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In cinque anni (2012-2016) gli autocarri a metano in circolazione sono cresciuti del 29,2%

Dal 2012 al 2016 il parco circolante di autocarri a metano per il trasporto merci in Italia è cresciuto del 29,2%, passando da 66.088 a 85.381 unità. Nello stesso periodo il parco circolante di autocarri per il trasporto merci in generale è aumentato solo dello 0,74%. Questi dati, elaborati dall’Osservatorio Federmetano, testimoniano come nel corso degli ultimi anni l’interesse degli utenti nei confronti degli autocarri a metano per il trasporto merci sia molto cresciuto, andando anche a occupare una fetta di mercato che finora era stata appannaggio delle alimentazioni tradizionali.
Di autocarri a metano si parlerà ad Autopromotec (manifestazione biennale dedicata all’aftermarket automobilistico che si svolgerà a Bologna dal 24 al 28 maggio), in un convegno previsto per venerdì 26 maggio dalle 10:00 alle 13.00. Questo convegno, organizzato da Federmetano ed Autopromotec, vuole essere l’occasione in cui tutti i protagonisti di questo mercato (aziende di autotrasporto, associazioni di categoria, case produttrici di autocarri, società energetiche, ecc.) si possano ritrovare e discutere di quali siano le condizioni ed i provvedimenti da mettere in atto perché la crescita riscontrata negli ultimi anni possa continuare in maniera ancora più vigorosa apportando benefici concreti all’intero settore dell’autotrasporto.
A cosa è dovuto il rinnovato interesse degli utenti nei confronti degli autocarri a metano per trasporto merci? La cause sono diverse. In primo luogo, vi è sicuramente la convenienza economica garantita dai veicoli alimentati a metano. Una recente elaborazione dell’Osservatorio Federmetano ha permesso di quantificare il risparmio che è possibile ottenere grazie all’uso di un autocarro pesante a metano (invece di uno diesel) in 5.000 euro all’anno su una percorrenza di 100.000 km. E’ importante specificare che in questo caso si sta parlando di metano compresso (CNG) e non di metano liquido (LNG).
Al risparmio economico, il metano abbina un altro importante vantaggio, e cioè la diminuzione delle emissioni di sostanze nocive nell’ambiente. A questo proposito sono da citare alcuni interessanti dati emersi dalle esperienze di aziende di trasporto italiane che hanno in uso autocarri pesanti a metano, come ad esempio HAVI. La riduzione delle emissioni di CO2 possibile con l’uso di autocarri pesanti a metano gassoso (CNG), rispetto a quelli diesel convenzionali, è di circa il 16%, a fronte di un tempo medio di rifornimento che si aggira intorno ai 15 minuti (e quindi perfettamente comparabile al tempo necessario per fare rifornimento agli autocarri diesel) e ad un’autonomia che raggiunge i 520 km. Questi dati già positivi possono essere ancora migliorati nel caso in cui si usi un autocarro alimentato a metano liquido (LNG), soprattutto per ciò che riguarda la percorrenza chilometrica. In Italia ci sono già aziende di trasporto che usano autocarri alimentati a metano liquido, come LC3 Trasporti (prima azienda italiana ad aver utilizzato questi mezzi), che oggi dispone di 70 mezzi a LNG e che si è posta l’obbiettivo di arrivare a quota 70% di mezzi a LNG sul totale della flotta. “Oggi – sottolinea la presidente di Federmetano Licia Balboni – la rete di distributori di CNG presenti in Italia, che conta più di 1.100 punti sull’intero territorio nazionale, è perfettamente in grado di supportare le attività delle aziende di trasporto, come dimostrano le esperienze delle società che sono già passate ad utilizzare autocarri a metano traendone importanti vantaggi economici e riducendo drasticamente le loro emissioni. Per ciò che riguarda i distributori di metano liquido (LNG) il recente decreto legislativo num. 257 del 16 dicembre scorso, che recepisce la direttiva europea Dafi, fissa gli obiettivi obbligatori in tema di distributori di metano (CNG e LNG) per poter al più presto disporre di una rete di rifornimento che consenta la circolazione sull’intero territorio di mezzi alimentati a metano liquido.

CO2 da benzina e gasolio: ad ottobre calo del 4,5%

Le emissioni di CO2, derivate dall’uso di benzina e gasolio per autotrazione, a ottobre sono diminuite di 377.645 tonnellate rispetto allo stesso mese del 2015. In termini percentuali il calo è stato del 4,5%. Nel primi dieci mesi del 2016 il bilancio delle emissioni di CO2 derivate da benzina e gasolio vede un saldo negativo, con una diminuzione di quasi 700.000 tonnellate (680.228, per la precisione), che corrispondono allo 0,8% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Questi dati provengo da un’elaborazione del Centro Ricerche Continental Autocarro su dati del Ministero dello Sviluppo Economico.
Secondo i dati diffusi dal Centro Ricerche Continental Autocarro sia le emissioni di CO2 provenienti da benzina sia quelle da gasolio sono diminuite da gennaio ad ottobre. Le prime, però, sono calate molto di più (-542.640 tonnellate) rispetto alle seconde (-137.588 tonnellate).

I NEV (veicoli elettrici di prossimità), la nuova mobilità urbana di persone e merci

I NEV sono sinonimo di praticità, robustezza, zero emissioni ed economicità di gestione e manutenzione. Sono adattati a districarsi con agilità e sicurezza nei centri urbani (su strade strette e trafficate) o in aree private (complessi industriali, alberghi, università, parchi divertimento, resort etc); grazie alla loro flessibilità e personalizzazione sono ideali per i servizi di igiene urbana (dallo spazzamento manuale, allo svuotamento dei cestini, la raccolta rifiuti, la manutenzione del verde e i servizi cimiteriali), ma anche per i servizi di consegna merci e logistica dell’ultimo miglio o semplicemente per spostarsi in città  (come con il nuovo GEM e2, il veicolo elettrico con il più elevato comfort nella gamma). Hanno un’autonomia che arriva fino a 200 km (è il caso del Goupil G5 Lithium – il veicolo elettrico commerciale versatile), una capacità di carico fino a 1.226 kg (come il Goupil G4, l’innovativo veicolo elettrico da lavoro ora disponibile anche con batterie al litio), una capacità di traino fino a 3.000 kg (è il caso del Goupil G1, il veicolo ideale per l’industria e lo stoccaggio delle merci) e una velocità massima di 50 km/h.

Exelentia (società leader nazionale per la mobilità di prossimità a zero emissioni e i servizi ai Comuni, alle municipalizzate e alle aziende, già membro dell’Associazione europea NEV MOBILITY EUROPE – www.nevmobility.eu -, vanta un’esperienza quasi decennale proprio nel settore dei NEV – Neighborhood Electric Vehicles), ha presentato in anteprima italiana assoluta a Ecomondo il nuovo Goupil G4, il veicolo elettrico per i servizi di igiene urbana, oltre che i modelli 2017 dei marchi Goupil e GEM (Goupil G5 Lithium, Goupil G1 e GEM e2).

Il nuovo GOUPIL G4 è l’innovativo veicolo a zero emissioni disponibile anche con batterie al litio. Fino a 135 km di autonomia, una capacità di carico fino a 1.226 kg (unica nel settore) e una velocità massima di 50 Km/h. Ideale per i servizi di igiene urbana (dallo spazzamento manuale, allo svuotamento dei cestini, la raccolta rifiuti, la manutenzione del verde e i servizi cimiteriali), per la manutenzione degli edifici e i servizi di consegna, è disponibile con diversi allestimenti, tra i quali il cassone fisso o ribaltabile (che può ospitare fino a 2 euro-pallet); la vasca per la raccolta rifiuti, che può anche essere abbinata ad un’idropulitrice ad alta pressione oppure ad un armadio di rassettamento. Le vasche, inoltre, sono dotabili di alza e volta bidoni.

Ad Ecomondo è stato esposto anche il GOUPIL G5 Lithium, il veicolo commerciale versatile, disponibile con batterie al piombo o al litio, un’autonomia fino a 200 km, una velocità massima di 50 km/h, una larghezza massima di 150 cm e una capacità di carico fino a 1.000 kg.Il GOUPIL G5 al litio, omologato come autocarro, è realizzato per gli impieghi più esigenti. La versione con il pianale ribaltabile e i rialzi grigliati amovibili per il carico in altezza offre un’impareggiabile versatilità e modularità di carico. È ideale per la raccolta e il trasporto dei bidoni, la consegna di materiali da costruzione e il trasporto di attrezzature. E’ anche possibile equipaggiare il GOUPIL G5 con il kit di irrigazione/idropulitrice con serbatoio da 500 litri oppure con una serie di kit specifici (acqua calda ad alta pressione, vaporizzatori per prodotti diserbanti, …). Anche in questo caso (come nel G4) le vasche sono dotabili di alza e volta bidoni.

Il veicolo perfetto per l’industria, i siti di stoccaggio delle merci, le strutture ricettive, i resort, parchi, zoo, università e agriturismi è, invece, il GOUPIL G1. Fino a 1.100 kg di carico utile (e con una capacità di traino di 3.000 kg), è il mezzo adatto per chi ha necessità di lavorare con carichi pesanti e movimentare con i carrelli roulotte, imbarcazioni o qualsiasi attrezzatura specifica. Convertibile facilmente da 2 a 4 posti, è compatto, manovrabile (con raggio di sterzata di 3,20 mt), efficiente e silenzioso. Apprezzato per la potenza e l’affidabilità, è in grado di muoversi con agilità negli spazi ridotti di industrie e magazzini di stoccaggio merci.

Infine il veicolo elettrico con il più elevato comfort nella gamma è rappresentato dal GEM e2: spazioso, comodo e omologato anche per la circolazione stradale, ha contenuti costi di funzionamento (2€ per 100 km). Grazie agli sportelli rigidi permette di viaggiare in sicurezza e protetti dalle intemperie. L’accesso all’abitacolo è molto confortevole e spazioso grazie all’ergonomicità della cabina e la regolazione dei sedili migliora la sicurezza e la comodità dei passeggeri. Il look moderno e sfizioso ne fa un mezzo versatile e adatto anche per gli spostamenti quotidiani nelle smart cities.

Cop 22 – Scania in prima linea per un trasporto sostenibile

Ora più che mai il bisogno di soluzioni sostenibili è una priorità e gli Stati e le città hanno rinnovato il loro impegno nel limitare le emissioni. L’aumento della popolazione, l’incremento dell’urbanizzazione e la costante crescita economica arrecheranno necessariamente una continua domanda di mobilità. Questa crescita deve essere gestita riducendo di pari passo le emissioni, la dipendenza dal combustibile fossile e l’impronta di carbonio.

“Noi di Scania siamo convinti che esistano delle strade percorribili alla nostra portata e che possiamo aiutare su scala globale a costruire un sistema di trasporto sostenibile”, ha affermato Henrik Henriksson, Presidente e CEO di Scania. “Questo richiede un allineamento ai principi della visione ampia ed olistica di Scania, e la buona notizia è che i mezzi per farlo sono ampiamente disponibili. Quello che dobbiamo fare è concentrarci sull’utilizzo di carburanti alternativi, sull’elettrificazione e sui sistemi di trasporto intelligente. E dobbiamo concentrarci su tutte queste aree contemporaneamente, visto che l’una è di supporto all’altra”.

Riduzione delle emissioni di anidride carbonica

Se non controllate, le emissioni di anidride carbonica continueranno a salire, e questo avverrà nonostante l’incremento dell’efficienza energetica. Per questa ragione, l’obiettivo di decarbonizzazione dell’UE per il 2030 si concretizza in un taglio del 40% delle emissioni dei gas serra rispetto ai livelli del 1990 e nel raggiungimento di una quota di energie rinnovabili di minimo il 27% sul consumo energetico totale. Per il 2050, l’obiettivo è quello di ridurre le emissioni dell’85/90%.

Gli Stati devono ora passare urgentemente all’azione e stabilire un piano operazionale che affronti il problema del cambiamento climatico in linea con il loro impegno preso con l’Accordo di Parigi. Scania è convinta che raggiungere questi obiettivi nel settore del trasporto non solo sia possibile, ma possa anche avvenire in fretta grazie a strategie di trasporto intelligente che comprendono l’ottimizzazione dei carichi, la pianificazione delle rotte e una maggior intermodalità fra i sistemi di trasporto. L’incremento dell’utilizzo di biocarburanti rinnovabili accelererà ulteriormente questa trasformazione e, con la graduale introduzione di veicoli elettrici, il settore del trasporto europeo potrebbe fare a meno dei combustibili fossili entro la fine del 2050.

“Non c’è assolutamente tempo da perdere e noi stiamo già lavorando con aziende di trasporto all’avanguardia e con i loro fornitori per adottare delle misure di riduzione di carburanti fossili che siano efficienti ed immediate”, ha evidenziato Henriksson.

Brambles pubblica il rapporto Sustainability Review 2016

Brambles, l’azienda globale di soluzioni per la supply-chain, presente in oltre 60 Paesi con marchi premier come CHEP e IFCO, ha pubblicato il resoconto Sustainability Review per il 2016. Si tratta di un esauriente report annuale che riporta gli ultimi aggiornamenti relativi agli Obiettivi per la sostenibilità entro il 2020 di Brambles, incentrati sulle iniziative Better Business, Better Communities, Better Planet e allineati fedelmente agli Obiettivi di sviluppo sostenibili (SDG) delle Nazioni Unite.

Ecco alcuni esempi dei progressi e dei successi conseguiti da Brambles e illustrati nell’edizione 2016 del rapporto Sustainability Review:

  • Better Business – miglioramento delle catene di fornitura in cui opera il gruppo Brambles.

Brambles adotta un modello operativo circolare, specializzandosi nella condivisione e nel riutilizzo delle attrezzature per la movimentazione, che includono oltre 550 milioni tra pallet, casse e contenitori. Secondo i calcoli, nell’anno fiscale 2016 questo modello ha consentito di salvare ben 1,4 milioni di alberi ed eliminare 2,3 milioni di tonnellate per le emissioni di CO2 e 1,3 milioni di tonnellate  per i rifiuti solidi. Brambles ha inoltre collaborato con 177 clienti al fine di eliminare complessivamente 35 milioni di km di viaggi a vuoto nell’ambito del trasporto.

Le società del gruppo Brambles, pluripremiate dal settore per queste ed altre iniziative a tutela dell’ambiente, sono state insignite di vari riconoscimenti, tra cui il prestigioso premio Gold da EcoVadis, lo specialista nell’analisi della sostenibilità dei fornitori, e del  2015 Corporate Responsibility and Sustainability Supplier Award da Coca Cola Enterprises. Sempre nel 2016, Brambles è stata inclusa per il terzo anno consecutivo nel World Dow Jones Sustainability Index (DJSI), classificandosi seconda nella sua categoria settoriale.

  • Better Planet – riduzione dell’impatto ambientale delle attività di Brambles.

Nell’anno fiscale 2016 Brambles ha selezionato fonti certificate per il 97,3% delle proprie forniture totali di legname. Facendo da pioniere nell’upcycling, Brambles ha realizzato mezzi pallet riutilizzabili, realizzati al 100% da materie plastiche miste riciclate. Inoltre, sono stati eliminati gli scarti in plastica e sono stati ridotti i costi per le materie prime, riciclando 27.018 kg di prodotti in plastica danneggiati che sono stati trasformati in nuovi pallet e casse. Per mitigare gli effetti del cambiamento climatico, Brambles ha abbattuto del 6,5% le emissioni di carbonio per unità e garantito fonti rinnovabili per il 15% del suo fabbisogno elettrico. Il Consumer Goods Forum, organizzazione di cui Brambles fa parte, ha incluso l’azienda nel suo dossier dedicato ai progetti più virtuosi, distribuito ai delegati della Conferenza internazionale sul clima (COP21) tenutasi a Parigi nel novembre 2015.

·         Better Communities – sostegno alle comunità in cui Brambles opera.

Ogni anno, tutti i dipendenti di IFCO, CHEP Pallets e CHEP Containers possono usufruire di tre giorni di congedo retribuito da dedicare a opere di volontariato. Nel 2016 queste attività hanno incluso oltre 17.200 ore, con un incremento del 37% rispetto all’anno precedente. I volontari Brambles hanno assistito più di 300 organizzazioni in ambito comunitario, compresi banchi alimentari ed Enactus, un ampio gruppo di studenti, docenti universitari e leader di imprese che fanno leva sull’imprenditorialità per un mondo sempre più sostenibile.

PROGETTO INBLUE, I TIR DEL FUTURO DIVENTANO ECOSOSTENIBILI

Il trasporto merci del futuro sarà all’insegna della sensibilità ambientale. Una flotta di 156 veicoli, il 26% dei quali alimentati a metano liquido (GNL) che diventeranno il 70% (oltre due terzi del totale) entro il 2018, quando in tutto saranno quasi 200. Una riduzione, nel solo 2016, di circa il 10% in termini di emissioni di CO2, pari a quasi 1 milione di kg di biossido di carbonio, che diventeranno 10 milioni nell’arco di due anni con l’adozione dei nuovi veicoli a biometano liquido, e in parallelo una diminuzione nell’esalazione di polveri sottili (PM) da 31 milioni di mg a circa 103 milioni in due anni.

Sono solo alcuni numeri del programma INBLUE, l’esperienza che sta mettendo in atto l’azienda umbra LC3 Trasporti, prima realtà in Italia che, grazie all’utilizzo di veicoli a metano liquido e all’adozione di una serie di pratiche virtuose, si pone oggi come prima azienda sostenibile di trasporto merci su gomma nel nostro paese.

Il progetto è stato presentato venerdì 18 novembre, a Gubbio, in occasione del Convegno dal Titolo “L’utilizzo del Metano e Biometano nel Trasporto Merci su Gomma”, alla presenza di Riccardo Nencini, Viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti e di Giuseppe Chianella, Assessore Infrastrutture, trasporti e Mobilità Urbana della Regione Umbria.

LC3 (acronimo di Logicompany3) ha sede a Gubbio, in Umbria, e nasce ufficialmente nel 2009 su impulso dell’attuale general manager Mario Ambrogi, operando nel settore dell’autotrasporto (anche a temperatura controllata) e nel trasporto container.

Fin dall’inizio l’azienda ha prestato grande attenzione alle problematiche ambientali connesse all’attività dell’autotrasporto, spiega Mario Ambrogi fondatore di LC3, un settore il cui impatto ambientale è ancora oggi altissimo. Si pensi che solo in Italia lo spostamento di merci su gomma è riconosciuto come il massimo responsabile per ciò che concerne le emissioni inquinanti. Dati alla mano, nel 2013 le emissioni complessive del trasporto su strada sono state di quasi 100 Milioni di tonnellate di CO2: di queste il 35% sono attribuibili al trasporto merci stradale, di cui circa la metà al trasporto pesante”.

È evidente quindi, prosegue Michele Ambrogi presidente di LC3, come in questi ultimi anni sia cresciuta la consapevolezza di quanto questo settore possa rappresentare un driver decisivo nelle politiche europee di riduzione delle emissioni di gas serra e degli inquinanti atmosferici”.

La crescita di sensibilità delle aziende committenti verso i cosiddetti business sostenibili, capaci di garantire alti livelli qualitativi di servizio rispettosi dell’ambiente, ha trovato in LC3 l’interlocutore perfetto. L’azienda infatti, tra il 2009 e il 2012, riesce a sviluppare un grande know-how sui temi del green e sviluppa un percorso che pone le basi al progetto B.E.S.T. (Better Environment & Sustainable Transport) che prende corpo agendo su due fronti principali.

Quello della formazione, avviando un percorso di eccellenza dedicato agli autisti su guida sicura e risparmio energetico, a cura di tecnici qualificati e certificati, anche attraverso l’utilizzo del simulatore di guida e agli operatori al traffico per la riduzione dei chilometraggi a vuoto e conseguente efficientamento energetico.

Quello dell’innovazione: qui si rivela decisivo l’incontro con Iveco, grazie al quale il progetto metano liquido inizia a prendere forma; nel 2011 LC3 ottiene il sostegno per la disponibilità di motorizzazioni a LNG che metterà su strada a partire dal 2014: in meno di 2 anni sono oltre 40 i trattori stradali IVECO Stralis 330 CV di proprietà di LC3, con emissioni di CO2 e polveri sottili molto più basse dei trattori dotati di motori diesel Euro VI.

In questa maniera l’azienda, dal 2015, è in grado di fornire ai clienti che hanno condiviso il progetto B.E.S.T., i dati relativi alla riduzione delle emissioni e degli inquinanti relativamente ai km percorsi per loro conto con i veicoli a metano liquido. E non è tutto: nel 2012 l’azienda aveva presentato alla Regione Lombardia il progetto per la realizzazione del primo distributore a metano liquido in Italia. Un progetto che diventerà realtà due anni dopo a Piacenza grazie a ENI.

Dal 2015 LC3 è partner di Corridoio Blu, un progetto che fa capo alla Comunità Europea e che intende promuovere la realizzazione di ricerche, progetti e infrastrutture che favoriscano il ricorso all’uso del gas naturale liquido nel trasporto pesante. Nel 2016 l’azienda umbra è invitata a Parigi a rappresentare l’Italia in qualità di prima azienda di trasporto su gomma con veicoli a metano liquido.

A dicembre 2015 LC3 ha sottoscritto l’appello delle imprese italiane della Green Economy, redatto ed elaborato nell’ambito degli Stati Generali della Green Economy, per un efficace accordo internazionale sul clima alla Conferenza di Parigi 2015 (COP21). Inoltre, negli ultimi dodici mesi, l’azienda ha partecipato in qualità di relatrice a una serie di convegni e seminari in Italia e all’Estero.

Da quest’anno LC3 ha avviato assieme a Michelin Solutions – con la quale è in essere una collaborazione di lunga data – un progetto per testare i pneumatici specifici in base alla tipologia di trasporto. Questi test permettono di rilevare pressione e temperatura di ogni singolo pneumatico in tempo reale. A questo si aggiunge un percorso formativo dedicato agli autisti finalizzato a migliorare lo stile di guida e, conseguentemente, la sicurezza su strada. E sempre da quest’anno i primi veicoli a metano liquido di LC3 hanno cominciato a uscire dai confini nazionali.

Oggi la flotta LC3 è composta di 156 truck, di cui 40 a metano liquido, ai quali si aggiungono i nuovi 30 veicoli a metano liquido 400 CV e può contare su una rete di 8 filiali distribuite lungo tutto il centro-nord Italia in grado di presidiare l’intera rete autostradale del Paese e su un centro logistico all’avanguardia con sede a Piacenza, dotato di terminal container e un deposito a temperatura controllata.

Negli ultimi 5 anni il fatturato è raddoppiato tanto da superare nel 2016 i 40 milioni di euro. Un risultato che si deve agli investimenti che l’azienda ha realizzato tanto sui veicoli quanto sul capitale umano. Si pensi solo al fatto che grazie al progetto LNG i dipendenti sono cresciuti del 25% arrivando a 211 unità (e si prevede un ulteriore aumento del 20% entro due anni).

Il Nuovo Stralis NP di Iveco fa il pieno a Pontedera (Pisa)

Gli Stralis Iveco alimentati a Gas Naturale Liquefatto (LNG) hanno fatto da cornice alla cerimonia
inaugurale della quinta stazione italiana LNG, che si è svolta  a Pontedera (PI), alla presenza di
un folto numero di partecipanti tra clienti, giornalisti e addetti ai lavori, a conferma di quanto sia alto
l’interesse per questa innovativa fonte energetica.
Nel corso della cerimonia sono intervenuti esperti del settore per spiegare i vantaggi del gas naturale
liquefatto, carburante oggi concretamente disponibile anche per i mezzi pesanti, come testimoniato
dall’Iveco Nuovo Stralis NP AS440S40T/P LNG esposto alla cerimonia.
Nel corso del suo intervento, Fabio Pellegrinelli, Gas Business Development Iveco Mercato
Italia, ha richiamato l’attenzione sull’importanza di questa nuova apertura strategica per numerosi
player del settore dotati di basi logistiche adiacenti a Pontedera, e per tutti i trasporti afferenti le
importanti aree portuali di Livorno e La Spezia. Ha proseguito Pellegrinelli: “I Nuovi Stralis NP grazie
alla loro elevata autonomia, rifornendosi a questa nuova stazione Eni, potranno coprire con ancora
maggiore efficacia la rotta di collegamento Nord-Centro-Sud Italia sul versante tirrenico. La nuova
stazione conferma e supporta la crescente domanda di trasporto sostenibile, esigenza oggi
imprescindibile, verso la quale Iveco punta da sempre, e nella quale può vantare un’esperienza di
oltre 20 anni”.
L’attenzione e la ricerca continua di Iveco alle nuove tecnologie hanno permesso al brand di essere
leader europeo nel settore dei combustibili alternativi, anticipando soluzioni che contribuiranno a
ridurre ulteriormente l’impatto ambientale del settore dei trasporti e divenendo il partner ideale per un
trasporto sostenibile, come dichiarato nel pay-off del brand: “Iveco. Il tuo Partner per un trasporto
sostenibile”.

FCA, IVECO e Snam firmano Memorandum of Understanding per lo sviluppo del gas naturale come carburante alternativo ed ecocompatibile

Alfredo Altavilla (Chief Operating Officer di FCA Region EMEA), Pierre Lahutte (Brand President IVECO) e Marco Alverà (Chief Executive Officer di Snam) hanno firmato oggi – alla presenza del Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda e del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio – un Memorandum of Understanding finalizzato a favorire lo sviluppo del gas naturale come carburante per autotrazione, nel più ampio scenario della mobilità sostenibile e delle iniziative per la sua promozione.
Forte di una tecnologia consolidata e all’avanguardia nel mondo, l’Italia è il primo mercato europeo per i consumi di metano per autotrazione, con oltre 1 miliardo di metri cubi consumati nel 2015 e circa 1 milione di veicoli attualmente in circolazione.
L’Italia vanta una filiera industriale del gas naturale nel settore trasporti che rappresenta un’eccellenza tecnologica e ambientale riconosciuta a livello mondiale, potendo inoltre far leva sulla rete di metanodotti più estesa e accessibile d’Europa, lunga oltre 32 mila chilometri.
Secondo i termini del memorandum, FCA, IVECO e Snam collaboreranno attivamente per accelerare l’ulteriore sviluppo del metano per autotrazione (CNG – Compressed Natural Gas), alternativa immediatamente disponibile e più sostenibile rispetto ai carburanti tradizionali, in grado di generare importanti benefici ambientali ed economici per i consumatori, le imprese e la pubblica amministrazione.
FCA persegue tra le sue linee strategiche lo sviluppo delle motorizzazioni a carburanti alternativi: è leader nel campo delle tecnologie CNG, nel recente passato ha sviluppato significativamente la gamma, attualmente composta da dodici modelli, una delle più complete nel panorama automobilistico.
IVECO ha acquisito un vantaggio tecnologico nelle motorizzazioni a gas naturale e sviluppato una gamma completa di veicoli sia CNG sia LNG (Liquefied Natural Gas), dal veicolo commerciale leggero Daily all’autobus urbano Urbanway, al nuovo Stralis LNG per trasporto merci a lungo raggio, lanciato sul mercato lo scorso giugno. Una conferma delle potenzialità del metano nei veicoli commerciali, nel trasporto pubblico e nel pubblico servizio, settori nei quali il brand è protagonista a livello internazionale.

Assemblea ANITA 2016: “Diamo respiro al trasporto sostenibile”

In un mondo sempre più affollato con obiettivi
sempre più ambiziosi, le prestazioni energetiche del trasporto migliorano
anche grazie agli investimenti nel rinnovo del parco circolante effettuati
al fine di rispettare l'ambiente e la sicurezza.
Ma quanto inquinano i trasporti? E quanto veramente il trasporto merci su
strada? Il settore, troppo spesso accusato di inquinare e congestionare le
strade, oggi è divenuto un settore attento alla sostenibilità, il quale non
si sottrae ai sempre maggiori sforzi che gli sono richiesti per rispondere
alle esigenze ambientali.
Occorre un approccio integrato ai trasporti sostenibili che includa anche
l'autotrasporto, per realizzare una crescita sostenibile che sia allo stesso
tempo efficiente.
È questo il fil rouge che ha indirizzato i lavori assembleari di ANITA,
durante i quali ha reso noti i dati dello studio condotto tra i propri
associati, per i quali gli investimenti in beni e servizi volti alla
modernizzazione tecnologica ed ecologica e alla formazione in materia di
sicurezza ed efficienza, sono indispensabili per rimanere competitivi.
Dall’indagine è emerso che più del 97% degli intervistati ha sostenuto
investimenti apprezzabili in categorie attinenti alla sostenibilità e alla
sicurezza. Oltre il 90% ha acquistato nuovi veicoli più efficienti e meno
inquinanti. Circa il 33% ha previsto attività formative per il personale
finalizzate al risparmio energetico; quasi il 30% ha migliorato le strutture
aziendali in termini di efficienza energetica ed il 27% ha realizzato un
aumento di trasporti intermodali.

Un camion a metano per le consegne nel centro di Parigi

"Un camion a metano a rifornire ogni notte i punti vendita della catena
Biocoop a Parigi. Ne dà notizia l'Osservatorio Federmetano, struttura di
ricerca sul metano per autotrazione. Il camion usato per queste consegne è uno
Scania P340 alimentato a metano. L'autista del camion, Kamel Terzi, rivela che
;si tratta di un camion facile da guidare, ma quello che fa la differenza è la
sua silenziosità, una qualità apprezzata anche da chi abita vicino ai negozi che
vengono riforniti tutte le notti".

Da quando i nuovi motori di categoria Euro 6 sono stati lanciati sul mercato, Scania
ha consegnato circa 250 camion a metano, utilizzati per lo più per le consegne e per
la raccolta dei rifiuti. L’interesse dei clienti è alto, sia in Europa che in
Asia. “I fattori più importanti che favoriscono i camion a metano –
sostiene Zoran Stojanovic, product manager di Scania - sono la riduzione del rumore
(che si dimezza) e delle emissioni di sostanze nocive. Nel caso in cui si utilizzi
biometano, come fa Biocooop, le emissioni di CO2 si riducono del 90% rispetto
all’uso di gasolio”.

"I veicoli commerciali a metano - aggiunge Dante Natali, a capo
dell'Osservatorio Federmetano - sono oggi utilizzati anche in molte
città italiane per le consegne nell'ultimo miglio e per la raccolta dei
rifiuti. Vista la diffusione dei distributori di metano, che in Italia sono più di
mille, questo uso potrebbe essere ulteriormente incentivato. A trarne vantaggio
sarebbe sia la qualità dell'aria che si respira in città, sia il bilancio
delle società che utilizzano questi mezzi, visto che il metano è il carburante più
economico tra quelli oggi maggiormente diffusi".
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