Articoli marcati con tag ‘traffici’

Contship Italia, traffici in crescita dell’1,7%

Il gruppo Contship Italia archivia il 2016 con una crescita complessiva dell’1,7% dei volumi movimentati nei terminal marittimi partecipati e del 9,7% dei volumi delle attività del trasporto intermodale sia marittimo sia via terra. Nel dettaglio, i terminal container del gruppo, leader in Italia nel settore, hanno registrato una crescita complessiva di 109 mila teu, accogliendo 6.888 navi, il 4% in più rispetto al 2015. Lsct, La Spezia Container terminal, ha chiuso in lieve calo a 1.172.000 teu contro 1.196.000 nel 2015, così come Tcr, Terminal container Ravenna, passato da 212 mila a 204 mila teu, mentre è cresciuto il traffico di Sct, Salerno container terminal da 341 mila a 375 mila teu.

“Le soluzioni southern gateway di Contship per servire i mercati del Sud e del Centro Europa continuano a riscuotere l’ interesse del mercato. Il recupero dei volumi legati al transhipment negli hub di Tangeri, Cagliari e Gioia Tauro – sottolinea una nota del gruppo – resta invece al di sotto delle aspettative”. Mct, Medcenter container terminal di Gioia Tauro, registra comunque numeri positivi salendo da 2.547.000 a 2.797.000 teu, mentre scende Cict, Cagliari international container terminal da 686.000 a 671.000 teu e in Marocco i traffici di Eurogate Tanger sono diminuiti da 1.295.000 a 1.167.000.

In crescita invece i volumi trasportati e il numero di treni operti direttamente dalle attività intermodali di Contship (Hannibal, Oceanogate Italia, Rail hub Milano) che hanno fatto lievitare la quota del gruppo nel business del trasporto intermodale italiano al 25%. “Questi numeri dimostrano come Contship Italia offra soluzioni di valore per i clienti, in un momento in cui sono quanto mai necessarie – commenta Cecilia Eckelmann-Battistello, presidente del Gruppo Contship Italia -.

Il settore dello shipping continua ad essere caratterizzato da instabilità e forte competizione, con le compagnie di navigazione impegnate a riorganizzare i loro network di servizi”.

Ad Ancona +7,5% merci da gennaio a ottobre

I dati di traffico del periodo gennaio-ottobre 2016 confermano la performance positiva del traffico merci nel porto di Ancona: sono state movimentate complessivamente 7.600.471 tonnellate di merci (+7% rispetto allo stesso periodo del 2015). La crescita riguarda sia la movimentazione di prodotti petroliferi destinati alla raffineria Api di Falconara (4.323.550 tonnellate, +11%), che il traffico di merci solide (3.276.921 tonnellate, +1,3%).

In particolare, cresce la movimentazione di merci che viaggiano nei traghetti, 1.890.061 tonnellate (+4%), e in container (1.045.603 tonnellate, +4%). Si conferma l’andamento positivo del traffico contenitori con 157.517 Teu (+6%). I passeggeri transitati per il porto di Ancona nei primi 10 mesi del 2016 sono stati 944.334, in linea con lo scorso anno, di cui 601.115 (pari al 64% del totale) sono quelli che hanno scelto Ancona come porto di collegamento con i porti greci di Igoumenitsa e Patrasso e 220.326 (23% del totale) i passeggeri sulla direttrice croata.

Per il presidente dell’Autorità portuale Rodolfo Giampieri “il 2016 si avvia a essere un altro anno positivo per lo scalo anconetano. Il risultato si deve all’impegno e alla professionalità degli operatori per rendere i servizi portuali sempre più efficienti, coniugato a un continuo miglioramento infrastrutturale, indispensabile per accompagnare la crescita dei traffici. Nel 2017 riteniamo importante implementare il percorso di sostenibilità come elemento della strategia complessiva per la competitività dello scalo. Il primo impegno, da attuare in sinergia con le associazioni di categoria, sarà l’efficientamento dei flussi dei mezzi in imbarco e sbarco sulle linee traghetto, che consentirà di ridurre i tempi di attesa, agevolando il lavoro di autotrasportatori spedizionieri e autorità di controllo. Un porto efficiente è sicuramente un porto che continua a creare occupazione”.

Genova, crescono traffici container e passeggeri

Nonostante il calo delle merci il porto di Genova continua a fare buoni risultati grazie ai container e al traffico passeggeri. Anche settembre si conferma un buon mese per il traffico container nello scalo, che ha visto una crescita dei teu sia sul mese (+14,5%) che sul progressivo (+1,8%) nei nove mesi. Lo rende noto l’Autorità portuale. Tra questi risalta la performance relativa alle navi arrivate e partite dal porto di Genova: crescono del 9,3% sul mese e del 7,2% sul progressivo. Resta il dato negativo del totale generale della merce (-1,7% sul progressivo) che è da attribuire principalmente al segno meno dei settori degli olii minerali (-9,4% sui 9 mesi) e delle rinfuse solide (-26,9% sui 9 mesi). In crescita il traffico passeggeri che a settembre vede un forte aumento sia per i traghetti (+5,1% sul mese e + 4,3% sul progressivo) che per le crociere (+ 24,8% sul mese e + 20,5% sul progressivo), raggiungendo in totale quota 2.556.233 unità con un +8,4% rispetto ai primi nove mesi del 2015.

Porti liguri a Shenzhen: “Per la Cina siamo più appetibili”

La missione è conquistare una quota crescente di traffici con l’Asia, e questa volta per i porti liguri l’obiettivo sembra più vicino. Ligurian Port, l’alleanza fra gli scali di Genova, La Spezia e Savona, è presente al Cilf-China international logistics transportation di Shenzhen, una delle rassegne più importanti per il settore, che si è aperta ieri nella città cinese. Gli ordini in aumento per la costruzione delle mega navi container e le politiche delle grandi compagnie armatoriali che puntano a incrementare la capacità unitaria di trasporto e le economie di scala stanno disegnando un panorama diverso nell’economia marittima mondiale, all’interno del quale Genova, Savona e La Spezia possono giocano una carta importante come porti non di transhipment (cioè di trasbordo delle merci), ma come scali a diretto contatto con i mercati. “Proprio per questo dopo tre anni di presenza al Cilf, questa volta il sistema portuale ligure sembra al centro di un interesse crescente da parte dei numerosi operatori asiatici presenti alla rassegna. Il network ligure ha le carte in regola per aspirare a un ruolo che fino ad oggi è stato invece appannaggio dei porti del Nord Europa che hanno attratto anche quote di merci dirette al nostro mercato nazionale” sottolineano i rappresentanti di Ligurian Ports in ‘missione’ a Shenzhen, terzo porto al mondo per volume di traffico contenitori

TRAFFICO CONTAINER: SUPERATO AD AGOSTO 2016 IL RECORD DI SEMPRE CON OLTRE 600.000 CONTAINER (TEU) IN UN ANNO

A solamente un anno di distanza dallo storico traguardo dei 500.000 TEU raggiunto nel giugno scorso, il porto di Venezia ha ulteriormente migliorato la sua performance nel comparto container superando per la prima volta nella sua storia la soglia dei 600.000 TEU.

Attestato su 380.000 TEU nel 2008 – prima della lunga crisi mondiale ed europea – il traffico container è sceso di poco, 370.000 TEU nel 2009, per tornare ai livelli pre-crisi già alla fine dello stesso anno.

Da quella data ha mostrato un incremento costante, non toccato dall’andamento della crisi, che lo ha portato al record dei 600.000 TEU/anno attuale (+66% dal 2009). Una crescita che è stata solo amplificata dal ritorno della linea diretta con il Far East operata da “Ocean3” da Febbraio 2015 e dalle recenti decisioni di alcune compagnie di scalare anche su Venezia toccando così direttamente tutti i porti dell’Alto Adriatico.

Un vantaggio competitivo che Venezia condivide con gli altri porti del Napa (North Adriatic Port Association), per i quali Venezia copre i mercati nord –adriatici occidentali, mentre Trieste, Koper e Rijeka coprono i mercati nord-adriatici occidentali, che confermano una crescita strutturale stabile dal 2009 ad oggi di oltre 80 punti percentuali. La crescita di Venezia infatti si aggiunge (non si sostituisce) a quella registrata anche dagli altri porti del NAPA: Trieste e Ravenna, come Capodistria e Fiume, crescono anch’essi tra il 2 e il 7.5% (sui primi sei mesi del 2016) e possono quindi trarre vantaggio anche dalla crescita di Venezia, che dà così il suo contributo a rendere conveniente a navi portacontainer sempre più grandi raggiungere l’Alto Adriatico.

Porti: da Liguria traffico di 7,5 mln merce da e per Cina

Il traffico da e per la Cina sui porti di Genova, Savona e la Spezia ha superato nel 2015 le 7,5 milioni di tonnellate complessive. I tre porti liguri, in questi giorni al Transport Logistic di Shanghai, si confermano come una delle porte principali dell’interscambio marittimo con il grande paese asiatico. La rassegna è considerata una delle più importanti manifestazioni fieristiche dedicata al settore dello shipping e della logistica, organizzata in alternanza all’analoga manifestazione europea, che si tiene a Monaco di Baviera.

Nel padiglione “Italian Ports Association” sotto l’emblema “Italy all in one” ci sono anche i porti di Livorno, Napoli, Salerno, Gioia Tauro, Palermo, Taranto e Trieste. Confermato l’interesse degli operatori cinesi dello shipping per i porti italiani, in una fiera che ha visto quest’anno il raddoppio del numero dei visitatori, così come, più in generale, la volontà di investire nel nostro Paese, come evidenziato in questi giorni dai recenti dati pubblicati da Dealogic che sottolineano come la nuova politica di investimenti, adottata dal Governo di Pechino, sia rivolta all’Europa e agli Usa con interventi cospicui attraverso l’acquisizione di società, per un totale, nei primi sei mesi dell’anno, di 143 miliardi di dollari, ovvero il 33% in più del 2015.

VENEZIA DA 20 ANNI PORTO DELL’IRAN

Lascia gli ormeggi dal terminal Multiservice di Porto Marghera la “BSLE Genova” della compagnia marittima BSLE ITALIA che prosegue il servizio che dal 1992 collega Venezia con i principali porti Iraniani e del Golfo Persico.

Nei giorni dell’importante Missione del Premier Renzi, Venezia si conferma uno dei porti privilegiati con Medio Oriente e l’Iran in particolare. Il servizio di BSLE Italia, rappresentato a Venezia dall’agente G.Radonicich &C., è infatti rimasto attivo e con cadenza regolare anche durante l’embargo esportando merci varie, colli eccezionali e impiantistica se non anche container.
Da Venezia è sempre stato attivo, anche negli anni più difficili, un flusso costante di merci che hanno portato valore aggiunto all’industria italiana da un lato e, dall’altro, ha garantito la fornitura di materiali necessari per la costruzione e l’infrastrutturazione dell’Iran tramite i porti di Bandar Abbas, Bandar Imam Khomeini e Assaluyeh Port.
(…)
Il Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia, Prof. Paolo Costa commenta cosi la storica relazione tra Venezia e l’Iran: “Oltre al valore economico molto rilevante del comparto dell’impiantistica (basti pensare che i colli eccezionali movimentati a Venezia hanno un valore medio di 1 milione di euro l’uno) e oltre al valore in termini di incidenza del traffico di break bulk tra Venezia e il Golfo Persico (oggi gestiamo circa il 10% delle break bulk movimentate dall’intero sistema portuale italiano), la partenza odierna della “BSLE Genova” è un’importante conferma della relazione storica che ha fatto del Porto di Venezia il riferimento per questo Paese anche negli anni più difficili. Un traffico importante che lo scalo lagunare vuole continuare ad incrementare grazie alla fine dell’embargo e a vantaggio delle imprese italiane e del Nord Est.”

UN 2015 DA RECORD PER IL PORTO DI VENEZIA CHE REGISTRA UNA CRESCITA DEL TRAFFICO TOTALE DEL 15%

Un anno da record per lo scalo lagunare che nel 2015 ritorna sopra i 25 milioni di tonnellate di traffico. Il bisogno di export delle imprese italiane, la centralità geografica di Venezia rispetto alle rotte mondiali (lato mare) ed europee (lato terra), il completamento della riconversione “verde” del comparto petrolifero e di nuove iniziative industriali a Marghera, e gli oltre 500milioni di euro di investimenti anticiclici negli ultimi 8 anni che hanno consentito, tra l’altro, l’avvio di un traffico regolare lungo i canali di navigazione interna fino a Mantova e la messa in esercizio del nuovo terminale per le autostrade del mare di Fusina: sono queste le leve che hanno consentito la crescita dello scalo lagunare negli ultimi anni.

Significativo il balzo nel traffico container che raggiunge il record si sempre di 554mila TEU (unità di misura dei container) movimentati che lo ha portato al primo posto tra i porti italiani dell’Adriatico. Una crescita del 21% rispetto al 2014, ma che è ancora più significativa se rapportata al 2008 (anno di inizio della crisi) quando a Venezia si movimentavano poco più di 370mila container all’anno. Da notare in più nel settore il riavvio del traffico container per via fluviale con servizi settimanali di linea con il porto di Mantova (+14.5% a dicembre 2015 sullo stesso mese 2014 per un totale di 60mila container movimentati via fiume nel 2015).

Segnali positivi per tutti i comparti portuali: +8% il settore commerciale, +3.5% l’industriale e +40% il settore petrolifero; complessivamente sono passate per Venezia 25milioni di tonnellate di merci (+15% rispetto al 2014).

Nel dettaglio crescono le rinfuse liquide (+30%) che hanno visto la trasformazione del porto petrolifero a servizio delle raffinerie oggi scomparse, in un centro di eccellenza per la trasformazione e la logistica di carburanti green; e crescono le rinfuse solide (+4.7%) in particolare carbone e fertilizzanti e le merci varie in colli (+11%).

Buoni risultati, a partire dagli ultimi 4 mesi dell’anno, per il settore traghetti (ro-ro) grazie alle linee con la Grecia e alla creazione del servizio totalmente intermodale tra Patrasso – Venezia e Francoforte con una modalità mista nave+treno; il nuovo terminal di Fusina fa segnare +27% (in tonnellate) rispetto al precedente quadrimestre

PORTO DI VENEZIA – È ANCORA RECORD RINFUSE AL TERMINAL EUROPORTS, ATTRACCA LA SHIMANAMI QUEEN CON 50MILA TONNELLATE DI FARINA PROTEICA

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Fa segnare ancora un record il Terminal Rinfuse Italia (Gruppo Eurports), questa mattina infatti è ha ormeggiato in banchina a Porto Marghera la nave Shimanami Queen con oltre 50mila tonnellate di farina proteica proveniente dalla Luisiana (USA) e destinata al mercato agroalimentare del nord ItaliaIl porto di Venezia consolida e rafforza così la sua posizione di scalo strategico per i prodotti agroalimentari dell’Alto Adriatico; un ruolo fortemente voluto e ricercato dagli operatori del settore che trovano nello scalo lagunare le giuste sinergie e le eccellenze per sviluppare questa importante filiera del business che richiede standard di qualità elevati.

“L’arrivo di una nave di queste dimensioni a Marghera attesta ancora una volta le capacità del Gruppo Euroports nella gestione e movimentazione di importanti quantitativi di merce, siamo sempre più orgogliosi di poter mostrare le nostre capacità di sbarco, stoccaggio e riconsegna di grandi quantitativi di merci alla rinfusae di poter, così, ri-confermare la leadership conquistata nel settore dell’agribulk” ha dichiarato Marco Corbellini Presidente e Amministratore Delegato del gruppo Euroports in Italia.

Nei primi undici mesi 2014 il porto di Venezia e i suoi operatori hanno fatto segnare – rispetto allo stesso periodo del 2013 – un +3,8% nel settore agribulk e +50,8% nel settore dei cereali, un trend di crescita che tiene conto della crescente domanda proveniente dal retroterra veneto, servito da operatori specializzati e supportato anche da alternative per l’inoltro delle merci che possono sfruttare l’intermodalità sia ferroviaria che fluviale.

PORTO DI VENEZIA – DATI DI TRAFFICO IN CRESCITA DELL’8.9% NEI PRIMI 5 MESI DEL 2014, +17.1% A MAGGIO

Nel passaggio dalla raffinazione tradizionale alla raffinazione verde in corso a Marghera, i primi 5 mesi del 2014 fanno segnare un +8.94% sulla movimentazione delle merci nello scalo Veneziano rispetto allo stesso periodo del 2013, raggiungendo i 9.1milioni di tonnellate. Un risultato positivo calcolato per tutti i settori di traffico ad esclusione di quello petrolifero che registra invece un momentaneo -46.7%, legato alla profonda trasformazione che sta subendo Porto Marghera.

Il venir meno dei traffici di greggio da raffinare infatti è solo in parte compensato dalla nuova configurazione della ex-raffineria ENI di Marghera oggi trasformatasi in bio-raffineria che solo recentemente ha iniziato a sbarcare olio di palma (circa 45mila tonnellate) e Virgin Nafta (circa 85mila tonnellate) destinate alla green refinery.
(…)
Tra gennaio e maggio 2014 il settore commerciale ha fatto segnare un +3.3% e quello industriale +28.9%; nel dettaglio le rinfuse solide raggiungono i 3.1milioni di tonnellate +10.6% (di cui +39% i cereali, +52% il carbone) e le merci varie in colli +5.3% (3.3 milioni di tonnellate). Segno più anche per i container (TEU) che registrano un +0.6%, in particolare pieni (+6.4%) mentre i passeggeri fanno segnare un -14.9%.

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