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Le nuove tecnologie per la gestione del traffico vanno in scena a Verona

Si è tenuto oggi a Verona il convegno “Dalla sbarra al flusso libero: tecnologie e sistemi free flow per la rilevazione del transito”. L’incontro è stato organizzato in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri di Verona da A4 Mobility S.r.l. e Kapsch TrafficCom S.r.l., due società leader nel campo degli ITS (Intelligent Transport Systems), ovvero le tecnologie per la gestione intelligente del traffico, che in un futuro prossimo diverranno di comune utilizzo. L’obiettivo era presentare le caratteristiche e i vantaggi dei sistemi di rilevazione a flusso libero, che si prestano ad applicazioni d’avanguardia in diversi contesti stradali, tra cui la riscossione del pedaggio senza la necessità di dover fermare i veicoli al tradizionale casello autostradale, o la gestione automatizzata degli accessi alle zone a traffico limitato nei centri urbani.

Sono intervenuti Olga Landolfi, Segretario Generale di TTS Italia, l’associazione di categoria di riferimento per le nuove tecnologie del traffico; Paolo Rondo-Brovetto, Professore Ordinario dell’Università di Klagenfurt; Paolo Balan, Direttore Tecnico di A4 Mobility; Andreas Hummer, Direttore Generale di Kapsch TrafficCom Italia; Andrea Renso, Dirigente responsabile della direzione Trasporti di Technital S.p.A.; Bruno Pezzuto, Mobility Manager del Comune di Verona e un portavoce di Abertis. Il Prof. Federico Rupi, Professore associato confermato del dipartimento di ingegneria civile, chimica, ambientale e dei materiali dell’Università di Bologna, ha moderato gli interventi che si sono concentrati sugli ITS e i Sistemi Free Flow nel contesto tecnologico e normativo italiano e nelle linee guida della Comunità Europea, sui suoi molteplici ambiti di applicazione in contesti urbani e interurbani.

Un sistema free flow in ambito interurbano è tipicamente composto da portali posti lungo la carreggiata a diversi km di distanza su cui sono montate delle telecamere, che leggono le targhe, e delle antenne DSRC, che comunicano con i dispositivi di bordo posti sul cruscotto dei veicoli. I dati raccolti vengono inviati a un sistema informatico centrale che calcola i pedaggi in base ai km effettivamente percorsi e gestisce la fatturazione addebitando il passaggio. Questo tipo di sistema è già utilizzato con successo in Australia, Austria, Cile, Polonia, Repubblica Ceca e Stati Uniti.

“È infatti in ambito internazionale che A4 Mobility ha testato in primis questi sistemi” ha commentato il Direttore Tecnico Paolo Balan “Soprattutto nel corso di quest’anno siamo stati impegnati in studi a favore dei mercati turco e statunitense dove il free flow è oggetto di particolare attenzione oltre che utilizzo. Le prospettive di evoluzione a livello mondiale sono molto allettanti e sapranno offrire agli operatori e ai viaggiatori innumerevoli vantaggi.”

I vantaggi del sistema free flow in ambito interurbano sono stati ben descritti durante l’incontro. L’eliminazione dei caselli determina una riduzione delle emissioni perché non ci sono più code e rallentamenti, oltre a un grande risparmio in termini di suolo occupato e di costi di manutenzione. È inoltre più facile costruire entrate ed uscite, promuovendo un utilizzo efficiente dell’infrastruttura. In un sistema free flow si possono infine facilmente integrare le funzioni di sicurezza, infomobilità e pianificazione del traffico, poiché i sensori che registrano il passaggio dei veicoli sono anche in grado di raccogliere informazioni sulle caratteristiche della circolazione, tra cui velocità e tipologia di veicoli o densità del traffico.

Paolo Rondo-Brovetto ha presentato gli aspetti regolatori diretti e indiretti collegati all’introduzione dei sistemi free flow. Si è soffermato in particolare sull’evoluzione delle normative europea ed italiana che regolano sia gli aspetti tecnici, sia quelli amministrativi ed economici dei servizi di tele pedaggio in un mercato libero. “Con l’apertura ai sistemi free flow, che anche l’Italia ha avviato in questi ultimi anni, l’opportunità è duplice sia per stimolare il rinnovamento tecnologico in ambito autostradale sia per adottare soluzioni innovative in linea con gli standard internazionali anche al di fuori dell’ambito autostradale, poiché questi sistemi possono essere facilmente estesi per monitorare il traffico ai fini della sicurezza, gestire l’infomobilità e trovare applicazione anche in ambito urbano.  L’introduzione di sistemi free flow in Italia avrebbe infine come potenziale effetto la riduzione dei costi di ownership dei sistemi di pedaggiamento e l’aumento della competitività del sistema paese”, ha concluso Rondo-Brovetto.

Queste nuove tecnologie portano molti vantaggi, inoltre, anche nella gestione del traffico cittadino. Andreas Hummer, Direttore Generale di Kapsch TrafficCom Italia, la società che per prima ha inventato un sistema per la gestione automatizzata degli accessi alle ZTL nel centro di Bologna, ha ricordato: “Benché il free flow sia tecnicamente possibile da molti anni, è solo recentemente, con il concetto di smart city e smart mobility, che si sta iniziando a sfruttare a pieno e integrare tutte le sue possibili applicazioni. In futuro, i dispositivi di bordo per il pagamento dell’autostrada potranno essere gli stessi per pagare le congestion charge, accedere al parcheggio dell’ufficio o a quello di casa. Inoltre, questa tecnologia è anche alla base della guida autonoma, di cui oggi tanto si parla, quindi un passo necessario per portarci alla gestione del traffico del futuro, che sarà totalmente automatizzato e sicuro”.

Napoli aderisce alla Piattaforma degli Enti locali di TTS Italia

Un altro importante Comune ha raggiunto la Piattaforma degli Enti
locali di TTS Italia. Il 13 giugno ha aderito ufficialmente il Comune di
Napoli con la firma dell’Assessorato alle Infrastrutture e ai Lavori
Pubblici.

Lanciata il 25 febbraio a Roma, la Piattaforma ha l’obiettivo di creare un tavolo di confronto in TTS Italia tra il mondo dell’offerta, fortemente presente nell’Associazione, e della domanda rappresentata appunto dagli Enti locali sul tema degli ITS, sull’attuazione concreta sul territorio dei temi oggetto del Decreto del 1° Febbraio 2013 e del Piano d’Azione ITS Nazionale.

La promozione di un costante dialogo tra domanda e offerta, risulta di
particolare importanza per TTS Italia anche alla luce del Protocollo
firmato con ANCI lo scorso gennaio.
La Piattaforma vuole rendere disponibili agli Enti locali, in
special modo al personale tecnico, dei servizi di supporto operativo,
informazione e formazione sugli ITS.

Torino aderisce alla Piattaforma degli Enti Locali di TTS Italia

Cresce la Piattaforma degli Enti Locali di TTS Italia. Ieri ha aderito
ufficialmente anche il Comune di Torino con la firma di Claudio Lubatti,
Assessore alla Viabilità, Infrastrutture, Trasporti, Mobilità e Politiche
per l’Area Metropolitana.
Lanciata il 25 febbraio scorso a Roma, la Piattaforma ha l’obiettivo di
creare un tavolo di confronto in TTS Italia tra il mondo dell’offerta,
fortemente presente nell’associazione, e della domanda rappresentata
appunto dagli Enti Locali sul tema degli ITS (Sistemi di trasporto
intelligenti), sull’attuazione concreta sul territorio dei temi oggetto
del Decreto del 1° Febbraio 2013 e del Piano d’Azione ITS Nazionale.
La promozione di un costante dialogo tra domanda e offerta, risulta di
particolare importanza per TTS Italia anche alla luce del Protocollo
firmato con ANCI lo scorso gennaio.
Inoltre, la Piattaforma vuole rendere disponibili agli Enti Locali, in
special modo al personale tecnico, dei servizi di supporto operativo,
informazione e formazione sugli ITS, anche personalizzabili in base alle
singole esigenze, al fine di facilitare l’accesso alle regole tecniche e
alle informazioni sui Sistemi Intelligenti di Trasporto necessarie per la
loro implementazione sul territorio. Il fine ultimo è di sensibilizzare
gli Enti Locali sui benefici tangibili che gli ITS possono apportare
attraverso azioni di conoscenza per i decisori e per i tecnici.

TTS Italia: “5 mosse per la smart mobility”

Una mobilità intelligente, pilastro fondamentale
delle smart city del futuro, si può conquistare in 5 mosse: 1. Strade
tecnologiche che sappiano comunicare dati sui flussi di traffico, interagire
con i veicoli in uno scambio reciproco di informazioni, chiamare in caso di
emergenza, sanzionare le violazione al codice della strada, informare gli
utenti/automobilisti delle condizioni della viabilità. 2. Un trasporto
pubblico locale facile e affidabile con informazioni alle fermate o nelle
stazioni, biglietti acquistabili con lo smart phone e performance di
servizio monitorate. 3. Sicurezza stradale più elevata con semafori
intelligenti, tutor, monitoraggio del trasporto di merci pericolose e aree
sicure dove far sostare i camion. 4. Una piattaforma logistica nazionale
unica e interconnessa con i maggiori nodi di scambio e con le flotte di
automezzi. 5. Maggiore sviluppo delle "connected car", auto intelligenti in
grado di diventare sensori in movimento. Il tutto accompagnato dalla
revisione dell'architettura nazionale ITS (Sistemi di Trasporto
Intelligenti), più ricerca e sviluppo per il settore e la creazione di un
database sui benefici portati ai cittadini e alla pubblica amministrazione
dall'introduzione delle nuove tecnologie. 

Sono queste la proposte concrete per rendere il sistema dei trasporti e
della logistica un reale volano di sviluppo e competitività presentate da
TTS Italia nell’ambito del convegno “ITS e smart mobility: è l’ora delle
scelte” che si è svolto oggi presso la Camera dei Deputati. Il documento è
stato consegnato al Governo. 

“L’Italia, che comunque può vantare punte di eccellenza nelle tecnologie
legate ai trasporti, - ha dichiarato Rossella Panero, Presidente di TTS
Italia - ha messo in campo alcune azioni, ma molta strada resta da fare.
L'Europa chiedeva entro l'agosto dello scorso anno un Piano nazionale per
gli ITS, un piano che a oggi non è stato ancora inviato. Non è più il tempo
di aspettare, occorre fare delle scelte per rilanciare la mobilità
intelligente in grado di dare una spinta all'economia sia in termini di
sistema Paese che ridando ossigeno a molte imprese del settore".

TTS Italia per le Smart City

Il Piano realizza un impegno  derivante dalla Direttiva europea 2010/40/Ue, recepita recentemente nel
Decreto Sviluppo-bis: una volta approvato del Ministero, dovrà essere
presentato alla Commissione Europea che procederà alla verifica della sua
attuazione con scadenza triennale. L’Italia, quindi, attraverso il Piano,
prende impegni di fronte all’Europa per il rilancio del settore degli ITS
nei prossimi 5 anni.  *

*“Già lo scorso 4 ottobre è stato un giorno molto importante – ha
commentato Rossella Panero, Presidente di TTS Italia – per tutto il mondo
delle tecnologie con l’approvazione del Decreto Sviluppo Bis le cui norme
rappresentano un passo fondamentale, atteso da tempo, per aprire nuove
opportunità all’intero settore degli ITS. Questo Convegno, con la
presentazione della proposta di Piano nazionale rappresenta la risposta
italiana di settore all’articolo 8 del Decreto e il contesto ideale per
condividere con tutti gli stakeholder le priorità emerse dal lavoro fatto
in collaborazione con le altre associazioni.”*

*“La collaborazione fra TTS Italia e Club Italia nel percorso di
costruzione del Piano nazionale sugli ITS , trova ad un anno esatto dal
“Nuovo Mondo 1”,  la concreta risposta all’impegno assunto in quella
occasione – ha ribadito Ezio Castagna, Presidente di Club Italia - Il Piano
contiene anche una grande spinta ad applicare, nel trasporto collettivo, i
sistemi di pagamento elettronici con caratteristiche innovative e
interoperabili come già previsto nel Decreto Sviluppo bis. Il Nuovo mondo 2
è anche l’occasione per approfondire lo sviluppo dei sistemi più avanzati
di infomobilità, di gestione del TPL, del mobile ticketing, e delle
applicazioni sulla sosta e sul car-sharing e bike-sharing”.*

*Negli ultimi anni, il settore degli ITS in Italia è stato caratterizzato
da una certa vivacità per quanto riguarda lo sviluppo e le implementazioni.
Tuttavia, permangono ancora criticità che ne ostacolano il pieno decollo,
prima fra tutte un’elevata parcellizzazione degli interventi e la mancanza
di integrazione fra i sistemi a cui spesso si aggiunge la carenza di
adeguati finanziamenti. Le indicazioni del Piano mirano a colmare questi
gap. E’ emersa, infatti, la necessità di un programma nazionale per
sostenere la ricerca nel settore, la possibilità di creare un database
unico sui benefici derivanti dalle diverse applicazioni secondo un modello
già in uso negli Stati Uniti, favorire la diffusione di tecnologie su larga
scala e non solo sperimentali o pilota, ripensare la classificazione delle
strade tenendo conto anche della loro dotazione tecnologica, implementare
la diffusione di biglietti elettronici per bus, tram e metropolitane
utilizzabili anche in altre città, aggiornare l’architettura telematica
nazionale (Artist) cercando di prevedere sistemi aperti e
interoperabili,  prevedere
piattaforme logistiche informatizzate e unificate per le merci e dati
affidabili e certificati per l’infomobilità. ***
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