Articoli marcati con tag ‘UE’

Venezia; da Ue 3,25 mln per due progetti Cef

- L’Unione Europea ha approvato lo stanziamento dei fondi a sostegno delle infrastrutture europee. Il porto di Venezia si è aggiudicato 2 progetti tra i 13 approvati per l’Italia nell’ambito del banco 2016 della Connecting Europe Facility (Cef), su un totale di 349 presentati. Inoltre sono stati selezionati 35 progetti del bando 2016 del Programma europeo di Cooperazione Transnazionale “Adriatico-Ionico” (Adrion), di cui 2 riguardano l’Autorità di Sistema Portuale. Il contributo totale per il porto di Venezia ammonta a 3.25 milioni di euro che consentiranno di potenziare i traffici e le infrastrutture dello scalo lagunare. In particolare oltre 2.6 milioni di euro sono stati approvati nell’ambito delle Autostrade del Mare (Mos) e serviranno per co-finanziare la realizzazione della seconda darsena del Terminal di Fusina (gestito da Venice Ro-Port Mos), e studi per migliorarne l’accessibilità nautica e lo sviluppo del corridoio Adriatico in Il secondo progetto co-finanziato dall’UE si chiama Ursa Major Neo e vede come capofila il Ministero dei Trasporti tedesco assieme a quello italiano ed olandese. Il progetto mira allo sviluppo di una piattaforma Its (Intelligent Transport Services for road) a livello europeo per il miglioramento della gestione del traffico stradale lungo i corridoi multi-modali europei con l’obiettivo di integrare i sistemi informativi dei diversi soggetti coinvolti.

L’Europa in movimento: iniziativa della Commissione per una mobilità pulita, competitiva e interconnessa

“L’Europa in movimento” racchiude varie iniziative ad ampio raggio che consentiranno di: rendere il traffico più sicuro; incoraggiare l’adozione di sistemi di pedaggio più equi; ridurre le emissioni di CO2, l’inquinamento atmosferico e la congestione del traffico; ridurre gli oneri burocratici per le imprese; combattere il fenomeno del lavoro nero e garantire ai lavoratori condizioni e tempi di riposo adeguati. I benefici a lungo termine si estenderanno ben oltre il settore dei trasporti, in quanto tali misure promuoveranno l’occupazione, la crescita e gli investimenti, rafforzeranno l’equità sociale, amplieranno le possibilità di scelta dei consumatori e porranno con decisione l’Europa sul binario della diminuzione delle emissioni.

Maroš Šefčovič, Vicepresidente per l’Unione dell’energia, ha dichiarato: “Il mondo dei trasporti si sta trasformando in modo radicale. L’Europa deve cogliere questa opportunità e plasmare il futuro della mobilità. Per noi è un’occasione unica per “reinventare la ruota”. Vorrei che la nostra industria non fosse soltanto coinvolta dal cambiamento globale, ma che ne fosse protagonista.”

Jyrki Katainen, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario responsabile per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, ha affermato: “La nostra impostazione riguardo al tema della mobilità va ben al di là del settore dei trasporti. Oggi assistiamo a un’evoluzione del settore dei trasporti che si inscrive nel quadro di tendenze economiche emergenti come l’economia collaborativa o l’economia circolare. Di conseguenza, è un’opportunità per modernizzare l’economia europea nel suo complesso e spingerla verso una maggiore sostenibilità.”

Violeta Bulc, Commissaria per i Trasporti, ha aggiunto: “L’UE ha l’opportunità unica di modernizzare il trasporto su strada non soltanto in casa propria, ma anche a livello globale. Con le nostre riforme porremo le fondamenta per soluzioni stradali digitali standardizzate, condizioni sociali più eque e regole di mercato applicabili. Le riforme contribuiranno a ridurre i costi socio-economici dei trasporti, come il tempo perduto a causa del traffico, gli incidenti stradali mortali o con feriti gravi e i rischi per la salute derivanti dall’inquinamento e dal rumore, e andranno incontro alle esigenze dei cittadini, delle imprese e della natura. Con norme comuni e servizi transnazionali, inoltre, i viaggi multimodali potranno diventare realtà in tutta Europa.”

La mobilità ha un influsso importante sulla vita quotidiana dei cittadini europei e dà lavoro direttamente a oltre 11 milioni di persone. Si tratta tuttavia di un settore che sta attraversando una serie di trasformazioni tecnologiche, economiche e sociali, il cui ritmo sta accelerando. Sfruttare tali trasformazioni è essenziale per realizzare un’Europa che protegge, dà forza e difende, obiettivo che costituisce una priorità politica della Commissione Juncker. A tale fine, la Commissione ha adottato oggi una strategia a lungo termine per trasformare queste sfide in opportunità e giungere entro il 2025 ad una mobilità intelligente, socialmente equa e competitiva. L’UE guiderà questa transizione con una legislazione mirata e misure di sostegno comprendenti investimenti nelle infrastrutture, nella ricerca e nell’innovazione. In questo modo, in Europa potranno essere sviluppati, offerti e prodotti i migliori veicoli, le migliori attrezzature per i trasporti e le migliori soluzioni per una mobilità pulita, interconnessa e automatizzata.

“L’Europa in movimento” prevede una prima serie di 8 iniziative legislative riguardanti in modo specifico il trasporto su strada. Si tratta di un settore di particolare importanza, sia perché impiega direttamente 5 milioni di europei, sia perché è all’origine di circa un quinto delle emissioni di gas serra dell’UE. Le proposte miglioreranno il funzionamento del mercato del trasporto delle merci su strada e le condizioni sociali e occupazionali dei lavoratori. Tale miglioramento sarà il frutto di una maggiore attenzione al rispetto delle normative, della lotta alle pratiche occupazionali illecite, del taglio degli oneri amministrativi per le aziende e della precisazione delle norme esistenti, ad esempio per quanto riguarda l’applicazione delle leggi nazionali relative al salario minimo.

La Commissione promuove inoltre le soluzioni di mobilità senza interruzioni che permettono ai cittadini e alle imprese di spostarsi più facilmente in tutta Europa. Va in questa direzione la proposta di migliorare l’interoperabilità tra i sistemi di telepedaggio, che consentirà agli utenti della strada di viaggiare nell’intera UE senza doversi preoccupare delle diverse formalità amministrative. Specifiche comuni per i dati relativi al trasporto pubblico, inoltre, permetteranno di pianificare meglio il viaggio e di seguire l’itinerario migliore anche quando questo comporta l’attraversamento di una frontiera.

Questa prima serie di 8 proposte sarà integrata nel corso dei prossimi 12 mesi da altre proposte, fra cui quelle relative alle norme sulle emissioni successive al 2020 per autovetture e furgoni, oltre alle prime norme in assoluto riguardanti le emissioni dei veicoli pesanti, che fanno seguito alla proposta odierna concernente il monitoraggio e la trasmissione di informazioni in tema di emissioni di CO2 e consumo di carburante dei veicoli pesanti. Tali proposte stimoleranno ulteriormente l’innovazione, oltre a contribuire ad aumentare la competitività, ridurre le emissioni di CO2 e migliorare la qualità dell’aria, la salute pubblica e la sicurezza dei trasporti.

Contesto

I trasporti e la mobilità sono fondamentali per l’economia e la competitività dell’Europa. Tale importanza è riflessa dall’ampia gamma di altri quadri politici dell’UE con un’influenza determinante sul settore. La Commissione Juncker si è data delle priorità, quali l’Unione dell’energia, il mercato unico digitale e l’agenda per l’occupazione, la crescita e gli investimenti, che si riverbereranno tutte positivamente sui trasporti e sulla mobilità. La strategia dell’Unione dell’energia del febbraio 2015 individuava uno dei suoi settori di intervento fondamentali nella transizione verso un settore dei trasporti efficiente dal punto di vista energetico e decarbonizzato. Saranno ora attuate le misure già delineate nella strategia per una mobilità a basse emissioni adottata nel luglio 2016. Gli investimenti nelle infrastrutture previsti dal piano di investimenti per l’Europa costituiscono un forte stimolo per lo sviluppo in Europa della mobilità pulita, competitiva e interconnessa del futuro.

Star Alliance: presentato il nuovo focus strategico

Star Alliance (SA) è tornata a Francoforte, il suo luogo di nascita, per celebrare 20 anni di “Connecting People and Cultures”. Per il prossimo decennio l’alleanza ha annunciato una strategia incentrata sull’utilizzo della tecnologia digitale per migliorare ulteriormente l’esperienza di viaggio dei clienti dell’alleanza.
Ieri si è tenuto nella città tedesca il board meeting di metà anno del Chief Executive Board di Star Alliance, composto dagli ad di tutti i 28 vettori aerei membri, durante il quale si è fatto il punto sugli sviluppi dell’attuale business plan dell’alleanza e sulla strategia futura. Il board meeting si è tenuto proprio 20 anni dopo, nella stessa data in cui i membri fondatori -Air Canada, Lufthansa, Scandinavian Airlines, Thai ed United- hanno sbalordito l’industria aeronautica con l’annuncio che si sarebbero uniti per formare la prima alleanza nel settore dell’aviazione a livello globale.
SA entra nel suo terzo decennio con un network forte e completo, che serve oltre 1300 destinazioni in 191 Paesi.
Per sostenere l’attuazione della nuova strategia, Star Alliance ha ristrutturato la sua sede centrale di Francoforte e riorganizzato il team di gestione dell’alleanza, che è ora composto da:
Janice Antonson è il nuovo Vice-President Commercial and Communications. Con una grande esperienza nella gestione d’aeroporto a livello senior, durante la sua carriera ha ricoperto ruoli dirigenziali in cinque Paesi, recentemente a Northern Queensland Airports Inc., di proprietà privata, in Australia.
Christian Draeger, Vice-President Customer Experience. È entrato a far parte di SA in qualità di Director Customer Experience, avendo lavorato prima per Swissport International. In qualità di Managing Director è stato responsabile delle unità di business in vari parti del mondo. Vanta 25 anni di esperienza nel settore dell’aviazione.
Martin Mueller, ora Director Finance and Strategy, è entrato a far parte di SA nel 2009 come Director Alliance Development, avendo lavorato in precedenza per società come Lsg Sky Chefs, Thomas Cook e Lufthansa eCommerce.
Alska Scherer, oggi General Counsel & Director Human Resources, è entrata a far parte di SA nel 2005 come legal manager.

I vettori membri dell’alleanza sono: Adria Airways, Aegean Airlines, Air Canada, Air China, Air India, Air New Zealand, Ana, Asiana Airlines, Austrian, Avianca, Avianca Brasil, Brussels Airlines, Copa Airlines, Croatia Airlines, Egyptair, Ethiopian Airlines, Eva Air, Lot Polish Airlines, Lufthansa, Scandinavian Airlines, Shenzhen Airlines, Singapore Airlines, South African Airways, Swiss, Tap Portugal, Turkish Airlines, Thai ed United.

Il Gruppo FS Italiane pronto per l’apertura del mercato ferroviario europeo

Il Gruppo FS Italiane è pronto per l’apertura del mercato ferroviario europeo nonostante la liberalizzazione proceda a rilento a differenza di quanto avvenuto per l’aviazione e altri servizi (telecomunicazioni, gas).

In ambito europeo, comunque, l’Italia è la più avanzata in materia di liberalizzazione del trasporto ferroviario. È infatti l’unica nazione ad aver aperto alla concorrenza il mercato dell’Alta Velocità, quello più remunerativo.

Il convegno
Il IV Pacchetto Ferroviario. La Riforma del mercato. Analisi delle proposte legislative e prospettive per il settore, è stato il tema del convegno organizzato oggi a Roma dal Gruppo FS Italiane. Presenti, fra gli altri, Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo, David Maria Sassoli, Vicepresidente del Parlamento Europeo, e Graziano Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Per il Gruppo FS sono intervenuti Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo FS Italiane, e Barbara Morgante, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Trenitalia.

IV Pacchetto Ferroviario
Il Gruppo FS Italiane considera il IV Pacchetto Ferroviario un importante decisione legislativa comunitaria per lo sviluppo dello spazio ferroviario europeo unico. L’espansione dei servizi ferroviari in Europa, che è considerato a tutti gli effetti il mercato domestico di riferimento, consentirà alle Ferrovie Italiane, in coerenza con la strategia di espansione internazionale prevista dal Piano Industriale 2017 – 2026, di ampliare il proprio business in Germania, Francia, Spagna e Olanda, per esportare le competenze e le eccellenze ferroviarie, tecnologiche e no, del made in ItalyCos’è il IV Pacchetto Ferroviario e a cosa serve

Liberalizzazione: cosa cambia da dicembre 2017
Un nuovo tassello per la liberalizzazione del mercato ferroviario europeo sarà fissato domenica 24 dicembre 2017 con l’entrata in vigore del regolamento UE 2016/2338, che modifica il regolamento CE 1370/2007.

Da dicembre le Autorità competenti di ogni Stato membro dell’Unione Europea (Stato, Regioni, Enti locali) dovranno stabilire per il trasporto, sia su ferro sia su strada, le specifiche degli obblighi di servizio pubblicoPubblic Service Obbligation (PSO) – e l’ambito di applicazione, potendo anche raggruppare i servizi remunerativi con i servizi non remunerativi. Specifiche che dovranno essere coerenti con gli obiettivi di politica di trasporto pubblico degli Stati membri. Inoltre, fermo restando nel trasporto ferroviario il principio generale dell’obbligo di gara per l’affidamento dei contratti di servizio pubblico, le Autorità competenti potranno, a meno che non sia vietato dalla legislazione nazionale, procedere all’affidamento diretto dei contratti.

Liberalizzazione: cosa cambia da dicembre 2020
Dal 14 dicembre 2020, con la Direttiva 2012/34/UE, sarà invece aperto il mercato dei servizi ferroviari commerciali per il trasporto passeggeri in tutti gli Stati membri della Unione Europea. Un’apertura che segnerà il completo processo di liberalizzazione dell’Alta Velocità in tutta Europa.

Allo stato attuale la liberalizzazione dei servizi ferroviari presenta ancora rilevanti criticità per la mancata approvazione del principio di reciprocità fra gli operatori ferroviari. Mancanza che di fatto favorisce chi opera in mercati protetti in quanto è al riparo dalla concorrenza e non incontra restrizioni nell’accesso alle reti degli altri Paesi. Per il pilastro “di mercato” del Quarto pacchetto ferroviario – l’altro è quello “tecnico” – i legislatori europei hanno infatti fatto decadere l’emendamento per una maggiore reciprocità.

Il mercato ferroviario italiano
L’apertura del mercato ferroviario ha permesso in Italia, a differenza di quanto accade negli altri Stati membri dell’UE, di ridurre i prezzi dei biglietti e di incrementare sensibilmente il numero dei collegamenti sull’intero Sistema AV/AC Torino – Salerno, in particolare sulla relazione Roma – Milano, quella più richiesta dal mercato. A tutto vantaggio dei clienti.

Da segnalare che nella fascia oraria 9 – 13 le imprese ferroviarie nazionali (Trenitalia e NTV) effettuano fra Roma e Milano complessivamente 17 corse, numero superiore alla somma di quelle programmate sulle principali relazioni europee: Parigi – Lione (5), Berlino – Amburgo (5) e Madrid – Barcellona (5). Collegamenti con frequenze maggiori, ma anche con costi inferiori per i clienti.

Il prezzo medio per un viaggio Roma – Milano (565 km) è, infatti, pari a 0,15 euro al chilometro. In Germania per spostarsi da Berlino ad Amburgo (283 km) i clienti pagano mediamente 0,28 euro/km, in Francia 0,23 euro/km per il collegamento Parigi – Lione (416 km) e in Spagna 0,17 euro/km per la relazione Barcellona – Madrid (621 km). I valori sono relativi a biglietti di 2^ classe (Standard, Smart, Turista), tariffe omogenee e offerta con cambio orario gratuito (Base, Flex, Flexpreis, Flessibile, Flexibile).

L’Ue chiede il monitoraggio del CO2 emesso dalle navi

Il 30 giugno 2019 l’Ue pubblicherà per ciascuna nave europea e ciascun armatore i dati sulle emissioni di C02, una ‘mappa’ completa dell’inquinamento. Il percorso individuato con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria coinvolgerà anche il trasporto marittimo e il lavoro inizia adesso per gli armatori chiamati a organizzarsi per monitorare le emissioni, e le società dei verificatori che dovranno validare i piani. L’argomento è stato al centro del workshop organizzato dal Popeller Club del porto di Genova a Palazzo San Giorgio quest’oggi proprio su “Mrv (Monitoring, recording and verification) delle emissioni CO2 delle navi previsto dal regolamento europeo 2015/757″. Gli armatori dovranno presentare entro il 31 agosto di quest’anno i piani del monitoraggio che partirà il primo gennaio 2018 e durerà un anno. “Ci stiamo preparando – spiega Federico Beltrami, direttore flotta della Premuda che conta in tutto 20 navi di cui 5 gestite a Genova – per iniziare a raccogliere i dati”. Il sistema “deve essere pronto presto perché la raccolta dati è complessa e richiede notevole impegno finanziario per la scelta tecnica per fare il monitoraggio ma soprattutto di risorse umane: c’è una grossa mole di dati da trattare, controllare, accumulare e inviare. Stiamo realizzando un manuale, una procedura per la società e una personalizzata per ciascuna nave per tenere conto dell’eventuale differenza nel monitoraggio nei sistemi di bordo. Abbiamo scelto un sistema con i contatori fuel”.

Ce: un miliardo di Euro per massimizzare investimenti privati nell’infrastrutture europee dei trasporti

La Commissione europea inaugura un modo nuovo ed innovativo per finanziare progetti di infrastrutture di trasporto in Europa. L’invito a presentare proposte mira a combinare sovvenzioni per un importo di 1 miliardo di Euro (Meccanismo per collegare l’Europa — Trasporti) e finanziamenti erogati da istituti finanziari pubblici, dal settore privato e, per la prima volta, dal Fondo europeo per gli investimenti strategici, il fulcro del piano di investimenti per l’Europa e una priorità assoluta per la Commissione Juncker.
Questa nuova combinazione di fondi contribuirà a raggiungere il duplice obiettivo di rilanciare gli investimenti per finanziare potenziamenti dell’infrastruttura di trasporto in modo innovativo e sostenibile, agevolando nel contempo la creazione dei posti di lavoro necessari per realizzare tale infrastruttura. L’invito a presentare proposte contribuisce all’attuazione della strategia della Commissione per una mobilità a basse emissioni nel quadro dell’Unione dell’energia e sostiene gli investimenti nel “trasporto sostenibile” in vista delle prossime iniziative per la mobilità stradale che saranno avviate quest’anno.
La commissaria per i trasporti Violeta Bulc ha aggiunto: “Per realizzare in Europa la mobilità come noi la concepiamo, intelligente, sostenibile e omogenea servono investimenti che non possono essere sostenuti solo da fondi pubblici. Per questo motivo presentiamo una soluzione innovativa in grado di utilizzare al meglio le nostre risorse e sfruttare il potenziale non utilizzato degli investimenti privati, con particolare attenzione ai paesi beneficiari del Fondo di coesione. L’azione odierna rappresenta un progresso anche in termini di solidarietà”.
Per la prima volta l’invito a presentare proposte del meccanismo per collegare l’Europa (Cef) richiederà la combinazione di sovvenzioni e finanziamenti del Fondo europeo per gli investimenti strategici (Feis), della Banca europea per gli investimenti, di banche di promozione nazionali o investitori del settore privato. Per ricevere il sostegno del meccanismo per collegare l’Europa, i candidati dovranno provare che i loro progetti sono finanziariamente idonei ad ottenere fondi complementari da istituti finanziari pubblici o privati.
I progetti selezionati devono contribuire alla crescita sostenibile, innovativa ed omogenea lungo la rete transeuropea dei trasporti. L’accento sarà posto in particolare sui progetti intesi ad eliminare le strozzature, a sostenere i collegamenti transfrontalieri e ad accelerare la digitalizzazione dei trasporti, in particolare in settori con un elevato potenziale e lacune di mercato come ad esempio nei Paesi beneficiari del Fondo di coesione; l’accento sarà ugualmente posto sui sistemi di trasporto sostenibili ed efficienti e sul rafforzamento dell’intermodalità e dell’interoperabilità della rete di trasporto, anche grazie a nuove tecnologie e sistemi di gestione del traffico, come il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario, i sistemi di trasporto stradale intelligenti o il programma Sesar (programma di ricerca per la gestione del traffico aereo nell’ambito del cielo unico europeo).
Il sostegno sarà concesso su base concorrenziale, a seguito di un approfondito processo di valutazione e selezione. Nell’invito saranno previsti due termini per la presentazione delle proposte, il 14 luglio 2017 ed il 30 novembre 2017.

Nell’ambito del meccanismo per collegare l’Europa (Cef) saranno resi disponibili 24,05 miliardi di Euro provenienti dal bilancio Ue 2014-2020 per il cofinanziamento di progetti Ten-T d’interesse comune negli Stati membri dell’Ue. Di questi, sono stati finora giuridicamente impegnati 19,3 miliardi di Euro.
Il piano di investimenti mira ad aumentare gli investimenti europei in modo da promuovere la crescita e creare posti di lavoro attraverso un uso più intelligente delle risorse finanziarie sia esistenti sia nuove, la rimozione degli ostacoli agli investimenti, una maggiore visibilità ed assistenza tecnica ai progetti di investimento. Il piano di investimenti sta già producendo risultati. Si prevede che i progetti e gli accordi per cui finora è stato approvato il finanziamento del Feis mobilitino investimenti per un totale di oltre 168 miliardi di Euro in 28 Stati membri a sostegno di più di 387 000 Pmi. Il 14 settembre 2016 la Commissione europea ha proposto di estendere il Feis potenziandolo ed aumentandone la durata, nonché rafforzando i suoi punti di forza.
Trovare i modi per creare sinergie ed integrare il sostegno del Feis con altri fondi dell’Unione costituisce un elemento fondamentale di tale strategia. Simili combinazioni possono contribuire a sbloccare ulteriori progetti di investimento nell’Ue, in particolare nei Paesi che sinora hanno tratto meno benefici dal Feis rispetto ad alcuni loro pari.

FORD NEL 2016 CRESCE DEL 5% IN EUROPA E RAFFORZA LA LEADERSHIP COME 1° COSTRUTTORE DI VEICOLI COMMERCIALI

Ford Motor Company ha venduto, durante il 2016, 1,4 milioni di unità, tra vetture e veicoli commerciali, nei principali 20 mercati europei*, esprimendo una crescita del 5% rispetto al 2015, con una share del 7,9%.

Nei 50 mercati europei**, Ford ha venduto 1,5 milioni di veicoli, esprimendo una crescita del 4%, con una share del 7,7%.

“Siamo orgogliosi delle performance conseguite e dei modelli che abbiamo lanciato nel 2016, oltre che della crescita dei SUV, delle Performance Car e delle serie alto di gamma, che procedono a un ritmo più veloce rispetto a quello espresso dal mercato, relativamente alla mix dei canali di vendita”, ha commentato Jim Farley, President e CEO, Ford Europa. “Il 2017 vedrà l’arrivo di grandi novità, come la nuova generazione di Fiesta, ma guardando oltre, il futuro ci riserva innovativi modelli elettrificati, come il Transit Custom Hybrid plug-in, che arriverà nel 2019, e il SUV compatto completamente elettrico, che lanceremo nel 2020”.

Ford ha venduto oltre un 1 milione di autovetture, mostrando una crescita del 2%. Privati e flotte hanno rappresentato il 75% delle vendite di autovetture per Ford nel 2016, oltre 2 punti percentuali in più rispetto alla media del settore, nei 5 mercati europei di riferimento.

ord rafforza la leadership come 1° costruttore di veicoli commerciali in Europa, con un aumento della share dello 0,6% rispetto all’anno precedente, toccando nel 2016 quota 13,2% nei principali 20 mercati europei*. Le vendite di veicoli commerciali hanno espresso una crescita del 17% con un record di 330 mila unità vendute, grazie soprattutto, alla forte spinta del Ford Transit e alle vendite record del pick-up Ranger.

Le vendite di Ford Transit e Transit Custom sono cresciute del 15%, superando le 200 mila unità e stabilendo, così, un record di vendite nei segmenti combinati 1-tonnellata e 2-tonnellate. Il Ford Ranger, che ha espresso una crescita nelle vendite del 42%, raggiungendo il record di oltre 38 mila veicoli venduti, è secondo i dati più aggiornati
(a novembre 2016), il best seller tra i pick-up.

Fronte comune dei paesi europei contro la cooncorrenza sleale

Nei giorni scorsi è stata firmata a Parigi la “Road Alliance”. Nove sono i Paesi firmatari, tra i quali figura anche l’Italia. Gli altri sono: Francia, Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Lussemburgo, Norvegia e Svezia.

Il documento propone di regolare l’autotrasporto in Europa, mirando a promuovere una politica integrata per la tutela dei diritti sociali dei lavoratori e della sicurezza stradale. La Road Alliance, oltre a dedicare una particolare attenzione alla problematica del cabotaggio, si pone l’obiettivo di combattere il dumping sociale promuovendo la concorrenza leale attraverso diverse azioni. Tra queste, l’implementazione del E-CmR elettronico che agevola i controlli sulla corretta esecuzione dei trasporti, oltre a ridurre gli oneri amministrativi per le imprese e l’adozione di nuove pratiche che permettano una giusta alternanza tra periodi di guida e periodi di riposo. Tutti i paesi firmatari hanno preso l’impegno di favorire la cooperazione per una migliore qualità dei controlli nel trasporto su strada.

“L’Italia ha fatto da apripista in Europa per la regolamentazione dei veicoli leggeri avendo già disciplinato la materia nel 2012” ha affermato il Sottosegretario ai Trasporti, Simona Vicari, firmataria insieme agli altri otto rappresentanti delle diverse nazioni.

“Quella italiana è stata una visione – ha continuato il sottosegretario – lungimirante che ha posto le condizioni per una sana concorrenza tra le imprese e ha gettato le basi per la definizione di un’azione he rappresenta uno degli aspetti più innovativi della legislazione di settore”. Nei termini dell’accordo è prevista anche una nuova regolamentazione per i veicoli leggeri, ancora oggi esentati a livello europeo dalle regole per l’accesso alla professione.

Enac consegna agli scali di Milano i certificati di aeroporto in base al nuovo regolamento europeo

Si conclude oggi, 26 gennaio 2017 con la consegna delle certificazioni ai due aeroporti di Milano la prima fase della procedura di conversione, secondo la nuova normativa europea, dei Certificati di aeroporto degli scali italiani, che erano dapprima stati rilasciati secondo la normativa nazionale.
Sin dal 2003 infatti i 46 principali scali italiani erano certificati sulla base di un Regolamento nazionale, il ‘Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti’, basato sulle disposizioni dell’annesso 14 dell’Icao (International Civil Aviation Organization). Il Certificato di aeroporto stabilisce i requisiti tecnici e amministrativi volti ad assicurare la sicurezza delle infrastrutture di volo degli scali.
Dopo gli aeroporti di Roma-Fiumicino, Venezia, Bergamo e Napoli, sono stati consegnati oggi nelle mani del direttore operativo della società di gestione Sea, i certificati europei degli scali di Milano-Malpensa e Milano-Linate.
La nuova certificazione attesta che l’organizzazione della società concessionaria, le procedure delle operazioni a terra, tutte le infrastrutture e gli impianti aeroportuali rispondono ai requisiti di safety come ridefiniti nel Regolamento comunitario.
Il transito dalla certificazione nazionale a quella europea ha comportato un rilevante impiego di risorse professionali dell’Enac, che ha realizzato, nell’ultimo biennio, uno specifico programma di addestramento sulla conversione di certificato rivolto ai professionisti dell’Ente.
L’Enac inoltre ha stabilito un cronoprogramma per le conversioni che sinora è stato seguito secondo le previsioni. L’approccio collaborativo tra l’Ente e le società di gestione, pur nel rispetto dei reciproci ruoli, ha consentito di affrontare le problematiche emergenti in un clima di cooperazione.
I nuovi Certificati di aeroporto per gli scali di Milano-Malpensa e di Milano-Linate sono stati consegnati oggi alla società Sea dal direttore Centrale Vigilanza tecnica dell’Enac, Roberto Vergari, che ha dichiarato: ‘Posso affermare con soddisfazione che, con gli scali milanesi, l’Enac ha convertito 6 Certificati di aeroporto, in anticipo rispetto a quanto previsto dal Regolamento comunitario che indica il termine delle conversioni entro il 2017. Dopo la certificazione di quattro importanti scali nazionali, quali Roma-Fiumicino, Venezia, Bergamo, Napoli, quella di Malpensa e Linate rappresenta un ulteriore passo avanti verso il completo allineamento degli scali italiani con le norme europee. Si tratta di un impegno notevole che l’Enac intende continuare ad adempiere con rigore, per mantenere alta in Europa l’autorevolezza dell’aviazione civile italiana’”.

Confitarma, bene l’approvazione Ue di Marebonus

Gli armatori hanno accolto con soddisfazione l’approvazione da parte della Commissione europea dei due provvedimenti di sostegno pubblico, Ferrobonus e Marebonus, volti a promuovere lo spostamento del trasporto merci dalla strada alla ferrovia e al mare. In particolare Confitarma si è soffermata su Marebonus, che mira a premiare l’utilizzo della via marittima rispetto a quella di terra, attraverso un incentivo parametrato alla strada evitata in territorio nazionale. “Ancora una volta grazie agli studi di Confitarma – ha commentato il presidente Emanuele Grimaldi – è stata impostata una misura per promuovere il comparto cabotiero che è la modalità di trasporto più sostenibile, le cui positive performance ambientali vanno a beneficio della collettività. La conclusione della procedura con l’approvazione di Bruxelles, consentirà agli operatori marittimi italiani di rafforzare e migliorare i servizi esistenti e di avviarne anche di nuovi”. Per Grimaldi “armamento ed autotrasporto condividono gli stessi obiettivi di riequilibrio e miglioramento del trasporto merci in Italia”

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