Articoli marcati con tag ‘traffici’

Porti: Savona chiude primo quadrimestre con + 1,4 % merci

Ha chiuso col segno più il primo quadrimestre in porto a Savona. Il traffico delle merci nel mese di aprile ha fatto registrare una crescita del 6.7% rispetto allo stesso mese 2013, portando così il bilancio del primo quadrimestre 2014 ad un totale di +1,4%. I contenitori in numero (TEU) segnano una buona ripresa, riportando un aumento del 14.4%. E’ il comparto delle crociere a trainare il porto di Savona che segna un generale +16.1%. Con 272.751 passeggeri supera il 2013 di 38.697 unità pari al +16.5%, I traghetti chiudono il primo quadrimestre 2014 con un aumento del +10.6%. Dati positivi che pongono lo scalo savonese tra quelli che, pur in un periodo di forte contrazione economica, continua a posizionarsi fra i porti italiani contrassegnati da un saldo positivo. Nel quarto mese del 2014 si è assistito ad una crescita delle rinfuse liquide (+32.7%), un leggero stallo delle merci convenzionali (-0.4%) ed una perdita delle rinfuse solide per le quali pesa il fermo della centrale elettrica Tirreno Power di Vado Ligure (combustibili minerali solidi -47.4%).

Passando all’analisi dei dati del primo quadrimestre 2014 rispetto al medesimo periodo 2013, si ha una crescita sul complessivo del 1,4%: in positivo le merci convenzionali (+10.7%) e le rinfuse liquide (+7.6%); in negativo solo le rinfuse solide (-18.5%). Nel dettaglio, per quanto riguarda le merci convenzionali si evidenzia un aumento degli acciai (+23.8%), delle merci su container (+20.7%) della frutta (+15.4%) e dei rotabili (+5.1%); in negativo i prodotti forestali (-24.7%), spesso oggetto di andamenti oscillatori nel corso dell’anno. Nelle rinfuse liquide segno positivo per i prodotti raffinati (+84.9%) e il greggio (+2.2%), in negativo le altre rinfuse liquide (-56.3%). Per le solide, il dato che riguarda il comparto cerealico riporta un +46% mentre nel caso dei minerali solidi il calo è del 25.5% e per il carbone si attesta a -39.2%.

Porti: Ancona; nel 2013 meno merci ma +7% container

Ripresa del movimento passeggeri dalla Grecia (+4%), che compensa la riduzione dei movimenti verso Croazia e Albania, e picco del traffico container (+7%), per la prima volta sopra le 150 mila teus. Nonostante la pesante situazione economica, il 2013 non è stato solo ombre per il porto di Ancona. Lo scalo ha fatto registrare un numero stabile di passeggeri, e una diminuzione di croceristi (-1%), di merci liquide (-18%), rinfuse solide (-6%) tir (-6%) e merci nei tir (-8%). Lo dicono i dati dell’Autorità portuale. Il porto “mantiene comunque la posizione di riferimento per i traffici merci nel medio Adriatico, nonché per lo sviluppo delle autostrade del mare”.

ApLaSpezia cresce nel 2013 del + 4,3%

Nonostante la crisi che affligge Italia e Europa il porto della Spezia cresce del 4,3% e archivia il 2013 con 1.300.432 teu movimentati. Un volume di traffico positivo che permette allo scalo di detenere saldamente il secondo posto in Italia come porto di destinazione finale diretto ai mercati del nord Italia.
Cresce di 1,1 punti percentuali (da 20 al 21,1%) la quota di mercato italiana del porto spezzino riferita ai traffici containerizzati. Un traffico che vale circa 5,7 milioni di teus.
In particolare crescono i contenitori pieni movimentati in import (+4,7%) e in export (+7,4%).
”Sono soddisfatto soprattutto per il record del trasporto su ferro che supera il 31% – ha detto il presidente dell’ Authority spezzina Giovanni Forcieri – un dato che testimonia la vocazione intermodale del nostro scalo. Il porto cresce e inizia a servire i mercati europei grazie anche ai nuovi servizi operati dalla piattaforma di Melzo che permettono i collegamenti tra il porto della Spezia e Frenkendorf con un nuovo servizio due volte a settimana e con Karlsruhe in Germania, tre volte a settimana, che vanno ad incrementare e qualificare ulteriormente le connessioni ferroviarie tra il porto della Spezia ed i mercati del Centro – Sud Europa. Sono così stati premiati gli sforzi dell’intera comunità portuale”.
Il trasbordo ha rappresentato il 7,8% del traffico complessivo portuale con 101 mila movimenti.
Nei mercati esteri serviti nel 2013 dal porto della Spezia al primo posto risulta l’interscambio import-export con l’Asia al 44% delle movimentazioni complessive, seguito da America (24,8%), Africa 19,5%, Europa (9,3%) e Oceania (2,4%).

Segno positivo a luglio per i traffici nel porto di Genova

Aumentano le merci convenzionali, tengono i contenitori e cresce il numero dei croceristi. Il mese di Luglio, per il Porto di Genova, conferma una situazione di tenuta dei traffici. Ol comparto delle merci convenzionali che ha registrato un +6,4%, grazie alla performance degli olii minerali aumentati del 31%.
In totale, quindi, il traffico commerciale ha visto una crescita dell’8,6% mentre il totale generale e’ salito all’11,4%. Si conferma il trend positivo delle autostrade del mare, con una crescita del +4,6%. Cresce anche il traffico siderurgico che fa registrare un + 72,3%. Lieve la crescita per il traffico container, con un +1,9% per un totale di 188.519 teu. Bene il comparto delle crociere con un aumento dei passeggeri del 37,7%.

La Cina si fa avanti in Sicilia

Il fattore competitivo non è tanto la distanza ma il tempo. L’urgenza è quella di intervenire sui sistemi portuali e aeroportuali nazionali ed europei, seguendo precise linee guida: razionalizzazione e potenziamento delle infrastrutture, riforme gestionali, definizione dei ruoli istituzionali con una più netta distinzione tra le funzioni delle Autorità portuali e quelle delle Autorità marittime e, infine, un’unica legge di riforma di porti e interporti. Gli stessi temi affrontati nella seconda e ultima giornata di studi di “North South Conference”, il meeting internazionale che nell’auditorium dell’ex Monastero dei Benedettini di Catania ha ospitato centinaia di manager, accademici, diplomatici provenienti da tutto il mondo. Dalla Cina alla Germania, passando per l’Indonesia, l’Africa, la Francia: tutti riuniti a Catania – strategicamente scelta dai promotori Est, Bic e Cisco per la centralità geografica e commerciale – sotto il segno di una convinzione: la Sicilia è, e può diventare un riferimento nodale per lo sviluppo della logistica marittima internazionale, a condizione che ci siano i giusti interventi e investimenti. Primo fra tutti il mercato cinese, che si fa avanti auspicando che i porti isolani diventino un buon punto di sbarco verso l’Europa e il Mediterraneo: cosa che assume maggior valore se si tiene conto che oggi il sistema portuale della terra del dragone è tra i più potenti, con un trend “eco-friendly”, mirato alla specializzazione, intellettualizzazione e automazione delle attrezzature e, non ultima, l’informatizzazione, come ha spiegato questa mattina (27 aprile) Yifu Xu, General Manager Shanghai Qifan Co, nel corso del suo intervento.
E La Sicilia? «Deve crederci di più», afferma Marco Romano, docente dell’Università di Catania e presidente del Parco scientifico e tecnologico di Sicilia che, durante il suo intervento alla conferenza, ha più volte sottolineato «la necessità di puntare sul valore del territorio, di investire in innovazione, ricerca e sviluppo, per operare in modo efficiente, specializzare le aree logistiche, promuovere sui distretti economico-produttivi un’offerta di servizi “a rete”».
Su una cosa sono d’accordo davvero tutti: migliorare il sistema dei trasporti marittimi internazionali vuole dire anche abbattere le “barriere” normative e istituzionali che spesso rallentano le relazioni tra stakeholder e Governi. Serve legiferare in modo parallelo, parlando tutti la stessa lingua, quella dell’intermodalità, della prospettiva, dell’investimento e della sinergia. In questo, la Sicilia giocherà il suo ruolo nel bacino del Mediterraneo.

Porto di Ravenna : -11,4 per cento a giugno 2012

La crisi non molla e continua a mordere. Tanto che, nei primi sei mesi dell’anno, si e’ ‘mangiata’ una fetta importante delle tonnellate di merci movimentate dal porto di Ravenna. A snocciolare i dati relativi al primo semestre e’ il presidente dell’Autorita’ Portuale Galliano Di Marco, da cinque mesi al timone dell’ente bizantino: ”La crisi generale per lo scalo ravennate si e’ tradotta nei primi sei mesi dell’anno in un calo dei traffici dell’11,4%”, ha affermato Di Marco che, dopo questa premessa, ha illustrato lo stato dei progetti relativi al porto.
Partendo, ovviamente, da quello principale e ‘vitale’, ossia l’approfondimento dei fondali per cui servono i 60 milioni del Cipe: ”Il progetto complessivo prevede 150 milioni di investimento: i 60 del Cipe piu’ 90 milioni direttamente dall’ Autorita’ Portuale” (40 dalla vendita di asset e 50 da un mutuo tramite la Cassa Depositi e Prestiti), ebbene – ha aggiunto il presidente – ”confidiamo nel Cipe di settembre” perche’ ”il nostro porto ha grandi potenzialita’ ma solo l’approfondimento puo’ garantirne il rilancio”. Di Marco ha poi contestualizzato la situazione locale: ”la portualita’ italiana in generale e’ in una fase di grandissima crisi e Ravenna si inserisce nella media nazionale, con il core business ravennate, rinfuse liquide e solide, che si difende bene”. Ha poi passato in rassegna il settore ‘traghetti e crociere’, tracciando una rotta dello sviluppo che, per i primi, deve avere come meta finale la Croazia, ”geograficamente vicina e dal 2013 anche comunitaria”.
Dai traghetti, Di Marco e’ tornato poi a parlare di porto industriale, indicando il vero bacino d’affari della movimentazione merci ”nella Turchia e nel Nord Africa”. Da ultimo, Di Marco ha posto l’accento sul ‘rebus E55′, auspicando che venga realizzato ”lo stralcio da Porto Garibaldi a Ravenna”. Al riguardo, l’Autorita’ portuale avrebbe gia’ proposto un Commissario straordinario in grado di coordinare Anas, Ministero delle Infrastrutture, Ministero dell’Economia, Cipe e Regione per questo progetto che lo stesso Di Marco ritiene ”vitale al pari dell’approfondimento dei fondali”.

da www.ansa.it

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