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IL NUOVO NX, CROSSOVER IBRIDO DI LEXUS, SVELATO AL MOTORSHOW DI PECHINO

Lexus ha rilasciato le prime foto del suo nuovo Crossover, caratterizzato da un design dalle linee accentuate, che verrà svelato il 20 aprile al Motorshow di Pechino.

L’NX rappresenta per Lexus l’ingresso nel segmento dei SUV mid-size; ed è stato concepito con un design innovativo dal forte impatto, per attirare nuovi clienti. Con la sua linea futuristica e le sue tecnologie innovative, questo modello definisce  nuovi standard per i tutti modelli del segmento.

Quando i due concept LF–NX (LF indica “Lexus Future”) sono stati presentati nel 2013 in occasione del Motorshow di Francoforte e successivamente del Motorshow di Tokyo, hanno ricevuto un grosso riscontro di pubblico e della stampa ed hanno sostanzialmente influenzato il design della versione finale dell’NX.

Linea

L’NX è stato disegnato per dare l’impressione di essere stato ricavato da un unico foglio di lamiera, con grossi archi passaruota che accolgono pneumatici da 17” o 18”, che conferiscono alla vettura un’immagine

muscolosa e pronta allo scatto. La sagoma caratterizzata da linee spigolose accoglie nel frontale l’aggressiva griglia a forma di clessidra, irrobustita dalla sagoma degli innovativi proiettori anteriori a LED e dalle luci diurne. La griglia frontale si fonde senza soluzioni di continuità con il cofano, caratterizzato da marcate nervature, creando un forte contrasto tra le superfici e conferendo al frontale un senso di profondità.

Il profilo laterale è immediatamente riconoscibile per essere quello di una Lexus, accentuato da una linea del tetto che si slancia verso la parte posteriore, conferendo ad NX un carattere molto distintivo, trasmettendo un senso di agilità della vettura. Gli innovativi specchi laterali ed un inedito meccanismo di apertura delle portiere, che comprende una serratura a scomparsa ed illuminazione integrata, aggiungono un senso di prestigio a tutta la fiancata della vettura.

Il posteriore porta la firma di Lexus grazie ai gruppi ottici a forma di “L”, con illuminazione a LED. La linea del posteriore riprende poi il design della griglia a clessidra del frontale.

Interni

Gli interni dell’NX trasmettono l’entusiasmo che è tipico di una vettura sportiva. Con una plancia dalle linee definite in modo marcato, riprendono lo stile degli esterni, caratterizzati da linee a spigolo.

Il volante sportivo, impreziosito da una robusta impuntura, trasmette le potenzialità dinamiche dell’NX, e i rivestimenti a contrasto aggiungono carattere agli interni della vettura. I sedili e l’ergonomia degli interni giocano un ruolo significativo in tutto il design della zona passeggeri.

L’NX riprende la filosofia Lexus prevista nel design del cruscotto e della plancia, e la strumentazione, i comandi e l’intuitiva tecnologia della Human Machine Interface (HMI) ne rappresentano l’essenza.

Tecnologia

L’NX dispone di un’efficiente unità Hybrid benzina–elettrica nella versione NX300h. Il modello può essere scelto con trasmissione anteriore o integrale 4X4

L’NX dispone all’interno di un’ampia scelta di tecnologie innovative, compresa una novità assoluta per Lexus, rappresentata dal primo alloggiamento per la ricarica wireless di un dispositivo portatile. È disponibile inoltre la prima installazione dell’interfaccia Lexus Remote Touch con touch-pad , un monitor Panoramic view ed uno schermo multi informazione che comprende l’head-up display , il Blind Spot Monitor (sistema di copertura degli angoli ciechi) ed il Rear Cross Traffic Alert (segnalatore dei veicoli che si avvicinano in fase di uscita in retromarcia da un parcheggio).

Il Chief Engineer,  Takeaki Kato, ha detto che l’NX è stato sviluppato pensando ad uno stile di vita “Active Urban”. Tutte le fasi dello sviluppo sono state dettate dalla volontà di cogliere la prospettiva di un giovane cliente premium, orientato all’Urban Lifestyle.

Vito E-CEll vince la sfida

Soddisfazione tra i clienti tedeschi che hanno testato il Vito e-cell

I Clienti di Berlino e Stoccarda, protagonisti della sperimentazione di 100 Mercedes-Benz Vito E-CELL, hanno potuto testare le doti del veicolo a trazione elettrica nelle normali condizioni d’utilizzo. Silenzioso, ecocompatibile e pratico, il primo Van elettrico al mondo a uscire dalla catena di produzione in serie, è già al lavoro dall’autunno 2010 nella capitale federale e dall’inizio del 2011 a Stoccarda. Entrambi i progetti di sperimentazione avranno una durata di quattro anni, i primi risultati sono positivi: Vito E-CELL è ideale per l’utilizzo cittadino. Grazie a questo veicolo anche nei trasporti commerciali la guida ad emissioni zero è oggi una realtà. Oltre questi due progetti, in diverse regioni pilota tedesche, circolano già 230 Vito E-CELL che hanno percorso, complessivamente, 650.000 km. Il veicolo a trazione elettrica conserva tutte le caratteristiche di un veicolo commerciale tradizionale: con una portata di circa 900 kg e un vano di carico pressochè identico ad un equivalente modello equipaggiato con motore a combustione interna, Vito E-CELL è in grado di rispondere puntualmente alle esigenze di ogni tipologia di trasporto.

H2, la mobilità elettrica protagonista a Roma

H2Roma, l’appuntamento romano con la mobilità sostenibile, giunto alla sua decima edizione, presentava quest’anno come non mai un vasto panorama di soluzioni eco-sostenibili. Le Case costruttrici, concretamente impegnate nello sviluppo di una serie di progetti, che solo fino a qualche anno fa erano “sogni nel cassetto”, erano presenti numerose, ognuna con la sua proposta eco-sostenibile: BMW, Citroen, Fiat, Ford, Lexus, Mercedes, Nissan, Opel, Peugeot, Renault, Smart, Toyota, Volvo, Volkswagen.

La kermesse capitolina è stata promossa da: CIRPS (Centro Internazionale di Ricerca Per lo Sviluppo sostenibile) della Sapienza Università di Roma; CND (Consiglio Nazionale delle Ricerche) Dipartimento Energia e Trasporti; ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile).

LO STATO DELL’ARTE

la proposta Ford

Le soluzioni proposte per l’abbattimento delle emissioni nocive e il risparmio energetico, attualmente si muovono su quattro direttrici principali:

- veicoli elettrici al 100%;

- veicoli ibridi;

- veicoli alimentati a gas naturale;

- sfruttamento del motore termico con l’applicazione del downsizing

VEICOLI ELETTRICI al 100%

Indubbiamente, parlando di “veicoli in movimento”, la soluzione dell’elettrico al 100% è la più rispettosa dell’ambiente in assoluto. Attualmente le perplessità, per una diffusione e uno sviluppo concreto di questa tecnologia, nascono prima di tutto sull’effettiva “pulizia” dell’energia acquisita per la ricarica e, in seconda battuta, sull’ancora scarsa autonomia dei veicoli, non ultimo il problema delle infrastrutture.

Per quanto concerne la produzione di energia pulita ci sono diverse proposte interessanti come l’adozione di pannelli solari montati sulle pensiline dei distributori (vedi articolo di ilFurgonauta del 11/09/2011). Infatti la tecnologia di costruzione dei pannelli fotovoltaici, in continua evoluzione, permetterebbe oggi di ottenere gli stessi risultati con superfici molto più ridotte rispetto a un tempo.

Grande protagonista Renault

Tanto per fare un esempio: mentre con i pannelli solari tradizionali, per generare l’energia necessaria per la carica di un veicolo, occorrerebbe una superficie di circa 100 mq, oggi con una pensilina di 5,5 x 4,5 metri si riesce ad ottenere lo stesso risultato.

Quasi tutti i veicoli elettrici, che a breve circoleranno sulle nostre strade, saranno destinati principalmente ad un utilizzo urbano, in quanto le autonomie di carica oscillano dagli 80 ai 160 km o poco più, piede pesante e/o carico permettendo. Le soluzioni fino ad ora più prospettate sarebbero la ricarica rapida (da 1 a 3 ore), in luogo delle 6/8 richieste per una normale, o il cambio della batteria al distributore, operazione che richiederebbe dai 3 ai 5 minuti al massimo; la prima delle due soluzioni garantirebbe una ricarica all’80% del veicolo, la seconda, ovviamente, la totale ricarica. Attualmente però non tutti i veicoli sono predisposti per una sostituzione rapida del pacco batterie agli ioni di litio che, normalmente corrisponde, come misura, ad uno scatolone da tralsloco (pieno di enciclopedie).

A livello infrastrutture, bisogna riconoscere che fra tutti i costruttori chi ha sempre creduto e spinto sull’elettrico al 100% come l’Alleanza Renault/Nissan, ha spianato la strada agli altri, creando, parallelamente alla progettazione dei propri veicoli, rapporti di collaborazione con i maggiori fornitori di energia pubblica e privata in Europa per la progettazione e l’installazione capillare di infrastrutture di ricarica. Ora le più grandi Case costruttrici, enti erogatori di energia e istituzioni governative stanno lavorando per la creazione di uno standard di ricarica che consenta all’utenza di poter usufruire, indifferentemente dalla marca e dal tipo di veicolo, dello stesso sistema di ricarica sia per strada che presso la propria abitazione o al lavoro.

Indubbiamente, la soluzione “elettrico al 100%” implicherebbe una serie di vantaggi non indifferenti riguardo la manutenzione del veicolo. Un motore elettrico infatti non contiene olio lubrificante e non ha bisogno di manutenzione alcuna. Le uniche spese di gestione del veicolo riguarderebbero l’usura degli pneumatici (tralaltro ne stanno studiando di appositi per VE) e della batteria che, nella maggior parte dei casi, è garantita per 4/5 anni.

Anche Peugeot c'era !

Quanto costa un veicolo elettrico? Tanto… per il momento. In pratica la batteria costa quasi come il veicolo stesso ma, escludendo il costo di quest’ultima si torna più a miti consigli. La proposta, come al solito, viene da Renault che vende i propri veicoli e noleggia a parte le batterie con canoni mensili più che ragionevoli (75 euro al mese). Il contratto di noleggio a lungo termine (4/5 anni) comprende inoltre una serie di vantaggi, compreso il recupero per strada nel caso di batteria completamente scarica (anche per sbadataggine dell’utente), etc.

Ma in soldoni quanto costerebbe un “pieno” di energia elettrica? 2 o 3 euro a ricarica. Quindi se si riesce ad acquistare un veicolo elettrico al costo di uno termico, con costi di gestione (compreso il nolo della batteria) che si aggirano sui 100 euro al mese il vantaggio in termini economici si sente eccome.

VEICOLI IBRIDI

Per ibridi si intendono tutti quei veicoli dotati di propulsione mista interattiva. Nella maggior parte dei casi c’è un motore termico posizionato nella parte anteriore del veicolo ed uno elettrico nella parte posteriore. Le due unità possono sia “collaborare” in marcia o funzionare singolarmente.

L’avviamento, in genere, avviene sempre col motore elettrico che spinge il veicolo fino a raggiungere una velocità d’abbrivio che consente al motore termico di entrare in funzione senza sforzo. Il motore elettrico, inoltre, interviene in aiuto del termico in qualsiasi momento ci sia bisogno di più spinta evitando in tal modo di salire troppo con i giri (con conseguente abbattimento di consumi ed emissioni nocive)… un po’ come in palestra quando, allenandoci con i pesi, chiediamo durante la massima spinta un aiutino a qualche amico (s.p.p*). Inoltre è possibile escludere, ad esempio per entrare nei centri storici, completamente il motore termico e camminare solo con l’elettrico. Ovviamente l’autonomia della carica elettrica, rispetto ai VE 100% è dimezzata. Innanzi tutto un veicolo ibrido si “trascina” molto più peso (avendo due unità motrici) e il pacco batterie adottato è decisamente meno potente di quelli che equipaggiano i VE.

E Volkswagen

Questa tecnologia è molto interessante e, in un primo momento, sembrava si trattasse della “chiave di volta” della mobilità sostenibile. Però implica dei costi di produzione e, conseguentemente, prezzi di vendita molto alti.

A nostro giudizio è un tipo di tecnologia adatta ai veicoli di lusso, alle auto sportive, ai SUV e/o a veicoli che richiedono prestazioni eccezionali come grossi camion. In questa occasione abbiamo avuto modo di apprezzare il crossover della Peugeot 3008 Hybrid4, un vero e proprio concentrato di tecnologia da fare invidia a Philip Dick (noto scrittore di fantascienza), ma dal prezzo decisamente non popolare.

*solo per palestrari

VEICOLI ALIMENTATI A GAS NATURALE (METANO)

Da tempo aziende come la Fiat, ma anche Volkswagen (che ora s’è affacciata anche all’elettrico, n.d.r.), puntano molto sull’alimentazione a metano. Il metano, data la totale assenza di zolfo, composti di piombo e idrocarburi policiclici aromatici, è uno dei carburanti più ecologici esistenti al mondo. Il livello di emissioni nocive prodotte da un veicolo alimentato a metano è più basso rispetto addirittura alle normative comunitarie più severe vigenti in materia di inquinamento. A livello, “tasca”, il prezzo attuale si aggira attorno ai 90 centesimi litro contro l’1,60 euro della benzina e l’1,50 del Diesel. Inoltre il gap tra la benzina e il metano, a livello di prestazioni, si fa sempre più corto. Fiat in questo specifico segmento offre una gamma completa di autoveicoli in grado di soddisfare le esigenze della propria clientela. Ovviamente l’utenza gasificata non richiede prestazioni da gran turismo, tuttavia oggi la Casa torinese è in grado di garantire potenze analoghe all’alimentazione a benzina. Furgonamente parlando, il Doblò Natural Power, espressamente progettato per il funzionamento a metano è in grado di erogare 120 CV sia in modalità “gas” che in modalità “riserva” a benzina. Certamente il regime di coppia massima in modalità “gas” entra un po’ più in alto ma comunque garantisce ottime prestazioni. Uno dei problemi principali dell’alimentazione a metano, specie nel nostro Paese, è la rete di distribuzione. Al nord i distributori di metano sono abbastanza diffusi, meno al centro e al sud di Italia. Ma qualcosa sta cambiando grazie anche allo sviluppo di nuove tecnologie che, a breve, renderanno le operazioni di rifornimento rapide come quelle a benzina o Diesel.

Last but not Least... mercedes

MOTORI TERMICI – DOWNSIZING e DINTORNI

Il buon caro vecchio motore termico, Diesel o benzina che sia, ha ancora molto da offrire, specie nel settore trasporto merci dove la prestazione è ancora di fondamentale importanza. Così molte Case costruttrici, ultimamente hanno “rinfrescato” le loro produzioni con unità motrici di ultima generazione in grado di offrire prestazioni analoghe o, in molti casi, superiori alle precedenti generazioni praticando il cosiddetto downsizing, ovvero la riduzione del numero di cilindri  o della cilindrata. Quest’operazione permette di contenere le perdite di attrito migliorando l’efficienza. Questi motori beneficiano anche di minor dispersione di calore. Finché c’è aria in abbondanza a disposizione per ogni ciclo di combustione le prestazioni del motore possono essere mantenute, anche con minori cilindrate e/o numero di cilindri. Ciò è reso possibile dal turbocompressore, che fornisce al motore un volume di aria tale da assicurare una combustione pulita. Oltre al downsizing, l’introduzione di altri dispositivi come lo Start/Stop consente un ulteriore abbattimento di consumi e di emissioni nocive. Lo Start/Stop è un dispositivo che gestisce lo spegnimento del motore e il suo successivo riavvio durante le soste nel traffico. Le fasi di arresto e ripartenza del motore sono completamente automatizzate, generalmente pigiando la frizione per innescare la marcia il motore si riaccende o, nel caso di trasmissione automatica, premendo l’acceleratore. Durante i le soste negli ingorghi, ai caselli autostradali o al semaforo questo dispositivo è in grado di ridurre in maniera rilevante consumi di carburante ed emissioni nocive anche fino all’8%.

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