Articoli marcati con tag ‘Val di Susa’

Val di Susa, Camusso apre alla Tav, ma critica Fs

Susanna Camusso

Camusso-Governo, si tratta su tutto, anche sulla Tav. Ma con aspre critiche verso le scelte di Fs nel Meridione.  “Il tema dell’Alta velocità – dichiara Camusso – riguarda lo spostamento del traffico delle merci alla ferrovia e il completamento di un sistema, nonché il collegamento del tunnel con quelli che l’Unione europea considera tra le opere strategiche”. Poi la critica al ponte di Messina, un’opera inutile, in quanto priva “di un collegamento ferroviario sia con la regione Calabria che con la regione Sicilia”. Secondo il leader della Cgil “se c’era una priorità di investimento era quella di collegare queste regioni con il sistema ferroviario nazionale. Esattamente l’opposto – aggiunge polemizzando – tra l’altro, di quello che le Ferrovie stanno facendo, avendo tolto i treni della notte e avendo cominciato a ridurre la possibilità di collegamento sui treni ordinari”. Susanna Camusso parla di “stupro del traffico ferroviario” e afferma che sarebbero utili azioni “sia riqualificando corse che sono state cancellate, sia costruendo reti dove non ci sono, sia collegandoci con l’Europa”.

No Tav, migliaia in Val di Susa con le cesoie, nessun incidente

La protesta va avanti in Val di Susa

Si è svolta senza incidenti la manifestazione No Tav organizzata ieri in Val di Susa. Ciò che molti temevano, cioè un’altra giornata di guerriglia, non è avvenuto. Grazie a un corteo nutrito ma responsabile e a un’organizzazione dell’ordine pubblico flessibile ma ferma. Muniti di cesoie, i partecipanti sono riusciti a raggiungere la prima recinzione del cantiere e a tagliare le reti, come da dichiarato obiettivo della manifestazione. Il cantiere, però, non è stato toccato. Verso le 15 il corteo ha fatto dietrofront.

Undici le persone fermate dalle forze di polizia prima della protesta, alcuni in possesso di maschere e tronchesine. Molte di più, 747, le persone controllate e quasi 500 le auto fermate. A guidare il corteo (di alcune migliaia di persone, nonostante la questura ne abbia dichiarate solo 1.500), le donne, al grido di “sappiamo cucire ma anche tagliare”. Circa 1.700 invece gli uomini delle forze dell’ordine, muniti di idranti e mezzi blindati. Ma lo scontro non c’è stato, niente black bloc, niente lanci di pietre.

“Abbiamo portato a casa gli obiettivi che ci siamo prefissati – commenta Alberto Perino, leader del movimento No Tav in Val di Susa – possiamo ritenerci più che soddisfatti”. Soddisfatto anche il prefetto di Torino, Alberto Di Pace, che afferma che “la legalità è stata garantita”. Ma all’orizzonte si intravedono nuove azioni di protesta.

Val di Susa, vertice per la sicurezza a Torino

Una manifestazione dei No Tav

Si riunirà questo pomeriggio a Torino il comitato provinciale sulla sicurezza e l’ordine pubblico, per discutere della manifestazione organizzata per domenica prossima dai No Tav in Val di Susa. Obiettivo dichiarato dei manifestanti, quello di tagliare le resti di protezione del cantiere dove sono in corso i lavori per la Torino-Lione e fare irruzione. Ad annunciare la riunione è stato il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, al termine dell’incontro interistituzionale convocato con Provincia e Comune di Torino per valutare le misure da adottare in tema di trasporti.

Cota ha invitato gli organizzatori della manifestazione a “non farsi strumentalizzare. Se valsusini e amministratori locali vogliono rappresentare un punto di vista diverso rispetto alla realizzazione dell’opera – ha sottolineato il governatore – non devono mischiarsi con chi genera violenza”.

Tav, anche Abruzzo e Marche danno battaglia. Ma per averla

Cna in rivolta

Mentre non accennano a placarsi le proteste in Val di Susa contro la realizzazione del tunnel Tav, Abruzzo e Marche sono pronte a dare battaglia. Ma per non essere escluse dai tracciati. E dagli ingenti investimenti.

“Occorre aprire subito un tavolo di confronto con i diversi soggetti istituzionali interessati – afferma la Cna delle due regioni coinvolte, o meglio, non coinvolte dall’Alta velocità – interessati per rivedere le scelte in materia di investimenti ferroviari per i prossimi anni”.

Le imprese di Abruzzo e Marche – afferma la Cna – uniranno la propria voce per contrastare in tutte le sedi scelte strategiche destinate a penalizzare le nostre terre in modo irreparabile.

Val di Susa, i No Tav fanno appello all’Ue

No Tav alla corte d'Europa

Mentre perdura il clima di tensione in Val di Susa, i No Tav decidono di battere un’altra strada: quella della Commissione Europea. La Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone chiede adesso un incontro con Siim Kallas, vicepresidente della Commissione, e Laurens Jan Brinkhorst e Desiree Oen referenti per il progetto prioritario Ten-T, ovvero delle reti transeuropee di trasporto.

Nella lettera inviata alla Commissione Ue si evidenzia “una concreta situazione di rischio sociale e ambientale e, oltre a questo, i nostri legali – continua la lettera – ritengono irregolari le procedure di autorizzazione e di avvio del cantiere”.

“La convinzione che quest’opera non sia necessaria – afferma Sandro Plano, presidente della Comunità Montana – è rafforzata nella popolazione locale dal difficilissimo momento economico e sociale che l’Europa e l’Italia stanno attraversando, con il Governo costretto a ridurre finanziamenti sulle scuole, sulla sanità, sugli interventi di difesa del suolo. Questa gravissima crisi accentua lo scontro sociale e popolare già forte nel nostro territorio. Convinto che solo con il dialogo tra le Istituzioni sia possibile affrontare le gravi problematiche che stiamo vivendo, vi chiedo di incontrare una nostra delegazione, per illustrare le ragioni della nostra opposizione e fornire una descrizione sul reale stato di avanzamento del progetto”.

Onlit: Le grandi opere e la comparazione (negativa) costi/benefici.

Ponte sullo stretto di Messina

L’Osservatorio Nazionale sulla Liberalizzazioni nelle Infrastrutture e nei Trasporti (Onlit): “Il ponte sullo Stretto, il traforo della Val Susa e il terzo valico Milano-Genova vanno cancellati in quanto non in grado di reggere ad una seria analisi della domanda e di comparazione tra costi e benefici, mentre la realizzazione del nuovo traforo del Brennero trova la sua ragione nel sostenuto traffico di merci in treno attuale e futuro”.

“Va anche ripensato il modello nostrano di project financing – dichiara Dario Balotta, presidente dell’Osservatorio – sotto la cui etichetta si mascherano nuovi interventi pubblici con finalità assistenziali, che portano fuori controllo anche la spesa in conto capitale attraverso il Cipe e la Cassa depositi Prestiti. Un esempio in questo senso sono i lavori della privatissima BreBeMi, partiti grazie ad un prestito fuori mercato di 750 milioni della Cdp, agli anticipi di 175 milioni delle Fs e con un capitale di rischio irrisorio del 20%”.

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