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Regione Campania, Napoli e Salerno siano zone speciali

La creazione di un hub logistico-commerciale e di un hub turistico. E la previsione normativa di una Zona economica speciale per i grandi porti della Campania, a Napoli e Salerno. Sono le due proposte emerse dall’incontro, all’internod ella rassegna il “Sabato delle Idee”, dedicato al futuro del Porto di Napoli, promosso dall’Unione Industriali di Napoli.

Oltre tre ore di discussione e proposte, dieci relatori in rappresentanza di imprese, università ed istituzioni e più di 500 partecipanti per affrontare le potenzialità del Porto di Napoli per lo sviluppo economico, turistico ed occupazionale della Campania. Sul porto sta lavorando la Regione, come testimoniato dall’assessore regionale alle attività produttive Amedeo Lepore: “Abbiamo proposto al Governo – ha detto – di istituire una Zes, Zona Economica Speciale, per le aree portuali e retroportuali di Napoli e Salerno, misura già concessa per il Porto di Cagliari. Noi crediamo che questa misura possa essere recepita in un percorso condiviso con il governo nazionale e le istituzioni europee”. Una priposta che verrà discussa a breve con il governo Renzi nell’ambito del Patto per il Sud.

“Il porto – ha detto il presidente dell’Unione Industriali Ambrogio Prezioso – è la prima azienda della città per volume di affari ma è anche la metafora degli ostacoli e dei problemi di competitività di cui soffrono Napoli e il nostro Paese. Sono anni che parliamo di piani di sviluppo che poi restano fermi al palo tra poteri di veto e prescrizioni che bloccano gli investimenti”. E allora per superare questo stallo, l’Unione Industriali di Napoli ha realizzato, in collaborazione con Confcommercio e altre associazioni, un documento progettuale per l’intero sistema portuale della Campania che, come ha spiegato Prezioso, “seguendo i nuovi indirizzi governativi per una visione strategica unitaria per lo svolgimento delle attività portuali, operi attraverso un’autorità regionale unica in cui attorno al ruolo centrale anche a livello europeo di Napoli si valorizzino le ottime esperienze di Salerno e le realtà specifiche di Castellammare, Torre Annunziata e Pozzuoli”. Dal documento emerge la necessità che il Porto di Napoli sia valorizzato attraverso la creazione di un hub logistico-commerciale e di un hub turistico.

Due azioni per le quali l’Unione Industriali ha anche illustrato gli interventi necessari. Tombamento della darsena di Levante, dragaggio ed escavo dei fondali, realizzazione di opere stradali e ferroviarie per il potenziamento dei collegamenti fra Porto, interporti e retroporti e semplificazioni normativa e burocratica sono le quattro condizioni imprescindibili attraverso cui realizzare l’Hub logistico-commerciale. Per la creazione dell’hub turistico, come ha spiegato Prezioso, occorre intervenire con una profonda riqualificazione della parte monumentale del Porto che metta a sistema le diverse zone: Beverello, piazzale Angioino, Calata Piliero, darsena Acton, molo San Vincenzo, ed edificio dell’Immacolatella. “Sono tutti spazi importanti da valorizzare – ha concluso Prezioso – se vogliamo accogliere bene i 7 milioni di passeggeri che ogni anno attraversano il Porto di Napoli”.

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