Articoli marcati con tag ‘UE’

Buoni i risultati europei di Daf nel 2012

Lo scorso anno, DAF Trucks ha rafforzato ulteriormente la propria posizione sul mercato europeo dei veicoli industriali. Con una quota di mercato record pari al 16% nel segmento dei veicoli pesanti (> di 16 tonn) DAF occupa attualmente il secondo posto tra i marchi di veicoli industriali pesanti nell’UE*. Inoltre, DAF è leader del mercato nel segmento dei trattori, con una quota di mercato pari al 19,1%.
Con una quota di mercato del 16,0%, nel 2012, DAF ha rafforzato la sua posizione nel segmento di mercato dei veicoli industriali pesanti in Europa (nel 2011: 15,5%).
Adesso DAF è il secondo marchio di veicoli industriali più importante nell’UE e leader di mercato nei Paesi Bassi, in Belgio, Gran Bretagna, Polonia, nella Repubblica Ceca e in Ungheria, mentre in Germania è il marchio di importazione di maggior rilevanza.
Con una quota di mercato del 19,1%, DAF si classifica al primo posto nel segmento dei trattori. Il mercato totale dei veicoli industriali pesanti nell’Unione europea nel 2012 ammontava a circa 222.000 unità, una riduzione pari a circa il 9% rispetto all’anno precedente quando, nello stesso segmento, sono stati immatricolati 242.500 veicoli.
DAF prevede che quest’anno il mercato europeo dei veicoli industriali raggiungerà le 210.000-250.000 unità vendute. Nel segmento dei veicoli leggeri, in cui DAF è attivo con il modello LF, il mercato europeo ha registrato una diminuzione fino a 55.300 unità nel 2012, ma si prevede un lieve aumento per il 2013; infatti molti clienti dovrebbero acquistare veicoli Euro 5 in vista dell’introduzione dei requisiti sulle emissioni Euro 6 nel 2014.La quota di mercato di DAF nella categoria da 6 a 16 tonnellate è aumentata dal 9,0% nel 2011 all’11,5% nel 2012: anche questo un nuovo record.

La UE incentiva l’auto elettrica

Arrivano dall’ Unione Europea i finanziamenti per incentivare la mobilità sostenibile grazie alla diffusione di auto elettriche e a gas.

È stato il commissario europeo ai trasporti Siim Kallas ad annunciare uno stanziamento di 10 miliardi di euro per l’implementazione delle infrastrutture necessarie per l’approvvigionamento di energia verde in tutti i paesi dell’unione.

Un grande passo avanti per aumentare la circolazione di autovetture che utilizzano carburante alternativo, rese fino ad oggi poco appetibili proprio a causa della mancanza di colonnine per la ricarica di energia elettrica o di gas.

Questo piano per lo sviluppo della mobilità sostenibile prevede inoltre la realizzazione di corsie e parcheggi riservati esclusivamente a questo tipo di vetture.

In periodi in cui sono sempre più frequenti gli allarmi per gli elevati tassi di polveri sottili nell’atmosfera, noi di Teleperformance siamo lieti che si stiano sviluppando politiche mirate alla salvaguardia dell’ambiente.

Secondo un recente studio di Lagambiente, infatti, nel 2012 ben 51 italiane città su 95 hanno ripetutamente superato i livelli di PM10 nell’aria: dati allarmanti non solo per la salvaguardia del pianeta ma anche per la salute dei cittadini.

Biocarburanti, l’Europa dice basta agli aiuti

Stop ai bioincentivi

Stop agli aiuti per i biocarburanti di origine agricola, l’Europa dice basta alla produzione di quelli derivati da culture alimentari come mais e colza. L’intento è quello di favorire carburanti bio ancora più sostenibili, estratti da alghe, rifiuti, paglia ed altri tipi di residui, che non interferiscono con la produzione alimentare mondiale. La deadline per gli incentivi è fissata nel 2020.

Entro tale data l’Ue ha fissato anche l’obiettivo del 10% di energia rinnovabile nei trasporti. Per quanto riguarda la direttiva europea sulla qualità dei carburanti, la Commissione europea propone aumentare ”al 60% la soglia minima di riduzione dei gas a effetto serra per i nuovi impianti”.

L’obiettivo: ”migliorare l’efficienza dei processi di produzione dei biocarburanti e scoraggiare ulteriori investimenti in impianti che danno scarsi risultati nella riduzione delle emissioni”. Infine, per la prima volta sarà preso in considerazione l’impatto della conversione dei terreni a livello mondiale (il cosiddetto fattore Iluc), nella valutazione delle prestazioni dei biocarburanti in termini di riduzione delle emissioni.

Da Genova il protocollo sicurezza tra Usa e Ue

Il porto di Genova

Metodologie comuni per evitare doppi controlli sulle due sponde dell’Atlantico. E’ stato firmato a Genova, nella sede della Capitaneria di Porto, il protocollo d’intesa tra la Direzione generale per la mobilità e i trasporti (DG MOVE) della Commissione europea e la Guardia Costiera Statunitense, facenti parte del Gruppo di Coordinamento per la Sicurezza (security) dei Trasporti marittimi e aerei.

L’accordo è stato sottoscritto tra il Capo della Direzione di Coordinamento e Security marittima e aerea della Commissione Europea, Mrs. Marjeta Jager e un rappresentate della Guardia Costiera Americana, Ammiraglio Joseph Servidio. Gli incontri del Gruppo di lavoro, giunti al 18esimo appuntamento, si sono finora tenuti alternativamente a Washington e a Bruxelles, con la sola eccezione del meeting del 2011, svoltosi presso la sede dell’European Maritime Safety Agency in Lisbona. ”La scelta dell’Italia, e di Genova in particolare – precisa la Capitaneria di porto – non è casuale: la prima, quale riconoscimento dell’attività svolta dalle Capitanerie anche in sede internazionale per la definizione ed applicazione delle norme di settore sia alle navi sia agli impianti portuali; la seconda, per la rilevanza e dinamicità del suo porto”.

Ecobonus, gli autotrasportatori scrivono a Monti

Ecobonus sotto la lente europea

Incentivi strada-mare, le associazioni degli autotrasportatori si ribellano allo stop imposto dalla Commissione Europea e scrivono al presidente del Consiglio. Alla base della missiva, che porta la firma di Anita, Confartigianato Trasporti, Conftrasporto, Fedit, Fita Cna, Legacoop Servizi e Casartigiani, l’indagine aperta dall’Ue sull’ecobonus, considerato aiuto di Stato e pertanto bloccato.

Lo scorso 8 agosto il ministero dei Trasporti ha prodotto le proprie motivazioni, adesso si attende il verdetto di Bruxelles, che stabilirà se il Governo potrà pagare l’incentivo al trasporto combinato per gli anni 2010 e 2011. Le associazioni dell’autotrasporto cercano ora di accelerare i tempi, spiegando che questa attesa “sta causando gravi danni alle imprese, in particolar modo a quelle siciliane, che hanno positivamente accolto l’opportunità di utilizzare il trasporto marittimo in sostituzione del tutto strada, assumendone in proprio i relativi maggiori costi”. Un’indagine “strumentale” quella europea, secondo gli autotrasportatori tanto più che “l’ecobonus non rappresenta un’alterazione della concorrenza nel trasporto perché le Ferrovie hanno da tempo fortemente ridimensionato l’impegno nel trasporto combinato in Italia, e quasi del tutto abbandonato i collegamenti con la Sicilia”.

AP VEnezia: la UE cofinanzia il terminal d’altura

La conferma ufficiale del cofinanziamento – pari a 770.000 euro (il 50% del costo di 1,54 milioni di euro necessari per il completamento degli aspetti legali e finanziari del progetto di sviluppo del sistema portuale) – disposto dalla Commissione Europea a favore di Venezia costituisce per l’Autorità Portuale il superamento positivo di un ulteriore, rilevante, esame.

Al di là del pur non indifferente contributo finanziario, quanto deciso dalla Commissione europea certifica una maturità anche comunitaria ormai acquisita del progetto di sviluppo imperniato sulla realizzazione di un terminale portuale in acque profonde al largo di Venezia.

AP Ancona snodo del core network UE

Il porto di Ancona e’ stato individuato dalla Commissione europea come nodo del core network, ovvero la rete di infrastrutture che interconnettera’ i nodi piu’ importanti di trasporto, in modo da renderla pienamente operativa entro il 2030.Il porto di Ancona e’ stato individuato dalla Commissione europea come nodo del core network, ovvero la rete di infrastrutture che interconnettera’ i nodi piu’ importanti di trasporto, in modo da renderla pienamente operativa entro il 2030.

Nella riunione del Consiglio dei ministri dei Trasporti Ue del 7 giugno scorso, l’Italia ha inoltre chiesto e ottenuto di includere nel corridoio Helsinki-Valletta tre diramazioni verso i porti di La Spezia, Livorno e Ancona (collegamento ferroviario tra Ancona e Bologna). Lo rende noto l’Autorita’ portuale di Ancona, precisando che ”non e’ stato dato seguito al momento alla richiesta di inserimento nel Corridoio Adriatico-Baltico”.

L’inserimento nel corridoio Helsinki-Valletta ”consente – prosegue la nota – di avere pieno accesso ai fondi comunitari per supportare la realizzazione delle opere infrastrutturali marittime e terrestri necessarie allo sviluppo del porto di Ancona, valorizzandone in particolare la funzione di terminal delle Autostrade del Mare che collegano il nostro porto alle sponde orientali dell’Adriatico e del Mediterraneo”.

Inoltre, ”agevola la messa a sistema degli investimenti infrastrutturali per migliorare l’accessibilita’ ferroviaria del porto (Nuovo raccordo ferroviario e trasformazione dello Scalo Marotti) rendendo piu’ competitiva la posizione dello scalo rispetto allo sviluppo del trasporto intermodale, specialmente per quanto riguarda il traffico contenitori, in costante crescita (+13,4% nel 2012)”.

La valenza del porto di Ancona come nodo intermodale di interesse comunitario per il trasporto merci e passeggeri e’ rappresentata da lungo tempo, secondo l’Authority, dalle linee ferry dirette verso la Grecia (90% del traffico tir in transito per il porto di Ancona), Croazia e, in misura minore, Albania e Montenegro.

www.ansa.it

Meridiana cancella due voli da Bari, “Colpa dei low cost”

Meridiana contro Ryanair

Dal 16 settembre Meridiana Fly cancellerà i collegamenti Bari-Verona e Bari-Milano Linate. Colpa dei low cost, o meglio, colpa “dell’utilizzo dei contributi locali erogati dagli aeroporti ad alcuni vettori low cost”, che, secondo la compagnia aerea, “avviene in modo non trasparente”. Un attacco rivolto soprattutto a Ryanair, che opera 3 voli giornalieri da Bari a Milano-Bergamo. Meridiana annuncia che procederà alla “verifica dettagliata delle condizioni competitive presenti in ogni singolo aeroporto”. Il Gruppo minaccia di interrompere completamente la programmazione, in caso rilevasse distorsioni e intanto chiama in causa l’Ue.

I due voli da Bari al Nord Italia saranno eliminati da metà mese: “fondi destinati allo sviluppo di rotte internazionali vengono utilizzati anche per sostenere l’attività su rotte nazionali e già servite da vettori italiani – spiega la nota, facendo l’esempio della Verona-Bari -. Tali iniziative non sviluppano nuovo traffico e alterano la concorrenza. Estendendo il caso Verona agli altri aeroporti che utilizzano questi schemi, il contributo complessivo per anno alla sola Ryanair è superiore a 300 milioni”. Trattandosi di aeroporti in massima parte pubblici, “tali schemi si possono configurare come ‘aiuti di Stato’ – attacca Meridiana – di qui la denuncia alla Comunità Europea”.

Ets si alza il livello di scontro tra UE e Usa

Sull’ETS si alza il livello dello scontro tra Europa e Usa, con un nuovo ed incisivo intervento da parte del Parlamento a stelle e strisce. La Commissione per il Commercio del Senato degli Stati Uniti ha infatti approvato il 31 luglio scorso un disegno di legge che una volta concluso l’iter legislativo permetterebbe al Segretario dei Trasporti di vietare alle compagnie aeree statunitensi di sottostare alle norme previste dallo schema sulle emissioni Ue, in quanto lo stesso «viola la sovranità degli Stati Uniti e del diritto internazionale, imponendo una tassa onerosa per i vettori Usa e per i consumatori». Il provvedimento è stato adottato sulla forte spinta di Airlines for America (A4A), l’associazione delle compagnie statunitensi che totalizza il trasporto del 90% di passeggeri e cargo negli Usa, e che ovviamente ha elogiato la decisione della Commissione arrivata con un sostegno bipartisan di democratici e repubblicani e presentata proprio da due relatori, il senatore John Thune per i repubblicani e la senatrice Claire McCaskill per i democratici. Il disegno di legge S. 1956 è peraltro simile, anche se più perentorio, alla norma legislativa già approvata dalla Camera dei Rappresentanti Usa lo scorso. Sempre A4A, insieme ad altri 18 gruppi collegati all’industria Aviation, ha poi invitato gli Stati Uniti a presentare un ricorso all’Icao sulla base dell’articolo 84 della Convenzione di Chicago. L’obiettivo è quello di stoppare definitivamente l’applicazione dell’ETS e portare dunque l’Ue ad aprire un negoziato per una soluzione globale. L’Icao infatti ha l’autorità, di fronte a violazioni della Convenzione di Chicago, l’atto costitutivo dell’aviazione commerciale mondiale, per intervenire.
A4A ha anche invitato ogni altro Paese extra Ue ad opporsi allo schema sulle emissioni, evidenziando il rischio che «i fondi raccolti dall’ETS non vengano utilizzati per fini ambientali ma per interventi economici relativi alla crisi del debito in Europa».

Il caso Tirrenia al vaglio dell’Ue

Tirrenia sotto la lente

Restano accesi i riflettori dell’Unione Europea sul caso Tirrenia. L’indagine aperta sulla privatizzazione, fa sapere il portavoce per la concorrenza Joaquin Almunia, resterà aperta finché non sarà chiarito se l’operazione è stata realizzata ricorrendo ad aiuti di Stato in violazione delle norme comunitarie.

Nel mirino di Bruxelles, in base all’indagine ufficializzata all’inizio di ottobre dello scorso anno, ci sono in particolare le compensazioni per obblighi di servizio pubblico corrisposte alle società dell’ex gruppo di Stato che, secondo la Commissione europea, potrebbero costituire un indebito vantaggio rispetto alla concorrenza. In gioco ci sarebbero complessivamente alcune centinaia di milioni di euro di aiuti che rischiano di essere giudicati non conformi alle norme Ue.

Nel frattempo Cin, la compagnia di navigazione che ha preso le redini di Tirrenia, ha convocato i sindacati per il primo agosto per approfondire le tematiche relative alle azioni di rilancio dell’azienda.

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