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Dal 13 al 19 febbraio “Track and Bus”, la campagna della Polizia Stradale sulla sicurezza

Il Network Europeo delle Polizie Stradali “TISPOL” ha programmato nel periodo dal 13 al 19 febbraio 2017 la campagna europea congiunta denominata “Truck and Bus”. TISPOL è una rete di cooperazione tra le Polizie Stradali, nata nel 1996 sotto l’egida dell’Unione Europea, alla quale oggi aderiscono i 28 Paesi membri dell’Unione nonché la Svizzera, la Norvegia e la Serbia (quest’ultima con status di osservatore). L’Italia è rappresentata dal Servizio Polizia Stradale del Ministero dell’Interno, che da ottobre 2016 ha la presidenza del gruppo.

L’Organizzazione sviluppa una cooperazione operativa tra le Polizie Stradali europee, con l’obiettivo di ridurre il numero di vittime della strada e degli incidenti stradali in adesione al Piano d’Azione Europeo 2011-2020. Tale attività si sviluppa attraverso operazioni internazionali congiunte di contrasto delle violazioni e campagne “tematiche” in tutto il Continente, all’interno di specifiche aree strategiche.

L’obiettivo ultimo è quello di elevare gli standard di sicurezza stradale, armonizzando l’attività di prevenzione, informazione e controllo, anche attraverso campagne di comunicazione e operazioni congiunte i cui risultati vengono poi monitorati dal Gruppo Operativo TISPOL. Lo scopo della campagna “Truck and Bus”, programmata nel periodo dal 13 al 19 febbraio 2017, è di operare un’intensificazione dei controlli, effettuati dalle Polizie Stradali di tutta Europa, dei mezzi pesanti adibiti al trasporto di merci, degli autobus e dei veicoli destinati al trasporto di merci pericolose, sia d’immatricolazione nazionale sia straniera. Durante le giornate di controlli, gli agenti della Polstrada procederanno alla verifica dello stato psicofisico dei conducenti, il rispetto dei limiti di velocità, il rispetto della normativa ADR sul trasporto delle merci pericolose e tutte le altre prescrizioni sull’autotrasporto previste dalla normativa nazionale e comunitaria.

Quest’azione combinata a livello europeo ha la finalità di sviluppare la coscienza e la consapevolezza da parte di tutti i conducenti e utenti della strada che nella stesso momento tutte le forze di Polizia Stradale dell’Unione Europea stanno operando con le medesime modalità, strumenti omogenei e un obiettivo comune. A tal fine la Polizia Stradale ha predisposto sull’intero territorio nazionale, in particolar modo sulle arterie autostradali e di grande comunicazione nazionale e per tutto il periodo in questione e sulle ventiquattrore, l’ effettuazione di mirati controlli ai mezzi pesanti adibiti al trasporto di merci e degli autobus. I risultati a livello nazionale saranno resi noti a partire dal 27 febbraio 2017 e quelli complessivi europei in data successiva.

APPROVATI 12 PROGETTI PER IL RECUPERO DI PORTO MARGHERA CANTIERI PER 75MILIONI DI EURO Posta in arrivo

Il comitato di Coordinamento ha approvato la lista degli interventi ammissibili a finanziamento nell’ambito dell’Accordo di Programma sottoscritto tra Ministero dello Sviluppo Economico (MiSe), Regione Veneto, Comune di Venezia e Autorità Portuale.

I lavori approvati, la maggior parte dei quali è in fase di progettazione definitiva o pronti per il lancio dei bandi di gara per la realizzazione, saranno cantierabili già dei primi mesi del 2016.

Per l’Autorità Portuale si tratta di 12 progetti infrastrutturali, finanziati direttamente dall’Autorità portuale di Venezia o cofinanziati dal MiSe per un investimento complessivo di oltre 75milioni di euro (di cui 56milioni finanziati dal MiSE e 19milioni dall’APV) per il potenziamento delle caratteristiche del porto capace supportare il sistema manifatturiero/logistico di Porto Marghera di oggi e di domani.

Progetti che saranno capaci di creare quelle condizioni operative per il supporto e lo sviluppo delle imprese già insediate e per l’insediamento di nuove attività che sfruttino le due caratteristiche fondamentali di quest’area: il porto per l’industria e l’industria per il porto.

La ritrovata accessibilità grazie ai lavori di escavo dei canali, delle banchine esistenti e il ripristino dei tracciati ferroviari e quindi la capacita di attrazione di attività porto-centriche consentiranno di mantenere  elevati livelli di efficienza portuale a beneficio delle imprese e dell’economia del Nordest, ma anche dell’Italia e dell’Europa.

FS Italiane per una mobilità sostenibile e integrata nelle città metropolitane

“La politica dell’Unione Europea ritiene indispensabile dotarsi di infrastrutture di trasporto adeguate, efficienti e sostenibili in termini economici, ambientali e sociali. Il trasporto ferroviario rappresenta la modalità che meglio risponde a queste esigenze e l’integrazione modale rappresenta l’unica risposta possibile alla crescente domanda di mobilità”.

Lo ha affermato Michele Mario Elia, amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, intervenuto oggi all’Expo di Milano in occasione del convegno “Green Mobility for the European network of the metropolitan cities” promosso da FS Italiane, con la collaborazione dell’associazione QV/QC.

La conferenza, mirata ad approfondire i nuovi scenari legati all’integrazione dei nodi metropolitani italiani con i corridoi AV delle reti europee TEN-T e ad illustrare le politiche italiane per lo sviluppo del sistema AV e l’integrazione con il sistema di Trasporto Pubblico Locale, è stata l’occasione per fare il punto sui programmi intrapresi a livello nazionale nel settore, di fronte a personalità del mondo istituzionale e imprenditoriale.

Nell’ambito della tavola rotonda moderata da Paolo Mazzanti, sono intervenuti, oltre all’amministratore delegato del Gruppo FS Italiane, Carlo De Vito, amministratore delegato di FS Sistemi Urbani, Pietro Baratono, Provveditore Interregionale Opere Pubbliche per la Lombardia e l’Emilia – Romagna,  Enzo Bianco, Presidente Consiglio Nazionale ANCI, Maurizio Casasco, Presidente CONFAPI, Vittorio Di Paola, Vice Presidente Confindustria e John Bertazzi, Vice Presidente ANCE.

In questo contesto, è stato presentato e siglato il Terzo Protocollo di Intenti per la prosecuzione del Progetto “QVQC Quali Velocità, Quale Città. L’Alta Velocità – I nuovi scenari ambientali e territoriali in Europa e in Italia. Osservatorio sull’AV/AC in Italia” per il triennio 2015 – 2018, con l’obiettivo di creare una rete sulla base delle conoscenze e sinergie maturate dalla sottoscrizione del primo Protocollo (2008). Circa 50 i soggetti sottoscrittori, tra cui FS Italiane, ANCI, ANCE, CERTeT, RUR, CONFAPI e altre importanti realtà del mondo imprenditoriale, associazionistico e accademico.

Nei prossimi quindici anni il nostro Paese si troverà a dover affrontare una crescita della domanda di trasporto di oltre il 50%, con picchi che sfioreranno l’80% per le merci. Accessibilità, mobilità, esternalità sono quindi i tre elementi chiave che determineranno, nel prossimo futuro, la capacità dell’Italia di produrre valore. Solo alcuni dati: sul 10% del territorio nazionale risiedono il 50% dei residenti e il 55% degli occupati; nelle aree metropolitane di Milano, Roma, Napoli e Torino è concentrato oltre il 60% dei consumi nazionali.

“Gli investimenti nei nodi urbani ad alta concentrazione abitativa – ha dichiarato l’amministratore delegato di FS Italiane Elia, proprio a partire da questi dati  – sono prioritari e devono essere funzionali a garantire il funzionamento efficiente di sistemi di trasporto complessi, intrinsecamente sostenibili e multimodali”.

“Il Piano di Investimenti del Gruppo FS Italiane 2014 – 2017 – ha quindi sottolineato Elia – assume un ruolo fondamentale nel processo di modernizzazione e sviluppo economico del Paese. Dei 24 miliardi di euro complessivi previsti, oltre 15 mld (Contratto di Programma) sono dedicati alla rete convenzionale e, in autofinanziamento, 1,7 miliardi alla rete AV/AC e 6,4 miliardi per servizi di trasporto. Hanno assoluta priorità le opere incluse nel programma del TEN-T Network, l’incremento della qualità del servizio nelle aree urbane e l’innovazione tecnologica per accrescere e sviluppare i servizi offerti.” “16 mld di euro – ha poi evidenziato l’ad – è il valore del nostro programma di investimenti con impatti diretti sullo sviluppo del trasporto locale nelle aree metropolitane e sulla rete regionale. Lo stato di avanzamento complessivo è pari al 50%, sono quasi ultimati gli interventi programmati sulle aree metropolitane di Torino e Bologna.”

“L’ottimizzazione del trasporto collettivo e dell’intero sistema dal punto di vista economico, energetico e ambientale – ha continuato l’ad di FS Italiane – richiede l’integrazione dell’offerta in un unico disegno strategico, con una chiara divisione dei ruoli tra ferrovia, TPL su gomma, reti urbane su ferro e servizi urbani su gomma. Per creare un sistema interconnesso, puntiamo all’integrazione dei diversi servizi di trasporto a partire dalla pianificazione dell’orario, dell’offerta, fino alla scelta dei binari di sosta dei treni in stazione. Interventi infrastrutturali che riguardano ad esempio le banchine e tecnologici quali l’upgrading dei sistemi di informazione al pubblico puntano tutti a ridurre i tempi di interscambio”.

“In questo contesto, le stazioni – ha concluso Elia – devono essere concepite come hub della mobilità urbana dove sia possibile rintracciare agevolmente più tipologie di mezzi di trasporto per il percorso in città, con un’attenzione alla sostenibilità e all’ambiente. Aree di sosta dei taxi, terminal bus con percorsi protetti e attrezzati con informazioni sull’orario, l’andamento delle corse, aree di sosta per car sharing e per e-car rent, rastrelliere per bici private e per bike sharing, sempre più diffuso in molte città italiane; accessibilità integrata alla rete metropolitana.”

Regioni Ue premono su piani mobilità sostenibile

L’elaborazione di piani urbani per la mobilità sostenibile delle città europee è una priorità chiave per il Comitato delle Regioni (CdR) Ue. Da qui l’appello agli Stati membri, contenuto in un parere ad hoc, perché assicurino il necessario quadro legislativo che consenta concretamente alle autorità locali e regionali di creare e attuare le strategie urbane per la mobilità. “Questo parere consentirà al CdR Ue di premere ulteriormente perché le problematiche del trasporto urbano facciano parte integrante dell’agenda urbana per le città e permetterà all’Europarlamento di recepire queste preoccupazioni nella relazione sul pacchetto della mobilità urbana” – spiega Albert Bore, presidente del Consiglio comunale di Birmingham e autore del documento. Il Comitato delle Regioni Ue inoltre sollecita la Commissione europea ad assumere “un impegno determinato perché ci sia un coinvolgimento locale e regionale nella piattaforma europea proposta sui piani di mobilità urbana sostenibile e nel gruppo di esperti su mobilità urbana e trasporti degli Stati membri”.

Un passo avanti verso l’intermodalità dalla revisione di Direttiva su pesi e dimensioni

Nei giorni scorsi il Parlamento europeo, in seduta
plenaria, ha approvato il progetto di parere sulla proposta di Direttiva
'Pesi e dimensioni' ed ha accolto tutte le proposte avanzate da ANITA.
 Tali proposte riguardano il minore ingombro delle parti aerodinamiche
posteriori, una più lunga tempistica per la messa in esercizio delle nuove
strumentazioni aerodinamiche e delle nuove cabine, la tolleranza estesa ai
pesi e all¹altezza nei trasporti internazionali, la necessità di dare
un¹unica definizione di ³unità di trasporto intermodale² e in ultimo, ma non
meno importante, la possibilità di raggiungere le 44 t nelle tratte
terminali del trasporto combinato con veicoli a motore, a due o a tre assi.
 "Siamo pienamente soddisfatti perché il nostro impegno di consulenza tecnica
è stato premiato ­ ha dichiarato Eleuterio Arcese, Presidente di ANITA ­
questo risultato rappresenta una spinta verso il trasporto intermodale,
ritenuto dalle aziende di ANITA una possibile soluzione ai tanti problemi
del trasporto merci su gomma".

³Ci auguriamo ora ­ conclude il Presidente Arcese ­ che il testo, così come
è stato presentato e licenziato in prima lettura, non subisca modifiche
durante l¹iter legislativo².
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