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Alla guida del camion anche 15 ore. In pericolo c’è l’incolumità di tutti»

«Abbiamo scelto di trasformare lo sciopero in un momento di discussione, tra i lavoratori e le sigle sindacali, con l’obiettivo di creare una opportunità concreta di cambiamento». A margine dello sciopero regionale indetto per la giornata di ieri dalla categoria degli autisti, dopo l’incidente del 3 marzo alla Fratelli Elia che ha visto coinvolto un 61enne di Mantova, è stato diffuso un documento unitario – fimato dalle sigle Filt Cgil, Uiltrasporti Livorno e Pisa, Fit Cisl – che marca le difficoltà del momento storico declinate all’attesa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale, che dura già da un anno. «Spesso davanti a incidenti simili si fanno scioperi, si scende in piazza ma poi si va avanti e si dimentica continuando a lavorare quasi come se nulla fosse accaduto – ha detto Giuseppe Gucciardo, Fit Cgil – Quello dei lavoratori è un mondo complicato da rappresentare, un mondo in sofferenza dove troppo spesso il tema della sicurezza diventa elemento secondario». L’obiettivo è scatenare, grazie a questo documento ad oggi di natura locale, un’onda emotiva nazionale che non si esaurisca in breve tempo ma che faccia da spinta costruttiva e miri a dare indicazioni preziose per il rinnovo contrattuale del settore. «Gli autisti stanno sulla strada alla guida di mezzi imponenti a lungo, con nastri lavorativi che vanno dalle 13 alle 15 ore – ha precisato Andrea Tonsa, Fit Cisl – Un rebus pesante a livello nazionale, che corre in parallelo alla riforma pensionistica. L’infortunio dello scorso 3 marzo, infatti, ha riguardato un uomo di 61 anni: per persone di una certa età si dovrebbe pensare a ridurre il carico di lavoro». «Oltre alla solidarietà nei confonri del collega vittima dell’incidente, ancora in pericolo di vita (è caduto da due metri, riportando trauma facciale e cranico, ndr) vorrei sottolineare una volta di più come la sicurezza sia un diritto e un dovere – ha concluso Daniele Lelli, Uiltrasporti Livorno e Pisa – Soprattutto in una categoria come la nostra, continuamente a contatto con il pubblico: sulle strade circolano tutti, famiglie e lavoratori. Gli autisti guidano mezzi che vanno dalle 44 ai 46 tonnellate di peso, sottoposti a uno stress anche psicologico e a nastri lavorativi pesanti».

Dal confronto tra i lavoratori sono emerse alcune criticità, riportate nel documento unitario: «Il riconoscimento del lavoro usurante per il personale viaggiante e andare in pensione prima del 60esimo anno di età – si legge – Contrattualmente dobbiamo cambiare prospettiva, è ormai residuale la definizione di lavoratore discontinuo: i ritmi di lavoro richiesti al personale viaggiante, sempre più serrati, con nastri lavorativi dalle 13 alle 15 ore, rendono inadeguato il modello contrattuale della forfettizzazione del lavoro straordinario. I lavoratori chiedono un’ accelerazione sulla trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale, che tenga conto delle criticità emerse. La selvaggia deregolamentazione dell’orario di lavoro, poi, oltre a mettere in pericolo l’incolumità di tutti/e, incide fortemente sulla questione di genere, mettendo in seria difficoltà il ruolo familiare».

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