, Piazzale Roma, Tronchetto Mercato, Tronchetto, Zattere, San Marco Giardinetti); Linea C – Colombina (Percorso: San Marco San Zaccaria, Murano Navagero, Murano Faro, Murano Colonna, San Marco San Zaccaria); Linea B – Brighella (Percorso: San Marco San Zaccaria, San Marco Vallaresso, Ferrovia, Piazzale Roma, Tronchetto Mercato, Tronchetto, San Marco San Zaccaria); Linea CA – Carnevale all’Arsenale (Percorso: San Marco San Zaccaria – Torre di Porta nuova e ritorno) e Linea 16 – Fusina-Zattere (servizio intensificato).

“Il Carnevale di Venezia è un evento globale, con un flusso straordinario di turisti da tutto il mondo e un indotto economico stimato in 70 milioni di euro” – dice Samuel Sed Piazza, Country Manager per l’Italia di Moovit – “Per questo Moovit si impegna a fornire alla città di Venezia, gratuitamente e nella lingua dei visitatori, informazioni preziose per il successo dell’evento, che valorizza l’economia della città e ha una ricaduta positiva sull’immagine dell’Italia nel mondo.”

Brescia, su tutti i mezzi arriva il biglietto elettronico

Il 2015 potrebbe essere l’anno della rivoluzione del trasporto pubblico. L’esperienza insegna che tempi certi, soprattutto quando si parla di Tpl, sono una chimera. Tuttavia sembra che tutte le tessere stiano andando al loro posto.

Per ultimo arriva un bando regionale da 30 milioni di euro (di cofinanziamento al 50%), che entro l’anno porterà il biglietto elettronico su tutti i mezzi pubblici del bacino bresciano, dalla metropolitana ai bus, dai pullman ai treni della rete regionale.
Spariranno i titoli cartacei e pure quelli magnetici.

Su 560 mezzi verranno installate 1.300 nuove «macchinette» in grado di leggere contactless i titoli di viaggio. Saranno a disposizione 200 punti vendita e un centro di bacino.
Il tutto con un progetto da 9 milioni e 737 mila euro, finanziato con 4 milioni e 856 mila dalla Regione. Il resto verrà coperto dai gestori, ciascuno per la propria quota parte. Il cronoprogramma per arrivarci è molto stretto, e pone scadenze mese per mese. Entro l’anno tutto dovrà essere fatto.
Per la cronaca, tutte le province lombarde sono riuscite ad accedere al bando, salvo il Comune di Milano e la Provincia di Sondrio.
La novità fa il paio con l’Agenzia del Tpl, che entro quest’anno dovrà preparare il Piano di bacino provinciale, ultimo passo di avvicinamento alle gare per l’affidamento del servizio riveduto e corretto.

IERI, IN OCCASIONE della presentazione del bando per il biglietto elettronico alla commissione Mobilità della Loggia, l’assessore Federico Manzoni ha precisato che non ci sarà (o potrebbe non esserci) un gestore unico affidatario di tutto il servizio di Bacino.
In pratica potrebbero restare Brescia Trasporti, Sia, Saia, Apam e via dicendo, seppure tenuti insieme da un’unica rete e un medesimo sistema di bigliettazione. «Rete integrata non significa necessariamente gestore unico», ha tenuto a precisare.

L’arcaismo di tanti titoli di viaggio incompatibili tra loro sembra avere i mesi contati. La soluzione elettronica non solo cade a pennello sulla futura rete unica, ma permette anche di tenere sott’occhio i flussi in tempo reale e adattare il servizio alle esigenze.
E il direttore generale di Brescia Mobilità Marco Medeghini, che ieri ha illustrato il bando alla commissione Mobilità, precisa che la futuro sistema di bigliettazione sarà reso omogeneo «sugli standard più elevati». Vale a dire quelli già adottati da Brescia Mobilità con la Omnibus card elettronica.

IN PRATICA il sistema utilizzato in città (già in grado di distinguere tra utenti dei bus e del metrò) sarà potenziato per accogliere gli altri gestori. Non a caso Brescia è capofila del Progetto (che include anche la Provincia con i vari gestori) con una quota di oltre due milioni sui quasi dieci.
D’altronde, il biglietto elettronico è già in uso – spiega Medeghini – su 240 mezzi cittadini, con 500 validatrici e 45 emettitrici automatiche (quelle della metropolitana), che nell’ultimo anno hanno distribuito cinque milioni di biglietti.

Nel 2003 è entrata in scena la «Omnibus» (aperta dal 2008 anche agli abbonamenti) e oggi ne sono in circolazione più di 300 mila esemplari. Il sistema bresciano dispone di 130 tipologie di biglietti (30 solo in quello integrato che ieri ha debuttato) ed è in grado di arrivare a 220.

«La Regione lo ha preso a riferimento per la Lombardia», dice Medeghini, ed è logico che su questi standard si collocherà anche il futuro biglietto unico ed elettronico.

Bolzano. L’idrogeno? Il top, ma costa troppo

Bolzano – “L’esperimento con gli autobus ad idrogeno è talmente positivo che ne vorremmo acquistare altri a partire dal 2017″. Questa la dichiarazione dell’assessore ai trasporti altoatesino Florian Mussner in merito all’esperienza vissuta dalla città di Bolzano dove da oltre un anno operano cinque autobus ad idrogeno.

I bus alimentati a idrogeno sono lunghi 12 metri, con un “pieno” riescono a coprire circa 350 km., e il carburante è fornito dal Centro per l’idrogeno di Bolzano Sud, struttura all’avanguardia nel settore a livello nazionale e internazionale. “La prima fase è andata talmente bene – aggiunge Florian Mussner – che non appena avvieremo l’opera di sostituzione degli autobus più vecchi, punteremo con forza sui mezzi ad impatto zero o comunque con bassissime emissioni inquinanti”. Se i vantaggi dell’idrogeno sono facilmente intuibili, il problema resta quello dei costi.
 “La tecnologia si sta evolvendo – spiega Mussner – la domanda è in crescita, e questo contribuisce a far calare i prezzi, i quali restano però molto più alti rispetto ai tradizionali autobus a gasolio”. A venire in soccorso, in ogni caso, c’è l’Unione Europea, che per i prossimi cinque anni ha deciso di stanziare 5 miliardi di euro proprio per lo sviluppo e la diffusione dell’idrogeno. “Cercheremo di drenare più risorse possibili per l’Alto Adige – conclude l’assessore alla mobilità – e a partire dal 2017 contiamo di acquistare una nuova flotta di mezzi a idrogeno da utilizzare non solo nei percorsi urbani, ma anche in quelli extraurbani. L’Alto Adige vuole continuare ad avere un ruolo di avanguardia in questo settore”.

AREZZO SCEGLIE UNA MOBILITÀ SOSTENIBILE: VEICOLI ELETTRICI RENAULT PER CAR SHARING E SERVIZI PUBBLICI

Con una cerimonia alla presenza del Sindaco Giuseppe Fanfani e dell’Assessore ai Lavori Pubblici Franco Dringoli, il Comune di Arezzo “accende” la mobilità elettrica, presentando la flotta di veicoli Renault acquistati dall’Amministrazione toscana, e inaugura il proprio programma per lo sviluppo di una mobilità sostenibile.

Al cuore del programma l’adozione di 30 veicoli elettrici Renault (24 Twizy e 6 Kangoo Z.E.), che saranno utilizzati, in sostituzione dei veicoli comunali più anziani ad alimentazione tradizionale, per lo svolgimento di servizi pubblici nel pieno rispetto dell’ambiente e del sistema urbano: zero emissioni inquinanti, zero rumore.

A tale iniziativa il Comune affiancherà nei prossimi mesi l’installazione di una rete di colonnine per la ricarica e l’introduzione di un servizio di car sharing e van sharing elettrici da operare con le Renault Twizy e i Renault Kangoo Z.E.

L’obiettivo è una mobilità aretina più moderna che si avvale delle opportunità fornite dall’avanzata tecnologia dei veicoli elettrici: abbattimento delle emissioni, riduzione dei costi di gestione, e nuove soluzioni di mobilità pratiche e innovative, per fornire un servizio pubblico più evoluto ed efficace, e per un equilibrio più sostenibile fra gli spostamenti urbani e il rispetto per l’ambiente.

L’innovativo urban crosser Renault Twizy è stato concepito per essere la soluzione ideale alla mobilità urbana. Agile e compatta, grazie alle dimensioni ridotte, appena 2,32 m di lunghezza e 1,19 m di larghezza, la rivoluzionaria biposto si distingue per un design innovativo e divertente, con le 4 ruote ed i 2 posti in linea. La praticità di un 2 ruote si abbina perfettamente alla sicurezza di un 4 ruote, per un nuovo concetto di veicolo che risponde perfettamente alle esigenze del traffico cittadino e che presta anche la massima attenzione all’ambiente, grazie al suo motore 100% elettrico. Twizy ha un’autonomia media di 100 km (in ciclo d’omologazione UTAC).

Furgonetta elettrica, equipaggiata con una motorizzazione da 44 kW e dotata di un’autonomia media di 170 km (in ciclo d’omologazione NEDC), Renault Kangoo Z.E. ha una lunghezza di 4,7 m nella versione Maxi Combi 5 posti, adottata dal Comune di Arezzo, e un volume di carico fino a 3,4 m3. Renault Kangoo Z.E. propone, così, elevati standard di confort, abitabilità e sicurezza, uniti ad una praticità e funzionalità che li rendono ideali per il trasporto sia di persone che di merci.

Stiamo attivando progetti concreti per una diversa mobilità in città – annuncia il Sindaco di Arezzo Giuseppe Fanfani. Stiamo ridefinendo la ZTL nella prospettiva di una mobilità sostenibile, capace di tutelare l’ambiente e la salute dei cittadini. E una scelta che abbiamo fatto, grazie a finanziamenti europei e su bando della Regione Toscana, è quella dell’auto elettrica.

Trenitalia sul TPL italiano

Risorse finanziarie adeguate, ulteriori sforzi per rendere le nostre imprese ancora più efficienti e produttive, certezza nei pagamenti dei servizi erogati, modelli di offerta coerenti con le reali e differenziate esigenze della domanda, evitando inutili duplicazioni di servizi ed esaltando le potenzialità dei singoli vettori, attraverso una loro razionale integrazione.

Sono questi i principali nodi da sciogliere e le sfide future per innovare il trasporto locale e offrire a milioni di pendolari servizi più efficaci e più aderenti alle loro richieste.

Per quanto riguarda l’efficienza dei processi industriali, le società del Gruppo FS Italiane hanno intrapreso negli ultimi sette anni un percorso di risanamento e riorganizzazione importante. Un percorso che non è finito e prosegue, puntando al consolidamento dei risultati raggiunti come il miglioramento della puntualità e della pulizia e ai nuovi traguardi, contenuti nel Piano Industriale 2014–2017. Si sono comunque create le premesse per investimenti che, per consistenza e qualità, non hanno precedenti in epoche recenti.

Altri nodi cruciali sono di diretta competenza di Stato, Regioni e Comuni quali:
• le scelte normative e di indirizzo;
• stabilire il mix tra corrispettivi e tariffe per coprire i costi dei servizi richiesti;
• pianificare i servizi necessari ai loro territori (rotte, frequenze dei collegamenti, caratteristiche dei treni, fermate, servizi ancillari);
• definire i modelli di offerta puntando all’integrazione tra le diverse modalità di trasporto a vantaggio dell’efficienza dell’intero sistema;
• adottare politiche di disincentivazione del trasporto privato nelle grandi città e di sostegno a una mobilità dolce e a basso impatto ambientale.

Per migliorare l’offerta del TPL, le singole società del Gruppo FS Italiane hanno programmato una serie di iniziative incluse nel Piano Industriale 2014–2017:
• 3 miliardi di euro per ammodernare la flotta di Trenitalia e innovare le tecnologie a servizio del business e dei clienti;
• 80 milioni di euro destinati all’acquisto di 496 nuovi bus per Busitalia che arricchendo l’offerta del Gruppo con il trasporto su gomma consente allo stesso di proporsi come operatore integrato, efficace interlocutore unico dei committenti pubblici.

Rientrano sempre nelle iniziative di pertinenza del Gruppo FS Italiane gli interventi di Rete Ferroviaria Italiana per garantire un uso ottimale dell’infrastruttura, in particolare nelle grandi aree metropolitane, con lavori di:
• potenziamento della rete;
• eliminazione dei “colli di bottiglia” e delle interferenze di traffico che penalizzano i treni locali;
• definizione di tracce orarie adeguate a modelli di offerta differenziati tra servizi urbani/metropolitani e regionali;
• miglioramento dell’accessibilità e della fruibilità di circa 500 stazioni, a traffico prevalentemente pendolare, distribuite su tutto il territorio nazionale;
• creazione, di concerto con i Comuni, delle condizioni logistiche intorno alle stazioni per favorire l’integrazione treno/gomma, treno/bici.

FS Italiane ribadisce di essere favorevole al possibile affidamento dei servizi tramite gare. Auspica, però, che ciò avvenga con le medesime regole in tutta Europa, ovvero in condizioni di reciprocità. Condizioni necessarie per gare “contendibili” sono la chiarezza delle regole, bandi di gara che sappiano ben qualificare la richiesta della committenza, puntando ad una vera ed efficace integrazione modale, con corrispettivi adeguati, tali da remunerare il capitale investito dalle aziende e assicurare continuità e certezza dei pagamenti.

L’esperienza maturata con Netinera nel trasporto locale in Germania e il confronto condotto con le realtà estere evidenzia come lo “spread” attuale che ci allontana dagli standard europei riguarda soprattutto:
• le politiche di disincentivazione del trasporto privato nelle grandi città;
• i livelli di tariffe e corrispettivi;
• l’efficacia della committenza pubblica di programmare un’offerta adeguata e coerente alla domanda;
• le modalità di attribuzione (per gara o affidamento diretto) certe e stabili nel tempo dei Contratti di Servizio;
• i meccanismi di finanziamento, la certezza dei pagamenti e l’indicizzazione dei corrispettivi nell’intero periodo di valenza dei Contratti di Servizio.

Per migliorare l’offerta del TPL, le singole società del Gruppo FS Italiane hanno programmato una serie di iniziative incluse nel Piano Industriale 2014–2017:
• 3 miliardi di euro per ammodernare la flotta di Trenitalia e innovare le tecnologie a servizio del business e dei clienti;
• 80 milioni di euro destinati all’acquisto di 496 nuovi bus per Busitalia che arricchendo l’offerta del Gruppo con il trasporto su gomma consente allo stesso di proporsi come operatore integrato, efficace interlocutore unico dei committenti pubblici.

Rientrano sempre nelle iniziative di pertinenza del Gruppo FS Italiane gli interventi di Rete Ferroviaria Italiana per garantire un uso ottimale dell’infrastruttura, in particolare nelle grandi aree metropolitane, con lavori di:
• potenziamento della rete;
• eliminazione dei “colli di bottiglia” e delle interferenze di traffico che penalizzano i treni locali;
• definizione di tracce orarie adeguate a modelli di offerta differenziati tra servizi urbani/metropolitani e regionali;
• miglioramento dell’accessibilità e della fruibilità di circa 500 stazioni, a traffico prevalentemente pendolare, distribuite su tutto il territorio nazionale;
• creazione, di concerto con i Comuni, delle condizioni logistiche intorno alle stazioni per favorire l’integrazione treno/gomma, treno/bici.

FS Italiane ribadisce di essere favorevole al possibile affidamento dei servizi tramite gare. Auspica, però, che ciò avvenga con le medesime regole in tutta Europa, ovvero in condizioni di reciprocità. Condizioni necessarie per gare “contendibili” sono la chiarezza delle regole, bandi di gara che sappiano ben qualificare la richiesta della committenza, puntando ad una vera ed efficace integrazione modale, con corrispettivi adeguati, tali da remunerare il capitale investito dalle aziende e assicurare continuità e certezza dei pagamenti.

L’esperienza maturata con Netinera nel trasporto locale in Germania e il confronto condotto con le realtà estere evidenzia come lo “spread” attuale che ci allontana dagli standard europei riguarda soprattutto:
• le politiche di disincentivazione del trasporto privato nelle grandi città;
• i livelli di tariffe e corrispettivi;
• l’efficacia della committenza pubblica di programmare un’offerta adeguata e coerente alla domanda;
• le modalità di attribuzione (per gara o affidamento diretto) certe e stabili nel tempo dei Contratti di Servizio;
• i meccanismi di finanziamento, la certezza dei pagamenti e l’indicizzazione dei corrispettivi nell’intero periodo di valenza dei Contratti di Servizio.

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