Articoli marcati con tag ‘trasporto merci’

Freight Leader Council, Ricozzi: “Con Sipotra per studiare il mercato del trasporto merci su strada”

Al via la collaborazione tra il Freight Leaders Council e SIPOTRA per la regolazione e semplificazione del mercato del trasporto merci su strada. Anche l’autotrasporto – su indicazione di Clara Ricozzi, membro di SIPOTRA e vicepresidente del FLC – entrerà tra gli argomenti trattati dal gruppo di lavoro per la regolazione dei trasporti istituito da SIPOTRA, la Società Italiana di Politica dei Trasporti (S.i. Po.Tra) composta da professori universitari, dirigenti pubblici, professionisti e manager, accomunati dalla convinzione della centralità del sistema dei trasporti per una crescita sostenibile.

“Ho proposto che il gruppo di lavoro – ha spiegato Clara Ricozzi – intervenga anche nel settore del trasporto stradale delle merci, allo scopo di pervenire ad una maggiore efficienza complessiva delle regole vigenti, attraverso una robusta semplificazione normativa, in grado di consentire agli attori di questo mercato il pieno dispiegarsi della loro professionalità e rendere maggiormente profittevole la loro attività”.

SIPOTRA, guidata da Mario Sebastiani, ha dato vita ad un gruppo di lavoro per la regolazione dei trasporti, con l’obiettivo di affrontare tutte le principali tematiche relative ai diversi mercati di trasporto, anche con riferimento alle esperienze di altri paesi, nel quadro delle  politiche industriali, ambientali e sociali, e formulare proposte su oggetto, modalità della regolazione e organi competenti in materia.

Iata sollecita modernizzazione trasporto-merci

Iata (International Air Transport Association) ha invitato l’industria del trasporto aereo-merci ad accelerare la modernizzazione ed a concentrarsi sulla fornitura di servizi di alta qualità.
La richiesta è stata fatta nel corso dell”11th World Cargo Symposium”, che si è aperto oggi ad Abu Dhabi in un contesto di cauto ottimismo per il settore globale. Dopo diversi anni praticamente nessuna crescita, la domanda del trasporto di merci ha cominciato a salire nella seconda metà del 2016. A gennaio le prestazioni cargo hanno mostrato un aumento del 7% della domanda rispetto all’anno precedente.

Alexandre de Juniac, direttore generale ed amministratore delegato Iata ha concentrato l’attenzione su due aree-chiave per la trasformazione del settore:

Semplici moderni processi elettronici: il settore sta seguendo una procedura di trasformazione digitale, denominata e-freight per oltre un decennio. Un elemento-chiave dell’e-freight è l’adozione sul mercato della e-air waybill (bolla di accompagnamento). L’introduzione globale ha quasi raggiunto il 50% e l’industria del trasporto si prefigge di arrivare al 62% entro la fine dell’anno sulle rotte commerciali abilitate.

Servizi di alta qualità. Il lavoro di Cargo iQ e l’iniziativa StB Cargo stanno aiutando a migliorare gli standard di qualità ed a sostenere le innovazioni basate sui dati per aggiungere valore all’esperienza del cliente.

Partnership sono fondamentali nel guidare alla trasformazione dell’industria. L’ad e dg ha osservato la necessità di affrontare problemi di sicurezza con la spedizione di batterie al litio quale esempio di dove le alleanze sono essenziali. Industria e governo hanno lavorato insieme per mettere in atto regolamenti basati su standard globali in modo che le batterie al litio possano essere spedite in tutta sicurezza.

De Juniac ha identificato ulteriormente tre aree-chiave in cui l’industria ha bisogno del sostegno dei governi per implementare standard globali:

- L’adozione della Convenzione di Montreal del 1999 (MC99) che disciplina la regolamentazione di accettazione della documentazione digitale da parte dei governi è una prerogativa necessaria per l’e-Awb. Fino ad oggi sono 124 i Paesi che hanno applicato MC99. Ma alcuni Stati-chiave in cui il cargo ha un ruolo importante hanno ancora bisogno di salire a bordo (questi includono Thailandia e Vietnam).
- L’adesione di modifiche alla convenzione di Kyoto dell’Organizzazione mondiale delle dogane (World Customs Organization) che semplifica le soluzioni di confine intelligente che riducono complessità e costo.
- La rapida attuazione dell’accordo di facilitazione degli scambi dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto, World Trade Organization) che lo renderà più economico, più veloce e più facile.

Il barometro del traporto TimoCom

Nel 4° trimestre il Barometro dei trasporti TimoCom ha riportato un rapporto carichi/mezzi di 53:47. Questo è stato un risultato davvero sensazionale, poiché TimoCom ha registrato per la prima volta, nell’ultimo trimestre, un surplus di carichi! Una cosa è certa: nonostante le temperature rigide, il mercato europeo dei trasporti non si è congelato.

Il 3° trimestre si era chiuso con una quota di carichi del 61 %, la più alta del trimestre e dell’intero anno. E, anche se, nei mesi successivi non si è più registrata una quota di carichi così elevata, questa ha continuato a essere la più alta di sempre. In tutti e tre i mesi, infatti, è stata raggiunta la soglia del 50 %, mantenendo così il livello del trimestre precedente, il migliore del 2016.

Tre mesi di surplus di carichi nel 4° trimestre

Il portavoce di TimoCom Marcel Frings, nel terzo rapporto trimestrale sul Barometro dei trasporti del 2016 aveva previsto un autunno d’oro. Le cifre attuali dimostrano che le sue previsioni erano giuste. Nell’ottobre 2016, infatti, è stato registrato il 59 % di carichi in rapporto al 41 % di mezzi di trasporto.

Restava solo da vedere, se nel mese di novembre, sulla base dell’andamento degli anni precedenti, questi valori avrebbero subito un calo. Inizialmente questo timore si è concretizzato, ma l’autunno eccezionale ha permesso alla percentuale di carichi del mese di novembre 2016 di mantenersi, comunque, al 50 %. Si può notare con particolare interesse che sono ben 12 punti percentuali di carichi in più rispetto al 2014 e al 2015. L’anno scorso i consumatori si sono mossi prima e hanno iniziato provveduto in anticipo agli acquisti di Natale? Probabile. Anche nel mese di dicembre, però, si è continuato a consumare in grande quantità.

Se il mese di novembre 2016 era stato già ricco di carichi, la percentuale di carichi è aumentata ulteriormente a dicembre, raggiungendo il 51 %. Marcel Frings illustra quali sono i motivi alla base di un quarto trimestre del 2016 così vigoroso: “L’anno è terminato senza neve e questo ha garantito il trasporto di carichi senza problemi meteorologici. Inoltre, la cadenza delle festività in coincidenza dei fine settimana ha favorito la produzione e il commercio, senza così pregiudicare i processi lavorativi in corso.

Previsioni positive per il 2017

In complesso, il 2016 è stato un anno ricco di carichi, nonostante l’inizio piuttosto tranquillo. A partire dall’inizio della primavera, in ogni trimestre si è registrato un surplus dei carichi rispetto ai mezzi. Nel computo finale, il 2016 presenta un rapporto carichi/mezzi di 48:52, che è più vicino all’ottimo risultato del 2015 (46:54).

Cos’ha in serbo, però, il nuovo anno per l’economia e la logistica? Marcel Frings è assolutamente ottimista: “Secondo diverse previsioni, anche il 2017 sarà un anno di crescita. Ci sono, però, dei rischi come le elezioni nei Paesi Bassi, in Francia e in Germania, nonché gli sviluppi politici generali. Non si può fare altro che attendere e vedere se questi eventi avranno delle ripercussioni decisive sull’economia”.

Dal 2010 al 2015 in Italia 40.000 mezzi per il trasporto merci in meno in circolazione

Dal 2010 al 2015 il parco di mezzi che circolano in Italia per il trasporto di merci e persone è diminuito. In particolare il numero di mezzi pesanti per il trasporto di merci (autocarri, rimorchi, semirimorchi, trattori e motrici stradali) è passato da 4.390.437 a 4.350.173, con una diminuzione di 40.264 unità (-0,9%). Sempre dal 2010 al 2015 il numero di autobus in circolazione è passato da 99.895 a 97.991, con un calo di 1.904 unità, ovvero l’1,9% in meno. Questi dati, che emergono da una elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Aci, segnalano che negli ultimi anni il numero di veicoli che sono usciti dal parco circolante è stato maggiore del numero di nuove immatricolazioni. Questa situazione trae origine dalla crisi economica che ha colpito il nostro Paese dal 2007. Da questa situazione, però, l’Italia ha già iniziato ad uscire, come testimonia anche il fatto che i dati sulle immatricolazioni di nuovi mezzi per il trasporto di merci e persone negli ultimi mesi sono particolarmente positivi. Proprio grazie a questi dati molto positivi si può dire che è già in atto una ripresa della crescita del parco circolante di autobus e mezzi per il trasporto di merci, il segnale di una inversione di tendenza che sta portando all’ingresso nel parco circolante di nuovi automezzi con dispositivi di sicurezza di gran lunga più efficaci e con livelli di emissioni di sostanze nocive molto minori rispetto ai vecchi mezzi. In attesa, però, che tale tendenza si consolidi pienamente, resta il problema di come agire per diminuire le emissioni dei mezzi che sono attualmente in circolazione e per aumentare, al contempo, la sicurezza sulla strada, anche in virtù del fatto che l’età media dei mezzi in circolazione in Italia è piuttosto elevata.Gli obiettivi di diminuire le emissioni ed aumentare la sicurezza stradale – commenta Alessandro De Martino, Amministratore delegato di Continental Italia – sono al centro dell’azione anche di Continental, che da un lato è protagonista dell’evoluzione tecnologica nel settore automotive, dal momento che sviluppa tecnologie sempre più evolute per rendere più sicuri e meno inquinanti i trasporti su strada, e dall’altro lato mette a disposizione delle aziende di trasporto una gamma completa di prodotti e servizi che già oggi possono contribuire a rendere più efficiente la gestione dei mezzi, con conseguenze positive anche sulla sicurezza della circolazione e sulle emissioni di sostanze nocive”. Per ottenere questi importanti risultati Continental offre alle flotte di autobus e di mezzi di trasporto merci ContiPressureCheck, un sistema per il monitoraggio della pressione degli pneumatici (TPMS, Tyre Pressure Monitoring System) che previene efficacemente il consumo eccessivo di carburante e i danni dovuti a pressione insufficiente aumentando la vita utile del pneumatico. Ciò si traduce direttamente in risparmio di carburante, minori emissioni di CO2, minore spesa e, non da ultimo, maggior sicurezza.
Tornando ai dati sull’evoluzione del parco circolante di autobus e mezzi per il trasporto merci dal 2010 al 2015, le elaborazioni del Centro Ricerche Continental Autocarro forniscono anche un prospetto della situazione a livello regionale. Ne emerge che nel comparto degli autobus vi sono alcune regioni in cui, in controtendenza rispetto al calo registrato a livello nazionale, il parco circolante è cresciuto. In particolare si distinguono: Puglia (+13,4%), Molise (+9,7%), Lazio (+4,6%), Campania (+1,1%), Trentino Alto Adige (+1%) e Calabria (+0,4%). Nel comparto dei mezzi per il trasporto merci le regioni che fanno registrare un aumento del parco circolante, in controtendenza rispetto all’andamento nazionale, sono Trentino Alto Adige (+27,5%), Valle D’Aosta (+5,9%) e Molise (+0,6%).

Convegno Trasporto merci e Tunnel di Base del Brennero ANITA: un’occasione per il trasferimento modale

Si è svolto nei giorni scorsi a Bolzano il convegno intitolato “Trasporto merci e Tunnel del Brennero: Tunnel di Base del Brennero, quali opportunità per il trasferimento merci dalla gomma al ferro?”, organizzato da Assoimprenditori Alto Adige e dedicato ai possibili scenari di sviluppo del trasporto intermodale in previsione dell’apertura della galleria di base del Brennero.

La prima parte dei lavori ha visto la partecipazione di Di Bella e Marini (BBT SE), Miceli (Trenitalia Cargo), Strisciuglio (RFI) e Schmittner (RTC), oltre alla partecipazione del Presidente di ANITA, Thomas Baumgartner, Associazione che insieme ad Assoimprenditori ha dato il via alle riflessioni circa le potenzialità ed opportunità offerte da questa grande opera, strategica per il futuro del trasporto merci.

“Quella che sarà la galleria ferroviaria più lunga al mondo con i suoi 64 km, situata sul corridoio 1 delle reti Ten-T che va da Berlino a Palermo, porterà grandi cambiamenti per il trasporto delle merci favorendo il trasferimento modale dalla gomma al ferro” ha dichiarato Baumgartner nel suo intervento, arricchito da una analisi dei flussi di traffico attraverso il confine con l’Austria, che ha messo in evidenza i vantaggi del trasporto intermodale non accompagnato rispetto a quello ferroviario tradizionale o all’intermodale accompagnato.

La linea ferroviaria sarà essenzialmente pianeggiante, avrà una pendenza media pari al 5% e permetterà un trasporto più rapido di merci ma anche l’aumento dei relativi carichi. La lunghezza dei treni potrà essere aumentata da 550 a 750 m con peso complessivo di 2.000 ton usando soltanto una locomotiva e non più tre come avviene attualmente.

“Ciò parificherà la capacità della linea a quelle del resto d’Europa con un significativo aumento della produttività pari al 30% e rappresenterà una occasione unica per lo sviluppo dell’intermodalità” ha dichiarato Baumgartner aggiungendo che “se la politica non sarà in grado di completare il processo di liberalizzazione del settore ferroviario con la completa separazione dell’infrastuttura dai gestori ferroviari garantendo contemporaneamente maggiore competitivtà e pluralità di offerta dei servizi, si rischia che i vantaggi di produttività non si trasformeranno in migliori tariffe per il trasporto intermodale ferroviario e con il conseguente mancato passaggio delle merci dalla gomma alla ferro”.

Nella seconda parte dei lavori, durante la tavola rotonda, l’attenzione si è concentrata sulla collocazione ottimane dei terminali ferroviari e, in tal senso, prezioso è stato l’intervento di Bernhard Kunz, Managing Director di Hupac, socio aggregato di ANITA, il quale ha portato la testimonianza svizzera del Nuovo Gottardo, ormai prossimo all’apertura. Inoltre, dallo stesso intervento, è emerso che occorre valutare attentamente la possibilità di pianificare e predisporre un eventuale terminale ferroviario in Alto Adige dove sussistono le capacità di traffico in arrivo/partenza.

2015: in crescita (+11,3%) le immatricolazioni di veicoli per il trasporto merci

Nel 2015 in Italia le immatricolazioni di veicoli per il trasporto di merci sono aumentate dell’11,3% rispetto al 2014. Sono cresciute sia le immatricolazioni di veicoli per il trasporto merci con PTT (peso totale a terra) fino a 16 tonnellate (+10,7%) sia quelle di veicoli per il trasporto merci con PTT superiore a 16 tonnellate (+17,1%) Questi dati derivano da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati Aci. “L’aumento registrato nel 2015 – commenta Alessandro De Martino, Amministratore delegato di Continental Italia – fotografa efficacemente il momento congiunturale che il settore dei trasporti su strada sta attraversando. Dopo una crisi prolungata, molte aziende di autotrasporto si sono trovate nella condizione di non poter più rimandare la sostituzione dei loro mezzi più vecchi e inquinanti. Allo stesso tempo l’inizio della ripresa economica ha contribuito a far aumentare gli scambi di merci e con essi i trasporti. Questi due fattori hanno spinto le aziende di trasporto ad accelerare il ricambio dei mezzi per poter affrontare le sfide che attendono l’economia nel futuro prossimo con una flotta di veicoli più giovani, più sicuri e più efficienti. E questa è una buona notizia!”.

Mazzoncini: “in Borsa quando saremo pronti”

Trasporto pubblico locale, settore merci, crescita. Sono questi i prossimi obiettivi del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane illustrati oggi nel corso di una conferenza stampa dal neo amministratore delegato e direttore generale Renato Mazzoncini.

Nell’incontro con i giornalisti, svoltosi nella sede FS di Villa Patrizi, il top manager ha da subito espresso la necessità di esportare la cultura delle Frecce, in particolare l’attenzione al cliente, verso nuovi settori che accompagneranno le Ferrovie al traguardo della quotazione in Borsa, che va considerata un mezzo per rendere ancor più robusto il Gruppo.

Quotazione in borsa

“Da diverso tempo sento parlare di privatizzazione – ha detto Mazzoncini – come se lo scopo del governo fosse fare cassa. Be’, questo è esattamente l’argomento che vorrei smontare oggi”, ha precisato l’ad e direttore generale. “Qualunque gruppo industriale in grado di reggere la quotazione deve essere davvero forte, perché la Borsa è uno stimolo importante, ma non perdona. Se, una volta quotati, producessimo disservizi, avremmo alle costole, oltre al Governo, anche i cittadini a cui avremmo fatto perdere soldi.

Per questo – ha detto – occorre solidità per una sfida di questo tipo, e a questo stiamo lavorando. Bisogna andare di fretta, sto studiando i dossier. L’appuntamento con Piazza Affari avverrà solo quando il Gruppo FS sarà pronto, ma per questo siamo già a buon punto. Il lavoro fatto fin qui è stato molto importante, e per il futuro siamo impegnati a guardare a un business sempre più oltre confine. Per il progetto di quotazione del 40% di FS – ha proseguito Mazzoncini – non c’è dunque il termine perentorio di fine 2016, perché non vogliamo darci scadenze. L’azionista vuole un’operazione di successo, e ci chiede di farlo quando saremo pronti.

Questo è l’obiettivo concordato con il ministero del Tesoro. Certo non escludiamo la quotazione nel 2016, è una sfida possibile – ha detto Mazzoncini – ma la quotazione – ha ribadito – non è il fine del nostro lavoro, bensì il mezzo. D’altra parte – ha detto – il DPCM non fissa la quotazione al 2016, e nel Def non mi risulta ci siano introiti legati alla quotazione del Gruppo. Il provvedimento – ha aggiunto – non ci dà assolutamente delle scadenze da mantenere, né queste scadenze le abbiamo concordate coi ministeri”.

Un quadro regolatorio chiaro

“Il mio obiettivo è quello di valorizzare il Gruppo FS Italiane. Ogni Spa ha il compito di svolgere bene il proprio compito, qualunque esso sia, e di produrre per gli azionisti dei buoni risultati anche economici. Una quota considerevole del fatturato del Gruppo proviene dai così detti servizi universali, siamo quindi nell’ambito di un mercato regolato. Su questo è assolutamente necessario, per poter procedere alla redazione di un piano industriale credibile e adeguato per i prossimi anni, che si stabilizzi un quadro regolatorio costituito fondamentalmente da una legge di riforma del trasporto pubblico locale”.

TPL, settore merci, crescita

“Trasporto pubblico locale e merci sono i due filoni su cui investiremo maggiormente. Gran parte dei cittadini viaggia in TPL, è quindi chiaro che nei confronti dei cittadini è quello l’elemento più importante su cui dovremo concentrare gli sforzi. Le Frecce – ha ricordato Mazzoncini –  hanno indubbiamente cambiato la storia del Paese degli ultimi anni, ma per cambiare la vita di chi di chi si muove con i mezzi pubblici occorre ripensare questo importante settore, trasferendo in esso la stessa sensibilità che abbiamo avuto per l’alta velocità.

In questo contesto il trasporto pubblico metropolitano giocherà un ruolo fondamentale nel rapporto tra ferro e gomma. Nel piano industriale stiamo provvedendo una crescita del trasporto locale su gomma, dal momento che si tratta di un mercato enorme di cui abbiamo una quota molto piccola.

L’obiettivo sarà quello di fare concorrenza a servizi come Uber o Bla Bla Car. Altre sfide importanti sono quelle del trasporto merci, dove abbiamo perso importanti quote di mercato in favore della gomma, e della crescita, dove abbiamo chances se saremo capaci di investire in mercati sempre più internazionali. Dovremo quindi fare in modo che in Europa vedremo passare i convogli di Trenitalia”.

Grandi stazioni e nuove nomine

Il numero uno di Ferrovie ha quindi espresso la sua soddisfazione per la manifestazione di interesse per Grandi Stazioni, che “sta andando oltre le nostre aspettative”, e ha precisato che “il gestore della rete deve rimanere assolutamente integrato nel Gruppo”.

Riguardo alle nomine delle altre società controllate, infine, l’ad e direttore generale ha concluso dicendo che “i vertici saranno nominati molto presto. Si tratta di aziende importanti che non possono rimanere senza un board.

Nel momento in cui abbiamo fatto il record di velocità, con i 390 chilometri orari, non possiamo permetterci di perdere tempo”.

A Bologna il trasporto merci sarà elettrico

Da settembre il trasporto delle merci dal Caab al Mercato delle Erbe, in centro a Bologna, sarà a inquinamento zero. Pur trattandosi ancora di un esperimento, è comunque una delle prime applicazioni pratiche del progetto ‘City Logistic’ del Centro Agroalimentare per lo spostamento su mezzi elettrici nell’area metropolitana. In servizio saranno quattro veicoli elettrici, che utilizzeranno l’energia pulita prodotta dal megaimpianto fotovoltaico costruito sul tetto del Caab, tra i più grandi d’Europa con 43.750 pannelli solari e una superficie di circa 100.000 metri quadri.

”In fondo è un’idea semplice: abbiamo un surplus di energia e cerchiamo di usarlo in modo sostenibile”, ha sottolineato il presidente del Caab Andrea Segrè che punta alle potenzialità dell’impianto (che ha una produzione energetica di 11.350.000 kWh all’anno) anche in vista della costruzione di Fico, il parco tematico dedicato all’alimentare. I quattro furgoni elettrici glass van andranno a sostituire altrettanti veicoli a gasolio, ma l’obiettivo è più ambizioso: ”Puntiamo anche a un uso più razionale del trasporto merci, facendo massa critica tra i commercianti per risparmiare su viaggi e energia”, ha spiegato l’assessore alla mobilità Andrea Colombo. Sempre a settembre partirà un ulteriore progetto dedicato alle bici elettriche: prototipi di nuova concezione saranno disponibili grazie a veri e propri ‘distributori’ di batterie, per realizzare il concetto dello ‘swap&go’: ovvero la modalità di scambio veloce delle batterie che consente una maggiore autonomia d’uso dei mezzi e un utilizzo per immaganizzare l’energia quando viene prodotta. Entrambi i progetti nascono da una collaborazione pubblico-privata nata grazie al Piano Strategico Metropolitano: oltre al Caab e al Comune, son coinvolte Unendo Energia, Technovo, Ferst, il dipartimento di Chimica dell’Università, Proteco, Mecaprom e Logital, insieme al coinvolgimento della locale Comunità solare che punta a implementare le nuove tecnologie nelle infrastrutture cittadine.

Il trasporto ferroviario europeo al 2050: SPIDERPLUS ne disegnerà la visione

Si è tenuto nei giorni scorsi presso l’Interporto di Bologna l’incontro di lavoro per il progetto SPIDER PLUS (Sustainable Plan for Integrated Development through the European Rail network – Projecting Logistics & mobility for Urban Spatial design evolution), cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma quadro FP7.
Al meeting hanno preso parte i rappresentanti di tutte le società coinvolte nel progetto, con lo scopo di elaborare, condividere e commentare i primi risultati prodotti dallo stesso.
SPIDER PLUS, di cui il Consorzio IB Innovation (spin-off di Interporto Bologna SpA) è partner attivo, ha l’ambizioso obiettivo di disegnare, attraverso una metodologia di studio puntuale e collaborativa, la visione della mobilità europea per passeggeri e merci al 2050, sulla base degli indirizzi della Commissione Europea e delle legislazioni nazionali che li recepiscono.
Tale mobilità dovrà essere imperniata sul trasporto ferroviario, in particolare per le corte e medie distanze, potendo contare sulla fluidità infrastrutturale e operativa del sistema ferroviario e su una gestione dello stesso fortemente informatizzata.
Gli esiti di progetto costituiranno un supporto per la redazione di documenti di indirizzo da parte della Commissione Europea che già ritiene la modalità ferroviaria un elemento fondamentale nella strategia di sviluppo complessivo del sistema di trasporto comunitario.
Maggiori informazioni sono reperibili consultando il sito del progetto http://spiderplus-project.eu/.

Negli ultimi mesi il traffico con Germania e Francia all’interno di Teleroute è aumentato mediamente del 20%

Teleroute, azienda leader nella fornitura di servizi online per il trasporto e la logistica, ha confermato un aumento del 20% del traffico della sua borsa carichi. Questa crescita è dovuta principalmente allo sviluppo di varie campagne e, negli ultimi mesi, allo sviluppo di un portafoglio clienti soprattutto in Germania, Francia e Italia. Perciò le tratte che mettono in comunicazione questi tre paesi, oltre al traffico nazionale degli stessi, si sono sviluppate e si sono aggiunti anche nuovi collaboratori che si sono incontrati attraverso la borsa: un modo più facile, rapido e sicuro per portare avanti le operazioni.

Il traffico di Teleroute si caratterizza per l’offerta alle aziende di tratte disponibili su tutti i percorsi europei, con carichi reali e distinti.  Per questo gli utenti di Teleroute hanno rilevato negli ultimi mesi un aumento medio del traffico Import-Export con Germania e Francia del 23% e di cabotaggio del 17% nelle tratte nazionali (Germania-Germania e Francia-Francia). Inoltre, le nuove aziende di trasporto che negli ultimi mesi si sono unite a Teleroute in questi paesi hanno capito come aumentare la redditività delle proprie operazioni, riducendo anche il tempo di esecuzione delle operazioni.

Luis Griffo, Direttore Generale di Teleroute per l’Europa del Sud ha affermato che “Teleroute offre ai suoi utenti in diversi paesi soluzioni sia sulle tratte di Import-Export sia sulle tratte nazionali. Ciò ci rende uno strumento efficace per rendere redditizie le operazioni grazie a un importante risparmio di costi e di tempo nel lavoro quotidiano. Inoltre la qualità dei carichi che dipende da aziende accreditate che fanno parte di Teleroute costituisce un elemento fondamentale per i nostri clienti. Le aziende clienti di Teleroute trovano i percorsi di cui hanno bisogno riuscendo a ottimizzare i costi.”

L’aumento dei carichi si riflette anche nel numero di camion negoziati grazie alla nuova Borsa Camion lanciata alcuni mesi fa. Questa funzionalità consente di inserire i camion in modo facile e corretto e in pochi clic. La facilità e l’immediatezza consentono alle imprese di concludere accordi e di trovare al tempo stesso soluzioni per le necessità operative quotidiane su queste tratte importanti.

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