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Aci Europe, a ottobre calano merci e passeggeri

A ottobre i passeggeri aumentano della metà rispetto a settembre.

A ottobre il traffico merci continua a riportare dati negativi. Ma non se la passa bene neanche il traffico passeggeri, che mostra un deciso rallentamento. I dati diffusi da Aci Europe, il consiglio degli aeroporti europei, registrano un aumento dei viaggiatori di appena il 3,4% sullo stesso mese del 2010, la metà rispetto alla crescita riportata a settembre.

Il traffico merci cala del 4,9% rispetto allo scorso ottobre, mentre i movimenti aerei aumentano dell’1,3%. Tra gli scali con le migliori performance compare solo Venezia per Italia: con un incremento del 33,7% rientra nel gruppo che ha registrato tra i 5 e i 10 milioni di passeggeri.

Trasporto aereo, i cieli d’Europa rischiano la congestione

Cieli d'Europa sempre più trafficati

I cieli d’Europa sono sempre più trafficati. E da qui al 2030 i trasporti aerei potrebbero addirittura raddoppiare. E’ un vero e proprio allarme quello lanciato dall’Ue, sul “rischio concreto” di congestione dei cieli nei prossimi anni. Secondo un rapporto pubblicato dalla Commissione europea l’incremento dei voli potrebbe portare all’accumulo di ritardi e all’oggettiva difficoltà di rispondere alla crescente domanda di traffico aereo. I paesi Ue, infatti, sono in molti casi lontani dal raggiungimento degli obiettivi fissati per l’anno prossimo su riduzione dei ritardi, dei costi e miglioramento della capacità del sistema.

Nonostante l’impegno profuso, la valutazione di Bruxelles indica che la “stragrande maggioranza” degli stati membri si trova nelle fasce a rischio con l’eventualità sempre più reale di “non conseguire gli obiettivi cruciali di riduzione costi, ritardi e miglioramento del sistema, per il 2012″. Solo Olanda, Belgio, Lussemburgo, Lituania e Danimarca sono in linea.

Trasporto aereo: passeggeri in aumento, cargo in calo

Traffico aereo in aumento del 5,6% a settembre.

Aumentano i passeggeri nel mese di settembre. Rispetto allo stesso mese del 2010, il traffico internazionale di utenti del servizio aereo ha registrato una crescita del 5,6% mentre il cargo ha segnato un -2,7% per il quinto mese consecutivo. Questi gli ultimi dati divulgati a Ginevra dalla Iata, l’Associazione Internazionale del traffico aereo, che prevede un “generale indebolimento del traffico passeggeri verso la fine dell’anno”.

“La forza della domanda passeggeri per il mese di settembre è stata una piacevole sorpresa – ha commentato Tony Tyler, ad e direttore generale della Iata -. Ma la domanda cargo si è contratta per il quinto mese consecutivo, in linea con la caduta della fiducia dei consumatori e del settore degli affari”.

Enac, sul sito c’è l’integrazione dati su traffico 2010 e su low cost

Disponibili nuove schede sulla ripartizione del mercato aereo tra compagnie tradizionali e low cost

L’aggiornamento sui dati di traffico del 2010 è stato pubblicato sul sito web dell’Enac www.enac.gov.it. Disponibili nuove schede sul traffico origine-destinazione, la graduatoria dei primi 50 vettori operanti in Italia, il traffico low cost e la tabella di aviazione generale.

In un apposita sezione, si potrà inoltre accedere ai dati sulla ripartizione del mercato italiano tra le compagnie tradizionali e quelle low cost con la classifica dei primi 50 collegamenti low cost nazionali e internazionali.

Il fenomeno esplosivo del low cost

La crescita degli ultimi anni si deve alle low cost

“Un fenomeno a dir poco esplosivo”. Così il Direttore Generale dell’Enac Alessio Quaranta definisce il low cost in occasione della presentazione dello studio “Evoluzione del traffico low cost a livello europeo e nazionale”, lo scorso 18 maggio a Roma. Il rapporto era stato commissionato dall’Enac alla società Kpmg per approfondire in maniera scientifica l’impatto di questa tipologia di traffico sul comparto e sul territorio.

“Tutta la crescita degli ultimi anni si deve alle low cost”, dichiara a sua volta il Presidente dell’Enac Vito Riggio, che aggiunge di aver scritto ai Presidenti delle Commissioni Trasporti di Camera e Senato, Valducci e Grillo, perché “valutino di dedicare parte delle loro attività a fare chiarezza sul fenomeno”. Fenomeno che secondo Riggio è da studiare anche nell’interesse degli altri vettori in vista della crescita prevista per i prossimi anni e quantificata in “100 milioni di passeggeri da catturare”.

Lo studio offre un quadro conoscitivo del fenomeno

Lo studio

L’indagine resa pubblica dall’Enac è tesa a fornire un quadro conoscitivo completo del fenomeno low cost, anche attraverso l’approfondimento di specifiche realtà europee. Il lavoro, riferito al quinquennio 2004-2009, si sviluppa in due fasi distinte: l’evoluzione del traffico low cost e il suo impatto sul sistema aeroportuale.

Low cost e crescita

Ecco i risultati. I vettori tradizionali hanno tenuto ma la vera crescita è legata al low cost. Il settore ha contribuito in maniera rilevante all’aumento complessivo del traffico europeo, compensando la fase di stabilità del comparto tradizionale. Tra il 2004 e il 2009, infatti, il traffico low cost è passato dal 13% al 22% del totale, con un tasso medio di crescita pari al 18%. La forte espansione del low cost è confermata anche dai tassi di crescita dei tre vettori leader (Ryanair, EasyJet e Air Berlin) che nel periodo considerato hanno quasi raddoppiato il volume di traffico.

Tutta l'Europa è invasa dai vettori low cost

Un fenomeno europeo

Altro dato interessante emerso dallo studio è la natura europea del fenomeno: ad essere invasa dalle low cost non è solo l’Italia ma tutta l’Europa. Tra i paesi analizzati – Italia, Germania, Inghilterra, Spagna e Francia – l’unica realtà che ha arginato l’avanzata delle low cost è la Francia, dove il traffico nazionale risulta dominato ancora dalla compagnia di bandiera.

Ancora, il rapporto segnala come il calo di traffico registrato nel segmento tradizionale (circa il 10% annuo in meno) abbia spinto gli aeroporti a cercare soluzioni in grado di sostenere la domanda. Questa è stata garantita soprattutto attraverso accordi di marketing con i vettori low cost, che sono stati attirati dagli aeroporti a suon di contributi.

La richiesta di Riggio

In alcuni casi tuttavia, a fronte di una grande crescita, gli aeroporti sono andati in passivo. Ecco perché – afferma Riggio – “emerge l’indispensabile necessità che l’Italia si doti di una vera autorità indipendente nel settore dei trasporti”, come prevedono le direttive comunitarie. Il Presidente dell’Enac a questo proposito concorda con il Presidente dell’Antitrust Catricalà, che aveva suggerito di creare all’interno dell’Autorità una sezione dedicata alle tariffe dei trasporti.

Rallentamento a febbraio per il traffico aereo

Traffico aereo in calo a febbraio secondo lo Iata

A febbraio il traffico passeggeri ha riportato un aumento del 6 per cento mentre quello cargo del 2,3 per cento rispetto allo stesso mese del 2010. Un aumento decisamente più basso rispetto a quello riportato a gennaio, quando passeggeri e cargo erano cresciuti rispettivamente dell’8,4 e dell’8,7 per cento. La difficile situazione politica in Medio Oriente e Nord Africa a febbraio ha infatti portato ad un taglio del traffico internazionale di circa l’1 per cento. Inoltre il drammatico calo del trasporto merci è dovuto al Capodanno cinese, che quest’anno è caduto nella prima metà del 2011. «Un’altra serie di difficoltà stanno intaccando la ripresa dell’industria. Dopo che i disordini dalla Tunisia e dall’Egitto si sono diffusi in tutto il Medio Oriente e il Nord Africa, la crescita della domanda nella regione ha fatto un passo indietro. Il tragico terremoto e lo tsunami in Giappone porteranno sicuramente ad un ulteriore rallentamento della domanda a marzo. I fondamenti dell’industria sono buoni ma circostanze straordinarie hanno reso il primo trimestre del 2011 molto difficile», ha commentato Giovanni Bisignani, direttore generale e ceo della Iata. Febbraio ha segnato anche un calo del load factor sia cargo che passeggeri, segnando rispettivamente per i settori la perdita di 4 e di 2,2 punti percentuali.

Lo Iata abbassa le stime per il 2011

Lo Iata dimezza le stime per il 2011

La Iata ha abbassato le stime per i profitti del 2011 a 8,6 miliardi di dollari, dai 9,1 miliardi che aveva predetto a dicembre. Si tratta di un dimezzamento (-46%) rispetto ai 16 miliardi guadagnati dall’industria nel 2010. Su entrate attese per 594 miliardi di dollari, gli 8,6 miliardi significano un margine di profitto dell’1,4 per cento. «La situazione politica in Medio Oriente ha portato il petrolio a salire oltre i 100 dollari a barile, un costo molto più elevato rispetto a dicembre, quando le stime erano state fatte su un costo di 84 dollari a barile. Allo stesso tempo, adesso si prevede che l’economia mondiale crescerà del 3,1 per cento quest’anno, lo 0,5 per cento in più rispetto a quanto predetto tre mesi fa. Ma entrate più forti forniranno solo una parziale compensazione ai costi più elevati. I profitti saranno dimezzati rispetto allo scorso anno e i margini saranno patetici», ha detto Giovanni Bisignani, direttore generale e ceo della Iata.

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