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IL COMMISSARIO EUROPEO VIOLETA BULC HA INCONTRATO I RAPPRESENTANTI DEI PORTI DEL NAPA

Il Commissario Europeo dei Transporti Violeta Bulc, ha incontrato al Porto sloveno di Koper i rappresentanti dei Porti dell’Alto Adriatico, membri dell’Associazione NAPA, riuniti per l’Assemblea Generale: i porti italiani di Venezia e Trieste e il porto croato di Rijeka. All’incontro hanno partecipato anche i rappresentanti dei porti di Monfalcone e Chioggia, che hanno chiesto di diventare membri del NAPA.
Il Commissario Bulc ha sottolineato il suo interesse per i porti del Nord Adriatico che sono stati riconosciuti come “Porti Core” della rete TEN-T già nel 2011 e confermati nodi strategici anche dei due principali corridoi europei: il corridoio Baltico-Adriatico e il corridoio Mediterraneo. Per questa ragione, il Commissario si è dimostrato particolarmente interessato ai piani di sviluppo di ciascun porto.
Il potenziale della regione è ancora inutilizzato, ed è questo il motivo per cui i porti del NAPA hanno ambiziosi piani infrastrutturali.
Per questo i rappresentanti dei porti del NAPA hanno chiesto al Commissario Bulc di sostenere lo sviluppo infrastrutturale in ciascun porto membro e i relativi sistemi logistici che garantiranno il pieno sviluppo dei Corridoi della “Core Network” europea.
I rappresentanti del NAPA hanno infine sottolineato che il rafforzamento del ruolo delle porte d’accesso dei porti del Sud Europa (NAPA, Mediterraneo e Mar Nero) consentirà di ribilanciare i traffici tra il nord e il sud, incrementando l’efficienza dell’intero sistema.

FS Italiane, AD Elia incontra a Strasburgo europarlamentari italiani

Sviluppo in Europa e percorso verso la privatizzazione
Sono questi i prossimi obiettivi del Gruppo FS Italiane, illustrati oggi a Strasburgo dall’AD Michele Mario Elia ai deputati italiani del Parlamento Europeo, al Commissario Europeo ai Trasporti Violeta Bulc e al Presidente della Commissione Trasporti Michael Cramer.
Il Piano Industriale 2014-2017 di FS Italiane guarda all’Europa come naturale terreno di sviluppo. Per tagliare questo traguardo, è necessaria la nascita di un unico mercato ferroviario europeo, davvero liberalizzato, che non ponga restrizioni all’accesso alle reti di ciascun paese e che non sia asimmetrico, rispettando i principi di reciprocità. Un mercato che, magari grazie anche all’istituzione di un regolatore unico europeo, non abbia più le barriere tecniche e amministrative che spesso impediscono di fatto il processo di liberalizzazione. Basti pensare che il nuovo Frecciarossa 1000 (interoperabile e capace di raggiungere i 400 km/h) dovrà essere omologato in ogni singolo Stato europeo in cui Trenitalia vorrà farlo viaggiare, con procedure spesso lente, ripetitive e costose.
FS Italiane sostiene perciò la proposta del Parlamento Europeo, che prevede la piena liberalizzazione di tutti i servizi dal 2019, con una clausola di reciprocità che impedisce alle imprese provenienti da mercati chiusi di competere in quelli liberalizzati. Sostiene anche la proposta dell’Europarlamento in tema di governance, con un modello di impresa a holding che assicuri la trasparenza dei flussi finanziari tra le diverse società controllate e l’indipendenza del Gestore dell’infrastruttura.
Tale modello è sufficientemente flessibile per adattarsi alle diverse realtà ferroviarie europee e favorisce anche la tipologia di percorso verso la privatizzazione del Gruppo FS Italiane prevista dal Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano, con l’entrata in borsa di una quotazione minoritaria nel corso del 2016. Si tratterà del primo caso di quotazione di un gruppo integrato: una modalità che permetterà la valorizzazione dei risultati raggiunti negli ultimi anni, dell’efficienza del gruppo e della capacità di innovare e creare valore.
Grande attenzione da parte del Gruppo FS Italiane anche per lo sviluppo del Piano Juncker: un investimento potenziale di 315 miliardi di euro che potrà incrementare la spesa in infrastrutture anche in Italia. Proprio alla fine di febbraio saranno presentate le richieste di finanziamento 2014-2020 all’Unione Europea per la Torino-Lione e per il tunnel del Brennero, opere entrambe rientranti nell’ambito delle reti europee TEN-T (Trans-European Networks – Transport).

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