Articoli marcati con tag ‘Trasporto Unito’

FORMAZIONE INIZIALE DEI CONDUCENTI: DRIVE CLUB CHIEDE LA MODIFICA DEL C.D.S.

Accrescere le conoscenze e favorire gli approfondimenti tecnici ed operativi necessari per svolgere la professione di conducente: quanto discusso nel corso della conferenza stampa della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE (l’Associazione dei costruttori di veicoli esteri) dello scorso 8 novembre è ampiamente condiviso dal Drive Club Trasportounito – circolo culturale per i conducenti di veicoli industriali – perché lo prevede direttamente all’interno del proprio statuto.

Pur constatando come quello del camionista sia un mestiere ormai poco gradito ai giovani italiani, anche considerati i costi proibitivi delle patenti “superiori” se confrontati con le scarse prospettive occupazionali, si ritiene che abilità quali guidare un camion con ogni condizione meteorologica; avere cura degli utenti della strada più vulnerabili; sistemare correttamente il carico; sovraintendere alle operazioni di carico/scarico delle merci, non possano essere acquisiti sui banchi di un’autoscuola.

Condividiamo, pertanto, le parole espresse dal Presidente dell’Associazione – Franco FENOGLIO – che, nel corso dell’evento, ha auspicato un impegno concreto di imprese ed istituzioni – rispettivamente – per la formazione e l’aggiornamento degli autisti nonché l’introduzione di sgravi alle imprese di trasporto che si adoperano per  garantire la qualificazione e l’occupabilità degli aspiranti conducenti.

Nel merito, Drive Club chiede sia derogato l’art. 54 del Cds laddove prevede – salvo eccezioni – la presenza a bordo dei soli autisti o addetti all’uso delle merci trasportate, affinché venga consentito agli aspiranti conducenti, prossimi al conseguimento delle patenti abilitanti alla guida di autocarri, autotreni ed autoarticolati, di affiancare un’autista esperto acquisendo le abilità pratiche per l’esercizio in sicurezza della professione.

TORINO, OSPEDALE INFANTILE “REGINA MARGHERITA”: CAMIONISTI – BABBO NATALE PER I BAMBINI

Camionisti presenti nella giornata di domenica quattro dicembre presso l’Ospedale Infantile “Regina Margherita” di Torino, specializzato nella prevenzione, diagnosi e cura delle varie malattie dell’età infantile e presidio ospedaliero d’eccellenza in Italia per le patologie più complesse, rare e croniche di  neonati, bambini ed adolescenti.

In concomitanza con la manifestazione “Un Babbo Natale in … Forma”, il raduno dei Babbo Natale organizzato dall’omonima Fondazione e giunto quest’anno alla sua 7a edizione, una delegazione in rappresentanza delle imprese e dei lavoratori del settore Autotrasporto, costituita dalle Sigle DRIVE CLUB, TRASPORTOUNITO, e FAST – CAMIONISTI AUTISTI DIPENDENTI, offrirà un proprio dono ai piccoli pazienti.

Le Associazioni si impegnano a promuovere e rivalutare l’immagine sociale del Camionista, anche partecipando ad eventi e manifestazioni, offrendo momenti di svago agli ammalati ed ai più bisognosi.

ANCHE L’AUTOTRASPORTO ALLA MANIFESTAZIONE DELLA LEGA NORD

“Abbiamo tentato in tutti i modi di ottenere risposte dal governo sulla crisi ormai mortale dell’autotrasporto italiano. Ma con risultati uguali a zero”. E’ quanto affermato da Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, che ha così motivato e annunciato la partecipazione alla manifestazione di Roma, organizzata dalla Lega Nord.
“Dalle speranze suscitate inizialmente dal Governo Renzi – ha affermato Longo – siamo precipitati in uno stato di totale rassegnazione. Sta infatti accadendo tutto il contrario di quanto promesso: leggi inutili e non richieste dalla categoria, discriminazione dei sindacati che non si allineano, riproposizione di intese con gli “amici di sempre”, crescita parossistica della coercizione burocratica e fiscale con conseguente accelerazione del processo di fuga dal paese delle realtà economiche più importanti.

“La nostra partecipazione alla manifestazione del 28 febbraio – ha concluso Longo – è il frutto, sin troppo maturo, di un’emergenza e di un disagio sociale ed economico che i proclami e le ostentazioni di ottimismo non riescono più a mascherare, né tantomeno ad arginare”.

Trasportounito presenta al governo le linee guida per salvare l’autotrasporto

Interventi sul piano istituzionale fra cui l’abolizione dell’Albo dell’autotrasporto, interventi sul piano normativo attraverso modifiche sostanziali alle leggi di settore varate negli ultimi 10 anni, e interventi sul piano operativo, primo fra tutti la qualificazione e quantificazione dei controlli su strada soprattutto sulle targhe estere.
Su queste tematiche, Trasportounito ha riaperto  il confronto con il governo, presentando un pacchetto di linee guida al sottosegretario ai Trasporti, Umberto Del Basso De Caro, che ha ricevuto una delegazione dell’associazione guidata dal presidente nazionale, Franco Pensiero, e dal segretario nazionale, Maurizio Longo.
Nel corso dell’incontro sono emerse forti convergenze sulla necessità di intervenire con decisione nel settore, creando nuove condizioni per la sopravvivenza dell’autotrasporto italiano e affinché questo possa davvero fornire un apporto determinante all’economia nazionale.
“Un incontro soddisfacente – ha commentato Franco Pensiero, al termine della riunione – specie per un’organizzazione come Trasportunito che l’insieme delle vecchie logiche associative e ministeriali avrebbe voluto, nonostante la sua consistente rappresentanza di categoria, escludere dai tavoli di dibattito sul futuro dell’autotrasporto

Trasportounito: autotrasporto fermo ad ottobre

Tir fermi per cinque giorni consecutivi alla fine del prossimo mese di ottobre. Questa la decisione assunta dal Consiglio Nazionale da parte dell’Associazione di rappresentanza Trasportounito, svoltasi a Roma lo scorso 7 settembre.
La scelta è stata adottata “con profonda amarezza”, difronte a una strada senza alternative.
“Con la totale latitanza del governo, capace solo di organizzare tavoli inconcludenti, e una crisi scandita da centinaia di fallimenti e chiusure di aziende di autotrasporto – spiega Franco Pensiero, Presidente nazionale di Trasportounito – quella del fermo è quasi una non scelta. L’autotrasporto italiano sta collassando e con l’autotrasporto sta collassando l’intero indotto nonchè quell’accenno di sistema logistico del paese che ancora funzionava e, complessivamente, vengono meno tutti gli standard minimi di sicurezza sulle strade”.
All’uscita di scena di centinaia di imprese italiane (da gennaio a oggi si conta che fra fallimenti, chiusure, liquidazioni ne siano sparite ulteriori 3.000) le strade e le autostrade italiane sono ormai in balia di vettori esteri che molto spesso viaggiano in condizioni di sicurezza largamente al di sotto degli standard minimi, attuando anche su questo fronte, una concorrenza sleale.
“Nella totale assenza di referenti politici e istituzionali – prosegue Maurizio Longo, Segretario Nazionale di Trasportounito -la reintroduzione del Sistri, l’assenza dei controlli nel rispetto di leggi vigenti, il caro gasolio, l’aumento generalizzato dei costi, una pressione fiscale che spesso assesta il colpo finale alle imprese che già sono in crisi, hanno avvicinato drammaticamente il punto del non ritorno. Per altro, tutte le tematiche che in qualche modo avrebbero potuto consentire alla categoria di tenere duro e continuare ad operare, sono ormai confinate nel dimenticatoio. Dai costi minimi, alle garanzie di pagamento dei servizi di autotrasporto, ai mancati controlli alla committenza, alla intermediazione parassitaria. Tutto accantonato e dimenticato, almeno fino a quando , dai corridoi politico-istituzionali, spunteranno provvedimenti di modifica, che – è sin troppo facile presumere – risulteranno peggiorativi per le imprese italiane di autotrasporto”.

Bisarche: da settembre scatta la nuova protesta

Da settembre Bisarche Italiane, che raggruppa le imprese di autotrasporto impegnate nel trasporto di auto, torna in piazza, riavviando la vertenza, mai chiusa, con la  committenza (primi vettori e operatori logistici) responsabile di pesanti e palesi inadempienze, ma anche contro l’Osservatorio della Consulta dell’autotrasporto rivelatosi strumento troppo “condizionabile” per risultare efficace. La decisione di riaprire lo stato di agitazione è stata assunta al termine dell’Esecutivo riunitosi sabato scorso.
Secondo Bisarche Italiane, non sono stati solo disattesi gli accordi assunti il 27 marzo scorso, accordi in base ai quali era rientrato il fermo delle bisarche durato sei settimane, ma si è consumato anche un doppio paradosso: da quella protesta i committenti pare abbiano chiesto ed ottenuto, dalle case costruttrici di automobili, consistenti aumenti delle tariffe che non sono state girati a nessuna impresa di autotrasporto.
Bisarche Italiane denuncia inoltre l’inefficienza dell’Osservatorio, i cui componenti, ritenuti esperti, in realtà hanno composto le tabelle dei costi minimi per la sicurezza per tutti i settori tranne che per il trasporto a mezzo bisarche, non osservando il dettato della Legge dello Stato e generando, come immediato effetto indotto, ulteriori  discriminazioni e sfruttamento.

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